16 maggio, 2006

il mio favoloso mondo


Nel mio favoloso mondo colorato non c'è spazio per nessuno. Nel mio favoloso mondo ci sono solo io.
Ci sono io che coloro, io che parlo al telefono, io che faccio quello che posso per gli altri.
Io che mi metto il ghiaccio al ginocchio e mi dimentico di averlo messo e lo faccio diventare acqua, acqua vecchia.
Acqua vecchia? Mi risuona nella mente e credo che mi ossessionerà, almeno per qualche ora...acqua vecchia....acqua vecchia...
Come riproporre sempre le stesse cose, ritrovarsi a fallire sempre sugli stessi punti, essere ancora qui a scriverne.
Ecco, acqua vecchia, mi rimane in mente, mi colpisce restare acqua vecchia nella mia stessa vita.
Mi fa paura sapere che ho cambiato tutto ed adesso la base che ho, sono io, prima di tutto, solo io.
Allora mi soffermo a pensare che è solo all'acqua vecchia che devo stare attenta.

Stare bella dritta, su questa sedia, sentire la schiena che si rilassa ed aspettare che tutto scorra.
Acqua vecchia sono solo i miei freni, è fermarsi, avere ripensamenti.
Dritta, dritta e decisa su quella strada, come sui tacchi, è così che devo muovermi.

15 maggio, 2006

la mia velocità


E' che dovrei iniziare a raccontare da settembre, o da prima, di come sono cambiate le cose, di come si è modificata la mia solitudine. Dovrei iniziare a raccontare la verità, tutta la verità, sulle mie vacanze, sul mio amore, su tutto, in modo inesorabile.

Dovrei iniziare e potrei non finire. Dovrei inziare, ma non vorrei mai finire.

Quello che mi succede, potrebbe essere chiamato stress, potrebbe essere chiamata fissità, potrebbe essere chiamato tutto in un modo diverso, ma non sarebbe la verità.

La verità è che ho lasciato andare tutto l'amore che ho provato in dieci anni, per dieci anni, la verità è che ho sbaglaito su tutta la linea, non con lui ma con me, la verità è che sono ststa per tutta la vita quello che non volevo essere, la verità è che io, sola ci sono sempre stata e mi ci trovo bene.

La verità è che sono stanca di voler lottare con le mie paure ed i miei limiti e che lo voglio fare da sola. La verità è che se non faccio le cose da sola poi, non riesco a sentirle veramente mie, ma alle vote vorrei qualcuno, qualcuno vero, vicino a me.

Ho tutto, ho davvero tutto, ma ho sempre lottato solo ed unicamente per rimanere da sola.
E sola come un suicidio... era la canzone che amavo di più del tango di Garrel.

Era la cosa che mi toccava più il cuore era sapere che la solitudine assomiglia ad un suicidio e che il mio volgermi al sud ( vuelvo al sur como se vuelve sempre al amor... vuelvo a vos con mi deseo con mi tremor...vuelvo al sur como un destino del corazon..soy del sur como los aires del bandoneon...siento el sur como tu cuerpo en la intimidad...) era un volgermi alle mie membra al mio bacino prostiuito, al mio amore, che non è mai esistito.

Be', dentro di me non è mai esistito amore, questo basterà per parlare della mia verità.

Vorrei solo dirla una volta, in una volta sola, la mia verità, vorrei potermi lasciarmi accudire, serenamente, vorrei poter dire tutto, ma veramente tutto per poi sapere che non sarò meno ma sarò, perchè liberata di un peso, sollevata dalle mie responsabilità, dalla mia vita.
Vorrei poterlo fare, ma io non funziono così. Non funziono, non vivo, non sarei io.

Ma almeno voglio un paio di giorni al mese di vacanza, voglio quella tregue che solo lui poteva darmi, voglio, quello, un po' di pace da tutto questo strazio.

(Non piu’ le stelle
dei tuoi occhi tornero’ a vedere
Forse in un sogno
di notte mentre non dormo
Forse di giorno
tra un pensiero e un altro
Non piu’ le stelle
del mio cuore tornero’ a baciare
Non piu’ le note
della voce tua mi accarezzeranno
Audioricordi
me la riporteranno
Quanto vorrei
poter dimenticare
Ma la memoria del mio cuore
non si puo’asportare
Mai piu’
il tuo amore saro’
il tuo nome diro’
Lo pronuncero’
piano
tra la terra e il cielo
Mai piu’
il tuo amore saro’
il tuo nome diro’
Lo pronuncero’
piano
quando soffia il vento)

14 maggio, 2006

sonno sonnone

è che sono rilassata, ho sonno, allora, stasera almeno, non ce la faccio a scrivere a lungo...

12 maggio, 2006

happy birthday to me


Effettivamente è il mio compleanno.
Non dico nient'altro perchè ogni compleanno mi mette un misto di malinconia e di entusiasmo che mi spiazza. La schizofrenia si fa largo, la soddisfazione ed il panico pure, ma io sono questa ed è passato un anno, che nella scansione dell'inconsio è essenziale, così si dice, ed allora io penso all'anno scorso. E sono felice. Se non felice almeno serena, soddisfatta, in piedi. Ed è così strano... Be' happy birthday to me!!!Happy birthday to me!!!

11 maggio, 2006

buon lavoro, Presidente.


Come spiegare quello che è successo?
E' successo che per la prima volta è salito alla carica più importante dello Stato Italiano un ex comunista. Ma la bellezza di tutto questo non è il fatto che Giorgio Napolitano sia un ex comunista, un comunista, un migliorista, un riformista (le definizioni sono estremamente riduttive in questo caso...più di quanto lo siano per loro stessa natura), l'importante è rappresentato dal fatto che egli sia una persona che ha avuto ben fermo, davanti agli occhi il fatto che l'Italia è uno Stato, non un paese, e che gli interessi personali non sono niente di fronte al bene comune.
Ma questo non significa spiegare quello che sento adesso.

Stamattina la sveglia è suonata molto dopo la mia sveglia biologica. Ho fumato una sigaretta prima del caffè, ma non ci posso fare niente, i miei sogni non aiutano a vivere bene la mattina, in questo periodo.
Ma me ne fotto, dei sogni, sono solo la proiezione di quello che penso, di quello che sento, non di quello che faccio, di quello che vivo. Allora mi faccio un caffè.
Prepararmi...vestire, lavarmi, uscire sono stati lenti, difficili, operosi.
Di solito sono un'automa, faccio tutto a memoria, ma oggi no, volevo continuare a lottare con il sonno.
Decido che non ho bisogno, non voglio troppo trucco e sono pronta.
C'è il sole. Chiudo la porta, scendo le scale e non riesco ad uscire. Salgo le scale, ancora assonnata, bevo il secondo caffè, fumo la seconda sigaretta e piove, tormenta, pioggia, più di quanto dovrebbe. Non posso uscire vestita in questo modo.
Accendo la quarta sigaretta e decido di riparare la cerniera alla gonna, di mettere gli stivali da pioggia e, poi, uscire.
Esco, sono in ritardo a tutti gli appuntamenti, compro cose che non voglio, almeno c'è la mia amica che continua a dimostrare la sua follia, mentre scegliamo un regalo da comprare ad un nostro amico.
La mia amica... la mia amica...
E poi mangiamo e poi ho sonno, ho tanto sono. Ho così sonno che ricomincerei a vivere da capo, dal primo giorno. Ma non si può fare, sono le regole ed io ci sto. Non voglio contraddire nessuno che non sia io.
E poi? E poi?
E poi vuoto totale fino a quando non torno a casa. In treno, in città, tutti sembrano guardarmi, forse per le medicine che porto nelle biste, forse per i miei stivali, non lo so, ma io, detto in tutta onestà, penso a come scomparire.
Ma non posso, ed allora salgo sul treno, cerco di sentire la radio, ma il treno suona più forte di quanto lo faccia il mio aggeggio infernale. Allora decido, decido di smettere, cambiare musica, cambiare impostazione vitale, di scrivere.
Scrivendo, passa del tempo ma non è abbastanza. Il mio viaggio dura quaranta minuti. Me ne mancano trenta ancora e non ho passato ancora il punto critico del viaggio.
Mi attardo a leggere un inserto uscito dal giornale e comprato la scorsa domenica, piena di città e di persone. Mi fermo a leggere un articolo che parla del viaggio di Ulisse, dello scontro con Enea e del ditirambo giambico e di come quest'ultimo sia stato essenziale allo sviluppo del teatro ed alla partecipazione del pubblico alla storia messa in scena. Io non avevo dubbi, ero d'acordo con le tesi di ogni autore che leggevo.
E mentre leggevo, l'odore di casa, di tutto il mio mare, di tutto il mio piccolo mare.
Tutto il porto ben steso davanti agli occhi. Dei muri che non fanno vedere oltre, dei lidi turistici abbandonati da oltre trent'anni. Be' rovine e mare, sono arrivata a casa.
Chiamo mia cugina, so che solo lei può darmi una mano. Lo fa finchè può e finchè possiamo. Ridiamo, scherziamo, ironizziamo sui nostri ostacoli alla vita. E così passa.
Poi apro il computer. Leggo le mail e c'è la mail di Mario.
Parla di cosa sia Giorgio Napolitano per lui. E parla a nche di cosa sia Napolitano per me.
La sua mail arriva a me perchè sono il filtro, la correttrice di bozze. Io non so cosa diavolo pensi Mario, ma nella vita ho solo una cosa, ed è il mio istinto ed allora mi affido a quello che faccio. Non mi ha mai tradita, è il mio istinto, mi ha sempre salvata, perchè non dovrebbe continuare a farlo?
Più leggo quello che ha scritto Mario più sono felice. Sono felice perchè scrivo, correggo, metto virgole, muovo capoversi e cerco di capire dove porre accenti,a quali parole dare importanza.
Ma le parole hanno già la loro importanza, la loro strutturra.
Devasto Mario, gli chiedo tutto, un supporto totale. Mi sento a disagio a violare quello che scrive. Ma quello che scrive è così bello che più leggo, più non posso non toccarlo.
Allora lo pubblico. Mi accorgo che è tardi, l'appuntamento è al porto tra dieci minuti. E sono lì, con miei amici con cui parlare e bere e mangiare in assoluta libertà.
Poi torno a casa e mia madre non ha chiuso la mia finestra.
E tutto il cielo è blu, le nuvole sono blu ma la luna è lì, ben piantata in cielo. Ed io, amo la vita, più di tutto amo la mia finestra ed amo questa casa, la amo, perchè è il mio paese, anzi, perchè è la mia nazione.

(onore, gloria, lunga vita e vittoria a Giorgio Napolitano)

09 maggio, 2006

Menisco, parte uno. A piazzale Tecchio.













Se fosse facile, non sarei qui a scriverlo.

Mi sembrano strane delle coincidenze che sono avvenute in questo week end. Mi sembra strano che gente che non vedi da vent'anni chieda di te e poi sia piuttosto sgradevole quando dico:<>. Sto dicendo che non so se posso venire, cazzo, non che sei una stronza omofoba!
Ma forse sono io che mi sbaglio.
Come mi sbaglio riguardo alle affinità, come mi sbaglio riguardo ai consigli che do, come mi sbaglio a stare seduta ancora su questa sedia, nonostante il dolore.
Nel mio ginocchio si sta condensando tutta l'umidità della vita, si stanno codensando tutte quelle cose melmose, appiccicose che non mi fanno muovere bene le braccia.
Mi è ritornata la fame, che in queste ultime settimane mi aveva liberato e resa tranquilla.
E' vero, sto a casa tutto il giorno, mi fa male una gamba, non posso muovermi alla perfezione ma non è un buon motivo per buttare la vita in un sacco pieno di cibo proprio adesso.
Proprio adesso che sono libera da quello che mi è successo negli ultimi dieci anni, proprio adesso che guardo le altre persone, proprio adesso che capisco gli uomini che voglio, ora che so che questi uomini sono giusti, sono il meglio di quello che posso avere ma che comunque hanno altro a che pensare.
Ed io sono stupida, sono troppo convinta che non si valga una lira in alcune situazioni.
Sono troppo convinta che il mio uomo, se deve parlare con me, lo deve fare così come lo farebbe con il suo migliore amico(ma entro certi margini, ovviamente).
Sono troppo convinta che non mi interessa avere un uomo qui, accanto a me, se non è onesto, puro, se quest'uomo davanti ai miei occhi non si pone per quello che è, ruttando forse, con la maglia sporca di sugo, grattandosi le balle o componendo il mio nome con le bucce dei mandarini.
Me ne fotto, non mi interessa avere un uomo trattenuto, finto, migliore accanto a me. Voglio il peggio delle sue virtù, voglio lo sporco più sporco, questi sono i miei patti.
Ma ad i miei patti non c'è nessuno che ci stia, sono miei e basta.
Mi accorgo che le persone, ma gli uomini, ancor di più, non vanno d'accordo con questo di me. Io voglio la loro vera cattiveria, nessuno è disposto a regalarmela. Un uomo solo lo ha fatto e sappiamo tutti com'è andata a finire. Ma, almeno lui, a questo patto con me, ci è stato.
In conclusione: posso cambiare colore dei capelli, posso dimagrire venti chili, posso essere intelligente, ironica e la regina del sesso, ma nessuno, nessuno, nessuno starà ai miei patti.
Cioè forse un giorno qualcuno starà ai miei patti, ma, in questo frangente, è meglio scappare.

Goodbye, ruby tuesday.
Qui piove, il ginocchio condensa gli umori ed io, senza i tacchi, sono costretta a pensare.

fatwa reverse














Vedete cosa succede ad utilizzare la propria vita per scrivere? Vedete?

E se non vedete, guardatemi qui, immaginandomi, che tossisco da ore.
Per tutto un racconto mi sono lamentata della mia gola, del mio cambiamento e di una cosa che sentivo opprimermi proprio liggiù, nella gola.
Dannazione! Mai nessun segno e poi, all'improvviso... una crisi di tosse, non respiro, penso, cazzo sto morendo e non ho neanche fumato una sigaretta stasera, cazzo!!
Bevo, mangio caramelle e niente, questa cosa alla gola mica va via, eh, no che non va via.
E' una bella noia... non posso tossire bene, i miei, in questa casa ci dormono, non come me.
Non posso neanche far finta di deambulare con me stessa, loro dormono ancora.

Mi sa che quello che ho alla gola è solo un'allergia...

...riguardo quello di cui parlavo con fafi... il problema non è quello, non è solo, quello...è che c'è una parte bellissima di Jules e Jim in cui si dice: abbiamo giocato con la sostanza della vita e abbiamo perso e poi, più in là si aggiunge: non alla tua anima perchè non ci credo più. Ebbene, io non ci credo più. Ci ho creduto, intensamente, il massimo che ho potuto, ma, adesso a tutto questo io, davvero non ci credo più.
Ma vi prego, che qualcuno mi provi che sbaglio a non credere, che qualcuno, chiunque, lo faccia!

08 maggio, 2006

tra quello che non vuoi e quello che non avrai mai.







Ecco, bene, dopo una giornata così, dopo un'altra giornata così, io penso che la mia pacificazione sia quasi possibile. E se non è una pacificazione definitiva almeno un po' di tregua, potrò averla adesso che sono definitivamente da sola. Intendiamoci, il concetto di sola non è così drammatico come appare attraverso il definitivamente, vuole solo significare che adesso, capìti gli sbagli, non sarò così diabolica da rifarli e mai più disperazione in my life.
(se solo potessi davvero cominciare a vivere gli uomini...)

E rimane tutto qui al mio ritorno. Sarà la casa, sarà l'essere uno, sarà l'afa, ma io che ne so che cos'è mica lo so io che cos'è!!Io non so che sta succcedendo a tal punto che ho scritto un racconto che doveva essere un reportage ma che non è mai stato un reportage e dè diventata un racconto su un gatto che era pazzo e faceva di tutto ed era sempre stato così ma il signor Murphy se n'era accorto che era un po' superdotato, il gatto, allora il signor Murphy decide di dire che pure quel gatto, Zanella, era stato ammaestrato da lui come tutti gli altri negli ultimi vent' anni e allora lui, il signore, no il gatto, scrive un libro, fa successo in tutto il mondo si compra una casa nello Yorkshire, poi un giorno incontra un ingegnere biogenetico che dice a Murphy che sa che il suo gatto è sempre stato così, allora il tizio che ammaestra i gatti dice al signor ingegnere che gli avrebbe dato uno stipendio fisso, sì , il pizzo si pigliava il signor ingegnere che si chiamava Gino. Allora Gino, dopo che si prende il pizzo dal signor Murphy(che poi io mica lo so che ci fa un tizio che si chiama Gino assieme a uno che si chiama Murphy?)non è ancora contento perchè vuole stare sempre col gatto perchè vuole sapere perchè proprio Zanella è così, allora Gino prende un suo amico veterinario ed una volta all'anno gli fa aprire il gatto dicendo al signor Murphy che il gatto ha una specie di tumore. Invece quando lo aprono, non glielo dicono al signor Murphy, che non è molto scetato, si sa, ma questi si prendono i tessuti per studiare questo gatto di che cos'è fatto. Allora Gino decide che quel gatto l'ama e non si vuole più separare da lui ed allora decide di indossare un orrendo e caldo costume che è uguale al gatto Zanella e lo sapete che fa Gino tutto il tempo??? Aspetta che Zanella muoia!!

Vi rendete conto???? Diciamocelo, se io sapessi dove cacchio sto andando, io, personalmente, non credo avrei scritto tutto 'sto poco.
Che io, poi, con gli animali... ma io agli animali... boh, io gli animali non li conosco.

(ah, cari, scusate per il post su napoli, era un po' delirante, oltre che brutto, ma mi è proprio uscito dal cuore, magari cerco di spiegare il tutto meglio la prossima sensazione così che mi succede, chè così, a me non va proprio bene)

06 maggio, 2006

la mia città















In molte occasioni amo la mia città. Ma ci sono delle volte in cui io sento, estremamente che questo è il mio posto. Quando torno da qualsiasi viaggio, da qualsiasi spostamento, quando lo faccio di notte, c'è una parte dell'autostrada che diventa tangenziale e che dopo il primo casello diventa nient'altro che Napoli. Dall'autostrada si vedono le luci arancioni della strada che mi riporta a casa e più ci si avvicina al mio posto più sono felice, sono felice se è la notte a fare il viaggio con me. Si cammina, di notte in modo fluido e poi scoppia. Scoppia tutto il golfo, scoppia S. Martino, scoppia anche il centro direzionale che è uno strano ammasso di finti grattacieli. Scoppia tutta la zona industriale, le botti di petrolio, che mi ricordo piccola quando incendiarono, scoppia la mia città. Perchè scoppia, ma sul mare, nel mare, di luce non ne trovo mai neanche una. La mia città scoppia di luce e confusione.Ed io sento che questa è casa.

05 maggio, 2006

finalmente...















Eccomi, finalmente.
Il template non mi soddisfa ma, del resto, questo è il massimo che so fare.
Non ho ancora chiamato nessuno al mio nuovo blog, allora domani lo farò.
Ebbene, prima che arrivi un vero template, il mio nuovo blog è questo.
Buongiorno mio nuovo blog!!! Mi aspettavi???
A parte gli scherzi... inizio, adesso inizio...

30 aprile, 2006

relazioni intime

















Pensavo all'esigenza del silenzio,della solitudine, della compagnia di amici, del non doversi mettere in gioco.
Ragionavo sul fatto che, io , adesso sto prendendo una vacanza da quello che negli ultimi mesi mi sono obbligata a fare, semplicemente, mi sono presa una nuova vita, mi sono ripresa la mia vita, così, esattamente, nello stesso modo in cui io voglio. Non c'è niente da fare, sono fatta in un modo, non posso contrastarlo fino in fondo come ho fatto fino ad adesso, sono questa non c'è nient'altro e mi bastano un paio di birre, le mie sigarette e degli amici fidati, non per forza sereni per prendermi una vacanza dallo strazio, davvero, non mi manca nient'alro.
Lo so, è solo un rifugio, non è la Vitavera ma io, ho bisogno, almeno stasera, alemo per un po'di un rifugio, che sia il mio.

24 aprile, 2006

sospiro















E' che alle volte sento il mio corpo arrendersi.
Si arrende alle sconfitte subite, alle violenze che non avrò mai il coraggio di confessare.
Si arrende alla vita, non c'è bisogno di altre spiegazioni.
Vado avanti, cocciutamente, ossessivamente ed adesso, non ho davvero più niente, ho solo parole da scrivere e non sempre sono quelle giuste.

Ci proverò, resiterò, ma devo dormire, devo dormire una notte sogni sereni, tranquilli magari felici. Il sonno, mi serve un un sogno, di nuovo.

21 aprile, 2006

Tutto questo strazio.










C'è sempre qualcosa di migliore o di peggiore.

Il concetto è che c'è qualcosa e basta.
Il concetto è che c'è sempre qualcosa di più, di peggiore o migliore non importa -spesso, i due concetti si equivalgono e, del resto, hanno le stesse conseguenze- l'importanza è dimenticarsi degli altri, dimenticarsi di tutte le persone che non fanno parte della propria vita, dimenticare e basta.
Ed io in questo momento mi odio, mi odio perchè mi sto costringendo a sentire quasta musica a correggere le cose che scrivo proprio con questa musica che mi spezza il cuore.
Ma è l'unica con la quale posso correggere davvero quello che sto scrivendo.
Il peggio è fatto, mi sono fatta sanguinare il cuore una volta, adesso non sarà niente a confronto.
Parlo di scrivere, non parlo della vita.

Riguardo alla vita meglio non parlarne. L'unica cosa che mi viene in mente è:
Quando finirà tutto questo strazio?

E penso a Turnè, il film che più ho amato di Salvatores, e penso a Diego Abatantuono che chiede se prima o poi ci sarà un momento della vita in cui bisogna correre.
Ripenso a questo, ma la mia domanda è un'altra:
Ci sarà, nella vita un momento in cui finirà tutto questo strazio?

E per questo ripenso al passato e ho solo una conclusione.
Al Suo peggio non c'era fine, ma il meglio, quello non poteva neanche essereparagonato a questa specie di vita.

Il fatto è che unica, nel senso di una, sono nata, ed una morirò.
E non avrò avuto un giorno veramente felice nella mia vita.

Qualcuno se ne rende conto che non so più chiedere aiuto?
Ovviamente si, qualcuno se ne accorgerà presto:la parcella del mio prossimo psicologo

20 aprile, 2006

finalmente ho trovato il modo!
















finalmente ho trovato il modo di fare quello che voglio fare: scrivere, serenamente, liberamente e pubblicamente. Questo è il modo, passo tutto il tempo a scrivere, non faccio altro che scrivere, mi basta farlo serenamente ed è quello che mi basta, semplicemente, scrivere.

19 aprile, 2006

all'internet!


















isolata dal mondo, posso accedere alla mia vita multimediale solo da un dannato internet point. sono sola, senza commenti e senza aggiornamenti stabili, almeno posso usare firefox qui...ed è già tanto.
ora torno a casa, aggiornerò tutto il più presto possibile

17 aprile, 2006

pasquettatranquilla.













a casa, casatiello, vino e cannelloni. sento evil degli interpol. la pace è dentro me ed il resto dietro di me. vacanza, sono in vacanza. per due giorni, ma è comunque vacanza.

14 aprile, 2006

Disfatta multimediale!!















Ebbene, il mio pc mi odia. Mi si è infilato un cavallo di troia tra i files, sono disperata e neanche il log in posso fare per accedere ai miei blog.
La tristezza regna sovrana e così scrivo, scrivo scrivo. Ossessivamente trascrivo per un esercizio le mie conversazioni telefoniche elettorali...chissà come finirà...pretendo una telefonata dal premier che attesti la sua resa!

La mia prima terza volta.













Ecco, il mio nuovo spazio.
Mi sento imbarazzata ad abbandonare liggiù (si lo so, non si può parlare di un effettivo spazio in questo non-posto) il mio vecchio blog, quello che mi ha portato dopo un anno qui, in questa vita nuova, serena e felice. Allora, per non sentire troppo il distacco, per tenere ancora un po' con me il cordone ombelicale, porterò un po' di post qui con me, perchè mi manca un po' quello che ho lasciato, la vita che ho lasciato lì, ma questo è un posto nuovo ed un nuovo modo per me. Amerò anche questa cosa che sto facendo come tutte le altre.
Lo so, non è un passo così grande da fare, ma è questo, un posto nuovo per me.

04 aprile, 2006

sono un coglione


Ebbene, il premier Berlusconi, oggi, ha dato il meglio di se'. Quando l aproposta di abbattere l'ici sembra troppo arriva un'altra affermazione che riesce a strabiliare noi tutti ancora di più:"Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi". E soprattutto contro i suoi!!!. Testuali parole!!!


Crede che non saremmo così COGLIONI da votare a sinistra??? Be' dimostriamogli che ha torto!!!Noi siamo coglioni!!!Ed orgogliosi di esserlo

TUTTI ALLE 20 in queste piazze:
Firenze, piazza della signoria
Napoli, piazza dei martiri
Siena, piazza del campo
Bari, piazza umberto
Milano, piazza duomo
Torino, piazza castello
Bologna, piazza maggiore
Palermo, davanti al teatro massimo
MUNIRSI DI COPPIE DI PALLONCINI GONFIATI!!!!!

Per maggiori informazioni rivolgersi al sito Sono un coglione.splinder.com!!!Ducento contatti al secondo, siamo coglioni, siamo tanti!!!

13 marzo, 2006

matchpoint. v.0.1


qual'è la cosa che mi è piaciuta di più di matchpoint? è che lungo tutto il film sono raccontati i giusti motivi delle azioni di ognuno. non sembrano esserci giudizi di valore( se non fosse per il fatto che tutto deve avere una soluzione drammatica e che tutto deve avere come base una fottuttissima fortuna)e non c'è niente da fare. i motivi di ognuno ci sono, non c'è niente da fare. è tutto uguale. davvero, ognuno ha i suoi buoni motivi.