30 giugno, 2006

mahjong


Assoluta, un'incazzatura assoluta. Il fatto di non capire quali siano parti importanti o meno del libro che sto studiando mi crea un'incazzatura notevole. Ed adesso non so perchè mi è appena venuto un flash. Di Parigi. Ma non del Musee d'Orsay, non del Marais, non del Caffè dei Giacobini. No.
Un ricordo veloce di quando stavamo tornando a casa, all'incrocio. Un posto normale, un posto in periferia, uno come può esserci anche a Parigi. La mia mente gioca brutti scherzi.
Mi pianterei coni piedi a terra e farei i capricci, se solo il mio corpo mi permettesse una volta di piantar grane, io farei i capricci, oggi, lo posso giurare. Perchè qui fa caldo, io non ho dormito e non sono ancora abbastanza lucida per studiare i differenziali di prezzo.
Quindi il mio nervosismo può fare quello che vuole di me, oggi, io me ne chiamo fuori, non m'interessa niente oggi. Non m'interessa nessuno. Ed io ho da fare e da combattere con troppe coseper mettermi a pensare. Vado a fare gli stracazzi miai, vado a studiare una cosa che non ho ancora capito a cosa mi serva, perchè a me, di quello che c'è scritto su questo libro non interessa.

28 giugno, 2006

stanca



stanca, stanchissima, stanca, stanchissima...e poi ho scoperto che mangio quando non studio ed i sensi di colpa aumentano e allora mangio ed allora domani smetto di impegnarmi perchè la gastrite inizia a farsi largo dentro di me e allora è meglio evitare...quindi domani smetto, ma adesso sono stanca aspetto un altro po' in piedi ma poi adesso, stra un po' vad a dormire perchè poi domani chi mi sveglia se tardo un altro po'?
meglio mettersi a letto, leggere un po' di esamei e leggere un po' di svago con i cpaitoli brevi.
allora desso mi preparo a dormire che forse è meglio, ed è meglio che continuo a ascrivere un altreo po'...stanca stanchissima, mi allontano dal blog!

27 giugno, 2006

costituzionalmente



E, comunque, non ci speravo proprio nella vittoria dei si, oggi.
Ma ne sono molto fiera.
E' bello che ci sia speranza.

25 giugno, 2006

piccoli






Più ci penso, più non ci credo...
Solo per aver cambiato piccoli particolari nella mia vita. E l'ho fatto proprio quando non ci speravo più. Più ci penso ed io non ci credo. Se qualcuno mi avesse detto che sarebbe successo, se un anno fa qualcuno, mi avrebbe detto che io, oggi, sarei stata così, io, questo qualcuno, mai l'avrei preso sul serio. Ed invece, mi sarei dovuta fidare...


...ed oggi è stata la prima volta che ho sentito mario partire...adesso, dopo nove mesi, mi sono accorta che la sua casa è quella...

23 giugno, 2006

la mia ecografia





un giorno mi odierai. perchè coreggo, rileggo, cambio versione e mi viene l'ansia. un giorno mi odierai. ma adesso va bene così.

22 giugno, 2006

piccola insonnia

Sono due notti che non dormo. Cioè dormo, ma solo dalle cinque del mattino. Dormo da quando mio padre si sveglia, viene in camera e mi dice: "eh, buongiorno...". Mio padre, sa essere molto fastidioso quando vuole, mio padre sa che l'ironia, quando il suo destinatario non ha la forza di rispondervi, è un colpo basso, molto basso. Ieri notte speravo che il fatto di leggere mi avrebbe evitato il silenzio, l'accumularsi di pensieri, lo stendersi con la schiena dritta al centro del letto. La lettura non ha cambiato un cazzo, non mi ha addormentanta neanche per un attimo.
Alle quattremmezza ho finito il libro alle cinquemmezza ho sentito la sveglia di mia madre. E credo di essermi addormenata poco dopo.
Il problema è che io adesso non ce la faccio. Appena sveglia mi sono accorta che tutti quegli anni passati ad addormentarsi alle prime luci dell'alba mi hanno resa vecchia. Ho passato sei anni sveglia di notte da sola con il cervello all'erta ed adesso non ce la faccio più. Potevo svegliarmi serenamente a mezzoggiorno, potevo dormire tardi la notte, prima, ma adesso il corpo non riesce più a vivere d'insonnia. E sento al testa piena, sento tutta la pesantezza, le macchie sul mio viso, il caldo. Sento tutto, dovrei studiare ma non riesco in nessun modo, a svegliarmi. Non riesco in nessun modo a vestirmi, prendere il treno ed andare a Napoli. Perchè questo posto è diventato irrespirabile per me. Rimando ogni attività, rimando perchè mentre prima mi riconoscevo solo nella mia insonnia, adesso, invece, se non dormo non sono più io. Spero solo in una mano, in un aiuto, perchè oggi non ho la forza. Ho bisogno di un'autista, di addormentarmi guardando il telefilm pomeridiano, ho bisogno di qualcuno che si curi di me. Ne ho bisogno sempre, ma oggi, faccio un'eccezione, cerco di trovare chi mi curi, oggi. Non lo lascio solo pensiero, solo bisogno, oggi. Abbasso le difese, hai vinto tu.

21 giugno, 2006

fernando.







ebbene, in questo delirio, in questo momento di estrema lucidità, per ogni giorno che torno a casa, ho una canzone dei diaframma e due canzoni degli abba. e stasera l ami acanzone è dedicata al tango.
(e fafi sa perchè...)









Can you hear the drums Fernando?
I remember long ago another starry night like this,
In the firelight Fernando,
You were humming to yourself
and softly strumming your guitar,
I could hear the distant drums
and sounds of bugle calls
were coming from afar.

They were closer now Fernando,
Every hour every minute
seemed to last eternally,
I was so afraid Fernando,
We were young and full of life and none of us prepared to die,
And I'm not ashamed to say the roar of guns and cannons
almost made me cry.

There was something in the air that night,
The stars were bright, Fernando,
They were shining there for you and me,
For liberty, Fernando,
Though we never thought that we could lose,
There's no regret,
If I had to do the same again,
I would, my friend, Fernando,
If I had to do the same again,
I would, my friend, Fernando.

Now we're old and grey Fernando,
And since many years I haven't seen a rifle in your hand,
Can you hear the drums Fernando?
Do you still recall the frightful night
we crossed the Rio Grande?
I can see it in your eyes,
how proud you were to fight for freedom in this land.

There was something in the air that night,
The stars were bright, Fernando,
They were shining there for you and me,
For liberty, Fernando,
Though we never thought that we could lose,
There's no regret,
If I had to do the same again,
I would, my friend, Fernando.

There was something in the air that night,
The stars were bright, Fernando,
They were shining there for you and me,
For liberty, Fernando,
Though we never thought that we could lose,
There's no regret,
If I had to do the same again,
I would, my friend, Fernando,
Yes, if I had to do the same again,
I would, my friend, Fernando,
If I had to do the same again,
I would, my friend, Fernando...

p.s. per chi c'era stasera devo una citazione di una donna fantastica che non so descrivere se non come Gigino. So solo che quella donna è un genio e non posso spiegarvi in nessun modo quanto mi fa ridere. Ipse dixit:
"a me i malati terminali mi stanno sul cazzo!"

20 giugno, 2006

god:dog



C'è un piccolo regalo che il mio amichetto mi fece l'anno scorso.
Rodeo Massacre, degli Ulan bator.
Mi mantiene sospesa, questo disco, tra quello che trovo di brutto sotto i miei piedi e la consapevolezza che un po' di bello c'è. Non so bene ancora dove, ma c'è.
E quindi, alleggerita dalla malinconia( come il sentore di qualcosa di bello che si sa che c'è, ma manca) studio, leggo e ascolto Rodeo massacre.
Quello che adesso mi aiuta a studiare e a farlo anche velocemente.





E allora riporto un link,del video di Pensèes Massacre e poi Fly!Candy Dragon. Fly!.
Ma devo lasciare un testo.
God: Dog, eccolo:

Ton sang froid ne suffit pas
Pour éteindre l'incendie que tu as jeté sur moi
Tes mensonges, tes sortilèges
Elle a tout brûlé !
Emmène moi nulle part
Mais loin des tranchées creusées
Du feu de joie consumé
Là où le pardon est “peine capitale”
Des fils de joie sur-poudrés
She has no fun...
Le parfum des rêves brûlés
S'exhale des flammes enivrant une société
Qui n'a plus rien à perdre
Plus rien à rêver
Plus rien à pleurer
Ne sait même plus pour qui prier
Elle a tout tiré... blanches... brunes
De la poudre à canon
Défoncé, défoncée
Et j'ai prié:
God:Dog...


19 giugno, 2006

sogni&co.




Non so quando è iniziata questa storia.
Quando mi sveglio ricordo sempre perfettamente le cose che sogno, le ricordo, le collego e sto meglio. Da un paio di settimane, però, non ricordo cosa sogno e mi sveglio con una sensazione di inquietudine, con il mal di testa. Con un fastidio diffuso, per sintetizzare.
Già adesso il mal di testa sta riprendendo a pulsare, se ci penso.
I miei sogni sono legati, suppongo da questa sensazione, a l'uomo che ho amato fino a apoco tempo fa. E non capisco perchè. Non capisco cosa c'entri lui in tutto questo.





La probabilità di incontrarlo è, nella mia mente, apparsa dopo l'inizio dei sogni. La probabilità di incontrarlo è una cosa che non voglio, che non vorrei per nulla al mondo.
Ma potrebbe capitare, e auspico, questa volta, il silenzio, solo un po' di silenzio.
Ho tante cose da recriminargli e non voglio più farlo in quel modo.
Se c'è qualcosa da chiarire, non è la rabbia, se c'è qualcosa da fare, di certo non è urlare.
Ma non c'è più niente da fare.

Stanotte ho sognato di accompagnare i miei amici a casa e, mentre mia madre mi intimava di tornare a casa- lo fa più o meno, ogni notte-io, di tutta risposta non tornavo ma il mio istinto mi portava a roma, da mario.
Lo raggiungevo in un luogo strano in cui sapevo sarebbe andato.
Ed, assieme ad i suoi amici c'era lui. E cercavo d'ignoralo, ma in realtà cercavo di andare via. Ma non potevo andare via.
In una parte del sogno dicevo di non conoscere le strade di quel luogo, ma mi muovevo tranquillamente per le strade che non erano la mia città.
In un'altra parte del sogno trovavo tutte persone ed uomini che a me interessavano. Ma alcuni erano con le ragazze ed io facevo una figura barbina davanti a loro.
Poi c'era lui, che non era con la sua ragazza. Non so cosa ci facesse lì, nel sogno non lo capivo, e mario mi diceva che lui aveva avuto un figlio. Che era identico a lui, io guardavo lui con un sorriso da madre e mario mi faceva segno e mi chiedeva come avessi fatto a saperlo prima che succedesse. Ed io sempre non potevo andare via, la sensazione costante di tutto il sogno era che io, non potevo andare via. Una volta per mantenermi lì, normale con persone che non conoscevo, una volta perchè non lo so ero come legata a qualcosa che mi tratteneva. Ovviamente era qualcuno a trattenermi. Ma erano molto di più le convenzioni, quello è certo.
E poi mi sono accorta che sulle strade facevo qualcosa di pericoloso, mi sono accorta che il posto era molto più buio ed angusto e scriteriato di quello che pensavo che non sapevo proprio più cosa fare.
Poi, non mi ricordo come, ero a casa, salivo le scale cercando di spiegare a mia madre il motivo per cui le avevo detto che sarei tornata a casa ed invece no. Pensavo fosse furiosa e spaventata ed invece lei mi accoglieva come fosse passata solo un'ora mentre erano già le prime ore di sole, lei si era ddormentata, non si era svegliata durante la notte, io non l'avevo telefonata proprio per non sveglairla nè per farle spaventare ed adesso lei andava al lavoro.
La cosa assurda è che questo sogno è cominciato laddove ieri era finita la mia serata accompagnando lungo via toledo i miei amici. E non capisco, non capisco davvero. Forse quello che ho sognato era proprio quello che volevo fare, forse il sogno voleva ricordarmi che per quanto io mi sforzi, le cose non concluse mi verranno sempre dietro e che le cose non miglioreranno mai, con gli altri, se non risolvo, in modo equilibrato un'altra questione.
Ma non c'è niente da risolvere. Per quanto la felicità con lui era il massimo della bellezza che io abbia mai sentito nella mia vita, adesso io sono quello che voglio, quello che sono e non sono mai stata così assieme a lui. Ed il distacco è l'unica cosa che posso regalarmi, pensandoci bene sopra. E' la cosa più bella che io abbia mai fatto nei miei confronti, questo distacco.

...ma il sogno non lo ricordo bene, non lor icordo in una parte essenziale, lo so ed adesso non sono certa sia questo quello che mi stavo raccontando...

la mia vita con una dea.

Molti di voi già sanno che ho sofferto per anni d'insonnia.
Soffrivo d'insonnia, perchè, tornata a casa, facevo il conto della mia vita, delle cose sbagliate o incomplete.
E mai ho pensato alle cose perfette. Perchè mai si può pensare quando si cerca un modo per migliorare il resto, il resto di quello che è marcio.
Perchè non m'interessa capire dov'è la perfezione, m'interessa solo capire quello che di stagnante esiste.
Allora, stanotte, devastata dal sonno di una ritirata solitaria, con lo stereo nella mia autobianca ho sentito una canzone.
La mia vita con una dea, dei Diaframma.
Sono rimasta a pensare che i primi versi... di giorno provo da ingegnere ma di notte ti vengo a cercare... sono quello che ho sempre fatto con la mia vita.
Cercavo uomini, cercavo motivi, cercavo qualcuno con cui parlare, di notte, ma soprattutto cercavo quello che potevo capire, gli errori.
E cercando, cercando, ho trovato.


Ho trovato il sonno la pace, la serenità ed un nuovo modo di pensare le cose.
E poi mi sono accorta che ho un ottimo senso dell'orientamento.
Non riesco davvero a perdermi neanche quando sono davverointenzionata a farlo.
Ed allora, la mia vita con una dea:

Di giorno provo da ingegnere ma di notte ti vengo a cercare lasciando quel che resta dietro me. - Regina dei miei giorni, dea! come anelo le tue braccia su di me - La strada dei miei sogni in qualche modo la voglio cullare con lunghi, lunghi giorni accanto a te. ma non e' non e' non e' che un adorabile agguato teso a me... Lo accetti un sacrificio, dea un mare di nuove possibilita' lo accetti un sacrificio, dea ci pensi alla vita come sara'... Ma un sacrificio non e' passare la notte depresso e ubriaco di te. ma un sacrificio tu certo non sei ma e' nella pelle che brucia quanto ti vorrei. Io amo i suoi pensieri i desideri di ogni giorno che passa il suo sorriso fresco su di me. Troviamoci sui tetti, dea a far di nuovo progetti di come sara' la vita fatta insieme e poi, sei tu che l'ami e non la vuoi piu' scordare ogni giorni mi abbandoni per ogni giorno che mi torni a cercare e vivo quest'attesa pensando che questa curva impazzita mai retta sara'. Ma un sacrificio non e' passare la notte depresso e ubriaco di te. ma un sacrificio tu certo non sei ma e' nella pelle che brucia quanto ti vorrei.

16 giugno, 2006

voi non sapete cos'è l'amore.

Che ne sapete voi della vita

Che ne sapete voi di qualsiasi cosa
Chi fra voi l'hanno mai licenziato da un lavoro
oppure ha mai picchiato la sua donna
oppure è stato mai picchiato dalla sua donna
Io sono stato licenziato cinque volte dalla Sears and Roebuck
Mi licenziavano e poi mi riassumevano di nuovo
facevo il magazziniere da loro a 35 anni
e poi mi hanno sbattuto dentro perché rubavo dolci
So cosa cignifica ci sono stato
Ora ho 51 anni e sono innamorato
Questa pollastrella lei mi dice
Bukowski
e io dico Che c'è e lei dice
Penso che sei un sacco di merda
e io dico baby tu sì che mi capisci
E l'unica al mondo
uomo o donna
che me lo può dire
Ma voi non lo sapete che cos'è l'amore
Tutte quante sono tornate da me alla fine
ognuna di loro è tornata
fuorché quella di cui vi ho detto
quella che avevo piantato
Siamo stati insieme sette anni
Bevevamo un sacco
Vedo un paio di dattilografi in questa stanza ma
non vedo poeti
Non mi sorprende
Bisogna essere stati innamorati per scrivere poesie
e voi non lo sapete che cos'è essere innamorati
ecco il vostro guaio
Datemi un po' di quella roba
Così va bene niente ghiaccio bene
È buono è proprio lui
Allora cominciamo questa buffonata
So cosa ho detto ma me ne faccio uno solo
Sa di buono
Okay dunque facciamola finita
dopo però nessuno stia vicino
a una finestra aperta.

14 giugno, 2006

voi non sapete cos'è l'amore.

Bukowski dice lei
Perché ascolti musica classica tutto il giorno
Non vi pare di sentirla mentre lo dice
Bukowski perché ascolti musica classica tutto il giorno
E' sorprendente vero
Non l'avreste mai detto che un brutto bastardo come me
potesse ascoltare musica classica tutto il giorno
Brahms Rachmaninoff Bartok Telemann
Merda quassù non potrei scrivere
C'è troppo silenzio troppi alberi
Mi piace la città quello è il posto per me
metto su la mia musica classica ogni mattina
e mi siedo davanti alla macchina da scrivere
accendo un sigaro e fumo così guardate
e dico Bukowski sei un uomo fortunato
Bukowski l'hai sfangata
e sei un uomo fortunato
e il fumo azzurro galleggia sopra il tavolo
e io guardo fuori dalla finestra su Delongpre Avenue
e vedo la gente che va su e giù per il marciapiede
e tiro dal sigaro così
e poi appoggio il sigaro sul portacenere così
e faccio un respiro profondo
e attacco a scrivere
Bukowski questa sì che è vita dico
va bene esser poveri va bene avere le emorroidi
va bene essere innamorati
Ma voi non lo sapete che roba è
Voi non lo sapete che cosa vuoi dire essere innamorati
Se la poteste vedere capireste quello che voglio dire
Lei era convinta che venissi quassù per scopareProprio così
Mi ha detto che lo sapeva
Merda ho 51 anni e lei ne ha 25
e siamo innamorati e lei è gelosa
Gesù è bellissimo
ha detto che mi strappava gli occhi se venivo quassù a scopare
Ecco, questo sì che è amore
Ma che cosa ne sapete voi
Lasciate che vi dica una cosa
ho incontrato uomini in galera che avevano più stile
della gente che bazzica i college
e va alle letture di poesia
Sono delle sanguisughe che vengono a vedere
se i calzini del poeta sono sporchi
o se gli puzzano le ascelle
Credetemi io non li deluderò quelli lì
Ma voglio che vi ricordiate questo
c'è solo un poeta in questa stanza stasera
solo un poeta in questa città stasera
forse solo un poeta vero in questa nazione stasera
e quello sono io

voi non sapete cos'è l'amore.








L'ho sempre pensato che le letture di poesia significano svendersi

Guardatemi ho 51 anni e sono stato in giro
lo so che è svendersi
ma mi dico Bukowski
meglio svendersi che morire di fame -
Insomma eccovi qui e tutto va storto

Quel tizio come si chiama Galway Kinnell
ho visto la foto in una rivista
Ha un bel muso
ma è un professore
Cristo figuratevi
È anche vero che pure voi siete professori
ed ecco che sto già insultandovi
No non ne ho sentito parlare
non ho sentito nemmeno lui
Sono tutti termiti
Sarà il mio ego ma non leggo più molto
ma certa gente che costruisce
reputazioni su cinque o sei libri
termiti

voi non sapete cos'è l'amore.


Ebbene, stasera io non ci sarò a fare un post. Quindi, nel frattempo, faccio una cosa che ho già fatto altrove. L'altrove è il mio vecchio blog, che pian piano sto riportando qui su blogger.
Quello che ho fatto è stato trascrivere una poesia di Raymond Carver dedicata a Bukowski. A dire la verità non è solo dedicata a, ma è lo stesso Bukowski a parlare. Amo entrambi, non c'è nientre da fare. Ecco:



Voi non sapete che cos'è l'amore

(Una serata con Charles Bukowski)

Voi non lo sapete che cos'è l'amore ha detto Bukowski
Io ho 51 anni guardatemi

sono innamorato di questa pollastrella sono cotto ma anche lei si è fissata

e insomma va bene così è così che deve andare

gli entro nel sangue e non ce la fanno a sbattermi fuori

Le provano tutte per liberarsi di me

però alla fine tornano tutte indietro

Sono tornate tutte fuorché quella che avevo piantato

Ci ho pianto per quella

però in quei giorni piangevo facile

Non datemi da bere roba forte
se no divento cattivo
Posso starmene qui a bere birra
con voi hippies tutta la notte
potrei berne dieci litri di questa birra
e niente come fosse acqua

Ma se tocchiamo la roba forte
mi metto a buttar la gente fuori dalle finestre
butto fuori tutti dalla finestra I'ho già fatto
Ma voi non lo sapete che cos'è l'amore

Non lo sapete perché

non siete mai stati innamorati è chiaro
lo me la faccio con questa pollastrella lei è carina
Mi chiama Bukowski
Bukowski dice con questa vocina
e io dico Che c'è
Ma voi non lo sapete che cos'è l'amore
ve lo dico io che cos'è
ma voi non mi ascoltate
Non ce n'è uno di voi in questa stanza
che potrebbe riconoscere l'amore neanche se si alzasse
e ve lo mettesse nel culo

13 giugno, 2006

"mi fa male lo stomaco, ho una fitta non proprio nel fianco sinistro, ma quasi. sono raffreddata ed ho la tosse, una dannatissima tosse. non solo mi comporto come fossi l'amica di tutti gli uomini ma ho anche un rantolo, uno schifosissimo rantolo. ho la tosse da due settimane almeno ed ancora mi ostino a fumare. che io sia sempre dannata. ma questa non è ipocondria, non credo di avere qualche male, vorrei solo stare di nuovo bene, vorrei essere del tutto in salute per almeno tre settimane consecutive, questo corpo, mi rigetta, non mi vuole bene, solo perchè anche io non gli voglio bene.ma smettiamola di litigare."


e l'ho scritto almeno sei mesi fa ed allora pensavo di sentirmi ancora così e adesso non mi sento più così. l'importante è non restare in casa perchè adesso non riesco a permettermelo. non posso stare sola, non posso stare in casa. è farmi male, fare poche cose. allora non posso pensare, devo solo uscire, pensare ad altro cercare di non impazzire e trovare e cercare di prendere più che posso. non so quello che posso prendere perchè io non vedo proprio niente, vedo soloun'enorme tristezza ed un'immobilità, forte, determinata, assoluta.
mi serve un motivo, mi serve un motivo per farle, certe cose.

abba

Io che torno a casa con dancing queen in sottofondo ed i ragazzetti che giocano nella piazza sotto casa mia. Io che torno stanca a casa e vado a leggere e poi subito a dormire. Il mal di testa mi opprime in questi giorni.. sarà sempre e solo perchè so qual'è la causa del mio male e piango me stessa.
Vado a dormire e lascio un altro testo... in questi giorni lascio le mie vere parole ad altri e lascio che sia la musica a sentire per me. Ovvero mi lascio tornare solo e veramente attraverso la musica...



some days the rain
comes down so hard
that kind of lame
you can’t hold
your personal disasters
running for some cover

the judge, afraid of beein judged
is standing still
all day long
thoughts are spread in fragments
whenever she’s around

everytime i look into your eyes
i feel
like i’m falling off the sky,
oh yeah
feel like getting close to
glueing all the fragments

if you could make it through your own thoughts
I know
you would never let me down, oh baby
i feel like getting close to
a self-inflicted disaster

after the rain
it comes the sun
it will be there for all of us
gluein all the fragments
until our days are over

After the rain
It comes the sun
It will be there for everyone
First of all I trust in you
More than that I love you

everytime i look into your eyes
i feel
like i’m falling off the sky,
feel like getting close to
glueing all the fragments

after the rain
it comes the sun
it will be there for all of us
gluein all the fragments
until our days are over

After the rain
It comes the sun
It will be there for everyone
First of all I trust in you
More than that I love you

some days the rain
comes down so hard
that kind of lame
you can’t hold
your personal disasters
running for some cover



after the rain
it comes the sun
it will be there for all of us
gluein all the fragments
until our days are over


( e gli addii sono finiti. torna tutto come un cerchio attorno alla mi apersona, non al mio cuore, ma solo alla persone che vive, che respira che beve e che prende le vitamine... basta che io mi lasci un po' qui, tranquilla a vivere...)

12 giugno, 2006

il collettivo s'ha da fare.

Embè, è inutile che io parli solo per uno. Io devo dare un addio a tutti, davvero a tutti ed allora è inutile che ci contiamo balle, ci parliamo d'amore, di sesso o cos'altro. E' tutta una questione di addii, di sensazioni, di colonne vertebrali e di polmoni d'acciaio.
E' tutto questo quello che mi aiuterà, disseminare tutti i miei addii per la rete o per la vita o per la strada, ancora non so dove bene disseminarli.
Ma io inizio da qui, che non si sa mai funzioni.
E' stata tutta una combinazioni di versi sbagliati, non comunicanti ed ingarbugliati, ingarbugliati all'eccesso verso l'unico luogo ed era solo la fine.
Ma la fine è una tregua, anzi unapace per me. La fine delle mie ostilità. Ed adesso devo disseminare un po' di fini, termini, difficoltà narrative varie. E tutto mi sorride, in questi momenti. Se c'è qualcosa che posso fare è dire che tutto è finito, che tutto non esiste, non ci sono più rapporti, nel senso che non esiste più un io e te, che non esiste un facciamo, beviamo , andiamo... fottuto plurale, fottuto plurale.
E quindi il plurale adesso non c'è più, è da mesi, a dirla tutta, che non esiste, e comunque è più bello per me che non ci sia.
E mi serve qualcuno che sappia gestire gli inizi, che abbia un po' di self control su questa cosa.
Be' un inizio è sempre una cosa, non so come lo condurrò, ma giuro, su questo post che lo farò. E vaffanculo, ad un certo punto, come a nascondino, chi sta fuori e chi sta dentro!
E quindi il mio più grande addio, su questo blog. Tra un rigo circa.

Dimmi dimmi dimmi
Com’è stato masturbarti col mio pene?
Come per me una sega tra le tue gambe?
Si conosco questa solitudine
E gli esercizi di eleganza delle nostre articolazioni
Serve si serve l’afa di una notte nuda
Per far evaporare la noia attraverso una sigaretta
Che non si spegne mai non si spegne mai..
È alta sartoria in questi ricami imbastendo strati su strati di necessità
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
E molle sotto i piedi di una improvvisazione
Ghiri gori per riempire la tela avanzata ad un bravo pittore
Domande per rispondere a domande senza risposta
Bugie decise indossate con tanta grazia da
Non farmi sentire nudo
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni
Io non ho sentimenti, solo sensazioni

( e, cazzo, se non è un vero addio questo, io davvero nn so chi chiamare a farmelo spiegare, che cosa fare per farmi liberare, se l'esorcista deve essere solo uno oppure molti. e così, meglio di così io non posso fare. basta un po' di estate, donatemi un po' di estate, quella degli afterhours, ve ne prego! io sono povera di snetimenti, sono piena di fissazioni, ma ho solo questo che mi salva, i miei lombi. solo loro possono salvarmi. ma adesso, stronzi chenon sono altro, sono un po' momomaniaci. dannati lombi! liberatevi ed uscite!rubate! toccate le femmine!)

11 giugno, 2006

sensa titolo, con lo stesso titolo.

E allora ero in macchina e pensavo fossi tu, ma non eri tu e allora ho pianto più di quello che dovevo, ma io pensavo ad un altro, allora non era giusto che di nuovo fossi tu ed infatti non eri tu ed è stato terribile pensare che tutto potesse tornare come prima ed io mi sono sentita inutile ed ho sentito tutti questi mesi fuggire via e poi ho sentito la birra tutta sul mio colllo che non rimaneva in piedi che andava di qua e poi di là ed allora io ho pianto, ho pianto troppo, ma non ho pianto abbastanza.
perchè per quello che ci è successo io non ho mai pianto abbastanza, non ho mai pianto troppo, non ho mai pensato quanto fosse giusto ed inumano questo dolore , questa amputazione, questo cercare di rinnovarsi con tutti gli errori del passato dritti, forti e pesanti, tutti sulla mia schiena.
se fossi la mia psicologa mi prendere i calci mi direi che nell'altro posto, nel posto in cui io sono libera, dovrei tornarci e prendere quello che voglio una volta per tutte. e questo me l'ha detto anche il mio migliore amico. ma con tutto questo peso io dove credo di andare? sono certa che io voglia far fare ad altri le scelte che io stessa non sono pronta ad accettare? eh, sono pronta?
...un po' di leggerzza e di stupidità...
ah, che depression, ah, che disfattismo, ah, che calo di tensione...
è solo che ci vorrebbero i miei lombi a comandare che fare, non ci vorebbe questo suono continuo di campanelli che non si fermano più e non ci vorrebbero persone che mi dicano quanto sangue io ho sprecato a sentire cantare chi amavo.
e io ho sempre sentito cantare, ma adesso non è più il modo che io amavo sentire, ma adesso non sento le stesse canzoni, ma adesso non sono la stessa persona ed adesso io vado a dormire, perchè i miei lombi mi consigliano un'altra persona, peggiore o migliore non so, ma io quello voglio e me ne fotto in quale strazio mi andrò a cacciare....
... è solo che a te, uomo che hai distrutto tutte le mie notti insonni io devo dirti, per un 'ultima volta addio, ed io te lo dico con una canzone che quando eri con me mi faceva piangere ed adesso è diventata solo una fra mille, una fra 30 giga, una che mi ha fatto piangere ed adesso niente più.
ora aspetto solo che i miei lombi vengano ascoltati e capiti da chi può, da chi deve e chi solo può soddisfarli.


I got a car, full tank a gas
oh let's get out of here
get out of here fast
ooh everyone's confused
so I stay in my room
I wanna go but I don't want
to go alone

I hope you get this message
oh you're not home
I could've been there fifteen
minutes ago
you don't have to pack your things
we'll make it up as we go along
I wanna go but i don't want to go alone
with you i could never be alone.

( e questo solo è il mio vero addio... del peggio posso descriverlo ma del meglio, non posso parlare. aspetto che tutto si rinnovi che io cambi pelle come un serpete qualunque. aspetto, e so che il mio coropo, assieme alla novità, ritorvi, quello che ha perso o che perda quello che ha ritrovato non essere suo... e di certo non sei più tu. uomodeilombi, aspettiamoci...)

10 giugno, 2006

rigurdo il frame

riguardo il frame non ho niente da dire. può parlare il mio stomaco, a dire il vero la mia pancia e le viscere tutte. ma riguardo quest'argomento io non so parlare. chiamate i miei lombi, loro sapranno spiegare meglio. loro sanno sempre cosa fare. io sono un pochetto aggressiva, lo so. ma è così che mi hanno disegnata, è così che funziono. non ho neanche il raffreddore, non mi sono neanche stancata. non ho neanche nessuna voglia di distruggere quello che ho trovato fino ad adesso. ma, cazzo, il mio istinto ha sempre ragioe ed io, perchè mi sto cacciando in un continente che non conosco? i miei lombi hanno ragione, lo so. ma io non so più aspettare. perchè l'attesa a parer mio è una grossa perdita di tempo. l'attesa, a parer mio è solo un 'inutile rimando. allora perchè prendersi in giro? perchè parlare di cose che non interessano? i fatti sono quelli che contano ed io più di questo, cosa posso fare? a me sembra di non poter fare davvero niente di più. ditelo se posso fare di più. basta chiedere e non balbettare.
forse mi sbaglio e, comunque, a scanso di equivoci, io, domani chiedo un parere autorevole sull'argomento.

09 giugno, 2006

la sessualità della pantera rosa

Domenica, a Trastevere. Entro in libreria ed oltre a notare l'uomo più bello che io abbia mai visto, mi metto un po' a leggere le edizioni Feltrinelli piazzate nel bel centro della libreria, a ferro di cavallo. Trovo l'ultimo libro di Efraim Medina Reyes.
Ne cerco la prima pagina, leggo la dedica che non è proprio una dedica e la trovo, la prima pagina.
Metto il libro che ho preso sopra agli altri cinque esposti e mi tuffo nelle edizioni della minimum fax.
Guardo ogni centimetro nella libreria e poi esco. Mi fermo a parlare con Mario della mia vita sui gradini del Museo di Piazza S. Egidio. Gli spiego cose che forse lui conosce già, gli spiego il perchè di alcune scelte sentimentali, il perchè alcune cose le ho rifiutate. Il perchè lo sappiamo entrambi. Ed il perchè è solo un aquestione di pancia, lombi e viscere. Il problema sta tutto lì nella mia pancia. E non è un problema. E' solo desiderio. E' desiderio di un desiderio che mi stia addosso quanto la pelle almeno. Adesso io, questo non ce l'ho. E non l'ho mai avuto, a dire tutta la verità.
E poi io e Mario abbiamo passeggiato, siamo tornati a casa ed io mi sono messa a scrivere, ma tutta la sera, nella mia mente c'è stata solola prima pagina di quel libro:

Blues 27
Quando hai più di quanto ricevi

rischi la pelle e poi non devi

dire che ti hanno ingannato.

Questo non significa che tu non debba amare

non è una guida al suicidio, riveduta e corretta

è solo qualcuno che ha imparato ad andarci piano.

Fidarsi è il peggior delitto e la via

più breve per l'inferno.

Questo non significa che non ti possa fidare

è solo qualcuno a cui hanno spezzato

il cuore troppe volte in una

stessa notte.

Amare e fidarsi sono passioni umane

dello stesso genere e non sono nessuno

per dirti cosa devi fare

solo un tizio messo male che ha imparato ad andarci piano

a non fare più del necessario.

...avevo tutto dentro, non riuscivo a dirlo e quando ho letto queste parole, ho sentito il mio pensiero muoversi, spaccarsi e poi piangermi sulla fronte.

02 giugno, 2006

radioamerica

Dovevo andare a vedere Volver con una mia amica. Poi ho passato tutto il pomeriggio a telefono(che wind noi2 sia sempre lodato!) e ho perso del tutto la cognizione spazio-temporale.
Non mi sono accorta del fatto che piovesse, non sapevo che ore fossero, non mi sono accorta del fatto che fossi sola a casa.
Così, il film era alle undicimenodieci, sono scesa da casa alle dieciequarantadue.
Corsa dalla mia amica, ancora parlando al cellulare( o cellulave che dir si voglia), tangenziale senza telepass( lo confesso, è la mia dipendenza!), e alle dieciecinquantacinque ero fuori al cinema. Biglietteria piena di gente, Volver era già iniziato. Io per un secondo ho la folle idea di andare a vedere vita da camper, poi il codicedavinci, poi xmen qualcosa e poi ci guardiamo io e Vale e tutte e due leggiamo Radio America.
Il nome ci sembra richiami qualcosa di carino. Io, pessimista, penso che la fiducia che accordiamo incoscientemente al film sia dovuto all'assonanza del titolo con Radio Days.
Non abbiamo alternative, facciamo il biglietto.
E poi, perdiamo il biglietto, ritorniamo, scavalchiamo persone che a loro volta avevano tentato di scavalcare noi, ci riprendiamo i biglietti, andiamo verso la sala, ma non è quella la sala, poi torniamo indietro e troviamo la sala, prendiamo dei posti a caso perchè mica lo trovavo io, biglietto dopo che l'avevo messo in borsa. Allora ci sediamo davvero a caso ed allora vediamo uno spilungone che si sta sedendo davanti a noi, ma no, si siede accanto a me, quindi pensiamo che il pericolo è scampato, e allora ci mettiamo ad aspettare che cominci il film e poi viene una comitiva di persone che, guarda caso, si devono sedere proprio dove siamo noi, allora scaliamo di posto e vediamoc he non ce la fanno perchè sono troppi allora scappiamo nella seconda fila e vediamo il trailer di un film di Alejandro Agresti che sembra fatto da uno statunitense qualunque e invece, no, è un film di Alejandro Agresti e allora pensiamo che doveva essere bello. Una scritta ci augura buona visione e allora aspettiamo e parte un cielo stellato ed una casa su una collina dendro cui qualcuno cerca la stazione radio e cazzo, il film è di Altman, ecco, ci ricordiamo, allora deve essere proprio bello.
Cazzo, è davvero bello, Kevin Kline un investigatore privato buffo, Meryl Streep fantastica e Woody Harrelson che pure è eccezionale. E poi tutti cantano, anche Linsday Lohan che canta, ma tutti cantano bene. E poi questa è l'ultima trasmissione del loro programma ed è bello, non c'è troppa musica, non ci sono troppi dialoghi, la camera non sta ferma un attimo ma non è nervosa. Radio America, è stato proprio un bel film.
E poi, finito il film siamo andati amangiare il cono pizza. Il mio era dolce.
Ma avete idea di quanto sia buono un cono pizza con la nutella?