27 aprile, 2011

Uochi Toki - 2010 - MI BASTA UDIRE VOCI LONTANE PER SENTIRMI A CASA OVUNQUE



È un’occasione? Bada, le occasioni non esistono: se fai una scelta mentre stai male qualsiasi occupazione in poco tempo comincia a pesare, e tu a ripeterti e non capire come sia possibile che con un lavoro così comodo e stabile il tuo pianto rimanga inestinguibile, al limite tra l’angoscia del perfettibile e quel barile di irresolutezza di cui non ti liberi né in una casa nuova né con una compagnia diversa, e queste cose le so perché anche io

21 aprile, 2011

Se giochi sembra che non t'interessi/ sperando che non tornino i sogni


La fine di questa storia ha delle caratteristiche piuttosto diverse rispetto a tutte le altre.
Sono scappata e ho ancora voglia di scappare.
Non ho voglia di parlarne e non ho voglia di capire.
Non piango spesso, solo alcuni momenti che mi prendono alla sprovvista. A tutti gli altri ero preparata.
Non ho bevuto neanche un goccio e non mi sono neanche ubriacata, non ho fumato troppo e non sono stata più depressa del solito.
Sono solo più intollerante verso le persone, voglio stare sola e mi annoia sentire tutto. Se non fosse così importante vedere telefilm guarderei solo The west wing. Gli altri mi sembrano così mediocri.
Anche le cose che penso mi infastidiscono anche se passo la maggior parte del tempo a non pensare affatto. La tesi si sta scrivendo da sola, mi viene un'idea geniale ne scrivo per qualche riga e poi smetto. Poi mi distraggo e poi ricomincio con le idee geniali.
E' che è passato troppo tempo dall'ultima volta che ho scritto di Rocco o di Clelia fa lo stesso.
Ma partendo dall'idea di sopra non voglio saperne niente neanche di loro due anche se so che mi farebbero bene.
Per quanto sia, la storia che è appena finita intendo, inusuale nella sua conclusione ha una cosa che è comune a tutti gli uomini con cui ho avuto una relazione. Alla fine di tutto sono loro a giudicare me.
Un giorno devo ragionare su cosa faccio per permetterglielo. Un giorno devo accorgermene quando mi scrivo in faccia fatticazzimietipregogodoaessereumiliata. Un giorno dovrò farlo. Ma adesso non mi interessa affatto. Sono solo felice che quella persona spaventata e insicura e terrorizzata più che spaventata e riluttante alla vita non si sia presentata sabato scorso e che sia latitante da un paio di anni. E spero solo che se ne stia a casa sua e che non mi tormenti mai più.

Se solo potessi chiudere gli occhi fino a luglio. Mi ritroverei con la tesi scritta e l'estate cominciata. E neanche un po' di memoria.

14 aprile, 2011

bros


Credo che quando mi sveglio con le palle girate tutta la giornata passa così. Che vado a dormire la notte che ho ancora le palle girate.
Credo che manifestare così apertamente che esisti è un cazzo in culo che devo affrontare.
Credo che non sarei mai dovuta tornare.
So che non so che dire quando esco e che vorrei solo mettere tutte le persone lì e guardarli, interagire appena.
So anche che quando pensavo alla puntata del telefilm in cui tutti gli amici di Grace dormono nel suo letto per consolarla dall'abbandono di Nathan è la cosa più bella che esista. E' il bro code.
Siamo tutti qui, in un posto in cui nessuno chiede o dice troppo. Niente può succedere, può solo passare qualcosa, guardarmi e andare via.