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07 febbraio, 2012

Sintesi e metafora


Ero a casa tua. Ti aspettavo. Anche se mi vergognavo ho guardato nel tuo armadio che era lì aperto davanti ai miei occhi. C'erano due mie gonne, e una maglia, una tua giacca di velluto a costine verdi più grandi della tua taglia e tue maglie. C'erano vestiti della tua ragazza. Mi dava fastidio che ci fossero ancora delle mie gonne lì allora le ho tirate fuori dall'armadio, piegate e messe in valigia. Casa tua era almeno al sesto piano, con un giardino alla base del condominio e un palazzo altrettanto grande di fronte.

All'improvviso mi trovavo all'aperto e vedevo la famiglia di un uomo che ho amato sul divano, riconoscevo la nipote, nessun altro. Giravo lo sguardo e qualcuno era stato arrestato, era dietro le sbarre perchè aveva spacciato cocaina. Poi raggiungevo le mie amiche e iniziavo a ballare con loro e mi stupivo di come tutto fosse uguale a sempre, di quanto fossi felice in quel momento.

Poi ero di nuovo a casa tua, mi vergognavo di essermi portata via le mie gonne ma poi non mi interessava davvero, vedevo la tua maglietta grigia sdrucita nell'armadio e la mettevo su un tavolo e la piegavo con cura. Mi veniva voglia di stirare le tue camicie ma non lo facevo. Poi uscivo.

Mi ritrovavo nel cortile del tuo palazzo con indosso un pantaloncino e una maglietta. C'era il tuo sgabello al centro di un vialetto, era fuori posto e lo rimettevo in ordine con la costante senzazione che tu fossi tornato a casa e mi guardassi dal balcone. Visualizzavo il tuo balcone in mente ma non mi giravo a guardare. Ero certa ci fossi. Allora iniziavo a correre non per fuggire ma per fare sport e  andavo dritta verso il palazzo di fronte a me, dietro sapevo che c'era il mare.

Stamattina ho fatto questo sogno. Mi sono svegliata ed addormentata più volte e ogni volta c'erano modifiche ma di base la struttura e le parti rimanevano sempre queste. Mi sono accorta scrivendolo che è un sogno rivolto e legato ad una persona specifica che non c'è e non c'è stata, ecco il perché del tu. Mi sono accorta che il fastidio iniziale che ho provato, svegliandomi è svanito. In parte perchè ne ho scritto e in parte perché non c'è niente di strano o di nuovo in questo sogno, è solo la descrizione sentimentale dell'ultimo anno. Ecco, ora la funzione del riportare questo sogno sul blog è terminata, ho capito tutto e potrei evitare. Ma ho deciso di pubblicarlo perché lo avevo determinato e perché ho pensato che forse non era il caso di pubblicarlo. E allora per questo pensiero mi punisco perché non ho alcuna intenzione di censurarmi o dire bugie sul mio stesso blog.

(mi sono appena accorta di aver chiesto un sogno nel precedente post. )

04 settembre, 2011

La prima volta che mi hanno detto shh con il dito sulla bocca.


Il tuo sapore sembra nuovo.
Non lo capisco, allora ci riprovo.
Penso molte cose mentre mi baci davanti a tutti gli altri.
Penso a cosa penseranno, se sono sorpresi quanto me.
Del resto è che erano solo le sei del mattino e hanno messo un lento.
Cosa serviva più? Inutile chiedere un nome o parole o solo una conversazione.
Molte volte il silenzio è la cosa migliore del mondo.

Nelle sere d'estate le strade che portano a casa mia sono piene di auto.
Vanno tutti in quelle tre discoteche che sono messe in ordine lungo uno stradone di neanche un chilometro. Io sento tutta la musica che suonano. E quando sento le quelle canzoni, Cretine, io penso a voi, a tutto quello che rendete possibile e a quello che siete riuscite a farmi lasciare a casa. Assieme a voi tutto passa, anche i brutti sogni. Tornano quando sono da sola ma tant'è abbiamo solo fatto una vacanza ma io l'aspettavo come fosse una nuova vita.

Ci vediamo tra una settimana, quando avrò deciso che cosa fare. Se ucciderti o se ti ho già ucciso. E' stato davvero bello, volevo dirtelo.

01 settembre, 2011

Il mio tesoro.


Volevo solo dirti che 40 secondi di niente è davvero una bella canzone.
E' stato un gesto molto bello da parte tua sbagliare la concordanza dei pronomi nella mail che hai scritto. Mi ha fatto sorridere di tenerezza, non capisco perché.

06 agosto, 2011

l'arredamento


A volte ho una malinconia profonda un passo.
Un'ansia crescente e tachicardica.
Questo lungo silenzio quando uscirà da me
E tornerà lì dov'è nata.
Quando avrò la mia casa, il mio stipendio.
La fatica che ci abbiamo messo a portarmi fino qui.

25 luglio, 2011

prove generali per l'assasino di tourette


Stasera si parlava della ex del mio amico e del fatto che non si sono incrociati solo per un attimo.
Allora mi hanno chiesto del mio ex, se ci sentiamo ancora.
Dopo tempo ho ricordato la nostra ultima telefonata, utile solo a lui per capire se l'odiassi o meno, come fossi un padre che dà una benedizione per un matrimonio.
Non ti odio -gli ho detto- voglio solo che rimani fuori dalla mia vita.
Uno dei miei amici mi ha guardata e mi ha detto Ti rendi conto che quest'uomo è entrato ed uscito dalla tua vita e io non l'ho mai conosciuto. Io ho risposto Si.
Che rispondi a una cosa così.

Perchè poi la risposta vera sta nei sogni in cui s'infila e lui arriva e io me ne vado, negli uomini nuovi e nella gente che incontro. Ma che dici, dici si e basta, perchè l'argomento è chiuso. Basta non si scherza più- ho detto come ultima parola. Forse neanche ciao

02 luglio, 2011


Con il passare del tempo buttato in locali in cui si ballavano danze diverse io e te abbiamo ballato dovunque. Ci siamo abituate a vivere senza uomini perchè anche se ci sono ci siamo trovate a non averli veramente. Ci siamo abituate a guardarci le spalle a vivere senza che loro, nel caso ci fossero, dovessero rientrare nel luogo- che noi non abbiamo mai dato- di protettori della nostra femminilità. Siamo diventate così brave che non c'è bisogno di dire che siamo fidanzate anche se io non lo sono più. Siamo diventate così brave che balliamo e nessuno ci dà fastidio anche se siamo nude.
Oggi c'erano due ragazzi che ballavano attorno a noi. Facevano finta di essere omosessuali e quando le donne ballavano con loro guardavano le tette e toccavano i culi.
Noi, quando balliamo non pensiamo mai agli uomini. Balliamo perchè ci diverte perchè ci deve essere un diametro di almento un metro accanto a noi perchè dobbiamo muoverci, non riusciamo a stare ferme. Il tuo ragazzo stanotte stringeva le mascelle ma non era importante perchè noi balliamo perchè amiamo ballare e muoverci e sudare e bere il terzo vodkalemon che ha soppiantato il mojito perchè nel mjito ci mettono troppo ghiaccio.
Ho devoluto in beneficenza alcolica quasi quarata euro. Perchè da quando non c'è lui non devo mettere i soldi da parte per niente perchè non c'è più un luogo in cui andare in un momento del mese e non c'è una prospettiva futura che mi interessi. L'unica prospettiva è il Solinas a settembre ma dubito che sia reale.
Elio stasera mi ha ricordato che andare ai concerti è la cosa più bella del mondo in cui urlo e torno casa senza voce e ubriaca e non so dire niente che abbia una conclusione.
E' che in questi anni ho pensato- mi sono abituata a- che i momenti di felicità dovevano essere condivisi per esserlo davvero. Però in questi mesi mi sono convinta di una cosa per quanto riguarda me e lui che ormai non amo più ma non riesco a capire come funziona. E' che quel giorno mentre io tornavo a casa in nave ed ero felice dovevo pretendere che partisse, non dovevo sperare che restasse lì dov'è stato in questi anni, tra le mie lenzuola, tra le mie labbra e le mie gambe. Dovevo chiedere che andasse via e non avremmo fatto questo casino. Io non mi ritroverei a pagare le cose più care di quello che sono, non mi ritroverei a eliminare amoresesso dalla mia vita per poterlo gestire.
Stasera ho parlato con L. a lungo. Dovevo prepararmi e uscire e appena si sono accese le luci ho urlato e non ho più voce. Le ho spiegato che adesso piange per E. perchè non ha mai pianto abbastanza per P. Perchè il dolore di non vivere più P. non era gestibile.
Dovrei stare zitta. Perchè la mia storia finita è stata gestita tutta con silenzi con uomini da rimpiazzo e con sogni. Ho ricomposto i pezzi dormendo a lungo e non parlando mai.
Mia mamma qualche giorno fa mi ha detto che tutte le ragazze paingono e restano chiuse in casa a lamentarsi quando restano da sole dopo una storia. Io le ho risposto che non sono fatta così che non piango, non strepito, non mi oppongo. Ma non è vero. E' che per le cose importanti quando succedono e non vanno bene, la mia reazione è scrivere, fare le cose che devo, è studiare, studiare anche nuovi modi per resistere. Perchè non voglio tornare tra un anno a dire le stesse cose. Perchè io chiudo gli occhi e dormo poi mi risveglio e sogno quello che non volevo succedesse. Ma quando la mattina mi sveglio penso che era solo un brutto sogno come tanti da quando sono andata a Parigi e alla fine di tutto rimane solo il pensiero che avrei dovuto fare qualcosa per chiedergli di andare via lontano in un posto in cui non avrei avuto il coraggio di raggiungerlo.

In questi anni ho amato di un amore che cresceva ogni giorno e non diminuiva mai, nemmeno di un giorno. Non mi sono mai accorta che quando è iniziato io ho scritto la data del 17giugno2006 per ricordarmi di non fare le solite stronzate perchè ne ho fatte e non valevano sempre. Ma sono stata egoista e tutto sta in questo. Nei chilometri in più che non ho saputo mettere tra di noi. Ho incontrato l'uomo che amavo prima di lui. Mi ha sorriso come quando esplodono i fuochi di felicità. Perchè dopo quello che è successo, con tutti i silenzi sprecati e le canne girate rimane un affeto, una felicità e un rispetto che a te non so dare. Mi dispiace c'è chi mi ha reso meno felice di te ma che ha capito che il silenzio è la mia lontananza e la mia gioia. E scrivo tanto non perchè mi manchi o perchè ti amo o per qualche altro perchè. E' solo che in questi anni mi sono dimenticata chi sono e adesso, ogni attimo mi ricordo cosa succede quanto stono in piedi.

27 giugno, 2011

corda (sost.f.s.)


Ho invidiato per anni gli amici che reagiscono allo stress con il sonno.
Ora mi sono trasformata in loro.
Non ho perso una notte di sonno, ho dormito per metà della giornata.
Pur essendo convinta che dormire troppo sia uno spreco, sono fiera delle cose che ho risolto dormendo, sognando, anche svegliandomi piangendo. Ci sono le cose di cui parlo e piango e quelle importanti di cui non parlo e non piango. Lasciatemi stare è la mia modalità.
E le risolvo quando la pressione mi si abbassa, sento troppo caldo e le gambe non mi reggono. Quindi vado a letto, sento qualcuno che mi parla ed io non rispondo perchè non sono obbligata a farlo e mi addormento.
Però lasciamelo fare, per favore, ho trovato la cura e se mi distraggo un attimo mi confondo e mi perdo di nuovo.


questo post è nato perchè stasera ho visto una scogliera. pensavo fosse una sulla quale ho camminato poco meno di un anno fa e mi sono fatta quasi male saltandoci giù. poi ho guardato bene e non era quella. ma ormai il ricordo era partito ma non mi ha fatto niente, nè ha a vuto rilevanza il fatto che le due non fossero la stessa scogliera. insomma, partivo dal fatto che i ricordi, le amicizie, i fatti non mi hanno mai dato fastidio. mi infastidisce solo quando le mie proteste o decisioni non vengono ascoltate. e negli ultimi giorni è la sorpresa a farla da padrona.
ora mi fermo. perchè ho sonno. punto.

23 maggio, 2011

A me piace stare sola


Se solo qualcuno mi raccontasse
quello che abbiamo fatto direi che siamo stati dei pazzi.
Che non si può pretendere di dormire, di viaggiare, di vivere
- fare l'amore con un'altra persona.
Non si può pretendere che questo succeda e che nella coppia entrambi abbiano ragione.
Non si può amare troppo a lungo una persona se lo fai dal giugno del 2006 ed è ancora poco.
Non si può dire quello che è successo perchè ci deve essere qualcuno da fuori che ce lo spiega quello che è successo e io dovrei spiegarlo a te e tu a me e non la finiremmo più e ci lasceremmo altre mille volte e diventeremmo vecchi per quante volte ci siamo lasciati.
Io non riesco a capire come ci è saltato in mente di andare in vacanza insieme, di dipingere le pareti, di dividere una birra o un cucchiaio. Come abbiamo fatto?
Portatemi nella mia casa a Parigi, lasciatemi stare lì chiusa un mese a chiedermi come abbiamo potuto essere così stupidi noi che in due siamo così intelligenti e colti ma stupidi mille volte più del doppio delle nostre masse corporee. Lasciatemi lì ferma nel letto a fare domande in una lingua straniera. Dopo qualche giorno mi alzerei dal letto e troverei un'altra persona ad aspettarmi e troverei di come consolarmi. Ma solo dopo aver bene valutato quanto siamo stati pazzi e con quanta intensità. Portatemi lì e lasciatemelo fare perchè io ci sto provando a non parlarne a non piangerne e a fare finta di essere felice allegra sorridente e forte e tutte queste cose qua come compete ad una donna della mia età. Ma mi sembra solo che l'unica cosa è che la tristezza arrivi all'improvviso senza che io possa cristo fare una sola mossa prima di cadere sotto uno schiaffo.

21 aprile, 2011

Se giochi sembra che non t'interessi/ sperando che non tornino i sogni


La fine di questa storia ha delle caratteristiche piuttosto diverse rispetto a tutte le altre.
Sono scappata e ho ancora voglia di scappare.
Non ho voglia di parlarne e non ho voglia di capire.
Non piango spesso, solo alcuni momenti che mi prendono alla sprovvista. A tutti gli altri ero preparata.
Non ho bevuto neanche un goccio e non mi sono neanche ubriacata, non ho fumato troppo e non sono stata più depressa del solito.
Sono solo più intollerante verso le persone, voglio stare sola e mi annoia sentire tutto. Se non fosse così importante vedere telefilm guarderei solo The west wing. Gli altri mi sembrano così mediocri.
Anche le cose che penso mi infastidiscono anche se passo la maggior parte del tempo a non pensare affatto. La tesi si sta scrivendo da sola, mi viene un'idea geniale ne scrivo per qualche riga e poi smetto. Poi mi distraggo e poi ricomincio con le idee geniali.
E' che è passato troppo tempo dall'ultima volta che ho scritto di Rocco o di Clelia fa lo stesso.
Ma partendo dall'idea di sopra non voglio saperne niente neanche di loro due anche se so che mi farebbero bene.
Per quanto sia, la storia che è appena finita intendo, inusuale nella sua conclusione ha una cosa che è comune a tutti gli uomini con cui ho avuto una relazione. Alla fine di tutto sono loro a giudicare me.
Un giorno devo ragionare su cosa faccio per permetterglielo. Un giorno devo accorgermene quando mi scrivo in faccia fatticazzimietipregogodoaessereumiliata. Un giorno dovrò farlo. Ma adesso non mi interessa affatto. Sono solo felice che quella persona spaventata e insicura e terrorizzata più che spaventata e riluttante alla vita non si sia presentata sabato scorso e che sia latitante da un paio di anni. E spero solo che se ne stia a casa sua e che non mi tormenti mai più.

Se solo potessi chiudere gli occhi fino a luglio. Mi ritroverei con la tesi scritta e l'estate cominciata. E neanche un po' di memoria.

14 aprile, 2011

bros


Credo che quando mi sveglio con le palle girate tutta la giornata passa così. Che vado a dormire la notte che ho ancora le palle girate.
Credo che manifestare così apertamente che esisti è un cazzo in culo che devo affrontare.
Credo che non sarei mai dovuta tornare.
So che non so che dire quando esco e che vorrei solo mettere tutte le persone lì e guardarli, interagire appena.
So anche che quando pensavo alla puntata del telefilm in cui tutti gli amici di Grace dormono nel suo letto per consolarla dall'abbandono di Nathan è la cosa più bella che esista. E' il bro code.
Siamo tutti qui, in un posto in cui nessuno chiede o dice troppo. Niente può succedere, può solo passare qualcosa, guardarmi e andare via.

28 marzo, 2011

esmé


E' il ricordo di una strada dritta in piena estate.
Io con i piedi fuori dal finestrino e 40 gradi nel pomeriggio.
Non so che tipo di ricordo è.
Ma è quello a cui ho pensato quando ho sentito questa canzone.
Ed è l'ultima delle cose a cui vorrei pensare adesso.

Oggi attraversando il Pont de l'Alma mi è scesa una lacrima controllata a stento.
La Senna era piena di foschia, io avevo la borsa piena di libri.

I sogni stanno migliorando, la rabbia no.
Non voglio tornare in Italia.
Ma domani vado da Shakespeare a leggere Salinger.

11 marzo, 2011

Parigi vol.2 ovvero ogni santo giorno


C'è sempre qualcuno seduto fuori al bar di Passy. O qualcuno che manifesta a Trocadero.
Nella strada che faccio per tornare a casa c'è un fioraio e ogni volta mi fermo a guardare i fiori che lascia inmostra sul marciapiede. Ogni volta camminando ho paura di schiacciarli ma se avessi un vaso o una bottiglia di vetro li comprerei.

Il seminterrato in cui vivo ha le pareti sottilissime. .
Ieri i miei vicini portoghesi cantavano una canzone. Prima hanno iniziato a cantare la mamma e il papà poi a loro si è aggiunta la bambina. Quando poi la canzone durava da un po' il padre e la bambina hanno smesso di cantare ed è rimasta solo la madre. Ho pensato che forse lei era l'unica a ricordarsi tutte le parole o loro erano. stanchi di cantare.

Oggi ho visto la puntata in cui Grace viene lasciata da Nathan. Ho pensato che non fa niente, quando succederà avrò qualcuno da cui scappare e da cui farmi consolare. Dirò tante parolacce, berrò del rum e coca e tutto si sanerà. Non farò sesso e non mi innamorerò per molto ma è così che funziono. Se poi andrà così male scapperò qui.

E' che qui sono felice per un tempo lunghissimo. Sono triste solo quando mi sveglio perchè sogno tutto quello a cui non penso durante la giornata. E mi fa rabbia stare zitta e aspettare cose che so già.
Vorrei solo che qui ci fossero le mie amiche. Qui e tutte insieme, sarebbe bellissimo.

09 marzo, 2011

Parigi vol.1 ovvero quello che non succede mai


Quando mi sveglio e mi accendo una sigaretta prima ancora di fare colazione.
Quando alle cinque mi sveglio di soprassalto perchè in un sogno mi hai pisciato in casa.
Quando per una volta sono felice ma non c'è nessuno a cui dirlo.
Io qua sto bene, anche da sola tutto il giorno.

Quando torno a casa e i vicini girano per il piano in ciabatte e l'uomo al piano di sopra continua a suonare. Non voglio dire una parola a nessuno, voglio solo guardare dalla finestra più in basso la torre che brilla.
Voglio solo disincrostare il cesso, comprare un cappotto e un foulard leggero e camminare.
Non voglio neanche mangiare nè bere.
Voglio solo stare qui così e fingere per una volta di non aver lasciato niente in sospeso.
Per una volta deve essermi concesso.

27 ottobre, 2010

via caravita


Ricordi quando ti sei svegliata con la nausea e hai mangiato i corn flakes finti per tutta la mattina? C'era l'occupazione all'università. Io ci andavo solo per le feste e per vedere Emanuele.
Quella mattina fu una delle più belle.

Ti ricordi dello spogliarello davanti al bagno?
Ti ricordi che c'era qualcuno in casa?
Ti ricordi che quella sera hai vomitato in bagno mentre noi facevamo casino e in sottofondo avevi messo gli At the drive in?
Ricordi il divano gonfiabile di Federica e la stufa che non riusciva a riscaldare tutta la stanza.
Sul tuo tappeto ho chiesto a Raffaella come stesse la madre. Sul tuo tappeto abbiamo fumato fino ad addormentarci.
Avevi un portone e un'ascensore che non prendevamo.
Quell'anno abbiamo fatto mille passeggiate per i vicoli. Facevamo via Roma, la Pignasecca poi tornavamo a Piazza del Gesù e ci facevamo tutto San Gregorio Armeno a guardare le bancarelle che c'erano anche quando non era Natale o via Nilo a comprare le scarpe . Abbiamo camminato un sacco quell'anno. Passeggiavamo sempre. Forse perchè faceva più freddo in camera tua che per strada.
Ti ricordi quando un sabato sera abbiamo perso il tappo di sughero nel vino e S.V. erano usciti e quando sono tornati noi bevevamo birre ma cercavamo ancora di cacciare fuori il tappo da qualla bottiglia? Ti ricordi che ci siamo riuscite.

Abbiamo fatto tante cose. E queste solo solo poche. So che non torneranno e mi mancano tutte.
E sembra che io non abbia neanche cominciato a vivere. Passando la vita ad aspettare che cambi.
Prendendo tutto tre volte peggio di quello che dovrei. Aspettanto che tutto vada a posto da solo.
Vaffanculo A., vaffanculo.

23 ottobre, 2010

solo con te


Qualche sera fa avevo appuntamento con i miei amici. Dovevamo vedere il nuovo film di Ben Affleck invece siamo passati a James Ivory. Ci siamo incontrati fuori dal kebabbaro e abbiamo parlato un po'. Arrivati al cinema abbiamo aspettato di entrare in sala e abbiamo continuato a parlare. Non ci sono trailer nel cinema in cui siamo andati e allora anche drante le pubblicità abbiamo continuato a parlare.
Poi è iniziato il film. Alla prima scena ho avuto un senso di sollievo. Ho pensato si, finalmente non devo più aprire bocca e posso godermi il film. Quello che ho pensato in realtà è quello che penso da mesi. Quando torno a casa e guardo telefilm tutta la notte. Non apro mai un libro.
Non mi è mai successo di non volere parlare con i miei amici, non mi è mai successo di voler solo andare al cinema e riposarmi(da quali conversazioni e fatiche poi?). Non mi sono mai pesati i rapporti sociali. Non so cosa mi stia succedendo ma mi pesa fare conversazione con ognuno e non l'ho detto che qui.

19 ottobre, 2010

no title


Mi tocco i capelli. Sono in treno.
Guardo fuori.
Non ho mai visto niente del genere.

Ci sono dei nodi tra i miei capelli.
Significa che ci siamo amati, pochi minuti prima che me ne andassi.

Mi hanno offerto un lavoro. Vorrei chiederti cosa ne pensi ma lo farò domani.
Anche quest'attesa è la nostra distanza.

14 agosto, 2010

aspetto


Un letto che sbatte contro il muro. Una sigaretta accesa al buio. Due bicchieri pieni di vino che tintinnano. Ridere.
Ci sono i fuochi d'artificio che esplodono fuori dalla mia finestra.

27 marzo, 2010

bad boys bad girl


Ho fatto del male a molte persone negli ultimi anni.
Le altre, cui non avevo fatto alcun male, le ho allontanate e basta.
Sono periodi, succede anche nelle migliori famiglie.
E io mi sono abituata a stare da sola.

Le persone a cui ho fatto del male forse neanche lo immaginano.
Io invece immagino e penso. Temo sempre che arriverà una vendetta qualsiasi a prendersi qualcosa che ho. Che arrivi fredda o calda non importa, la loro vendetta nei miei confronti è imprecisata e devastante.

All'epoca non immaginavo che perdere qualcosa mi avrebbe messo così tanta paura. All'epoca agivo per sentimenti, passioni, odori e ricordi. Oggi non so neanche come funzionano le cose qui dentro di me. Continuo a farle e basta. All'epoca quello che ho rovinato era degli altri ed era già morto. Non avevo niente e la paura non esisteva.

So che ho degli amici e che insieme siamo una buona famiglia. Questo mi basta.
Tutto quello che perderò o che acquisterò sarà pulito e senza raggiri. Sarà come ora che sto cercando di abituarmi ad essere la brava ragazza che non sono stata mai. Quella che tutti hanno sempre visto. Si sbagliavano alle volte.

La verità è difficile da dire se è dalle mie labbra che deve uscire. La verità e che alle volte ho bisogno di mandare tutti a fanculo. Andarmene a farmi fottere in un'altra parte del mondo e stare sola e in pace e ricominciare da capo. Senza le prospettive che mi sono data. Senza le false speranze. Senza le cose che ho costruito ma che non sono riuscita a finire. Ammettere finalmente che la mia vita, come quella di tutti gli altri, è di una banalità assoluta e che non ho un cervello utile al lavoro. Ho solo gusto. Tutte le altre spiegazioni sono solo scuse. No cervello no parti.

Non voglio chiedere scusa, voglio solo che non succeda niente di brutto. Voglio solo che sia colpa mia. Di me adesso. Non di me allora e di tutto quello che viene a presso. Voglio solo non avere tutta questa paura. E soprattutto voglio solo che torni la scrittura. Che non dimentichi di scrivere le parole. Che mi piaccia e non mi faccia schifo tutto tutto tutto quello che scrivo.

23 febbraio, 2010

Anche io.


Sono giorni che impazzisco per niente. Che ho paura di tutto. Sono giorni che scrivo e riscrivo e non mi piace niente. Solo l'idea. Sono giorni che non riesco a capire cosa studio e come devo fare ad andare avanti. Sono giorni che mangio poco e dimagrisco. Sono giorni che con cinque libri da leggere ne leggo un po' al giorno di ognuno. Sono giorni che mi manchi anche se ti ho visto da poco. Sono giorni che penso che non posso fare niente per la tua faccia stanca. E non sopporto quest'idea. Sono giorni che ho paura e basta di quello che succederà. Sono giorni in cui capisco che mi serve un posto in cui stare. Davanti al mare senza sentire una voce. Ma ci vorrà tempo. Tempo per tutto. Ci vuole tempo per tutto non smetto di ripetermelo. Ed io sono impaziente come non mai. Sto scalciando, voglio fuggire- o almeno avere uno spazio con te. Sono anni che cerco di mettere insieme i pezzi e non vedo ancora la fine.

05 dicembre, 2009

la base


Ho conservato nelle tasche il tuo tabacco.
Ho aspettato e dopo poco sei arrivato.

Sto prendendo appunti sulla mia storia del tumore.
Ha dei buoni sviluppi, ha una struttura solida.
Ha dei flashback adeguati e delle scene forti.
Deve solo crescere ancora e io devo concentrarmi di più.
E' Clelia che è ancora debole e mi spaventa.

Ho messo su un film d'amore e una maglia pesante.
Non hai più quella casa, non ci avevo pensato.
Dove ti rivedrò la prossima volta?

Dovrei fare mille cose,
non solo quello che faccio a salvarmi.
Serve sempre di più.

Non escono le parole stasera.
Chiudo le dita, stringo i denti e guardo altrove.
Spingono le parole ma manca sempre qualche lettera.
Vado a cercare altrove, facendo finta che sia tutto normale qui.