29 aprile, 2007

rose, corone e sneezy.

Sono abbastanza ubriaca da non riuscire a mettere le parole in fila. Sono abbastanza ubriaca da sapere dove sto sbagliando. Sono abbastanza ubriaca da sapere chi sono io e chi è Ceres Chen. Sono così ubriaca da ricordare che la i è solo una e non due. Sono abbastanza ubriaca da ricordare domani a che ora ho un'appuntamento. Ma la verità è che nessuno ha mai saputo niente. Che nessuno ha mai saputo. Punto. Come segno d'interpunzione, di felicità, di stress e di mazzate. Sono così felice che potrei uccidere i miei santi, messi in fila- amore ardore estremunzione. Ci sono molte cose strane che dovrei fermarmi. Fermarmi e riflettere ma non sono quella di una volta, non lo sono stata mai, ma sono le parole di una canzone di una volta ed i tasti scorrono più veloce dei pensieri e dovrei aspettare e farmi correggere ma non stiamo aspettando la cosa giusta. Fa' la cosa giusta. Sono solo parole, L'assenza è quello di cui parlano i miei amici. Il pensiero va lontano e cerca cose che io non saprei. E' l'effetto di un mojito, di un Pampero mai aperto. Di un' attesa per ritornare dalle mie parti. Di gente che sotiene che qui sia troppo triste. Che sia troppo triste perchè tuti si fanno di cocaina. Tutti si fanno di cocaina. Anche tu, amore mio, hai cercato di allontanarmi e lo hai fatto, amore mio, nessuna cosa ti è riuscita meglio: salvarmi. Ma io cerco una distruzione che sia splendida, che sia vita, che sia amore. Ed io stanotte non ho bisogno più di niente perchè ho cercato l'assenza, ho cercato la mia vita e le correzioni. Ed un romanzo mi sta aspettando in camera da letto e le vie sono infinite. Non scrivo da tanto. Avevo pensato di avere perso quella settimana ad aspettare, a sudare su quelle due sole parole. E dovrebbe esserci un punto e a capo ma è tutto scritto su una pagina per scrivere tutto insieme concreto come se non si potesse fermare. Ma si fermano le cose, non per emozione ma solo per capire che quello che sono è la mia crescita. E' la mia solitudine- tanto meglio dei compromessi che sono così brava ad organizzare. Non riesco più a leggere cose che siano poco più dei fatti. Tento di leggere Un annno terribile da tre anni ed Underground mi fa dormire da più di dieci anni. Io sono come tu mi vuoi. Io sono come tu mi vuoi. Ma mi stanchi per essere futile, vuota, senza carattere. Io ho chiaro. Tutto chiaro. E niente compromessi inutili. Ninete parole. Vuote, inutili, sensibili, solo fatti. Sono quello che abbiamo mancato. Come una scommessa. Come una partita. E tutto è mancato. Domani ritroverò quello che mi è mancato. E le parole sono solo promesse. Ed io non ne ho convinta nessuna ed io non ne ho guardata in faccia nessuna. Le promesse sono il sale della tua gloria. Straparlo. Ma le parole non sono niente, se ti fermi a guardare i fatti. Non sono niente se ti fermi a guardare quello che ho mancato, quello che ho tenuto stretto solo a me. E' solo musica, una musica terribile. Ma questa sbornia è una delle migliori, senza un barlume d'infelicità, senza un sogno di tristezza. Solo di fatti. E spero solo di non dover cercare errori perchè sarei un persona insidiosa se dovessi. Potrei parlare di più. Ma non lo so fare. Il mare è nero se mi volto a guardare ma non è la mia spiaggia, non più. Forse è colpa del troppo silenzio, forse è colpa delle parole dette così per dire e per conservare quello che non c'è più. Non mi serve niente di superfluo. Non mi serve niente di sessuale. Ne ho già avuto abbastanza. Ed una sigaretta in più fa s0ltanto bene. Il bene. Silenzio. E tutti zitti, lì sotto. Buonanotte.Ed un bacio dato. Solo per poca importanza.

16 aprile, 2007

importazione


Credo di aver capito qual'è il problema. E, allora, con abnegazione, occuperò la mia mente per far bloccare questa cosa tra cuore e gola che un giorno mi farà ammalare. Nel frattempo, prendo un po' di serenità omeopatica, leggo un libro, aspetto. E sarei disposta anche a diventare noiosa per essere quello che voglio. Non m'interessa nient'altro. Avere i sensi all'erta, questo è quello che conta. Salvarmi, prima o poi, quello che serve.







donami una vacanza di pietra senza memoria concreta che ancora mi sento le dita fondersi nella tua fica mentre ti rubo energia poi tu ti rubi la mia donami una vacanza di pietra senza memoria concreta senza tragedie o rumore che niente si possa svegliare

14 aprile, 2007

mas(que )




Sono giorni che ho la testa vuota, buona solo per sentire e mai per pensare. Sono giorni che non dormo e che non sogno qualcosa di bello. Ogni rumore mi infastidisce. Non ho neanche il tempo di pensare a quello che mi ha tolto piacere. Non lo so cosa mi sia successo. Sono sicura che mi stia opprimendo questo posto, che mi stia stretto il mio ruolo e quello che non mi arricchisce. Sono certa che ci sia un problema con il mio cuore e che la laurea, il peso siano dei problemi. E'un problema chiaro il dover andare via di qua, per una dannata volta. Perchè adesso? Non voglio pensare e non voglio risolvere, voglio solo che passi, non posso dedicarmi neanche un attimo a pensare ai miei squilibri. Voglio almeno una tregua.

13 aprile, 2007

bobby long

Prendo un foglio, fatto a pezzi, lo passo sulla faccia. Rimane il trucco, è quello che resta. Quello che resta del giorno dopo notti insonni, dopo uno spreco che mi pesa sugli occhi. Non riesco a tenere aperti questi occhi, lo sai, amore? Non so più come si fa a guardare con gli occhi aperti. Mi pesano le palpebre, bruciano, lacrimano e non serve a niente la svelgia, il caffè, gli abbracci ed il ritorno. Non serve perchè sono peggiore in questo momento. Sono nel momento peggiore per il mio umore, sono il momento peggiore per il mio corpo e sono nel momento peggiore per la mia testa. Mi sento sporca, squallida, da pochi soldi. Ma lo so qual'è la verità. E mi pizzico i piedi, mi porto via le mani. Perchè so che devo stare all'erta, che non è vero, che c'è bisogno di tutta la dedizione che mi manca, che serve darsi pizzichi sulle palpebre per stare svegli, essere lucidi e essere qui, presenti a se' stesse. Lucidità, austerità. Qualcuno che mi svegli ogni mattina e che mi faccia dormire in pace. Ma mi si spezza il cuore ogni mattina ed ogni notte. E perchè la verità è folle e conosco ogni singolo poro di questa pelle che è piena di macchie, di creme, di giochi. Non ho più gli occhi. C'è qualcuno che ha visto i miei occhi? Dove sono finiti? Ho scoperto che sono solo chiusi, come la mente, come la vita. E' come l'ultima volta che ho avuto l'ovatta al posto del cervello, l'ultima volta che mi si è spezzato il cuore. Ho tutto quello che voglio, mi mancano solo due cose. Nuda, in piedi, posso chiedere ancora tempo. Lo sento. Devo fermarmi per un po'. Credo che mi servirebbe un po' di cura. Trovatemi una soluzione, sono stanca di pensare da sola.

07 aprile, 2007

c'è la necessità di fuggire.





Quanto possono durare queste mattine svegliata per niente, presa in giro per sonno. Subito a cucinare, fare cose, non per se' e solo messa a contestare. Non lo so quanto possono durare. Non voglio che durino, ci lotto da anni, mi ribello in ogni modo e ogni modo ho trovato. Ma se c'è una cosa che non mi devono mandare a puttane è il mio mattino, la mia sveglia, non si devono permettere di disturbare il mio umore nato già precario da una notte di sogni osceni e sintetici. Non c'è nessuno a cui io abbia dato il permesso, non c'è nessuno. Se c'è una cosa che ho capito è cosa voglio al mattino.
Silenzio. Solitudine. Asettica, la mia mattina, sia chiaro a tutti.

03 aprile, 2007

ho aspettato, muta.



La donna mi ha urlato di allontanarmi dal cane.
Io sono senza casa
senza parole- non nella mente, non nella mia bocca-.

A me- questo cane -
sembra essere spreco e punizione

Dimmi cos'è che hai nella testa quando mi guardi.
Dimmi del silenzio, del vino, delle mie sigarette. Dimmi dove sono io,
perchè tu solo lo sai.

01 aprile, 2007

io sto bene.








Ascolto conversazioni. Mi nutro.
Ritorno a casa piena di nettare e respiri.
Non mi servono i freni, urla la mia amica.
Dammi del tempo mi scrivono i giornali.
Ho indossato tutti miei colori.
Se c'è un posto in cui sono stata è dentro me.