26 giugno, 2007

io, te e le cose




C'è vento da nord stasera. Finalmente respiro. Ho sonno ma aspetto la mia amica. Cerco festival parigini per il mese di agosto e d'incasellare gli impegni della settimana: non sono molti, ma non ne vorrei nessuno. Vorrei solo poter studiare in pace e sentire qualche concerto con i miei amici. E vorrei bere una birra fredda, dormire in pace per una notte intera. E smettere di pensare, di voler essere altrove. Ma è solo un gruppo di pensieri cattivi a raggrumarsi, sono solo lacrime che non verso, sono solo poesie che non posso permettermi e che non posso comprare. C'è bisogno di presenza, di persone reali e di comprensione. Non ne vale davvero la pena, devono aver pensato.
Ho davvero sonno stanotte e non c'è niente di meglio che scomparire, per un po'. E' l'unico modo che conosco per coprire le ferite.

21 giugno, 2007

informazioni di servizio.

Ho passato l'ultima ora a correggere un"petit text" per far valutare il mio livello di francese da una scuola vicino Belleville. Ci sono solo nove alunni per classe. E ne gioisco, potrei imparare definitivamente il francese. Avevo voglia di mettere un po' a posto il modello del blog, devo aver fatto un casino quando ho inserito last fm nella barra laterale. Credo di disidratarmi. Arriva l'estate e non ho voglia di bere. Arriva l'estate e nonho voglia di trovare un alloggio a Parigi per la settimana del mese di agosto scoperta. Fumo una sigaretta, guardo piano, parlo ancora di meno. Sono sola in casa e le luci sono tutte accese. Mi dà fastidio avere le luci troppo spente di notte. Ieri ho letto un racconto che avevo scritto di getto in treno domenica scorsa. Antonella mi a detto che devo sceglire. Ne abbiamo parlato a lungo ieri. Mi sarei sotterrata, se avessi potuto. Poi, ho fatto finta di niente e sono andata a guardare Ocean's 13. E il mio fine settimana al mare, e le tasse dell'università e la bolla di caldo africano ed io che svengo appena mi alzo. Devo studiare un saggio su Peròn ed uno su Vargas. Ma devo lavarmi i denti adesso. Ogni volta che prendo dell'acqua tra le mani me la getto in viso e sento che è troppo caldo qui. Ho sognato un uomo stanotte. L'ho riconosciuto da come mi pungeva la sua barba il viso, da come il mio naso gli arrivasse sul collo. Ed è sempre più chiaro che quello che ho perso è solo qualcuno che mi proteggeva dagli altri, da me stessa, dai bambini. Da tutto il resto. Ho scritto un racconto sulla campagna ieri. Ernesto è il protagonista. Ma non so quanto durerà.
C'è un film pieno di ragazzi, donne nude e carte di credito consumate alle mie spalle. Le bottiglie sono tutte aperte e bevute a metà, i piatti da lavare e le sigarette quasi finite. Credo che non dormirò nel mio letto stanotte.

Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l'assenza della tua vita.
E' così bello sentirti fuori,

desideroso di vedermi

e non mai ascoltato.

Sono crudele, lo so (...)

AldaMerini, Ballate non pagate. 1994.

Stanotte mi accorgo che solo adesso è vero.

16 giugno, 2007

de quotidianitantibunz

Ogni notte dormo nello stesso letto. Spengo la luce principale, metto ben fermo sulla lampada un foulard rosso. Spesso tiro giù fino ai piedi tutte le coperte che ho e mi stendo. Appena seduta sul mio letto noto il mal di testa. Ma non è forte, è solo un momento di lucidità. E' solo l'unico momento della giornata in cui ammetto di essere stressata. Il mal di testa non passa e non dà fastidio fino a quando non leggo una parte qualsiasi di un libro qualsiasi. Mi culla il mal di testa la mattina appena sveglia e la notte prima di dormire.
E' un paio di giorni, però che il mal di testa non si fa sentire, che latita, che non mi ascolta più. O forse sono io che non ascolto lui.
Del resto non è la sola cosa che latita. Ogni notte, con il mal di testa io lotto con il telecomando della tivvù. Che latita, all'improvviso e costantemente. Dal momento in cui accendo la televisione, scegliendo il canale che mi farà da sottofondo, ed il momento in cui perdo il telecomando, può passare un'ora così come dieci secondi. Da quel momento partirò per una ricerca matta e disperatissima del telecomando in ogni luogo del mio letto, infilerò le mani dappertutto, negli interstizi vari e lo troverò solo nel momentoin cui deciderò di alzarmi. Non lo troverò, bensì lui si farà notare cadendomi di dosso e producendo uno dei rumori notturni dei più fastidiosi.
Adesso: credete che sia possibile perdere ogni notte un cosetto di dieci centimetri per cinque in un inutilissimo letto ad una piazza per poi ritrovarlo sempre nello stesso identico modo? No, tanto per sapere. Perchè poi una volta non l'ho ritrovato fino al giorno dopo ed era davvero incastrato fra le coperte dell'inverno freddissimo di due anni fa. Quell'inverno era davvero freddo, dormivo arrotolata inun plaid come fossi un bruco e quando ero ben appallottolata mi premevo forte sulle spalle il piumone. E' stato un inverno freddo due anni fa. Davvero freddo.

15 giugno, 2007

promemoria della settimana









Pensarci. Pensarci bene. Pensare a favore di chi. Pensare perchè. Pensare la paura. Capire la paura. Pensarci in modo lucido e perfetto. Mettere le scarpe migliori. Camminare sola a lungo. Pensarci costantemente e cercare certezze. Bere acqua fredda. E poi chiedere tutto il permesso. Solo quello necessario.









12 giugno, 2007

un nonnulla per puffetta!

Incroci strani con scarpe calde, un racconto da finire, una domenica giusta. Sono stata una persona normale per due giorni. Senza eccessi e ossessività- se non nel parlare. E' una vita migliore questa. Potrei parlare a lungo- per una vita intera- ma dormire con il sorriso appena spento sul viso con mani ben piantate addosso è quello che voglio. Una strana compagnia al filo interdentale bianco ieri. Uno strano circolo in cui ognuno faceva fatti suoi in pubblico, in circolo, con un po' di birra e di piloni. Un po' di paura a far vedere quello che c'è. Ma neanche un pensiero è andato a quello che non c'è. Neanche un disegno stupido a quello che ho lasciato a terra sanguinante. Pace, mi hanno chiesto quanto durerà. Spero almeno una settimana ho risposto.Oggi non fa male neanche andare via.

E' il primo post questo. Non è non triste. E' felice, è diverso.