22 dicembre, 2007

just an other teenage girl

E' nelle donne che sanno scegliere orecchini e collane anche se non sanno niente di te. E' nel vino che è buono anche quand'è doce. E' nel maglione senza niente sotto. E' nelle persone che non finiscono le frasi se non rimani lì a guardarli. E' nella scelta di passare serata con qualcuno. E' nelle persone che rimangono in piedi a subirti parlare anche quando il giorno dopo devono andare a lavoro. E' negli uomini che lasciano distrarsi e ne ridono e sanno di essere in un gioco e portano pazienza. E sorridono, lo fanno bene e sul serio. Sono nelle mani addosso, senza fastidio, senza timidezze, senza timore. E' nelle false intese, nello sbaglio delle sensazioni. E' nel timore e nel superarlo. E' nello spaccare dei triangoli e nell'accettare i difetti che sono stati abbandonati anni fa. Sono negli uomini che amano Bukowski e Don de Lillo. E' negli uomini carini che ammettono di essere sempre nella festa della medie. E' nel piccolo Mr. Bean dentro di me. E' nelle giornate piene, sensate, con rumore da sentire. E' nel sonno che mi manca per un giusto motivo. E' nel tuo cuore, che batte male. E' nelle strade buie e macchine in fila ad aspettare. E' quando ricordi perchè hai comprato Grace la prima volta. E' quando ti accorgi che un uomo è vestito giusto uguale a te e basta incrociare i piedi per sentire un po' di calore con un altro sul fianco. Sono i corpi buttati su un divano, senza pigrizie, senza timori, senza malvolenze. E' nel suoi occhi piccoli. E' nel sentirsi chiamare il giorno dopo. E' nella tua bocca girata a smorfia. E' nell'onestà e nella libertà.
E' in tutto questo che io mi sento vivere.

16 dicembre, 2007

Lawrence, 18 anni

E "nel mezzo del cammino"
di mia vita
mi imbattei in me stesso

"in una selva oscura"
E ho riso+ pianto+ vissuto+ sono morto

E non ho capito
Niente



Lawrence Ferlinghetti (con la faccia con cui sorride da Shakespeare là- bas)

12 dicembre, 2007

melatonina






Non è niente. E' solo che è più di un mese che non dormo. E quelle volte che dormo mi sveglio in lacrime perchè vogliono uccidermi o perchè è morto qualcuno. Oppure mi sveglio all'una del pomeriggio buttando in merda tutta la giornata. Devo solo recuperare un po' di sonno e le forze andranno al loro posto. In fondo non c'è davvero bisogno di preoccuparsi. Basta solo aspettare un po', andare in città da strade ampie, senza palazzi affogati e camminare senza sosta nè stanchezza.

02 dicembre, 2007

vuoto. il tuo sangue


Stavo facendo una cosa ma non ricordo cosa. Stavo cercando un link, leggendo un blog, non lo so.
Tutto questo cervello mi ha stancata. Tutti sono preoccupati per me. Perchè faccio mangiare le mani dalla rabbia. Perchè sto buttando la mia vita, perchè sono un soggetto arrendevole e giustificazionista. Sono tutti preoccupati e io so che fanno bene. Ma io non lo sono affatto. Non sono preoccupata perchè le uniche cose che ho fatto bene nella mia vita sono avvenute in uno stato di semi incoscienza. Perchè se inizio a pensare diventa fisso e mi serve un corto circuito pe rpassare ad unpensiero all'altro. Perchè se c'è una cosa che mi annoia, mi è totalmente irrilevante è il pensiero costante. Me ne è venuto a noia, solo per colpa mia, ma è successo. Ho la sensazione che quel momento di confuzione di distrazione di corto verso la giusta direzione sia finalmente arrivato. E' come se fossi stata per tanto tempo in una stanza bianca in totale silenzio. E' come se fossi stata tanto tempo ferma a pensare ad una sola cosa. E che fosse arrivato qualcuno a battere le mani e portarmi alla realtà. Ma nessuno è venuto qui. Mi sono svegliata da sola. E sono scesa sulla terra con meno sorrisi e una corteccia prefrontale atrofizzata. Sono scesa sulla terra, si, ma non so ancora camminare. Fate bene tutti a preoccuparvi perchè io non lo faccio. Fate bene, voi perchè io non ho più niente dentro e non ho niente di cui preoccuparmi. Ma capita, è solo un momento, fidatevi, sto andando dove devo. Nel modo migliore in cui posso. Sto solo scegliendo il modo migliore per uscirne. Dobbiamo avere tutti un po' di pazienza e non avere paura.

Ti ricordi quando suonava And the radio plays? Io ero così felice allora. Ed adesso non so nemmeno cosa significhi respirare come facevo, seduta davanti ad una finestra, su una poltrona ampia in cui affondavo. Ricordo solo quella luce che mi sembrava onesta, pulita. Io mettevo le sedie al loro posto. Mi accorgo di farlo ancora adesso e penso che è la cosa più romantica che io abbia fatto. Se il mio cervello avesse smesso di pensare proprio allora, adesso sarei fiera di me e non dovrei stare qui, a rincorrere gli anni che ho perso.
Ho cercato tutta la sera il momento preciso in cui qualcosa si è rotto. Dopo che non ho versato nemmeno una lacrima e stavo scappando a Sarajevo. Ero nei giardini del Palazzo Reale. Stavo studiando qualche piccolo cavillo per cui Israele non era colpevole di nessun crimine. Ero pronta a partire. C'erano le impalcature e le prove non le facevano in teatro ma in uno dei camerini, quel giorno. Lo ricordo bene c'era un uomo che cantava. Poi mi hai telefonata. Ed il mio cervello da allora non è mai stato più pulito. Posso dire con certezza, senza rancore, che il corto circuito che ha portato a tutto questo è stata solo colpa tua. Non un pochetto della mia. Io avevo fatto quello che potevo, tu no. Io ero stata quello che volevo, tu no. Per la prima volta lo so adesso. Che il primo corto è stata solo colpa tua. Poi, per il resto mi sono impegnata io. Ma il primo è colpa solo tua. Dovrei ucciderti per quello chemi hai fatto. Dovrei farlo perchè non c'è altro modo di sanare questa ingiustizia. Ma non posso farlo e non sono brava a serbare rancore. Ma dovresti pagare con la mia rabbia una buona volta, non con la mia assenza. Basta sapere che la colpa questa volta è solo tua. Basta saperlo che siamo morti insieme almeno un paio di volte. Almeno prima del tuo ritorno. Devo ricordarlo sempre. Chi mi ha fatto piangere e chi no. Chi ci ha pensato bene prima e ha sofferto e si è ammalato e mi ha cercata. Devo ricordare bene chi lo ha fatto solo per una mancanza e chi lo ha fatto così per caso. Devo ricordare chi ha scelto e chi no. E lasciare che io sia felice. O almeno immaginaria.

30 novembre, 2007

danserdanserdanser


Qualche tempo fa ho finito di leggere Dance dance dance di Murakami Haruki.
C'è un leggero strato di cose simili alla definizione laica di anima in quel libro che mi rende difficile amarlo. Però c'è il titolo che mi rimane impresso.
L'uomo pecora, la guida consigliera, l'alter ego, la coscienza immaginata, in un dialogo risponde alla richiesta di aiuto del protagonista rispondendogli che l'unica cosa che deve fare è danzare.
A parte le facili ironie da Flashdance o da Saranno Famosi, sono state proprio quelle parole a darmi fastidio.
Perchè capita a tutti almeno una volta di trovarsi nella vita a danzare e non poter smettere e poi, quando c'è bisogno, dimenticarsi come si fa a camminare.

25 novembre, 2007

Lungimit



Quello che amo dei residui di noi è che ci siamo presi le nostre colpe e ci siamo divisi. E non facciamo nessun passo per avvicinarci. Nemmeno uno. Forse è la cosa migliore che abbiamo mai fatto insieme.

23 novembre, 2007

C'è scirocco stasera.

22 novembre, 2007

amitié


Mi meraviglio quando succede. Sanno sempre come salvarmi i miei amici. Anche persa, loro sanno dove sono io e dov'è la realtà. E uniscono tutti i livelli, li riparano, li legano ed io torno nuova.

Chissà se poi è vero che le stagioni svaniscono con la felicità che ti sfugge inavvertita come sabbia tra le dita Se c’è da ricordare è per tutto quel male banale così, per fare che ci siamo detti e che ci siamo fatti Ma il corso del giorno che scrosta parole e cancella l’inchiostro coi complicati pretesti del come La vita nelle tasche come laghi chiusi in vasche trabocca per natura non la puoi arrestare Lo scopri solo dopo che amarsi dal silenzio non è tanto un’impresa Vittoria contro resa Ma il corso del giorno che scrosta parole e cancella l’inchiostro coi complicati pretesti del come E resta solo il cuore spalancato su di te che sei il mio nutrimento tendente all’infinito ne hai abbastanza di parole e dei complicati pretesti del come

17 novembre, 2007

ici.nuit


Tintinnano gli orecchini, le mani si gonfiano le braccia si stendono, i piedi in alto. Ecco cos'è una giornata di risposo, ecco cos'è una giornata di calma e solitudine. Mi risveglio adesso, che arriva la notte, quando ci saranno poche persone con me. Mi risveglio nell' ora che è sempre stata la mia veglia migliore. Prima o poi dovrei iniziare a cercare un lavoro che possa garantirmi questi ritmi. Perchè sono efficiente, di notte, come non lo sono stata mai. Credo di stare piano ritornando alla realtà dopo i mesi di assenteismo dalla mia vita. Dopo le fughe e la quantità di tempo spesa a farmi andare avanti senza pensare. Torno a prendere i contatti con la realtà che avevo lasciato a luglio in questa stanza e che solo adesso mi sembra di toccare. Ecco, dopo tre mesi di irrealtà eccomi qui: con il cuore inutilizzato, la femminilità anticipata e una testa sempre all'erta. Eccomi qua.

13 novembre, 2007

giorno perduto


Mal di testa, ginocchio rigido, caviglie contratte. Il sangue affluisce solo alla testa, le fa del male. Confessare di avere di problemi è il modo più lento di non risoverli per quanto mi riguarda. Vorrei solo dormire un po'in un letto piccolo e stretto dove non c'è possibilità di fuggire ma di affondare. Dentimanisangueinpasta. Finirò questa giornata, facendo finta che non sia succesa mai. E' così difficile piangere senza una scusa o una menzogna. Mi succede così poco ormai che stento a crederci, che stento a raccogliere tutto. Ma oggi è questo, lo accetto. Succede per sbaglio ma è così raro che basta solo dormire.

06 novembre, 2007

salva la ragazza! salva il titolo!




















Sbatto la testa su questo computer, tastiera, casse e schermosuperpiattosupernuovosuperfigosuperinutilesuperamato. Sbatto sbatto sbatto. Il terrore che io non mi accorga più di errori, cacofonie, refusi, sbagli. Che io non mi accorga di errori proprio su questo mi fa dannare. Forse dovrei dormire. Ma non dormirei serena pensando le parti che mi mancano. Sto usando carattere rosso, evidenziatore verde, giallo, celeste. Dannazione. Sono ridicola. E impaurita che possa essere importante solo per me.

03 novembre, 2007

my damn'd real life

C'infilo delle frasi qua dentro. C'infilo delle cose che ho scritto quando ero con te. Cazzo, non si capisce davvero niente di queste cinque righe. Doh!

conclusion is sex


Ho messo la testa sotto l'acqua ghiacciata. Per prendere coraggio per guardare le foglie. Mi fa male il labbro superiore, come l' avessi bruciato, come tu mi avessi morsa. Le punizioni che mi sto infliggendo, questa tortura, quest'inettitudine alla parola è la più alta forma di alienazione a cui mi possa sottoporre adesso. Non va bene questa faccia, queste occhiaie, questo collo nudo e il fottutissimo sorriso che si è cacciato chissà dove. Non va bene finire perchè non so nemmeno quando abbiamo cominciato.

Fatto sta che dobbiamo uccidere bill.
1.
2.
3.
4. to kill bill.

30 ottobre, 2007

fuga dal sud




Posizionatevi in un posto qualsiasi che abbia davanti il mare e dietro la terra.
Prendete la vostra macchina fotografica digitale. Selezionate menu. Poi selezionate menu colore. Selezionate seppia. Puntate la macchina fotografica verso il mare. Scattate.
Poi ritornate al menu colore e selezionate tungsteno. Giratevi dalla parte opposta e puntate tutto verso la terra. Scattate.
Otterrete in due mosse quello che vedo dalle mie finestre. Nello stesso modo.

Questo colori mi uccideranno un giorno. E uccideranno anche te.

mac, relaxe toi!


Mi chiedo cosa c'è di più adesso. Mi sono aggirata per una piccola città con finestrino abbassato, sigaretta accesa e Kylie Minogue. Tornata a casa ho riscoperto legami che avevo dimenticato. Ho ritrovato la pace dei pensieri che hanno placato la rabbia. Se io solo ricordassi almeno la sua faccia, adesso saprei con chi prendermela, con chi misurarmi, a chi chiedere di andare via. Avrò sentito questa canzone un centinaio di volte. Non riesco a smettere. Vorrei che solo almeno dicesse quello che penso, non l'esatto contrario. Ho incontrato troppo presto gli uomini migliori. Li ho distrutti tutti troppo presto. Ho osato una tenacia mai espressa in altri luoghi. E' rassicurante sapere che la tenacia ormai non serve più. Tutto si butta, si abbandona. Si lascia scappare. Senza un parola in più.
L'unica cosa che mi sono sempre chiesta : se giocassimo e basta?

p.s. dopo aver scritto il post mi è venuto in mente che stamattina mi sono svegliata di soprassalto alle sei e mezza. convinta di dovermi vestire e scappare a lavorare. Poi mi sono accorta che, solo non avevo aggiornato l'orario. Poi mi sono costretta sotto la doccia. La radio ha iniziato a suonare. Era Let's get it on. Ho sorriso pensando a Jack Black in Alta Fedeltà. E pensando ad Alta Fedeltà in generale. E pensavo a quanto amo Jack Black. Per questo,questoe questo.
E mi è ricomparso il sorriso.

28 ottobre, 2007

30 anni che non ci vediamo.




Se giocassimo a nascondino come non abbiam mai fatto? Se giocassimo a pallone senza toccarci ma in contatto? Se giocassimo col dolore senza risentirne affatto? Se giocassimo e basta?

A me questo nuovo disco degli Amari sta piacendo molto.

Mi viene voglia di scrivere un post lunghissimo ma evito. Perchè poi devo ricopiare quella cosa e mi hanno detto che non è unraccontolungo ma un romanzo.
Ogni volta che qualcuno mette un concetto in luce, con il dono della sintesi, mi chiedo dove sono io quando ci spiegano le cose. Sto iniziando a pensare che forse passo tutta la mia vita da un'altra parte nel mondo. E che hanno ragione quando dicono che ragiono all'inverso. La cosa bella è che non cambia niente dopo questa ammissione di responsabilità.
Allora torno a fare la persona seria, non spreco tempo a scrivere i fatti miei, vado a sprecare tempo solo per me.

23 ottobre, 2007

sogno-b

Stanotte casa mia aveva un divano su una banchina di legno ed io collegavo dei fili al televisore. Poi mi sono svegliata con questa canzone nelle orecchie e la voglia di andare via. Perchè sembra che sia tutto insensato ma è quello che voglio fare e lo voglio fare a modo mio. Dipende tutto dalla mia fuga, questa è la verità. La sola che posso concedere adesso.

20 ottobre, 2007

also-kind


Ho sognato che ero ad un concerto. Andavo incontro ai miei migliori amici. Uno di loro aveva degli occhiali enormi bianchi e l'altra dei calzoncini hawaiiani. Questa cosa mi ha fatto venire un'ovvia voglia di andare ad un concerto a sudare e ballare. In fondo, credo sia solo voglia della deriva dance che sta prendendo la mia vita. Per fortuna solo il mio abbigliamento ne è escluso.

Ieri sono andata al centro commerciale ed ho comprato unas erie infinita di creme per pulire la mia pelle. Il problema è che io le userò queste creme, e sentirò anche più pulita la mia pelle. Non è che l ecomprerò e poi tra sei mesi mi accorgerò che sono barattoli pieni ed inutilizzati. Le userò queste cazzo di creme. Perchè io uso, consumo, finisco e stordisco tutto.

Ho comprato una sciarpa enorme, con delle righe dorate. Sono stata forte e non ho comprato i guanti abbinati. Ma ho comprato una borsetta di perline blu lucide che mi s'appende al polso. Si, è una pochette, ma è anche una bracelet bag.

Alla fine il mio pensiero fisso si è fermato, mi sono calmata, mi sono fatta abbracciare. Ma il mio pensiero fisso è trovare un modo semplice per andare via. Tutto il resto è superficiale. Ho i sentimenti fatti a pezzi, mi manca chiunque, mi manco io persino. Proprioa desso che sonoa rrivata alla resa dei conti. Ed amo essere qui a provarmi le gambe i piedi, le mani, il cervello.

10 ottobre, 2007

la parte migliore della domenica


Ho dimenticato di aggiungere qualcosa

Don Chisciotte e Mr Bean. Michele Sovente .

Farò i conti daccapo.
Vedrò cosa manca, quali
macchie si sono diffuse
sul quaderno, sull'agenda,
cancellando una data, un nome,
io di lato, muto
satellite, comaprsa
fuoricorso. COn rimedi
occasionali cercherò
di tenere a bada
il mal di luna
il mal di pancia.

Non abbandonatemi
abbiate benevolenza
di assistermi se sarò punto
dallo scorpione
cari compagni di ventura
sappiate tracciare la giusta
rotta. COn voi
mi alleerò per combattere
il caos che avanza.
Sarò Donchisciotte e Achab.
Sarò Astolfo e Mister Bean.

Tese le antenne.
Le unghie affilate
Spianto dall'ansia di vedere
dove precipiterà il magma
del Vesuvio, i conti
daccapo farò
per arginare le perdite.

perhaps, perhaps, perhaps!



Questoblog si terrà assente fino a quando la proprietaria non riacquisterà un minimo decente di ratio, di senso critico e di aderenza alla realtà. Nel caso in cui i tagli che la proprietaria ha sulle mani si saneranno, il blog prenderà un'inevitabile deriva post noise romantica. Nel caso in cui alla proprietaria passerà la tosse allora il blog prenderà una deriva rock, ma stoner. Nel caso in cui la suddetta proprietaria troverà un modo semplice per uscirne, ascolterà ovviamente i Verdena e poi, allegramente andrà a scolarsi un quantità appropriata di birre. Perchè una cosa è non riuscire a ragionare. Un'altra è la forza che è la volontà. E la voglia di sentire una voce o dire la verità.

09 ottobre, 2007

riot act

Ti guardo, mentre leggi qualcosa che non capirò mai. Ti guardo sulla sedia di legno, una di quelle che si usavano al mare o nelle riunioni di condominio o alle feste delle medie, una di quelle che si richiudono, di legno chiaro.Ti guardo nel mezzo di una piazza seduto, che leggi con gambe accavallate e il pollice che tiene ferme, ben separate le pagine. Non ti tremano le mani oggi, ti succede solo quando devi fare qualcosa in fretta. Quando sei seduto così sembra che potresti anche addormentarti. Sembra che sia la tua posizione ideale: non ti muovi, non dondoli nervoso la gamba, non alzi il viso dal libro. Respiri a stento, giusto il necessario. Sembra che tu non abbia nient'altro quando sei fermo così. Sembra che potrebbero portarti dovunque e tu calmo, accetteresti.

Cerco di rompere una borsa. Ripenso a te.

06 ottobre, 2007

cicale

Oggi mi è venuta voglia di essere in un supermercato qualsiasi di una qualsiasi grande città del cazzo e di comprare una cazzo di frittura pesce già scelta, già pulita, già morta. Non avevo voglia di vedermi morire in casa del pesce fresco, non avevo voglia di vedere quelle branchie, valutarne il colore. Non avevo voglia di guardare il mare dal molo, oggi no.
Volevo girare da sola, aggrappata ad un carrello, spingerlo grattando con le unghie la plastica arancione. Volevo valutare, in silenzio, da sola, i prezzi migliori, volevo accartocciarmi nella mia piccola felpa viola per il freddo mentre sceglievo il formaggio fresco meno grasso. Volevo parlare con i commessi. Perchè volevo accettare dei consigli dagli estranei per cose semplici.
Ho guardato il prezzo del pesce misto: venti euro al chilo. Poi ho visto per un attimo come sarebbe stata la nostra vita insieme. E mi sono fermata. In piedi, nelle pareti bianche e tra gli scaffali gelati mi sono stretta forte le mani contro le spalle e ho sentito il freddo nel midollo, nei lombi, nei capelli. Poi mi sono accorta che era solo un cazzo di supermercato e che, all'aperto, fuori, con le porte chiuse dietro le spalle, era tutto più caldo.

05 ottobre, 2007

i love you yeyeye

paraparaparaparaparaparaparaparaparapaparaparaparaparaparaparaparapraparaparapaparaparà

Ya lookin' just a little too hard at me
Standin' just a little too close to me
Ya sayin not quite enough to me
Ya sippin' just a little too slow for me
No doubt ya playin' real cool homie
Got me thinkin' what is it you do for me
Trippin' (trippin') a little more than I should be
So let ya self go and get right with me
paraparaparaparaparaparaparaparaparapaparaparaparaparaparaparaparapraparaparapaparaparà

I'm about to sign you up, we can get right
Before the night is up, we can get
get riiiiiiiight get riiiiiiight, we can get right
I'm about to fill your cup, we can get right
Before the night is up, we can get riiiiiiight toniiiiiiight, we can get right
Do you want more?
paraparaparaparaparaparaparaparaparapaparaparaparaparaparaparaparapraparaparapaparaparà
Ya lips talkin' bout I play too much
Can't a woman take advantage of what she wants
My hips movin' oh so slow
Bar tab lookin like a car note
All I need is you here right by my side
Take whatever ya want, baby let's ride
And whatever ya won't do let me decide.
Just put ya name on the dotted line
paraparaparaparaparaparaparaparaparapaparaparaparaparaparaparaparapraparaparapaparaparà
I'm about to sign you up, we can get right
Before the night is up, we can get
get riiiiiiiight get riiiiiiight, we can get right.
I'm about to fill your cup, we can get right
Before the night is up, we can get riiiiiiight toniiiiiiight, we can get right
paraparaparaparaparaparaparaparaparapaparaparaparaparaparaparaparapraparaparapaparaparà
So much we've got to say
But so little time
And if tonight ain't long enough
Don't leave love behind (Don't leave love behind)
Take my hand, I'll show you why
paraparaparaparaparaparaparaparaparapaparaparaparaparaparaparaparapraparaparapaparaparà
I'm about to sign you up, we can get right
Before the night is up, we can get riiiiiiight get riiiiiiight, we can get right.
I'm about to fill your cup, we can get right
Before the night is up, we can get riiiiiiight toniiiiiiight, we can get right
Ya lookin' just a little too hard at me
Standin' just a little too close to me
Ya sayin not quite enough to me
Ya sippin' just a little too slow for me
No doubt ya playin' real cool homie
Got me thinkin' what is it you do for me
Trippin' (trippin') a little more than I should be
So let ya self go and get right with me
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Before the night is up, we can get
get riiiiiiiight get riiiiiiight, we can get right
I'm about to fill your cup, we can get right
Before the night is up, we can get riiiiiiight toniiiiiiight, we can get right
Do you want more?
Do you want more?
Do you want more?
Do you want more?

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Ya lips talkin' bout I play too much
Can't a woman take advantage of what she wants
My hips movin' oh so slow
Bar tab lookin like a car note
All I need is you here right by my side
Take whatever ya want, baby let's ride
And whatever ya won't do let me decide.
Just put ya name on the dotted line
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I'm about to sign you up, we can get right
Before the night is up, we can get
get riiiiiiiight get riiiiiiight, we can get right.
I'm about to fill your cup, we can get right
Before the night is up, we can get riiiiiiight toniiiiiiight, we can get right
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So much we've got to say
But so little time
And if tonight ain't long enough
Don't leave love behind (Don't leave love behind)
Take my hand, I'll show you why
paraparaparaparaparaparaparaparaparapaparaparaparaparaparaparaparapraparaparapaparaparà

I'm about to sign you up, we can get right
Before the night is up, we can get riiiiiiight get riiiiiiight, we can get right.
I'm about to fill your cup, we can get right
Before the night is up, we can get riiiiiiight toniiiiiiight, we can get right


perchè, diciamolo, non mi si addice tutta stà pesantezza!take it easy, man!

02 ottobre, 2007

dopo tutto il casino royale


Gambe accavallate, sguardo fiero. Casino Royale a palla. Respiro, non penso ad altro. Buonanotte.

01 ottobre, 2007

sisicertovabeneok. basta che non litighiamo.

Spio nei balconi oggi. Mi affaccio a finestre casertane, incrocio braccia su davanzali. Mi muovo per fumare un po'. Lancio la sigaretta nel cortile, una signora sbatte il suo tappeto blu. Nella casa al primo piano stanno facendo i lavori, mi dice Letizia. Guardo la collina, il sole è pieno dietro quei palazzi.
Penso, più tardi, che tutto quello che sto facendo è sull'orlo di una crisi di nervi. Penso anche che ci sono dei contorni strani, fatti di sanità mentale che non mi sarei mai aspettata. Ci sono paure fitte che qualcosa, qualcuno, possa inserirsi, confondere, far cambiare quello che non c'è. Ci sono paure sane che mi fanno sentire che sento qualcosa, sento qualcuno, il mondo è vivo dentro e, cazzo, non può sempre andare a finire a puttane tutto. C'è di tutto in questa piccola testa bacata, c'è un terrore forte. Mi strizzo gli occhi, li sento pesanti e mi danno perchè non ho mai le idee chiare. Non chiedo, non pretendo non dico, se non a metà.
L'unica certezza è che in questa stanza la finestra è sempre aperta, che fa freddo ogni notte, che dormo sola. Che dormo tardi e non dovrei. Che ci sono dei binari che non s'appoggiano su niente ed è semplice. E' colo colpa dell'acquazzone dell'altra sera. Si, quando io sono andata al cinema e mi sono baganta fino sul ginocchio. Si, come fossi sprofondata nell'acqua, come avessi fatto una doccia adesso che a casa abbiamo riparato l'acqua calda. E poi ho iniziato a dire cazzate ad asciugarmi i piedi in mezzo alla sala e ho aspettato che facesse caldo. Ed era così caldo, per un attimo non pensare a niente. Mi è venuta una strana allergia sui polpastrelli, cambio pelle. Sento gli occhi pesanti, immagino lo spettacolo notturno della mia faccia e ci rido su. La cosa bella è che qualsiasi cosa sia, questa degenerazione paranoica non c'è. E' uscita, non si trova, è occupata, non è disponibile. E ci rido su. E la so usare.


Non cresci più, a tratti è normale,
Non si arrende più, il mio cuore
Cosa ti resta?
Il folle ride, penso a lei
Accorgersi di vivere nell’estasi
Cose che accadono qui
Il paradiso, è lei e non ho più rocce leggere ormai
My mind
Come puoi vivere a testa in giù
Come puoi vivere a testa in giù
Veglia in un sogno
Il paradiso è lei e non c’è più luce, per guardarci ormai
Cieca, il buio sole disinfesta
Gli alberi cadono al suolo
Riuscirò, se mi tiri giù, non riuscirò
Non respiri più, non riuscirò
Non riuscirò…
Come puoi vivere a testa in giù
Come puoi vivere a testa in giù




28 settembre, 2007

estomà



Come tutte le grandi coppie di amici, anche io e Maalox ci stiamo perdendo di vista. Ti ho voluto bene, amico Maalox.

24 settembre, 2007

22 settembre, 2007

fonterossa







E' bello mangiare pesce, bere un bicchiere di vino bianco ed essere seduti qui fuori, al vento, al sole, di fronte al mare. Con poche urla dei bambini. Tutt'attorno a me è così silenzioso. E' un posto così piacevole che ci porterei chiunque.

21 settembre, 2007

cinquecento




Oggi, improvvisamente il nuovo programma di Genen Gnocchi mi ha aperto gli occhi. Ad un'anziana signora viene chiesto se lei abbia fatto mai l'amore in '500( Damiano ha risposto si e Ferrero pure, ad onor di gossip post- politico). L'anziana risponde divertita:"Le devo dire la verità... Noi abbiamo fatto anche il Monviso ma non abbiamo mai copulato in una '500".
Signori, questa frase mi ha aperto gli occhi. Diventerà il mio motto. Non c'è alcun dubbio.

20 settembre, 2007

tango

Stamattina mi sono svegliata perchè i miei genitori volevano sapere quando sarei tornata. Perchè ho lasciato il cellulare acceso. Se qualcuno avesse sentito la mia voce rispondere al telefono, si sarebbe meravigliato di quanta lucidità io possa produrre al mattino. Ci sono compromessi che vanno accettati, baby, sentivo qualcuno dire nella mia mente. Se qualcuno fosse stato al mio fianco mi avrebbe baciata piano. Mi avrebbe abbracciata sopra le coperte e mi avrebbe lasciata lì, presa dal sonno. Poi sarebbe andato da qualche parte. Ma io non me ne sarei accorta. Quando dormo non sento niente- neanche il dolore- avrebbe continuato quella voce in mente. Semmai mi fossi svegliata, avrei trovato il caffè già pronto, degli appuntamenti da seguire. Delle corse da fare. Avrei trovato qualcuno da salutare, qualcuno con cui pranzare. Avrei trovato una scuola in un triangolo di sole, con dei bambini. Avrei trovato la donna di cui ho preso appunti ieri sera. No, non quella con i tacchi rossi, che ballava il tango, la signora con le calze rotte, la caviglia fasciata e la busta della farmacia stretta nel pugno! Ci saremmo risposti. Avrei passato poco tempo, in silenzio, guardando la gente camminare lenta davanti ad un'osteria. Sarei corsa a prendere un treno, mi sarei rifiutata di andare in autobus. E sarei arrivata trafelata ed in ritardo.
Tutto il mondo mi sarebbe sembrato calmo, semplice, ordinato. Senza nient'altro più da chiedere. Cosa cazzo, pretendi? Non ti accontenti mai di niente, mi avrebbe detto. E io avrei risposto: Cazzo! Hai ragione non mi accontento di niente, ma di questa giornata proprio si, voce invadente! Perchè non basta viaggiare in piedi in seconda classe per mettermi di cattivo umore, baby. Non basta avere il sole in faccia e non respirare. C'è qualcuno che sta perdendo in questa lotta. E' la tua malattia! E' la tua malattia!E' la malattia che sta perdendo! Scrivi triste anche quando sei felice ma la malattia perde terreno, inciampa, si tiene in equilibrio, poi inciampa e poi cade. E poi è dietro mille chilometri. E non si torna mai indietro. Neanche per guardare una vecchia malattia dritto in faccia.
°Respiro lenta, serena°

15 settembre, 2007

poisson/ puissance






Il mio pesce rosso mi guarda e non dice niente. Cosa vorrà da me?

09 settembre, 2007

raccolgo (Michele Sovente) grappoli d'uva

Ogni domenica vado a mangiare da mia zia. Ogni domenica mio zio compra Il mattino. E ogni domenica mia madre legge, commentando, lamentandosi, il giornale. Io ogni domenica guardo le figure, commento a denti stretti la pochezza del giornale e leggo la prima pagina, in basso, quasi a sinistra, dove ci sono sempre poesie come questa:

Raccolgo grappoli d'uva
Dolore dico e penso sabbia
consumata e anch'io
mi vedo sabbia trafitta
da una luce in fuga
ora che è arrivato settembre
perchè settembre porta
con se' una fitta schiera di fugure ombrose.

Apiene mani
raccolgo grappoli d'uva
che goloso mastico
e ingoio muovendomi
stordito
tra il corridoio e l'uscio
e rido perchè
la luce di settembre sa
entrarmi nelle ossa
che a tratti si fanno
esplorare dal vento.

Grigio cielo dico e grigia
umanità penso
che a capofitto si butta
nel traffico e in un
plumbeo imbuto e
a capofitto anch'io mi butto
nell'assoluta quiete
del crepuscolo e in una
irreale beatitudine attratto
da una via in salita
dove corre un animale.

06 settembre, 2007

economia domestica

Qualche giorno fa mia madre mi ha chiesto semmai io mi fossi innamorata. Ho risposto con un ironico da morire, mamma. Avrei voluto dirle che le cos eche ha letto sul mio quadrenetto erano solo appunti per il mio fottutissimo raccontolungo. Ma perchè deludere una madre così, su due piedi?
Chè poi a me i piedi fanno male dal 31 luglio esatto.
Fumo da morire e la mia mente è davvero un mondo meraviglioso, economico e pieno di concetti esatti e senza contraddizioni.
Mi basterebbe solo che qualcuno decidesse al posto mio. Semplice, no?

Stamattina sono andata a prendere la mia amica in aeroporto. Tutto il mondo sembrava dovesse atterrare o partire stamattina. Tutto il mondo sembrava dovesse mangiare la nostra pizza.
Siamo tornate a casa, ci siamo raccontate tre mesi di lontananza con estrema prescisione e sinteticità.
Sono tornata a casa al buio, tutto il mondo era in tangenziale. Volevo solo tornare a casa e dare alla mia stanza un aspetto decente ai miei occhi. Ma di tutto il turbinio io so solo che devo scapparmene da qui. Questa stanza può contenere solo il mio corpo. Il mio cervello no, è andato via. O forse, solo, non è ritornato.

Ah, qualcuno, qui in mezzo dovrebbe prendere una decisione. Potrebbe farlo davvero qualcuno al postomio?


05 settembre, 2007

paris, toujours







Da quanto tempo è che volevo scrivere un post così? Seduta, di notte, con la mente sgombra, lottando con una zanzara, mangiando cibo poco sano e bevendo acqua a litri.








Sono tornata ieri, sporca nelle pieghe delle mani. Cerco una nuova camicia da notte.
Cerco di fare finta che qualcosa m'interessi. Ma non m'importa niente.
M'importa camminare a lungo, far correre la mia circolazione e capire qualcosa.

Credo di essere tornata crudele e decisa.
Felice, in fondo. Pronta a distruggere tutto, senza pensarci due volte.
Perchè la domanda è: perchè sprecare del tempo se non ne vale la pena?
Per l'ostinazione c'è tempo, ma non è questo il tempo.

Mi manca il tempo in cui eravamo tutti insieme. Poi penso che stavamo tutti male e ci penso su. Mi mancano le persone, non quel tempo. Del resto non mi manca niente più.

Schizza la mente quando la si tende Si contorce si espande Se risucchiata ruggisce di dolore di piacere Calore che irradia in onde rotonde Calore che irradia in onde rotonde Gelo verticale cunei sparati giù a frantumare Gelo verticale cunei sparati giù a frantumare Del resto mimporta 'nasega sai Ma fatta bene Del resto mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Doma di bimbo doma di cavallo condizione dell'uomo E non è facile sai E non è facile mai Probabili cadute su disastri annunciati Connessioni smarrite tempi mal calcolati L'apocalisse è quello che c'è già Mistica Bio Meccanica Eonica soap opera puntate quotidiane Assegnate le parti corrono le comparse Mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Mimporta 'nasega sai
Ma fatta bene che non si sa mai Mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Tabula rasa elettrificata..

14 agosto, 2007

cote a cote. asciugamano




Ho pagato quattro euro per rimanere connessa per un'ora. Ho deciso di pagare perchè ricevo notizie dal fronte occidentale e ho bisogno di usare questo spazio.

Ogni volta che guardo Parigi la mattina, camminando con questa canzone tra i denti, mi sento a casa. anche se sento la mancanza di chiunque.



Credo che Parigi mi piaccia perchè non sfugge ai luoghi comuni che les etrangers hanno.
Mi piace perchè non prendo mai la metropolitana, mi piace perché c'è vento in ogni piazza.
Mi piace perchè hanno c'è una spiaggia sulla Senna e se cammini un po' per le quais e ti sporgi come fosse un balcone vedi ballare il boogie senza piangere una sola volta.
Mi piace Parigi perchè rispondo sempre in francese. Mi piace perchè mi sembra lontanissima adesso. Mi piace perchè é la prima volta che fuggo, ferma sulle mie gambe.

Rimarro' qui fino a che le ferite non saranno sanate e fino a quando guardero' in faccia chiunque senza fermarmi. Qui dentro non è posto per chiunque.
Parigi, credo di amarla.

31 luglio, 2007

geomag. in questa congiuntura.

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Bene.
Bagagli fatti, amici allertati. Presenti salutati.
Ho il cuore legato e nascosto. E non ho altra scelta.
Passiamo davanti gli specchi in una confusione da film antico.
Restiamo fermi a pensare per quello che possiamo amare. Ma non possiamo fare di meglio.
Io continuo a sognare cose che mi distruggerebbero la vita.
Ma, cazzo, io domani parto. E metto un punto, metto una fine. E basta. Non c'è neinte di più, non c'è niente di meno di quello che avete visto in questo tempo.
Solo una cosa: ricordate tutti che sono sempre più cattiva di quello che sembro e che sono sempre più bugiarda di quello che posso.
Ma vi amo tutti. E questo è vero è puro è bello.

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29 luglio, 2007

in viaggio (in)quiete



Signori e Signore! Mesdames et Messieurs! Annuncio pubblicamente che la mia valigia pesa meno di quindici chili. C'è solo un piccolo problema. Sto facendo la top ten delle borse. E mi sembrano tutte e dieci essenziali. Tenetemi il polso, please, mentre io tengo le mani tra le gambe.

le iene

Non ho più parole. Muta. Come con nessuno.


27 luglio, 2007

Lo stato delle cose.


Dovrei cambiare le lenzuola, buttare l'immondizia.
La mia camera puzza d'alcol. Puzza di polvere e di pulizie fatte male. Ero a computer ed ho sentito scricchiolare il muro poi crollare le due mensole zeppe di libri e le stratificazioni del mio corpo chiamate oggetti. Non sapevo di avere tanti libri. C'è una parete vuota adesso; alla base, cose sparse, amucchiate. Solo i libri sono in ordine, divisi per casa editrice. Credo che tra un po' potrebbe crollare anche l'ultima mensola.


Tocco il ginocchio, poi le mani e sembra che abbia uno strato di polvere giusto sulla pelle.
Non è rimasto intero niente. Solo una ciotola piena di biglie celesti.
Non c'è da fare. Credo che sia il momento giusto per espatriare.

parisienne/memory lost


Bevo la birra mi spoglio continuo ad insistere. Che noia mortale il mio silenzio.

19 luglio, 2007

tira l'orso!

Abito a trecento metri dal mare. Ci sono molte spiagge a pochi metri da casa mia. Il mare non sempre è buono. Però dopo un po' che ci abiti qui, distingui il mare e le sue correnti ed allora lo sai quando puoi andare e trovare dell'acqua decente. Le spiagge sono quasi tutte libere da quando quest'inverno il lido che aveva avuto la concessione dal comune( commissariato per infiltrazioni camorristiche) ha preso autonomamente fuoco. Siamo una zona di turismo, relax, terme e tempo libero ma siamo subissati dall'immondizia. Io mi vergogno quando vedo un turist apasseggiar eper le strade della mia città. Ma mi vergogno di più del fatto che siamo in tanti, a lamentarci e non siamo disposti a fare niente.
In modo molto simpatico da pochi giorni è iniziata di nuovo l'attività del lido usufruttore della concessione. Ovviamente, adesso, la spiaggia è a pagamento. Tranne quei cinquecento metri di spiaggia invasa da gente delle più speci. Non che io abbia tanto contro la comminstione tra i vari quartieri napoletani e dei miei Campi Flegrei. Ma, se devo passare tutta la mia giornata a mare spiegando a delle persone adulte che la mondezza non si butta a mare, io a mare non ci voglio andare. A parte il fatto che non parliamo neanche la stessa lingua. Ma questo è un mio difetto, il puteolano non lo sono mai riuscito ad imparare. Ma è un dialetto dalal promuncia multidorme e difficile, è troppo difficile. Almeno col napoletano me la cavo di più e riesco a gestirlo in modo più libero. Quindi, stamattina non sonoa ndata a mare. Perchè, come un'idiota non mi sonos velgiat aprima delle dieci.
Ieri ho fatto l'ultimo esame dell'anno. Finalmente è partita la quota meno sette. Che è con un brevissimo calcolo, entro ottobre dovrebbe diventare meno cinque. Perchè, se non passo i due esami di francese dopo un anno di grenoble ed un mese di corso intensivo a Paris mi devo solo ritirare. Non so perchè sto parlando veramente di me, stasera e di quello che ho fatto. Ma in realtà non ho parlato delle cose che ho fatto. Allo a mi fermo qui. Perchè sto bevendo del rum giacciato, rimasto dalle ultime feste e fumo una sigaretta, nella pace più grande che ho avuto, con tutte le cose che quest'anno ho caricato sulle spalle e con i loro frutti. E sono felice, di essere arrivata fino qui. Sono felice di godermi questa settimana di vacanza migrando da una casa all'altra. Sono felice di sentire questo giaccio sui mie denti e di non riuscire ad infilare una sola maglia addosso per il caldo. Un anno, intero(si, quello di dodici mesi e trecento sessantacinquegiorni) non buttato via. E' la prima volta che mi capita. Ed è bello.

15 luglio, 2007

30ore



Qualche anno fa c'era qualcuno che mi stirava le braccia quando ero stanca. C'era qualcuno che mi stringeva la mano e cercava di far schioccare le mie dita.
E' una settimana che non riesco a leggere più di una pagina la notte. Stanotte ho sognato Santiago, in una stanza con due letti paralleli.
Bevo la mia birra fredda, stringo i muscoli delle gambe. Lavo le mani e vado a dormire. In pace.

13 luglio, 2007

Sbuffo





Se mi vedessi: vestita così, truccata e colorata per andare a comprare le sigarette. Rideresti per tutta la vita. E, poi, aggiungeresti che non dovrei fumare così tanto.

11 luglio, 2007

brut

Era tanto che non andava bene così. Io che rimango per un po' coni miei amici. Che mi prendono in giro ed io che sbaglio a ricordare. C'è qualcuno che manca stasera ma telefoniamo, perchè non paghiamo il telefono, anche se non si sa perchè. Il vino bianco diventa traditore ed era un anno che non lo bevevo, di notte, in lacrime, per spiegare in una casa mai mia. Era sempre buio in quella casa. Ed era tutto meno che casa mia. Era tanto che non parlavo e che non vendevo gente cresciuta davanti agli occhi. Che non sentivo una famiglia che non fosse mia. Era tanto che non tornavo a casa ubriaca, con qualcuno che guidasse la mia auto e con me che non riesco a infilare la chiave nella toppa. E' un'anno da questo caldo. Era tanto che la mia pelle non bruciava così, con il caldo, le persone, l'allegria e l'abbraccio. Basta un po' di protezione, basta non dover tenere sempre le difese alte e la cazzima pronta ad un minimo sussulto. Era tanto che non provavo interesse a raccontare una storia non mia e nemmeno tua. Era tempo per capire che sono brava sembrare buona e a far soffrire. Era tempo per un abbraccio, per un palese accordo, per un affetto senza più problemi intorno. Era tanto che non restavo così in silenzio a parlare di me.
Credo sia il vino, l'attesa dell'altro senza avere la forza di chiedere al cameriere una nuova bottiglia. Credo si ala mia gonna, i tacchi bassi e un foulard. Credo sia un po' di spumante amaro anche se non si dice. Ma la bottiglia l'avrei finita tutta. Senza pensare a nessun altro se non agli amici. Vorremmo andare tutti via, aspettare quello che vogliamo e rimanere in pace. Basterebbe solo questo. Non uccidersi per niente e non soffrire perchè siamo insieme. Per una sera almeno.

10 luglio, 2007

santo mauro

Ho trovato casa a Parigi anche per la settimana scoperta. Ho una buona impressione del nostro ospite. Ha anche il voip. Ha anche un cane. E' veramente gentile. Credo gli farò una statua d'oro.
Sono tornata oggi pomeriggio.
Ieri ho passato una serata d'analisi delle vicende ischitane all'interno della festa della pizza. C'era un palco. Presentava anche Raffaele di un Posto al sole.
Ho preso tantisismo sole. Ho scavato un sacco. Mi si è tolto tutto lo smalto. Ho dormito con la mia nipotina addosso. E' una pietra qualla bambina, ma è carta velina quello che sente.
Io fumo poco, ho cenato con Mario, domani si laurea. Ho fatto foto ed è il minimo.
Mi chiedo solo come sia possibile che tutti mi chiamino signora.
Qualche giorno fa sono uscita di casa con Chicca. C'erano i giardinieri sotto casa. Li abbiamo salutati. Loro hanno risposto. A lei con uno Ciao e a me con un Salve. Qualche giornofa una donna credeva fossi incinta e ormai tutti michiamano Signora.
Ieri ero seduta ad un bar. Ho avuto il terrore che il cameriere, mio coetaneo, mi chiamasse anche lui signora. Allora ho tolto la stola. Ho sperato che una persona con una scollatura come la mia non potesse essere definita Signora. Lui è venuto al tavolo. Ha chiesto cosa rendevano le signore. Almeno non si riferiva solo a me. La cosa non allevia minimamente il peso dei miei capelli bianchi.
E comunque domani Mario si laurea.

05 luglio, 2007

hey! been trying to meet you!

E' che ci sono cresciuta ascoltando i Pixies. E' che non me lo aspetto, ad un concerto, che facciamo una loro cover. Chè mi ricordo che neanche Napster c'era quando Mario mi ha portato la prima cassetta. Da un lato c'era registrata in loop Creep dei Radiohead, dall'altro, come quarto pezzo i primi Pixies della mia vita. Mi ricordo come mi sentivo quando la ascoltavo. Ed era molto meglio di quando ascoltavo Creep. Perchè mi sentivo inutile, immobile, con i Pixies no. Da allora ho iniziato a cercare loro dischi. Ed a Napoli gli originali non c'erano mai. E solo dopo molto anni, a cassette ormai usurate al massimo, ho saputo trovare quei dischi. E dopo tutti questi anni io mi dimentico che i Pixies sono stati i miei Nivana, che non sono stata io, la sola, a Napoli a cercare quei dischi. E dimenticandolo, ogni volta che vado ad ascoltare qualche gruppo che suona e che mi propone una loro cover io la prendo come un favore personale, come quel ragazzo che mi fece cinquemila lire di sconto pur di farmi comprare Surfer Rose. Ma tutti i gruppi suonano solo Where is my mind e a me non basta più, ne voglio una tutta per me, in questo giorno d'inizio luglio, con la spalla piena di sole e col pensiero in un altro luogo. Voglio poter pensare a te sotto quel sole. Voglio poter pensare a giorni più vivi. Voglio poter pensare a quello che mi muove la vita. Voglio solo che qualcuno mi canti una canzone.

Quel giorno continuavo a cantare una canzone seduta sui gradini romani di una piazza di Napoli. Non ricordo neanche chi ero, ricordo solo che ci saremmo dovuti separare tra poco. Ti ho detto di guardare in alto per trovare quello che cercavi. Ho avuto la canzone in mente per tutta la vita. Per tutto il mondo, per il mio corpo. Per quel palazzo con una porta di legno. Ed io adesso sono piena di canzoni. E voglio solo dormire a lungo.

hey
been trying to meet you
hey
must be a devil between us
or whores in my head
whores at my door
whores in my bed
but hey
where
have you
been if you go i will surely die
uh said the man to the lady
uh said the lady to the man she adored
and the whores like a choir
go uh all night
and mary ain't you tired of this
uh
is
the
sound
that the mother makes when the baby breaks
we're chained

04 luglio, 2007

meno apostrofi, più lavoro!


Ho il fiato sul collo, mi giro, cerco di guardare, ma non capisco cosa ci sia dietro di me. Fumo molto e non dovrei. Fa troppo caldo qui, per fare qualsiasi cosa. Sto morendo di ansia. Nervosa, muovo la gamba destra- rimbalza sul tallone. Credo che tra due giorni la mia gamba sarà magrissima. Se potessi bere un po' di birra, se solo potessi nel caldo infernale, un birra ghiacciata. Non scrivo, sto organizzando la mia storia di campagna, guardo l'età, il luogo, il percorso ed i personaggi. Mi serve tempo, l'unica cosa che non avuto mai. Scrivo in mente, e m' innervosisco di più. Sono nel panico, senza cervello ed ho passato l'ultima ora a scoprire che in America Latina ci sono solo conferenze panamericane dopo la Seconda Guerra Mondiale e che gli Stati Uniti non hanno mai concesso aiuti economici.
Non trovo un momento per cercare di pulire la mia mente, ho ucciso quello che potevo, è solo polvere questa. Ma dà fastidio, adesso. Lucidità: dove si trova oggi?
Una birra fredda, un mare, delle persone insieme, per favore, al più presto.

01 luglio, 2007

html & sin no more





Ok, ho capito, il modello d l blog non lo dovrei toccare se non conosco i codici. Ok, è chiaro adesso.
Ma qualcuno, per favore mi spiega perchè la mia sidebar non si vede con Internet Explorer? Eh, me lo volete spiegare? Ho controllato il modello precedente all'aggiunta nella barra laterale di last fm e non c'è nessuna differenza significativa! Vi prego, salvatemi, sto impazzendo.

26 giugno, 2007

io, te e le cose




C'è vento da nord stasera. Finalmente respiro. Ho sonno ma aspetto la mia amica. Cerco festival parigini per il mese di agosto e d'incasellare gli impegni della settimana: non sono molti, ma non ne vorrei nessuno. Vorrei solo poter studiare in pace e sentire qualche concerto con i miei amici. E vorrei bere una birra fredda, dormire in pace per una notte intera. E smettere di pensare, di voler essere altrove. Ma è solo un gruppo di pensieri cattivi a raggrumarsi, sono solo lacrime che non verso, sono solo poesie che non posso permettermi e che non posso comprare. C'è bisogno di presenza, di persone reali e di comprensione. Non ne vale davvero la pena, devono aver pensato.
Ho davvero sonno stanotte e non c'è niente di meglio che scomparire, per un po'. E' l'unico modo che conosco per coprire le ferite.

21 giugno, 2007

informazioni di servizio.

Ho passato l'ultima ora a correggere un"petit text" per far valutare il mio livello di francese da una scuola vicino Belleville. Ci sono solo nove alunni per classe. E ne gioisco, potrei imparare definitivamente il francese. Avevo voglia di mettere un po' a posto il modello del blog, devo aver fatto un casino quando ho inserito last fm nella barra laterale. Credo di disidratarmi. Arriva l'estate e non ho voglia di bere. Arriva l'estate e nonho voglia di trovare un alloggio a Parigi per la settimana del mese di agosto scoperta. Fumo una sigaretta, guardo piano, parlo ancora di meno. Sono sola in casa e le luci sono tutte accese. Mi dà fastidio avere le luci troppo spente di notte. Ieri ho letto un racconto che avevo scritto di getto in treno domenica scorsa. Antonella mi a detto che devo sceglire. Ne abbiamo parlato a lungo ieri. Mi sarei sotterrata, se avessi potuto. Poi, ho fatto finta di niente e sono andata a guardare Ocean's 13. E il mio fine settimana al mare, e le tasse dell'università e la bolla di caldo africano ed io che svengo appena mi alzo. Devo studiare un saggio su Peròn ed uno su Vargas. Ma devo lavarmi i denti adesso. Ogni volta che prendo dell'acqua tra le mani me la getto in viso e sento che è troppo caldo qui. Ho sognato un uomo stanotte. L'ho riconosciuto da come mi pungeva la sua barba il viso, da come il mio naso gli arrivasse sul collo. Ed è sempre più chiaro che quello che ho perso è solo qualcuno che mi proteggeva dagli altri, da me stessa, dai bambini. Da tutto il resto. Ho scritto un racconto sulla campagna ieri. Ernesto è il protagonista. Ma non so quanto durerà.
C'è un film pieno di ragazzi, donne nude e carte di credito consumate alle mie spalle. Le bottiglie sono tutte aperte e bevute a metà, i piatti da lavare e le sigarette quasi finite. Credo che non dormirò nel mio letto stanotte.

Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l'assenza della tua vita.
E' così bello sentirti fuori,

desideroso di vedermi

e non mai ascoltato.

Sono crudele, lo so (...)

AldaMerini, Ballate non pagate. 1994.

Stanotte mi accorgo che solo adesso è vero.

16 giugno, 2007

de quotidianitantibunz

Ogni notte dormo nello stesso letto. Spengo la luce principale, metto ben fermo sulla lampada un foulard rosso. Spesso tiro giù fino ai piedi tutte le coperte che ho e mi stendo. Appena seduta sul mio letto noto il mal di testa. Ma non è forte, è solo un momento di lucidità. E' solo l'unico momento della giornata in cui ammetto di essere stressata. Il mal di testa non passa e non dà fastidio fino a quando non leggo una parte qualsiasi di un libro qualsiasi. Mi culla il mal di testa la mattina appena sveglia e la notte prima di dormire.
E' un paio di giorni, però che il mal di testa non si fa sentire, che latita, che non mi ascolta più. O forse sono io che non ascolto lui.
Del resto non è la sola cosa che latita. Ogni notte, con il mal di testa io lotto con il telecomando della tivvù. Che latita, all'improvviso e costantemente. Dal momento in cui accendo la televisione, scegliendo il canale che mi farà da sottofondo, ed il momento in cui perdo il telecomando, può passare un'ora così come dieci secondi. Da quel momento partirò per una ricerca matta e disperatissima del telecomando in ogni luogo del mio letto, infilerò le mani dappertutto, negli interstizi vari e lo troverò solo nel momentoin cui deciderò di alzarmi. Non lo troverò, bensì lui si farà notare cadendomi di dosso e producendo uno dei rumori notturni dei più fastidiosi.
Adesso: credete che sia possibile perdere ogni notte un cosetto di dieci centimetri per cinque in un inutilissimo letto ad una piazza per poi ritrovarlo sempre nello stesso identico modo? No, tanto per sapere. Perchè poi una volta non l'ho ritrovato fino al giorno dopo ed era davvero incastrato fra le coperte dell'inverno freddissimo di due anni fa. Quell'inverno era davvero freddo, dormivo arrotolata inun plaid come fossi un bruco e quando ero ben appallottolata mi premevo forte sulle spalle il piumone. E' stato un inverno freddo due anni fa. Davvero freddo.

15 giugno, 2007

promemoria della settimana









Pensarci. Pensarci bene. Pensare a favore di chi. Pensare perchè. Pensare la paura. Capire la paura. Pensarci in modo lucido e perfetto. Mettere le scarpe migliori. Camminare sola a lungo. Pensarci costantemente e cercare certezze. Bere acqua fredda. E poi chiedere tutto il permesso. Solo quello necessario.









12 giugno, 2007

un nonnulla per puffetta!

Incroci strani con scarpe calde, un racconto da finire, una domenica giusta. Sono stata una persona normale per due giorni. Senza eccessi e ossessività- se non nel parlare. E' una vita migliore questa. Potrei parlare a lungo- per una vita intera- ma dormire con il sorriso appena spento sul viso con mani ben piantate addosso è quello che voglio. Una strana compagnia al filo interdentale bianco ieri. Uno strano circolo in cui ognuno faceva fatti suoi in pubblico, in circolo, con un po' di birra e di piloni. Un po' di paura a far vedere quello che c'è. Ma neanche un pensiero è andato a quello che non c'è. Neanche un disegno stupido a quello che ho lasciato a terra sanguinante. Pace, mi hanno chiesto quanto durerà. Spero almeno una settimana ho risposto.Oggi non fa male neanche andare via.

E' il primo post questo. Non è non triste. E' felice, è diverso.

31 maggio, 2007

arrondissemet


Ho la faccia impiastricciata di trucco. Non so perchè ma a quest'ora sono ancora perfettamente truccata. Un senso di stanchezza, di sporco mi blocca il pensiero.
Mi pulisco la faccia, posso tornare a casa.

29 maggio, 2007

cassonetto differenziato

Qualche tempo fa ho trovato un album di fotografie. E' l'unico che io abbia mai avuto. E' pieno di scatti di ogni parte del mio corpo in movimento. Mi sono guardata, non ho trovato niente di diverso. L'ho trovato e nascosto nel ripiano alto della libreria.
Mi hanno detto che c'è qualcosa di diverso, nei sorrisi presi in quell'album. Era più limpido tutto. Ma a me sembra che io rida nello stesso modo.
Ci penso oggi, camminando nel vento, con scarpe troppo comode, vedo che la pulizia di quel momento è stata nel peggio della mia vita: io non conoscevo neanche il mio nome.
Sconsigliabile, uscire dalla propria casa con un vento così. Ma è stato più forte. Un colpo di vento e non avevo più pensieri, solo polvere. Ed è quello che basta.

25 maggio, 2007

sin. more and more.



C'è solitudine iin questa stanza stasera. C'è poco cibo per mesi e nient ealcol. Questo è il mio progetto. C'è la televisione conil volume basso ed io che guardo la storia di una vela. Perchè mi rilassa, perchè mi lascia libera di dormire. C'è tutto il trucco stasera sulle mie guance. C'è odore d'immondizia ma è quello delle ultime settimane. C'è gente che festeggia, bambini che corrono e musica alta, troppo alta per una neonata. C'è tutto un mondo stasera e nuov epietre che ho messo sul fondo. Non parlo da ore. Qual' è il peso del mio seno in questa vita?