30 giugno, 2011

era estate questo marzo parigi/ la gente non mi capisce quando parlo in italiano


Se penso a come mi manca.
Quando la prima volta sono andata a fare la spesa al Plaza e con le borse rosse della spesa ho alzato gli occhi ed è spuntata la Tour che io non avevo ancora capito che era proprio lì. E quando ogni sera tornavo a piedi dal Trocadero e passavo sempre dal Franklin. C'era sempre qualcuno che beveva une verre ai tavolini all'aperto. Da vera parigina non aspettavo mai il verde del semaforo- mentre a Napoli lo faccio. E guardavo sempre le piantine messe a terra dal fioraio e quelle meringhe giganti. Pensavo sempre a come avrei fatto a portarmene una in Italia-di piantina- e poi desistevo. Cercavo solo di non buttarle per aria quando tornavo e avevo dieci minuti alle dieci prima che chiudesse Monoprix. E poi quei negozi che non ho mai visto aperti a rue de la Tour perchè era troppo presto e già troppo tardi. E tornare a casa vedere una puntata di Will&Grace per poi smettere e continuare a studiare o a cercare o scrivere.

Ieri cercavo una guida di Creta. Mi ricordavo di averne vista una in biblioteca e ho cercato quale delle biblioteche comunali di Napoli fosse ad avere la sezione turismo. Solo dopo aver premuto cerca ho capito che non era qui. Era quella di Trocadero dove tutti i miei libri suonavano al metal detector e ci potevo stare dieci minuti perchè non trovavo mai il posto accanto alla presa per il caricabatterie del mac.
E prendere il sessantatrè ogni giorno e ogni sera e se ci penso non ho chiesto mai a nessuno perchè non passasse più ogni tre minuti. E le persone che facevano pausa pranzo davanti al Gaillera. E quando ho visto la prima manif e la seconda e poi ogni sabato a Trocadero. L'ultima notte con Ale quando abbiamo aspettatto che la Tour si accendesse l'ultima volta e spegnesse ed eravamo in quattro e non andavamo via perchè non ci credevamo che poi ad una certa ora si spegneva.
E il mio vicino bambino e suo padre che mi prendeva in giro perchè correvo avanti e indietro e stavo a casa dieci minuti e scendevo di nuovo. E poi l'avvisavo, adesso sono tornata per rimanere.
E tutti quei libri le ore contate per libro, per sezione, per numero di rue saint guillaume. E le indicazioni date nella prima parte di blv Saint Germain. E le indicazioni non date ad Orly per punire gli italiani. Non che Parigi per me sia una fuga ma se io non scrivessi in italiano non avrei nessun dubbio tra quattro mesi dove andare a finire.


si vede da qui dove la nostra storia è morta. dalle cose belle nelle quali mi mancavi ogni secondo in questi anni. e lì invece non ho voluto neanche per un attimo che ci fossi. dovevi toglierti dai miei occhi dalle mie orecchie dal mio corpo dovevi scomparire e non venire a contatto neanche un secondo con quella cosa bella per la quale in questi anni per una sola volta sono andata via e mi hai punita. in una sola volta che pensavo che avrei avuto problemi con l'amore e con in sesso. e invece non ne ho. semplicemente nessuno di loro mi interessa e per la prima volta dopo cinque anni perchè era giugno del 2006- lo sappiamo tutti qui dopo questi anni per la prima volta ho guardato un uomo che non fossi tu. e ne stiamo ancora a parlare. ma in questo tempo che non so quant'è non ho mai parlato di te. ho sempre parlato d'altro. e quando salivo sul letto per guardare la Tour? E quando con Ale l'abbiamo rotto il letto e alle tre del mattino non riuscivamo a smettere di ridere e abbiamo svegliato il vicinato? non c'eri, non l'hai visto, non lo rivedrai. per questo non devi esistere più in relazione a me. oggi un mio amico mi ha ricordato che una settimana fa eravamo ad una festa. se penso che in quella giornata mi hai fatto del male per due ore. beh, è per quelle due ore che io non ti amo più.

27 giugno, 2011

corda (sost.f.s.)


Ho invidiato per anni gli amici che reagiscono allo stress con il sonno.
Ora mi sono trasformata in loro.
Non ho perso una notte di sonno, ho dormito per metà della giornata.
Pur essendo convinta che dormire troppo sia uno spreco, sono fiera delle cose che ho risolto dormendo, sognando, anche svegliandomi piangendo. Ci sono le cose di cui parlo e piango e quelle importanti di cui non parlo e non piango. Lasciatemi stare è la mia modalità.
E le risolvo quando la pressione mi si abbassa, sento troppo caldo e le gambe non mi reggono. Quindi vado a letto, sento qualcuno che mi parla ed io non rispondo perchè non sono obbligata a farlo e mi addormento.
Però lasciamelo fare, per favore, ho trovato la cura e se mi distraggo un attimo mi confondo e mi perdo di nuovo.


questo post è nato perchè stasera ho visto una scogliera. pensavo fosse una sulla quale ho camminato poco meno di un anno fa e mi sono fatta quasi male saltandoci giù. poi ho guardato bene e non era quella. ma ormai il ricordo era partito ma non mi ha fatto niente, nè ha a vuto rilevanza il fatto che le due non fossero la stessa scogliera. insomma, partivo dal fatto che i ricordi, le amicizie, i fatti non mi hanno mai dato fastidio. mi infastidisce solo quando le mie proteste o decisioni non vengono ascoltate. e negli ultimi giorni è la sorpresa a farla da padrona.
ora mi fermo. perchè ho sonno. punto.

19 giugno, 2011


non racconterò a nessuno quello che succede
quello che si perde
andare via e te.

13 giugno, 2011

una via numero 13

Non ne riconosco l'importanza
- Il loro peso nei miei attimi di silenzio.
Non ogni mattina in questo modo, per favore.
L'unica sorpresa è la mancanza di ricordi, di rimpianti,
di patetiche storie.
Sabato si festeggia a Roma.



07 giugno, 2011

Era luglio e archeologia industriale

YouTube - The Cure "Boys Don't Cry"

Mi sono accorta che se parto dalle origini tutto viene meglio, il vino scende meglio e tutti siamo più felici.
Si parte dai concerti senza spiaggia, si parte da me che mi libererò ancora tra mesi.
Si parte da che domani mattina mi sveglio e chiunque entrerà nei miei sogni non tornerà mai più.
Tornerà Rocco, Antonia e anche Clelia e io a settembre avrò la cirrosi forse ma tutto andrà come deve andare.
In un posto dove io ho girato le spalle e non so guardare, sai da lì cosa c'era dietro di me.
E, tanto per essere chiari, non ci trovo niente di ero(t)ico in quello che/non c'è.

05 giugno, 2011

good times

Oggi è il giorno delle buone notizie.
Tu non c'entri che per un attimo. Per passare e andare via.
Oggi è il giorno che io e L. urliamo al telefono felici
e M. è a un matrimonio. E loro due, senza parole. Una gioia.
Tutto quello che vedevo tra me e te era importante perchè si destreggiava
tra paure e voglia di salvarsi.
Ma oggi non ha nessuna importanza perchè saremo uno in più e io e L. non avevamo
una notizia così bella da un tempo così lontano che ho paura quando penso che è vero.
Mi ero dimenticata che vivevamo anche per avere delle buone notizie.