27 ottobre, 2010

via caravita


Ricordi quando ti sei svegliata con la nausea e hai mangiato i corn flakes finti per tutta la mattina? C'era l'occupazione all'università. Io ci andavo solo per le feste e per vedere Emanuele.
Quella mattina fu una delle più belle.

Ti ricordi dello spogliarello davanti al bagno?
Ti ricordi che c'era qualcuno in casa?
Ti ricordi che quella sera hai vomitato in bagno mentre noi facevamo casino e in sottofondo avevi messo gli At the drive in?
Ricordi il divano gonfiabile di Federica e la stufa che non riusciva a riscaldare tutta la stanza.
Sul tuo tappeto ho chiesto a Raffaella come stesse la madre. Sul tuo tappeto abbiamo fumato fino ad addormentarci.
Avevi un portone e un'ascensore che non prendevamo.
Quell'anno abbiamo fatto mille passeggiate per i vicoli. Facevamo via Roma, la Pignasecca poi tornavamo a Piazza del Gesù e ci facevamo tutto San Gregorio Armeno a guardare le bancarelle che c'erano anche quando non era Natale o via Nilo a comprare le scarpe . Abbiamo camminato un sacco quell'anno. Passeggiavamo sempre. Forse perchè faceva più freddo in camera tua che per strada.
Ti ricordi quando un sabato sera abbiamo perso il tappo di sughero nel vino e S.V. erano usciti e quando sono tornati noi bevevamo birre ma cercavamo ancora di cacciare fuori il tappo da qualla bottiglia? Ti ricordi che ci siamo riuscite.

Abbiamo fatto tante cose. E queste solo solo poche. So che non torneranno e mi mancano tutte.
E sembra che io non abbia neanche cominciato a vivere. Passando la vita ad aspettare che cambi.
Prendendo tutto tre volte peggio di quello che dovrei. Aspettanto che tutto vada a posto da solo.
Vaffanculo A., vaffanculo.

26 ottobre, 2010

ritornerai


Appena ho comprato la macchina nuova hanno cercato di rubarmela. Avevo lo stereo nuovo dentro e sono riusciti a prendere solo quello. Sono tre anni che ho quella macchina e lo stereo è della macchina precedente. Non si sentono i cd, fisurasi gli mp3. Non ha presa aux e quando cambio stazione radiofonica perdo quelle registrata. Insomma il mio autoradio è una merda e io mi ostino a non cambiarlo. Vado in giro ascoltando solo Radio2 che si sta avviando ad essere la radio peggiore d'Italia e continuo a non volerne comprare un altro. Però quando sono a casa e sento David Bowie sento la necessità di infilare qual cid nel mio stereo e andare su un'autostrada e camminare. Non voglio più vivere qui, questa è la verità.
O forse è che mettendo in ordine ho trovato un orecchino spaiato.
Ero andata a Boulevard Saint Germain quella sera, dovevamo salutare Cinzia che partiva e avevamo deciso di girare tutta la città per fare un addio serio. Avevamo fatto a piedi tutta Parigi, come ogni giorno, felici di farlo. Avevamo ancora preso pioggia e e ancora mangiato baguette. Avevo addoso la mia giacca nuova e il boulevard non mi era mai parso così vuoto. Lì mi accorgo di aver perso l'orecchino. Lo cerco per un po', qualche parigino si ferma a dare una mano. Nonlo trovo. E giro tutta la notte per la città con un solo enorme orecchino dorato.
Quel paio di orecchini è sempre stato troppo lungo per il mio collo. Ma perderlo a Parigi mi pare una mano troppo grande che stiamo dando alla mia malinconia.

23 ottobre, 2010

solo con te


Qualche sera fa avevo appuntamento con i miei amici. Dovevamo vedere il nuovo film di Ben Affleck invece siamo passati a James Ivory. Ci siamo incontrati fuori dal kebabbaro e abbiamo parlato un po'. Arrivati al cinema abbiamo aspettato di entrare in sala e abbiamo continuato a parlare. Non ci sono trailer nel cinema in cui siamo andati e allora anche drante le pubblicità abbiamo continuato a parlare.
Poi è iniziato il film. Alla prima scena ho avuto un senso di sollievo. Ho pensato si, finalmente non devo più aprire bocca e posso godermi il film. Quello che ho pensato in realtà è quello che penso da mesi. Quando torno a casa e guardo telefilm tutta la notte. Non apro mai un libro.
Non mi è mai successo di non volere parlare con i miei amici, non mi è mai successo di voler solo andare al cinema e riposarmi(da quali conversazioni e fatiche poi?). Non mi sono mai pesati i rapporti sociali. Non so cosa mi stia succedendo ma mi pesa fare conversazione con ognuno e non l'ho detto che qui.

19 ottobre, 2010

no title


Mi tocco i capelli. Sono in treno.
Guardo fuori.
Non ho mai visto niente del genere.

Ci sono dei nodi tra i miei capelli.
Significa che ci siamo amati, pochi minuti prima che me ne andassi.

Mi hanno offerto un lavoro. Vorrei chiederti cosa ne pensi ma lo farò domani.
Anche quest'attesa è la nostra distanza.