23 maggio, 2012

Blame me vs Bite me

Ho indossato dei guanti perché non voglio rimettermi lo smalto ogni volta che faccio i piatti. Ho piantato dei chiodi e appeso altri tre quadri alle pareti. Ho tolto le mensole dall'armadio: o si piantano al muro o si riportano in negozio. Ho messo il bite ai denti è bellissimo sentire che le mia faccia si sta raddrizzando. Sono tre giorni che non vado a correre.

Ieri ho visto il mio cuore per la prima volta. Puntando il dito sul monitor il cardiologo mi spiegava quale fosse l'aorta e com'era il battito. C'è qualcosa di molto intimo in un medico che ti porge un fazzoletto per pulirti dal gel per l'ecografia.
 Il cardiologo ha detto che sto bene, ho il battito accelerato e dobbiamo capire perché. O lo scopriamo attraverso le analisi o attraverso la macchinetta che ha il nome simile ad un calciatore della nazionale tedesca degli anni'60- così abbiamo detto.

 La mia tachicardia è diminuita di intensità ma arriva anche di giorno. La preferisco così, la notte è il mio punto fermo di infelicità e di solitudine. Approfittare di me quando sono più debole non è una bella cosa da fare ed è un vizio che per ora non riesco ancora a mandare via.
Per questo mi ero innamorata di te, perché la notte con te non aveva un significato negativo. Non era il momento in cui restavo sveglia e sola, era il momento in cui mi poggiavo sul tuo bacino e mi addormentavo sul divano mentre mi toccavi i capelli. Era dormire abbracciati sempre.
Ma sono stata troppe notti da sola anche quando stavo con te.
Devo averci pensato davvero bene a noi due, il mio giudizio su quello che ci riguarda è l'unica cosa su cui non cambio mai idea, anche quando nessuno è d'accordo con me.

Ma mi assale di continuo una cosa. Riesco sempre a biasimarmi per quello che ho fatto di sbagliato e per quello che non ho fatto. Per le cose che non mi sono guadagnata ma che ho avuto grazie alla fortuna. Per tutte le volte che non ho sostenuto le mie opinioni con abbastanza forza, per tutti i giorni passati a far entrare chiunque nella mia vita ad emettere un giudizio o solo un parere. Mi biasimo di continuo e non c'è niente che chiunque possa fare. Solo io devo cominciare a non sbagliare più, ad essere seria. Ma mi sento così fuori dal mondo e inadatta ai rapporti sociali per come li vorrei.

Devo ricordarmi sempre che di notte non devo mai mangiare. Ho fumato troppe sigarette stasera.






17 maggio, 2012

Kwak


Volevo scrivere qualcosa ma continuo a cancellarlo.
Quello  che riscrivo riguarda te e non funziona più scriverlo.
Funziona parlare, guardarti in faccia.

La paura di aver sbagliato tutto mi confonde.
Mi manda nel panico scegliere un locale piuttosto che un altro, un concerto in refettorio piuttosto che su un terrazzo. Sembra che scegliere significhi perdere un'opportunità.
Tornare all'istinto ce ricordarmi che il tempo che passa tra il timore e uno sbaglio è breve e alle volte sono una cosa sola.
Un po' di leggerezza.

13 maggio, 2012



In questo periodo ho cambiato la parte del letto in cui ho sempre dormito. Quella in cui dormivo con te e con chiunque altro. Sto cercando di abituarmi a dormire al centro perché mi merito di stare comoda perché adesso ne ho bisogno.
Stasera c'era molta gente a casa mia, alcune persone non c'erano e hanno addotto motivazioni personali e nazionali. Ma quello che io penso è che è inutile. Tutte le motivazioni muoiono quando vedo le mie amiche fare quello che hanno fatto stasera, quando le sento ridere nell'altra stanza e portarmi la torta sono con l'uno alzato perché il tre si era rotto. Quando vedo i palloncini muoversi per la casa perché il regalo era troppo grande per non avere anche i palloncini. Quando vedo che devono accompagnare a casa mio cugino anche se è nel palazzo di fronte e quando vedo M. che ha fatto un viaggio e mi abbraccia pure se ha passato più tempo in aeroporto che con me. Tutto il resto, tutte le spiegazioni e le assenze non le vedo perché sono tossiche.
Sono così emozionata che non riesco a dormire e ho messo tutto in ordine e persone che mi conoscono meno degli assenti sono più dolci, più affettuose e più simpatiche e mi dicono dove ho lasciato il rum e coca. E che forse sono solo persone e non uomini. Ma se non sono uomini questi, spiegatemi voi che opinione degli uomini avete. A me basta questo e non é poco, è tutto. Ed è molto di più di quello che chiunque altro ha pensato di concedermi.
Ma delle concessioni io sono stanca. Ovunque siate, rimaneteci perché non sapete cos'è stato stasera e non lo saprete mai. E anche se lo vedeste non riuscireste a riconoscerlo.

11 maggio, 2012

Giusto l'opposto



Una parte sono le bollette, le insicurezze, la poca forza. Dall'altra c'è che dormo da troppo tempo sola e da una parte nuova del letto. Dovrei solo mettermi al centro, non ascoltare raccomandazioni e tornare all'istinto. Ascoltare di meno quello che sento attorno. Alle volte è brusio, aumenta la paura, la incanala male e io vado in corto. Di una cosa sono certa che posso morire mentre lo faccio ma questo giro lo finisco ed è perché ho preso un impegno.
 
Quando facciamo l'ultimo giro di corsa ci diciamo sempre che se non vogliamo arrivare fino al ristorante possiamo fermarci prima al cartellone azzurro. Non lo facciamo mai anche se parliamo poco e i tuoi passi non hanno più il ritmo giusto. È in quel momento che io riesco ad andare più veloce e non sento l'affanno.