28 gennaio, 2007

finito!


Finito finalmente il racconto della suocera. A mio giudizio è una stronzata. Ma in giro si dice che faccia ridere. Allora lo aggiusto, chè questo sono in grado di finirlo. E sarebbe pure la prima volta, eccheccazzo.

Ho le mani strane. Sembrano di cartone. La finestra non si apre. Ascolto la radio. E penso ad un po' di libertà. Ma sono vuota. La scrittura è l'unica cosa che mi tiene occupata e dentro la quale non esiste niente più. Credo che dovrei iniziare a preoccuparmi,non esiste niente più.

brazil!tatatatatata!brazil!

Giuro che se domani mi sveglio e trovo un'altra volta davanti a me un sole accecante- perchè stamattina, qui il sole era veramente accecante- metto una bomba nuclare sotto lo Spazio Bar- Lucrino fino a che non vedo scomparire tutto il golfo e il Castello di Baia e tutto il fottutissimo splendido paesaggio che mi accoglie ogni mattina.
A parte questo, ho avuto una nottata molto strana. Ho prima sognato di andare a cavallo. Ma non andavo a cavallo di mia spontanea volontà. E' che Katia Ricciarelli era su un enorme cavallo vicino casa mia. Io passeggiavo poco dietro di lei. La povera Katia Ricciarelli cadeva con la testa per terra, ma proprio in lungo. Anzi, lei non cadeva da cavallo, lei si tuffava di testa da cavallo. E rimbalzava. Ma era ancora viva. Allora salivo io sul suo cavallo per riportarlo al maneggio che ha sede proprio dietro casa mia. Ma il cavallo sul quale salivo, a parte essere gigante, non era un cavallo vero ma un misto tra due tizi che fanno il Grenoble con me che si tramutavano in cavallo. Da ricordare che io ho il terrore di andare a cavallo, ma codesto cavallo mi rassicurava in modo quantomai preoccupante.
Dopo di che ero con un bonazzo assurdo, la moglie e i suoi due nanetti diabolici in una specie di laguna blu e l'acqua era gelata e dovevo fare una salita a cavallo con una pendenza del 45%.
Mi dicevo: cielo! ma non si può fare! E invece si! Si può fare, lo fanno tutti!
Poi mi facevano fare un tuffo supercarpiato nella superlagunablu e me ne sbattevo allegramente di andare a cavallo.
Insomma, facendola breve, oltre a questa iperattività dovuta ad una reclusione forzata, ad un certo punto ero convinta che mio padre non fosse il mio, che mia madre mi aveva avuta con un tizio che se ne sbatteva di me. Ovviamente ne ero convintissima. Tanto che quando mi sono svegliata ci ho messo un po' di tempo a convincermi di chi possedesse il mio stesso patrimonio genetico.
Credo che antibiotici ed aerosol facciano davvero un pessimo effetto sul mio corpo.
Nonostante questo, ho smalto, orecchini metto creme sui tre quarti del mio corpo e leggo. Oggi abbiamo anche onorato il pranzo domenicale. Ma, credo che se mercoledì non riusirò ad uscire, è molto probabile che io dia fuori di matto. Ho bisogno di andare ad una festa. Adesso.

27 gennaio, 2007

brochite v.0.1

Ho la finestra aperta, le mani legate. Il sole è accecante stamattina. E' una settimana che non lascio questa camera. Parlo, ma mi affanno, rido, ma tossisco. Sto bene. Mi accorgo che solo qualche mese fa sare impazzita a rimanere in casa sola. Adesso, che sia perchè non ho molte forze, sia perchè sono più serena, leggo, guardo film, mi rilasso e aspetto. Ho un lieve bruciore allo stomaco, alla gola e non ho il coraggio di scoprire se sia per i farmaci o per le cose che bollono sotto. Il medico mi ha detto che devo rimanere fino a mercoledì a letto. Domenica, lunedì, martedì, ecco, mercoledì. In fondo, sono meno di cinque giorni. Ma non posso fare tardi la notte chè poi mi raffreddo.
Ho voglia di leggere, qualcosa di lungo, strutturato e divertente. Ho bisogno di essere rassicurata dalla tristezza umana. Mi servirebbe un romanzo di Carver, ma dubito che potrebbero solamente essere concepibili. Oppure mi servirebbe un nuovo romanzo di Pascale. E adesso, e adesso che si fa? Leggo un po' Anna Karenina ed un po' La fame che abbiamo. Ma Eggers non riesco a seguirlo è troppo veloce per il mio cervello che si muove tra un aerosol( che mi dona una leggera sensazione dopante) e un antibiotico ( che, regala un po' del mio sonno arretrato). Mi serirebbero un po' gli amici, quelli che ci sono e quelli che per un po' dovrebbero tornare. In fondo, vivo bene senza, ma alle volte le cose che sento mi chiedono di richiamarli a casa o, almeno, di raggiungerli.

24 gennaio, 2007

torno subito

Causa bronco tracheite, la proprietaria del presente blog si astiene dal pubblicare post. La suddetta proprietaria dorme dalle nove alle cinque ore su dodici( le altre dodici sono di sonno totale) quindi appare lapalissiano che non ci si possa per niente fidare di lei. Nel momento in cui la febbre, i bronchi e il ciclo di vita normale saranno ristabiliti la proprietaria tornerà. Mi sa che, nel frattempo, alcune bozze, collezionate con il passare del tempo, ma soprattutto, con il passare degli eventi, verrano qui postati. La proprietaria ringrazia e appende un cartello a questa porta: torno subito.

21 gennaio, 2007

do- me- ni- ca

Ti vorrei spiegare che al posto delle orecchie ho un muro che trasmette musica. Ti vorrei spiegare che sriesco ad essere felice da sola, senza alcol, senza altro, senza te. Vorrei spiegarti che sono rimasta sola e poi ho ricominciato. Ma mi contraddico. Non ho voglia di spiegare niente a nessuno. Ho voglia di studiare, ho voglia di pensare, ho voglia di scoparmi un uomo con il quale ho dormito per caso. Ho voglia di finire tutto quello che ho cominciato a scrivere, ho voglia di dare forma e far scorrere altre idee. Non c'è più bisogno di finire ma di verificare, discutere, mettere alla prova quello che ho fatto alla mia vita. E' che dovrei imparare a premere i tasti senza guardare e che dovrei spiegare a qualcuno che non ho orecchie per ascoltare musica ma solo due fogli che eliminano ogni altro rumore.Pensavo fossi solo, ma giriamo sul ghiaccio, in un cerchio, che io tento di tagliare. Tento di stare in piedi, ci provo e ci riesco. E' che alle volte mi sorprendo quando sono io, nel pieno delle mie facoltà.
Eternal sunshine of the spotless mind. Alle volte ci penso, dovrei regalarmi un po' di memoria da cancellare. Perchè ho risolto tutto ma interferenze mi fanno essere ad un solo passo dalla felicità. Un ultimo sforzo, me lo dico e faccio finta che il cuore sia più forte della realtà. Ma mi curo ancora come fossi di vetro, mi allontano come potessi spezzarmi. Ho paura, è questa la verità. Ma ho l'istinto, che muove il mio ventre e mi salva dagli errori che provocano le mie paure. Ho sbagliato, ero poco lucida, provvederò a riparare. Sono solo dei lombi rossicci quello che sto cercando ora.
Tutto il resto sono le chiacchiere, un brutto vizio che torna dal passato.

18 gennaio, 2007

ciborestato

Alle volte credo che piuttosto mi avresti mangiato, uccisa, stirata. Molti giorni sento che tutto quello che mi è mancato sei tu. Ma non è mai vero. Non è mai vero che ci sia stata solo una persona nella mia vita. Non è mai vero che potrei soffrire di nuovo. Nessuno potrebbe farlo. E' per questo che è diventato così facile adagiarmi.
<>mi chiedono ed io rispondo di si, sempre cordialmente, perchè mi hanno insegnato ad essere una bambina educata, perchè mi hanno insegnato la gentilezza verso gli estranei e l'odio verso me stessa. Ne pago tutte le conseguenze. Ma nessuno sa quanto sia bello vedere, capire che le conseguenze sono meno d'un'unghia rotta, di un po' di smalto caduto. Le conseguenze sono una caduta di spalle su terra morbida, fangosa, ma morbida.
Tutta la mia vita, non avrei mai creduto di amare il silenzio.

Proprio ora, silenzio, anche mentre ballo e canto e festeggio la mia vita e con un pizzico sulla pancia gravida di serpi mi lascio vivere, senza pensare. Solo mia sta diventando la vita(che fino adesso è stata solo ricerca di libertà).

16 gennaio, 2007

tempo


Non ero lucida da molto tempo. Non pagavo la sorte da molto tempo. Non sognavo la vita che vorrei da molto tempo. Leggo Carver e mi regala un nuovo contatto con la realtà, fatto del mio silenzio mattutino, di una vita di cui ho già letto, ma che ora posso guardare, capire, cercare. Dicono tutti che scrivo cose tristi. Ma io non ricordo mai quello che ho scritto. Non ricordo mai, so solo che in questa vita c'è una possibilità e questo mi basta ad essere felice. Mi sto impegnando un po' di più, ci sto provando ogni giorno di più. Mi può bastare questo. Sto diventando quello che volevo.
Tutto nelle mie mani.

14 gennaio, 2007

snowing


La pelle brucia per le cose non dette. La pelle brucia per il sole, la neve e le cose non fatte. Il mio corpo risponde a tratti. So solo ceh sto facendo bene, che almeno ci sto provando e che che il mio tentativo per la vita sarà perfetto solo quando sarò padrona di tutto di me, non solo per quello cheho dentro. Penso, ci ragiono e vedo i lati negativi, ma a pensarci, ci penso un po'.

08 gennaio, 2007

addio

Annucio a tutti i naviganti: sto facendo il funerale alla mia calza ed al mio peso. Si annuncia a tout le monde che i sensi di colpa stanno prendendo il sopravvento e che questa settimana sarà la mia ultima settimana di disordini alimentari. E' stato bellissimo lo stesso. Fafi, avrei voluto scrivere è stato breve ma intenso, ma era troppo falso. Vado a dormire e a vedere Alta Fedeltà.
Buonanotte a tutti. E che i propositi della notte, divengano fatti. Mi auguro da sola, ma so che tutti, insieme, mi augurereste lo stesso. Dormo.

Giornata piena oggi, una di quelle, di cui neanche un attimo ho sprecato.

07 gennaio, 2007

per oggi giorno perduto


Giorni strani questi. Fatti di calma e piatta. Fatti di piedi e poca benzina. Con il cuore sanato a volte e triste altre. Giorni di calma, di speranze e di buone prospettive. Tutto a me resta come prima. Ma cambia, mentre resta. Mi dicono che hai avuto un incidente. Ti chiedo se mi porteresti a ballare. La tua risposta è una sola. E' sempre no. Ma non sono stata chiara. La musica è la nostra, perchè non dovresti farmi ballare? Mario mi ha sempre detto la verità. Che non mi bastavano, che serviva qualcosa di nuovo. Io, leggera, riposata e serena, aspetto. Anche se mi spinge a cercarla la novità(e non cè modo che cambi tu in queste strade mai viste perchè per vivere mi basta un sorriso per ogni giorno che puoi dare a me...). Occhi nuovi, mi servono occhi nuovi e patti chiari.

05 gennaio, 2007

fungo- il mio fungo

Tornare la notte quando il giorno qualche anno fa sarebbe finito. Tornare la notte a tersa bassa, con la pioggia, con le gocce che fanno rumore sul cappotto. Con i passi che saltano da una pozzanghera all'altra con il cappello che fa tanto parisienne. Con la testa in un posto vecchio ma con le premesse del nuovo. Tornare a casa la notte con il bavero alzato, la mia birra nel corpo e senza pensieri o spalle che rinunciano alla vita. Tornare sapendo di essere a tre minuti da casa, in strade deserte con il mare che manda solo vento. Con le lumache sotto le suole, che quando sono senza casa- si, senza casa, è così che mi hanno insegnato a chiamarla, quella,- si chiamano inun altro modo. Odore delle mandorle appena trovate, colte, aperte e mangiate. Odore del mosto, di una batteria sporca e di quello che rimane di me. Ecco, questo è tornare a casa.