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23 ottobre, 2010

solo con te


Qualche sera fa avevo appuntamento con i miei amici. Dovevamo vedere il nuovo film di Ben Affleck invece siamo passati a James Ivory. Ci siamo incontrati fuori dal kebabbaro e abbiamo parlato un po'. Arrivati al cinema abbiamo aspettato di entrare in sala e abbiamo continuato a parlare. Non ci sono trailer nel cinema in cui siamo andati e allora anche drante le pubblicità abbiamo continuato a parlare.
Poi è iniziato il film. Alla prima scena ho avuto un senso di sollievo. Ho pensato si, finalmente non devo più aprire bocca e posso godermi il film. Quello che ho pensato in realtà è quello che penso da mesi. Quando torno a casa e guardo telefilm tutta la notte. Non apro mai un libro.
Non mi è mai successo di non volere parlare con i miei amici, non mi è mai successo di voler solo andare al cinema e riposarmi(da quali conversazioni e fatiche poi?). Non mi sono mai pesati i rapporti sociali. Non so cosa mi stia succedendo ma mi pesa fare conversazione con ognuno e non l'ho detto che qui.

15 giugno, 2008

the sound of silence



C'è che alle volte il rumore degli altri mi porta via e mi dà fastidio e ci metto tempo a ricordare cosa stavo facendo. Per questo non m'interesso di niente.

17 aprile, 2008

zerbi

Spero che le differenze rimangano sempre le stesse.

La frustrazione andrà via quando io andrò via di qua.

26 gennaio, 2008

guanti


Ho perso un l'abitudine,
la testa per qualsiasi cosa.
Ho fatto male a un dito, un piede, una gamba.
Sanguinano. Ma io sono ancora qui.

Muoio dalla voglia di buttare la faccia fuori da quella finestra nel freddo nel gelo nel ghiaccio.
E fumare in pace la mia sigaretta del cazzo.


C'è qualcuno che vende qualcosa di miracoloso ma non so bene chi sia.
So che c'è qualcuno che fornisce versioni dei fatti accurate e minuziose
- e il mio corpo è qui.

Possiamo parlarne per ore di come si costruisce una vita
- ma non sono io qui.
Possiamo respirare e odorarci e dormire e sforzarci
- e tutto va bene così.

C'è molto da cambiare qui.
C'è bisogno di una legge morale implacabile e dei sensi di colpa da combattere.
Qualcuno dei miei amici la ha, qualche altro no.
L'importante è che chiunque mi faccia ridere così.
Con la faccia nel ghiaccio, col vento, con la puzza di tabacco.
E senza nient'altro.

16 dicembre, 2007

Lawrence, 18 anni

E "nel mezzo del cammino"
di mia vita
mi imbattei in me stesso

"in una selva oscura"
E ho riso+ pianto+ vissuto+ sono morto

E non ho capito
Niente



Lawrence Ferlinghetti (con la faccia con cui sorride da Shakespeare là- bas)

03 novembre, 2007

my damn'd real life

C'infilo delle frasi qua dentro. C'infilo delle cose che ho scritto quando ero con te. Cazzo, non si capisce davvero niente di queste cinque righe. Doh!

conclusion is sex


Ho messo la testa sotto l'acqua ghiacciata. Per prendere coraggio per guardare le foglie. Mi fa male il labbro superiore, come l' avessi bruciato, come tu mi avessi morsa. Le punizioni che mi sto infliggendo, questa tortura, quest'inettitudine alla parola è la più alta forma di alienazione a cui mi possa sottoporre adesso. Non va bene questa faccia, queste occhiaie, questo collo nudo e il fottutissimo sorriso che si è cacciato chissà dove. Non va bene finire perchè non so nemmeno quando abbiamo cominciato.

Fatto sta che dobbiamo uccidere bill.
1.
2.
3.
4. to kill bill.

30 ottobre, 2007

fuga dal sud




Posizionatevi in un posto qualsiasi che abbia davanti il mare e dietro la terra.
Prendete la vostra macchina fotografica digitale. Selezionate menu. Poi selezionate menu colore. Selezionate seppia. Puntate la macchina fotografica verso il mare. Scattate.
Poi ritornate al menu colore e selezionate tungsteno. Giratevi dalla parte opposta e puntate tutto verso la terra. Scattate.
Otterrete in due mosse quello che vedo dalle mie finestre. Nello stesso modo.

Questo colori mi uccideranno un giorno. E uccideranno anche te.

mac, relaxe toi!


Mi chiedo cosa c'è di più adesso. Mi sono aggirata per una piccola città con finestrino abbassato, sigaretta accesa e Kylie Minogue. Tornata a casa ho riscoperto legami che avevo dimenticato. Ho ritrovato la pace dei pensieri che hanno placato la rabbia. Se io solo ricordassi almeno la sua faccia, adesso saprei con chi prendermela, con chi misurarmi, a chi chiedere di andare via. Avrò sentito questa canzone un centinaio di volte. Non riesco a smettere. Vorrei che solo almeno dicesse quello che penso, non l'esatto contrario. Ho incontrato troppo presto gli uomini migliori. Li ho distrutti tutti troppo presto. Ho osato una tenacia mai espressa in altri luoghi. E' rassicurante sapere che la tenacia ormai non serve più. Tutto si butta, si abbandona. Si lascia scappare. Senza un parola in più.
L'unica cosa che mi sono sempre chiesta : se giocassimo e basta?

p.s. dopo aver scritto il post mi è venuto in mente che stamattina mi sono svegliata di soprassalto alle sei e mezza. convinta di dovermi vestire e scappare a lavorare. Poi mi sono accorta che, solo non avevo aggiornato l'orario. Poi mi sono costretta sotto la doccia. La radio ha iniziato a suonare. Era Let's get it on. Ho sorriso pensando a Jack Black in Alta Fedeltà. E pensando ad Alta Fedeltà in generale. E pensavo a quanto amo Jack Black. Per questo,questoe questo.
E mi è ricomparso il sorriso.

23 ottobre, 2007

sogno-b

Stanotte casa mia aveva un divano su una banchina di legno ed io collegavo dei fili al televisore. Poi mi sono svegliata con questa canzone nelle orecchie e la voglia di andare via. Perchè sembra che sia tutto insensato ma è quello che voglio fare e lo voglio fare a modo mio. Dipende tutto dalla mia fuga, questa è la verità. La sola che posso concedere adesso.

02 ottobre, 2007

dopo tutto il casino royale


Gambe accavallate, sguardo fiero. Casino Royale a palla. Respiro, non penso ad altro. Buonanotte.

01 ottobre, 2007

sisicertovabeneok. basta che non litighiamo.

Spio nei balconi oggi. Mi affaccio a finestre casertane, incrocio braccia su davanzali. Mi muovo per fumare un po'. Lancio la sigaretta nel cortile, una signora sbatte il suo tappeto blu. Nella casa al primo piano stanno facendo i lavori, mi dice Letizia. Guardo la collina, il sole è pieno dietro quei palazzi.
Penso, più tardi, che tutto quello che sto facendo è sull'orlo di una crisi di nervi. Penso anche che ci sono dei contorni strani, fatti di sanità mentale che non mi sarei mai aspettata. Ci sono paure fitte che qualcosa, qualcuno, possa inserirsi, confondere, far cambiare quello che non c'è. Ci sono paure sane che mi fanno sentire che sento qualcosa, sento qualcuno, il mondo è vivo dentro e, cazzo, non può sempre andare a finire a puttane tutto. C'è di tutto in questa piccola testa bacata, c'è un terrore forte. Mi strizzo gli occhi, li sento pesanti e mi danno perchè non ho mai le idee chiare. Non chiedo, non pretendo non dico, se non a metà.
L'unica certezza è che in questa stanza la finestra è sempre aperta, che fa freddo ogni notte, che dormo sola. Che dormo tardi e non dovrei. Che ci sono dei binari che non s'appoggiano su niente ed è semplice. E' colo colpa dell'acquazzone dell'altra sera. Si, quando io sono andata al cinema e mi sono baganta fino sul ginocchio. Si, come fossi sprofondata nell'acqua, come avessi fatto una doccia adesso che a casa abbiamo riparato l'acqua calda. E poi ho iniziato a dire cazzate ad asciugarmi i piedi in mezzo alla sala e ho aspettato che facesse caldo. Ed era così caldo, per un attimo non pensare a niente. Mi è venuta una strana allergia sui polpastrelli, cambio pelle. Sento gli occhi pesanti, immagino lo spettacolo notturno della mia faccia e ci rido su. La cosa bella è che qualsiasi cosa sia, questa degenerazione paranoica non c'è. E' uscita, non si trova, è occupata, non è disponibile. E ci rido su. E la so usare.


Non cresci più, a tratti è normale,
Non si arrende più, il mio cuore
Cosa ti resta?
Il folle ride, penso a lei
Accorgersi di vivere nell’estasi
Cose che accadono qui
Il paradiso, è lei e non ho più rocce leggere ormai
My mind
Come puoi vivere a testa in giù
Come puoi vivere a testa in giù
Veglia in un sogno
Il paradiso è lei e non c’è più luce, per guardarci ormai
Cieca, il buio sole disinfesta
Gli alberi cadono al suolo
Riuscirò, se mi tiri giù, non riuscirò
Non respiri più, non riuscirò
Non riuscirò…
Come puoi vivere a testa in giù
Come puoi vivere a testa in giù




24 settembre, 2007

15 settembre, 2007

poisson/ puissance






Il mio pesce rosso mi guarda e non dice niente. Cosa vorrà da me?

06 settembre, 2007

economia domestica

Qualche giorno fa mia madre mi ha chiesto semmai io mi fossi innamorata. Ho risposto con un ironico da morire, mamma. Avrei voluto dirle che le cos eche ha letto sul mio quadrenetto erano solo appunti per il mio fottutissimo raccontolungo. Ma perchè deludere una madre così, su due piedi?
Chè poi a me i piedi fanno male dal 31 luglio esatto.
Fumo da morire e la mia mente è davvero un mondo meraviglioso, economico e pieno di concetti esatti e senza contraddizioni.
Mi basterebbe solo che qualcuno decidesse al posto mio. Semplice, no?

Stamattina sono andata a prendere la mia amica in aeroporto. Tutto il mondo sembrava dovesse atterrare o partire stamattina. Tutto il mondo sembrava dovesse mangiare la nostra pizza.
Siamo tornate a casa, ci siamo raccontate tre mesi di lontananza con estrema prescisione e sinteticità.
Sono tornata a casa al buio, tutto il mondo era in tangenziale. Volevo solo tornare a casa e dare alla mia stanza un aspetto decente ai miei occhi. Ma di tutto il turbinio io so solo che devo scapparmene da qui. Questa stanza può contenere solo il mio corpo. Il mio cervello no, è andato via. O forse, solo, non è ritornato.

Ah, qualcuno, qui in mezzo dovrebbe prendere una decisione. Potrebbe farlo davvero qualcuno al postomio?


05 settembre, 2007

paris, toujours







Da quanto tempo è che volevo scrivere un post così? Seduta, di notte, con la mente sgombra, lottando con una zanzara, mangiando cibo poco sano e bevendo acqua a litri.








Sono tornata ieri, sporca nelle pieghe delle mani. Cerco una nuova camicia da notte.
Cerco di fare finta che qualcosa m'interessi. Ma non m'importa niente.
M'importa camminare a lungo, far correre la mia circolazione e capire qualcosa.

Credo di essere tornata crudele e decisa.
Felice, in fondo. Pronta a distruggere tutto, senza pensarci due volte.
Perchè la domanda è: perchè sprecare del tempo se non ne vale la pena?
Per l'ostinazione c'è tempo, ma non è questo il tempo.

Mi manca il tempo in cui eravamo tutti insieme. Poi penso che stavamo tutti male e ci penso su. Mi mancano le persone, non quel tempo. Del resto non mi manca niente più.

Schizza la mente quando la si tende Si contorce si espande Se risucchiata ruggisce di dolore di piacere Calore che irradia in onde rotonde Calore che irradia in onde rotonde Gelo verticale cunei sparati giù a frantumare Gelo verticale cunei sparati giù a frantumare Del resto mimporta 'nasega sai Ma fatta bene Del resto mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Doma di bimbo doma di cavallo condizione dell'uomo E non è facile sai E non è facile mai Probabili cadute su disastri annunciati Connessioni smarrite tempi mal calcolati L'apocalisse è quello che c'è già Mistica Bio Meccanica Eonica soap opera puntate quotidiane Assegnate le parti corrono le comparse Mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Mimporta 'nasega sai
Ma fatta bene che non si sa mai Mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Tabula rasa elettrificata..

14 agosto, 2007

cote a cote. asciugamano




Ho pagato quattro euro per rimanere connessa per un'ora. Ho deciso di pagare perchè ricevo notizie dal fronte occidentale e ho bisogno di usare questo spazio.

Ogni volta che guardo Parigi la mattina, camminando con questa canzone tra i denti, mi sento a casa. anche se sento la mancanza di chiunque.



Credo che Parigi mi piaccia perchè non sfugge ai luoghi comuni che les etrangers hanno.
Mi piace perchè non prendo mai la metropolitana, mi piace perché c'è vento in ogni piazza.
Mi piace perchè hanno c'è una spiaggia sulla Senna e se cammini un po' per le quais e ti sporgi come fosse un balcone vedi ballare il boogie senza piangere una sola volta.
Mi piace Parigi perchè rispondo sempre in francese. Mi piace perchè mi sembra lontanissima adesso. Mi piace perchè é la prima volta che fuggo, ferma sulle mie gambe.

Rimarro' qui fino a che le ferite non saranno sanate e fino a quando guardero' in faccia chiunque senza fermarmi. Qui dentro non è posto per chiunque.
Parigi, credo di amarla.

31 luglio, 2007

geomag. in questa congiuntura.

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Bene.
Bagagli fatti, amici allertati. Presenti salutati.
Ho il cuore legato e nascosto. E non ho altra scelta.
Passiamo davanti gli specchi in una confusione da film antico.
Restiamo fermi a pensare per quello che possiamo amare. Ma non possiamo fare di meglio.
Io continuo a sognare cose che mi distruggerebbero la vita.
Ma, cazzo, io domani parto. E metto un punto, metto una fine. E basta. Non c'è neinte di più, non c'è niente di meno di quello che avete visto in questo tempo.
Solo una cosa: ricordate tutti che sono sempre più cattiva di quello che sembro e che sono sempre più bugiarda di quello che posso.
Ma vi amo tutti. E questo è vero è puro è bello.

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