01 ottobre, 2007

sisicertovabeneok. basta che non litighiamo.

Spio nei balconi oggi. Mi affaccio a finestre casertane, incrocio braccia su davanzali. Mi muovo per fumare un po'. Lancio la sigaretta nel cortile, una signora sbatte il suo tappeto blu. Nella casa al primo piano stanno facendo i lavori, mi dice Letizia. Guardo la collina, il sole è pieno dietro quei palazzi.
Penso, più tardi, che tutto quello che sto facendo è sull'orlo di una crisi di nervi. Penso anche che ci sono dei contorni strani, fatti di sanità mentale che non mi sarei mai aspettata. Ci sono paure fitte che qualcosa, qualcuno, possa inserirsi, confondere, far cambiare quello che non c'è. Ci sono paure sane che mi fanno sentire che sento qualcosa, sento qualcuno, il mondo è vivo dentro e, cazzo, non può sempre andare a finire a puttane tutto. C'è di tutto in questa piccola testa bacata, c'è un terrore forte. Mi strizzo gli occhi, li sento pesanti e mi danno perchè non ho mai le idee chiare. Non chiedo, non pretendo non dico, se non a metà.
L'unica certezza è che in questa stanza la finestra è sempre aperta, che fa freddo ogni notte, che dormo sola. Che dormo tardi e non dovrei. Che ci sono dei binari che non s'appoggiano su niente ed è semplice. E' colo colpa dell'acquazzone dell'altra sera. Si, quando io sono andata al cinema e mi sono baganta fino sul ginocchio. Si, come fossi sprofondata nell'acqua, come avessi fatto una doccia adesso che a casa abbiamo riparato l'acqua calda. E poi ho iniziato a dire cazzate ad asciugarmi i piedi in mezzo alla sala e ho aspettato che facesse caldo. Ed era così caldo, per un attimo non pensare a niente. Mi è venuta una strana allergia sui polpastrelli, cambio pelle. Sento gli occhi pesanti, immagino lo spettacolo notturno della mia faccia e ci rido su. La cosa bella è che qualsiasi cosa sia, questa degenerazione paranoica non c'è. E' uscita, non si trova, è occupata, non è disponibile. E ci rido su. E la so usare.


Non cresci più, a tratti è normale,
Non si arrende più, il mio cuore
Cosa ti resta?
Il folle ride, penso a lei
Accorgersi di vivere nell’estasi
Cose che accadono qui
Il paradiso, è lei e non ho più rocce leggere ormai
My mind
Come puoi vivere a testa in giù
Come puoi vivere a testa in giù
Veglia in un sogno
Il paradiso è lei e non c’è più luce, per guardarci ormai
Cieca, il buio sole disinfesta
Gli alberi cadono al suolo
Riuscirò, se mi tiri giù, non riuscirò
Non respiri più, non riuscirò
Non riuscirò…
Come puoi vivere a testa in giù
Come puoi vivere a testa in giù




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