06 ottobre, 2007

cicale

Oggi mi è venuta voglia di essere in un supermercato qualsiasi di una qualsiasi grande città del cazzo e di comprare una cazzo di frittura pesce già scelta, già pulita, già morta. Non avevo voglia di vedermi morire in casa del pesce fresco, non avevo voglia di vedere quelle branchie, valutarne il colore. Non avevo voglia di guardare il mare dal molo, oggi no.
Volevo girare da sola, aggrappata ad un carrello, spingerlo grattando con le unghie la plastica arancione. Volevo valutare, in silenzio, da sola, i prezzi migliori, volevo accartocciarmi nella mia piccola felpa viola per il freddo mentre sceglievo il formaggio fresco meno grasso. Volevo parlare con i commessi. Perchè volevo accettare dei consigli dagli estranei per cose semplici.
Ho guardato il prezzo del pesce misto: venti euro al chilo. Poi ho visto per un attimo come sarebbe stata la nostra vita insieme. E mi sono fermata. In piedi, nelle pareti bianche e tra gli scaffali gelati mi sono stretta forte le mani contro le spalle e ho sentito il freddo nel midollo, nei lombi, nei capelli. Poi mi sono accorta che era solo un cazzo di supermercato e che, all'aperto, fuori, con le porte chiuse dietro le spalle, era tutto più caldo.

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