25 luglio, 2011

prove generali per l'assasino di tourette


Stasera si parlava della ex del mio amico e del fatto che non si sono incrociati solo per un attimo.
Allora mi hanno chiesto del mio ex, se ci sentiamo ancora.
Dopo tempo ho ricordato la nostra ultima telefonata, utile solo a lui per capire se l'odiassi o meno, come fossi un padre che dà una benedizione per un matrimonio.
Non ti odio -gli ho detto- voglio solo che rimani fuori dalla mia vita.
Uno dei miei amici mi ha guardata e mi ha detto Ti rendi conto che quest'uomo è entrato ed uscito dalla tua vita e io non l'ho mai conosciuto. Io ho risposto Si.
Che rispondi a una cosa così.

Perchè poi la risposta vera sta nei sogni in cui s'infila e lui arriva e io me ne vado, negli uomini nuovi e nella gente che incontro. Ma che dici, dici si e basta, perchè l'argomento è chiuso. Basta non si scherza più- ho detto come ultima parola. Forse neanche ciao

23 luglio, 2011

io non c'ero


Nel luglio 2001 io ero tra quelli che non erano andati a Genova. Ero ad Hong Kong ma probabilmente non ci sarei andata lo stesso, non sono brava a protestare, a ribellarmi per vedere garantiti i miei diritti.
Quando stavo ad Hong Kong nella hall del grattacielo in cui vivevo al 33esimo piano c'era un televisore su cui erano scritte le previsioni del tempo con temperatura e umidità e sulla potenza dei tifoni. Se il livello era T3 gli uffici chiudevano e si doveva rimanere a casa perchè da potenza T3 ci vuole un secondo per diventare T8.
Noi vivevano sullo shelter di Kowloon, era il posto più sicuro e panoramico di Hong Kong( si, pure meglio di the peak).
Il giorno in cui è iniziato il g8 quando siamo scese nella hall abbiamo visto che nello scermo c'era il livello T3 di tifone allora siano risalite a casa, messo il nastro adesivo alle finestre e siamo andate a fare la spesa, tanto pure se c'era il tifone dove abitavamo si poteva passare una giornata intera riuscendo a non stare mai all'aperto.
Quando siamo tornate a casa c'era Alessio Vinci che faceva i collegamenti sulla Cnn.
Io volevo sapere tutto quello che succedeva a Genova, avevo gli amici, un uomo di cui ero innamorata e che poi sarebbe diventato il mio ragazzo per qualche anno e avevo soprattutto la speranza che non si ripetesse quello che era successo a Napoli. Eravamo tutti sconcertati di quello che era successo il17marzo. Non ci credevamo ma sapevamo che sarebbe successo di nuovo. Passammo tutti i giorni del G8 davanti alla televisione, di quello che era successo alla Diaz io non sapevo niente e me lo raccontavano gli amici via mail girandomi i link alle pagine di libero news. Ho cercato per anni di aggiornarmi su quello che era successo ma qualcosa me lo perdevo sempre. Ad esempio io ho saputo che Indro Montanelli era morto solo un anno dopo e io ci ho messo del tempo per capire che era successo mentre io ero ad Hong Kong a fare per una volta una cosa giusta per la mia vita.
Quando Carlo Giuliani è stato ucciso io non l'ho capito subito. Alessio Vinci era collegato dal lungomare e diceva che era morto un ragazzo, diceva che aveva la mia età. E io pensavo solo che non era possibile, non l'avevo capito bene lui che parlava bene inglese. Lo ripeteva che era stato ucciso un ragazzo e poi disse il nome, Carlo Giuliani ed io non parlai più, ci credetti che era morto. E avrei voluto parlare con i miei amici che erano in Italia in quel momento, con quelli che erano a Genova avrei voluto parlare con chiunque perchè non era possibile, avevamo tutti perso qualcosa e lui era solo un ragazzo, grande quanto me.

12 luglio, 2011

M.


Quando sono tornata a casa di M. per la prima volta dopo che lei è andata via c'era qualcosa di forte che mancava, una trascuratezza, meno colore, meno vita.
Ho dormito nel letto in cui dormivo quando in casa eravamo in quattro e quando andava male eravamo solo tre. Non ho mai sentito l'estraneità di lei. Non ho mai sentito vergogna o lontananza. Le ho sempre raccontato quello che mi succedeva come stava accadendo, non come fosse un'estranea. Insieme a loro ho bevuto innumerevoli rum e coca quando per la prima volta è stato il mio ragazzo a salire su un treno, non io.
Adesso però quando entro in quella casa io sento che lei non c'è e ci sono le sue tende, le sue pentole e il suo lampadario e che nonostante gli sforzi di cambiamento e di assenza lei rimane in ogni cosa.
So bene perchè succede e perchè ci penso ma vorrei solo sapere M. come ha fatto per tutto questo tempo. E mi si stringe il cuore a pensarlo lì a fumare su quel divano con le cartine in mano che guarda la tivvù e quasi si addormenta. O col divano a due posti che lui si addormenta sopra e ne diventa uno.

11 luglio, 2011

tht's the way i like it


Funzionano bene sere come queste dove ci ritroviamo tutti al parco e siamo tutti gentili e rubiamo le sedie l'uno all'altro per cercare l'angolo più buio del parco dove parlare, bere una peroni o un tè freddo. Funzionano che esci di casa quando è ancora caldo e verso la fine metti un foulard a coprirti la gola.
Quando torni a casa poi c'è tutto il mondo che cammina nella direzione inversa alla tua. Tutte le auto hanno i guidatori con il braccio che penzola giù dal finestrino per far andare il vento giusto sul viso.
Funziona che io torno a casa, cerco un libro che ho regalato ma che non ho mai comprato per me e leggo una poesia, di quelle che chi conosco ci ha scritto a matita qualcosa accanto.
Di alcune cose io non conosco il significato.
So solo che l'ultima volta sono andata via e non sono più tornata.

Adesso aspetto solo il giorno di agosto in cui partirò con le mie amiche per la Grecia. Sono anni che aspetto questo momento.
Tornata a casa, poi, aspetterò il giorno in cui sarà L. a ripetere a me che una cosa era lui ed una cosa quello che è venuto dopo. E che quello che è venuto dopo fa più male perchè non ho fatto altro che scappare.

02 luglio, 2011


Con il passare del tempo buttato in locali in cui si ballavano danze diverse io e te abbiamo ballato dovunque. Ci siamo abituate a vivere senza uomini perchè anche se ci sono ci siamo trovate a non averli veramente. Ci siamo abituate a guardarci le spalle a vivere senza che loro, nel caso ci fossero, dovessero rientrare nel luogo- che noi non abbiamo mai dato- di protettori della nostra femminilità. Siamo diventate così brave che non c'è bisogno di dire che siamo fidanzate anche se io non lo sono più. Siamo diventate così brave che balliamo e nessuno ci dà fastidio anche se siamo nude.
Oggi c'erano due ragazzi che ballavano attorno a noi. Facevano finta di essere omosessuali e quando le donne ballavano con loro guardavano le tette e toccavano i culi.
Noi, quando balliamo non pensiamo mai agli uomini. Balliamo perchè ci diverte perchè ci deve essere un diametro di almento un metro accanto a noi perchè dobbiamo muoverci, non riusciamo a stare ferme. Il tuo ragazzo stanotte stringeva le mascelle ma non era importante perchè noi balliamo perchè amiamo ballare e muoverci e sudare e bere il terzo vodkalemon che ha soppiantato il mojito perchè nel mjito ci mettono troppo ghiaccio.
Ho devoluto in beneficenza alcolica quasi quarata euro. Perchè da quando non c'è lui non devo mettere i soldi da parte per niente perchè non c'è più un luogo in cui andare in un momento del mese e non c'è una prospettiva futura che mi interessi. L'unica prospettiva è il Solinas a settembre ma dubito che sia reale.
Elio stasera mi ha ricordato che andare ai concerti è la cosa più bella del mondo in cui urlo e torno casa senza voce e ubriaca e non so dire niente che abbia una conclusione.
E' che in questi anni ho pensato- mi sono abituata a- che i momenti di felicità dovevano essere condivisi per esserlo davvero. Però in questi mesi mi sono convinta di una cosa per quanto riguarda me e lui che ormai non amo più ma non riesco a capire come funziona. E' che quel giorno mentre io tornavo a casa in nave ed ero felice dovevo pretendere che partisse, non dovevo sperare che restasse lì dov'è stato in questi anni, tra le mie lenzuola, tra le mie labbra e le mie gambe. Dovevo chiedere che andasse via e non avremmo fatto questo casino. Io non mi ritroverei a pagare le cose più care di quello che sono, non mi ritroverei a eliminare amoresesso dalla mia vita per poterlo gestire.
Stasera ho parlato con L. a lungo. Dovevo prepararmi e uscire e appena si sono accese le luci ho urlato e non ho più voce. Le ho spiegato che adesso piange per E. perchè non ha mai pianto abbastanza per P. Perchè il dolore di non vivere più P. non era gestibile.
Dovrei stare zitta. Perchè la mia storia finita è stata gestita tutta con silenzi con uomini da rimpiazzo e con sogni. Ho ricomposto i pezzi dormendo a lungo e non parlando mai.
Mia mamma qualche giorno fa mi ha detto che tutte le ragazze paingono e restano chiuse in casa a lamentarsi quando restano da sole dopo una storia. Io le ho risposto che non sono fatta così che non piango, non strepito, non mi oppongo. Ma non è vero. E' che per le cose importanti quando succedono e non vanno bene, la mia reazione è scrivere, fare le cose che devo, è studiare, studiare anche nuovi modi per resistere. Perchè non voglio tornare tra un anno a dire le stesse cose. Perchè io chiudo gli occhi e dormo poi mi risveglio e sogno quello che non volevo succedesse. Ma quando la mattina mi sveglio penso che era solo un brutto sogno come tanti da quando sono andata a Parigi e alla fine di tutto rimane solo il pensiero che avrei dovuto fare qualcosa per chiedergli di andare via lontano in un posto in cui non avrei avuto il coraggio di raggiungerlo.

In questi anni ho amato di un amore che cresceva ogni giorno e non diminuiva mai, nemmeno di un giorno. Non mi sono mai accorta che quando è iniziato io ho scritto la data del 17giugno2006 per ricordarmi di non fare le solite stronzate perchè ne ho fatte e non valevano sempre. Ma sono stata egoista e tutto sta in questo. Nei chilometri in più che non ho saputo mettere tra di noi. Ho incontrato l'uomo che amavo prima di lui. Mi ha sorriso come quando esplodono i fuochi di felicità. Perchè dopo quello che è successo, con tutti i silenzi sprecati e le canne girate rimane un affeto, una felicità e un rispetto che a te non so dare. Mi dispiace c'è chi mi ha reso meno felice di te ma che ha capito che il silenzio è la mia lontananza e la mia gioia. E scrivo tanto non perchè mi manchi o perchè ti amo o per qualche altro perchè. E' solo che in questi anni mi sono dimenticata chi sono e adesso, ogni attimo mi ricordo cosa succede quanto stono in piedi.