12 luglio, 2011

M.


Quando sono tornata a casa di M. per la prima volta dopo che lei è andata via c'era qualcosa di forte che mancava, una trascuratezza, meno colore, meno vita.
Ho dormito nel letto in cui dormivo quando in casa eravamo in quattro e quando andava male eravamo solo tre. Non ho mai sentito l'estraneità di lei. Non ho mai sentito vergogna o lontananza. Le ho sempre raccontato quello che mi succedeva come stava accadendo, non come fosse un'estranea. Insieme a loro ho bevuto innumerevoli rum e coca quando per la prima volta è stato il mio ragazzo a salire su un treno, non io.
Adesso però quando entro in quella casa io sento che lei non c'è e ci sono le sue tende, le sue pentole e il suo lampadario e che nonostante gli sforzi di cambiamento e di assenza lei rimane in ogni cosa.
So bene perchè succede e perchè ci penso ma vorrei solo sapere M. come ha fatto per tutto questo tempo. E mi si stringe il cuore a pensarlo lì a fumare su quel divano con le cartine in mano che guarda la tivvù e quasi si addormenta. O col divano a due posti che lui si addormenta sopra e ne diventa uno.

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