02 luglio, 2011


Con il passare del tempo buttato in locali in cui si ballavano danze diverse io e te abbiamo ballato dovunque. Ci siamo abituate a vivere senza uomini perchè anche se ci sono ci siamo trovate a non averli veramente. Ci siamo abituate a guardarci le spalle a vivere senza che loro, nel caso ci fossero, dovessero rientrare nel luogo- che noi non abbiamo mai dato- di protettori della nostra femminilità. Siamo diventate così brave che non c'è bisogno di dire che siamo fidanzate anche se io non lo sono più. Siamo diventate così brave che balliamo e nessuno ci dà fastidio anche se siamo nude.
Oggi c'erano due ragazzi che ballavano attorno a noi. Facevano finta di essere omosessuali e quando le donne ballavano con loro guardavano le tette e toccavano i culi.
Noi, quando balliamo non pensiamo mai agli uomini. Balliamo perchè ci diverte perchè ci deve essere un diametro di almento un metro accanto a noi perchè dobbiamo muoverci, non riusciamo a stare ferme. Il tuo ragazzo stanotte stringeva le mascelle ma non era importante perchè noi balliamo perchè amiamo ballare e muoverci e sudare e bere il terzo vodkalemon che ha soppiantato il mojito perchè nel mjito ci mettono troppo ghiaccio.
Ho devoluto in beneficenza alcolica quasi quarata euro. Perchè da quando non c'è lui non devo mettere i soldi da parte per niente perchè non c'è più un luogo in cui andare in un momento del mese e non c'è una prospettiva futura che mi interessi. L'unica prospettiva è il Solinas a settembre ma dubito che sia reale.
Elio stasera mi ha ricordato che andare ai concerti è la cosa più bella del mondo in cui urlo e torno casa senza voce e ubriaca e non so dire niente che abbia una conclusione.
E' che in questi anni ho pensato- mi sono abituata a- che i momenti di felicità dovevano essere condivisi per esserlo davvero. Però in questi mesi mi sono convinta di una cosa per quanto riguarda me e lui che ormai non amo più ma non riesco a capire come funziona. E' che quel giorno mentre io tornavo a casa in nave ed ero felice dovevo pretendere che partisse, non dovevo sperare che restasse lì dov'è stato in questi anni, tra le mie lenzuola, tra le mie labbra e le mie gambe. Dovevo chiedere che andasse via e non avremmo fatto questo casino. Io non mi ritroverei a pagare le cose più care di quello che sono, non mi ritroverei a eliminare amoresesso dalla mia vita per poterlo gestire.
Stasera ho parlato con L. a lungo. Dovevo prepararmi e uscire e appena si sono accese le luci ho urlato e non ho più voce. Le ho spiegato che adesso piange per E. perchè non ha mai pianto abbastanza per P. Perchè il dolore di non vivere più P. non era gestibile.
Dovrei stare zitta. Perchè la mia storia finita è stata gestita tutta con silenzi con uomini da rimpiazzo e con sogni. Ho ricomposto i pezzi dormendo a lungo e non parlando mai.
Mia mamma qualche giorno fa mi ha detto che tutte le ragazze paingono e restano chiuse in casa a lamentarsi quando restano da sole dopo una storia. Io le ho risposto che non sono fatta così che non piango, non strepito, non mi oppongo. Ma non è vero. E' che per le cose importanti quando succedono e non vanno bene, la mia reazione è scrivere, fare le cose che devo, è studiare, studiare anche nuovi modi per resistere. Perchè non voglio tornare tra un anno a dire le stesse cose. Perchè io chiudo gli occhi e dormo poi mi risveglio e sogno quello che non volevo succedesse. Ma quando la mattina mi sveglio penso che era solo un brutto sogno come tanti da quando sono andata a Parigi e alla fine di tutto rimane solo il pensiero che avrei dovuto fare qualcosa per chiedergli di andare via lontano in un posto in cui non avrei avuto il coraggio di raggiungerlo.

In questi anni ho amato di un amore che cresceva ogni giorno e non diminuiva mai, nemmeno di un giorno. Non mi sono mai accorta che quando è iniziato io ho scritto la data del 17giugno2006 per ricordarmi di non fare le solite stronzate perchè ne ho fatte e non valevano sempre. Ma sono stata egoista e tutto sta in questo. Nei chilometri in più che non ho saputo mettere tra di noi. Ho incontrato l'uomo che amavo prima di lui. Mi ha sorriso come quando esplodono i fuochi di felicità. Perchè dopo quello che è successo, con tutti i silenzi sprecati e le canne girate rimane un affeto, una felicità e un rispetto che a te non so dare. Mi dispiace c'è chi mi ha reso meno felice di te ma che ha capito che il silenzio è la mia lontananza e la mia gioia. E scrivo tanto non perchè mi manchi o perchè ti amo o per qualche altro perchè. E' solo che in questi anni mi sono dimenticata chi sono e adesso, ogni attimo mi ricordo cosa succede quanto stono in piedi.

Nessun commento: