23 luglio, 2011

io non c'ero


Nel luglio 2001 io ero tra quelli che non erano andati a Genova. Ero ad Hong Kong ma probabilmente non ci sarei andata lo stesso, non sono brava a protestare, a ribellarmi per vedere garantiti i miei diritti.
Quando stavo ad Hong Kong nella hall del grattacielo in cui vivevo al 33esimo piano c'era un televisore su cui erano scritte le previsioni del tempo con temperatura e umidità e sulla potenza dei tifoni. Se il livello era T3 gli uffici chiudevano e si doveva rimanere a casa perchè da potenza T3 ci vuole un secondo per diventare T8.
Noi vivevano sullo shelter di Kowloon, era il posto più sicuro e panoramico di Hong Kong( si, pure meglio di the peak).
Il giorno in cui è iniziato il g8 quando siamo scese nella hall abbiamo visto che nello scermo c'era il livello T3 di tifone allora siano risalite a casa, messo il nastro adesivo alle finestre e siamo andate a fare la spesa, tanto pure se c'era il tifone dove abitavamo si poteva passare una giornata intera riuscendo a non stare mai all'aperto.
Quando siamo tornate a casa c'era Alessio Vinci che faceva i collegamenti sulla Cnn.
Io volevo sapere tutto quello che succedeva a Genova, avevo gli amici, un uomo di cui ero innamorata e che poi sarebbe diventato il mio ragazzo per qualche anno e avevo soprattutto la speranza che non si ripetesse quello che era successo a Napoli. Eravamo tutti sconcertati di quello che era successo il17marzo. Non ci credevamo ma sapevamo che sarebbe successo di nuovo. Passammo tutti i giorni del G8 davanti alla televisione, di quello che era successo alla Diaz io non sapevo niente e me lo raccontavano gli amici via mail girandomi i link alle pagine di libero news. Ho cercato per anni di aggiornarmi su quello che era successo ma qualcosa me lo perdevo sempre. Ad esempio io ho saputo che Indro Montanelli era morto solo un anno dopo e io ci ho messo del tempo per capire che era successo mentre io ero ad Hong Kong a fare per una volta una cosa giusta per la mia vita.
Quando Carlo Giuliani è stato ucciso io non l'ho capito subito. Alessio Vinci era collegato dal lungomare e diceva che era morto un ragazzo, diceva che aveva la mia età. E io pensavo solo che non era possibile, non l'avevo capito bene lui che parlava bene inglese. Lo ripeteva che era stato ucciso un ragazzo e poi disse il nome, Carlo Giuliani ed io non parlai più, ci credetti che era morto. E avrei voluto parlare con i miei amici che erano in Italia in quel momento, con quelli che erano a Genova avrei voluto parlare con chiunque perchè non era possibile, avevamo tutti perso qualcosa e lui era solo un ragazzo, grande quanto me.

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