28 marzo, 2011

esmé


E' il ricordo di una strada dritta in piena estate.
Io con i piedi fuori dal finestrino e 40 gradi nel pomeriggio.
Non so che tipo di ricordo è.
Ma è quello a cui ho pensato quando ho sentito questa canzone.
Ed è l'ultima delle cose a cui vorrei pensare adesso.

Oggi attraversando il Pont de l'Alma mi è scesa una lacrima controllata a stento.
La Senna era piena di foschia, io avevo la borsa piena di libri.

I sogni stanno migliorando, la rabbia no.
Non voglio tornare in Italia.
Ma domani vado da Shakespeare a leggere Salinger.

11 marzo, 2011

Parigi vol.2 ovvero ogni santo giorno


C'è sempre qualcuno seduto fuori al bar di Passy. O qualcuno che manifesta a Trocadero.
Nella strada che faccio per tornare a casa c'è un fioraio e ogni volta mi fermo a guardare i fiori che lascia inmostra sul marciapiede. Ogni volta camminando ho paura di schiacciarli ma se avessi un vaso o una bottiglia di vetro li comprerei.

Il seminterrato in cui vivo ha le pareti sottilissime. .
Ieri i miei vicini portoghesi cantavano una canzone. Prima hanno iniziato a cantare la mamma e il papà poi a loro si è aggiunta la bambina. Quando poi la canzone durava da un po' il padre e la bambina hanno smesso di cantare ed è rimasta solo la madre. Ho pensato che forse lei era l'unica a ricordarsi tutte le parole o loro erano. stanchi di cantare.

Oggi ho visto la puntata in cui Grace viene lasciata da Nathan. Ho pensato che non fa niente, quando succederà avrò qualcuno da cui scappare e da cui farmi consolare. Dirò tante parolacce, berrò del rum e coca e tutto si sanerà. Non farò sesso e non mi innamorerò per molto ma è così che funziono. Se poi andrà così male scapperò qui.

E' che qui sono felice per un tempo lunghissimo. Sono triste solo quando mi sveglio perchè sogno tutto quello a cui non penso durante la giornata. E mi fa rabbia stare zitta e aspettare cose che so già.
Vorrei solo che qui ci fossero le mie amiche. Qui e tutte insieme, sarebbe bellissimo.

09 marzo, 2011

Parigi vol.1 ovvero quello che non succede mai


Quando mi sveglio e mi accendo una sigaretta prima ancora di fare colazione.
Quando alle cinque mi sveglio di soprassalto perchè in un sogno mi hai pisciato in casa.
Quando per una volta sono felice ma non c'è nessuno a cui dirlo.
Io qua sto bene, anche da sola tutto il giorno.

Quando torno a casa e i vicini girano per il piano in ciabatte e l'uomo al piano di sopra continua a suonare. Non voglio dire una parola a nessuno, voglio solo guardare dalla finestra più in basso la torre che brilla.
Voglio solo disincrostare il cesso, comprare un cappotto e un foulard leggero e camminare.
Non voglio neanche mangiare nè bere.
Voglio solo stare qui così e fingere per una volta di non aver lasciato niente in sospeso.
Per una volta deve essermi concesso.