29 settembre, 2006

termine lungo


Per la seconda volta in pochi mesi ho fattoun progetto a lungo termine.
Non mi ricordo bene la prima volta quando è stata, comunque, questa è la seconda volta.
Secondo questo piano semestrale a merzo io dovrei essere praticamente annullata. Senza neanche la forza di pensare alle devastazioni umane ed urbane. Soprattutto, se non mi organizzo bene, questa volta mi sa che ho due opzioni:
  1. impazzire;
  2. impazzire;
  3. impazzire per la mia inefficienza.


A mia discolpa, a mantenimento della mia tesi però posso dire che mi trovo con le spalle al muro. O faccio così (così sarebbe: lavoro, studio intenso, corso di scrittura, grenoble e dieta- e notiamo che non ho neanche inserito il tempo per avere una vita sentimentale-)o arrefondo. Come posso intendere arrefondo in italiano? Ci vado a perdere? Be' diciamo che ci vado a perdere andrebbe bene. Il fatto è che "ci vado a perdere" non esprime bene quello che arrefondere esprime perfettamente nella mio -strano, bislacco, tutto storto- mondo interiore.
Un quesito si pone adesso alla mia vita: ma non è che sò dislessica?

I was sleeping, gently napping, when I heard the phone Who is on the other end talking, am I even home Did you see what she did to him, did you hear what they said Just a new york conversation, rattling in my head Oh, my, and what shall we wear Oh, my, and whop really cares Just a new york conversation, gossip all of the time Did you hear who did what to whom, happens all the time Who has touched and who has dabbled here in the city of shows Openings, closings, bad repartee, everybody knows Oh, how sad, why do we call Oh, I’m glad to hear from you all I am calling, yes I’m calling just to speak to you For I know this night will kill me, if I can’t be with you If I can’t be with you

28 settembre, 2006

Nuovomondo

Diciamocelo, oggi è stata propriouna giornata di merda. Diciamolo pubblicamente, non facciamone mistero. Anche se il mio corpo, oggi, non rispondeva e la mente anccora meno, ho deciso di uscire.
Mentre giudavo ho avuto i prodromi di un attacco di panico, ma adesso, ormai, ho imparato a gestirli. Ho messo Fumo Blu e mi sono distratta, dieci minuti e non potevo più stare male, ero in compagnia. E non sapevo che il bello doveva ancora venire. Ed il bello è stato il cinema.

Durante i trailer sentivo un cerchio di rancore, di tristezza e di disperazione che si stringeva attornoallemie tempie. Sono giorni che vorrei scoppiare in lacrime pubblicamente, sono giorni che vorrei uscire senza neanche truccarmi e sono giorni che spero che prima o poi qualcuno venga a curarmi.
Ma dopo i trailer è arrivato Nuovomondo. Due uomini che scalano una montagna con una pietra fra i denti, a piedi scalzi. Una donna che toglie una serpe dal ventre di una ragazza. Un ragazzo che, muto, fa i versi degli uccelli e quanto toglie il cappello ha le lumache in testa.Un padre vedovo, sua madre, i due suoi figli e due ragazze che devono essere portate illibate negli Stati Uniti decidono di partire. La famiglia cerca il gemello del padre. Vanno a prendere i vestiti buoni, s'imbaracano e al porto c'è la Gainsbourg che è inglese, che è una nobildonna, è chiaro da subito.Tutti la taliavano. Lei parte con loro, la signora anziana non la tollera, non ha le mani adatte a loro. C'è la scena in cui la terza classe, ammassata sulla poppa della nave è unita a tutte le persone che invece sono ammassate sul molo. La nave si sposta,si separa tutta quella massa di persone, si separa grazie al mare, allora inizia il viaggio.
Bellissimo il film, bellissimi gli attori, bellissimi i personaggi rappresentati, bellissime le visioni che il capofamiglia ha. Bellissimo il contrasto tra la società che riceve gli emigrati e che li sottopone a domande per verificare che non siano stupidi e la loro intelligenza acuta, pratica, onesta. Questo film mi è piaciuto molto, moltissimo.
Oggi è stata un giornata davvero di merda, il film è valso tutto il giorno perduto.

27 settembre, 2006

salvamento

°volevo solo dirvi che David Bowie sta per salvarmi la vita°

pensiero cervicale

Sono tre ore che ascolto il vento. Non si sente neanche il rumore del mare. Il mio cervello non può produrre niente. Appena penso mi faccio male. E' meglio, posso accusare qualcuno.
El-Muniria, Stanza 218:



Ora che non ho fame di parole
avrei bisogno di parole
Parole che scorrano facili
e non inciampino ni mezzo alle dita
Mi scrivi per sapere che tempo fa dentro la mia testa
e vorrei risponderti
Ho chiesto a Dario se vede il sole dentro la mia testa
Io sento solo l'aria
che entra da una finestra rotta
Sento solo le mattonelle fredde sotto i piedi
e le pareti che scricchiolano
Sento solo le vene
che finiscono dove finisco io
E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi
E li sento cedere
Ora che non ho sete di parole
avrei bisogno di parole
Parole che cadano in gola come pioggia calda
Parole che non sbiadiscano sotto questo sole
Mi scrivi per sapere che tempo fa dentro la mia testa
e vorrei risponderti
Dario è partito
Io chiedo in giro se si vede il sole dentro la mia testa
Io sento solo l'aria
che entra da una finestra rotta
Sento solo le mattonelle fredde sotto i piedi
e le pareti che scricchiolano
Sento solo le vene
che finiscono dove finisco io
E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi
E li sento cedere


26 settembre, 2006

sono uno straccio

Ho cancellato un post. Poi ne ho cancellato un altro. Pensavo di averlo fatto perchè non mi piacevano. Poi mi sono accorta che non si arrivava in nessun punto.
Quando sono così come sono adesso, scrivere mi aiuta a distendere tutto a sciogliere tramite le mie mani le questioni e vedere tutto più semplice. Mi sembra di avere i tentacoli quando faccio questo. Quando non riesco a scrivere una parola, mi ritrovo con il cervello vuoto, sgombro da qualsiasi altra cosa che non si al'attesa per la parola che deve uscire. Poi muovo le dita, le muovo alternatamente, a due a due e nella mia mente vedo dei fili grigi che escono fuori e poi sento che la parola è quella.

Ma stasera non trovo niente nella mia mente penso, penso ad una novità che non c'è, penso che sto aspettando di fare un esame, penso che se non facccio questo esame le cose che ho scritto non verranno mai finite. E questa attesa mi sta rompendo davvero i coglioni. Perchè non riesco a liberarmi di quest'aria, che mi sembra condensarsi.

Sento solo l'odore della nebbia. In questi giorni è come se io fossi avvolta da una nebbia trasparente.
Allora mi siedo, faccio un respiro profondo, spero che vada via.
Ma la nebbia rimane fino a quando non mi abituo a vederla.
Quando mi abituo, me ne dimentico e posso continuare quello che ho interrotto.


23 settembre, 2006

rainews24

E' da giorni che tolgo gli occhiali, mi stendo sul fianco destro e mi addormento con il televisore alle spalle. All'ora in cui vado a dormire c'è un solo programma che riesco a tollerare e all'ora in cui vado a dormire l'ultimo mio pensiero è guardare la newsbar di RaiNews24.
Qualche notte fa ho tolto gli occhiali, ho dato le spalle alla tivvù mi sono messa a pensare ai cacchi miei. Ad un certo punto sento del colpo di Stato il Thailandia.
Metto gli occhiali, mi sposto sull'altro fianco e vedo le immagini.
Anzi, ne vedo solo una: i carrarmati fermi ad un incrocio e due ragazzi che ridono.
Uno ha un cellulare e sta fotografando il golpe.

p.s.Vespa vuole quattro serate dalla rai...facciamo una raccolta di firme affinchè non gliele diano( il problema che si pone poi...se non le danno a vespa, a chi le danno, poi?)

21 settembre, 2006

sintomatologia della cazzara

Ho qualcosa che mi preme sulla fronte. Il setto nasale è dritto ma c'è qualcosa che non libera il mio respiro per essere perfetto. La gola, la gola è sempre il male più forte e non esiste più, ormai. E il cuore, quello, pesa soltanto.La verità è che vorrei fermarmi a piangere, come bambini, seduti a terra, con le gambe incrociate.

cervicale

Ecco, oggi sono andata al bar.
Il tizio che dovrebbe assumermi mi ha parlato per almeno un quarto d'ora del posto, delle mansioni, delle varie robbe che si dicono in questi casi. Io mi annoiavo.
Io annuivo.
Il posto è tanto carino, è uno stranop incrocio: tipo stile marinaresco francese.
Anche se Titta non è d'accordo, io ci provo se quest'uomo mi chiama.
Ovviamente si richiedeva bella presenza quindi sono stata a truccarmi per almeno un'ora e sembravo mia nonna quando sono uscita di casa. Credo che domani indosserò un pantajazz multicolor per riuscire a dimenticare l'indiscutibile serietà del mio abbigliamento odierno.
Credo che adesso andrò a dormire perchè i fiori di Bach nemmeno oggi li ho comprati, ho ancora il mio smalto rosso e mi sto inziando a chiedere se tutto questo non sia davvero una questione di succhi gastrici e batteri.
Esami! Esami! Devo dare assolutamente questi esami.

19 settembre, 2006

rescue remedies

E' un anno che cerco in ogni modo di distogliere l'attenzione dalla mia mente malata, di non darle spazio, di non darle tempo per dire puttanate. Da qualche mese, però, ci sono delle avvisaglie, ci sono delle paure, ci sono delle cose che non sono io. Le sto combattendo da mesi e ieri soltanto, in metropolitana mi sono accorta che queste paure, queste schifezze che sento spesso e che ignoro costantemente, potrebbero essere sintomi di una cosa che sto cercando di combattere. Faccio finta che questa cosa non ci sia, non ne parlo neanche a me stessa e spero che così si risolva tutto.
Ma stamattina mi sono svegliata già infelice ed un pensiero mi è balenato per la testa: se questa volta avesse il sopravvento l'immobilità invece che la felicità? Io ci proverò ancora, ma credo di aver bisogno di un aiuto.
Domani corro a comprare i fiori di Bach, non si sa mai.

18 settembre, 2006

piccoli umori vagabondi. ovvero il mio treno

Ti sei mai chiesto cos'è un liquido? Ti sei mai chiesto cosa sia mai liquido?
Eh, te lo sei chiesto mai?
Ti do io una risposta.
Liquido è la cancrena che parte da miei piedi e che sta invadendo piano le mie gambe. Sta giungendo al sangue e lo sta riformando. E sai cosa rimane del mio sangue rosso? Si, quel sangue che non riuscivo a fermare, certo proprio quel sangue adesso è una sola parola, quel sangue adesso è solo freddo. E dal sangue raggiunge tutti i miei liquidi, i miei umori, la mia bile e sento tutto diventare freddo, sempre di più e penso Cazzo, è solo al cancrena, non preoccuparti è cancrena, dopo tutto passa. E quasi mi convinco che non ci sia bisogno di amputare nessun arto, quasi mi convinco che il sangue è buono anche freddo.


la verità è che a volte dovrei fermarmi, semplicemente fermarmi e piangere e annullarmi ed essere catastrofica e non lottare e non credere che tutto, anche se non mio andrà a finire bene.si, dovrei arrendermi per un solo minuto al mese, questa è la verità.

17 settembre, 2006

d'alessandro




Piove da due giorni.
Io ho messo il mio smalto.
Non potrei stare meglio.

Ho lasciato la finestra aperta.
E mi è piovuto in casa.
L'ho richiusa e ho continuato a pensare che piovesse.
Prima che me ne
rendessi conto tutto è diventato più chiaro.
Devo solo imparare ad essere più precisa.
Lo smalto è troppo scuro per nasconderlo.

16 settembre, 2006

pavese

Ah, ovviamente, io non ho dimenticato di scrivere la poesia di Pavese.
E' che ho deciso di non scriverla più. Ho deciso di non rileggerla più. Ho chiuso il libro.
Non credo che con il libro aperto sarei stata meglio. Quindi, tenetevi l'incipit, magari tra un po' la scriverò tutta, ma, adesso, basta. Ed avanza anche un po'.

15 settembre, 2006

molesto pretesto che non sarà puntuale

Io e Pep da Tonino.
Aperitivo. Jack e cola io, Spriz lei.
Prima, un rum&pera.
Poi ci accorgiamo che siamo al terzo giro. Anzi, io sono al quarto.
Parliamo, confessiamo e diciamo che abbiamo fatto bene.

Alle dieci già sono ubriaca.
Tornata a casa decido di finire Cent'anni di solitudine.
All'ultima parola mi accorgo che è notte fonda.
In una camera non mia, mi accorgo che tutto è buio.

Mi alzo, barcollo. In piedi sulla sedia apro la tenda.
Piove a dirotto, la stanza è ancora troppo buia.
Invece che sulla finestra, la pioggia sembra battere sul mio viso.

Penso che in fondo non può essere mattino.

Non lo è. Sono solo le cinque e mezza.

Cerco di dare una direzione placida al senso di irrequietezza che ho.
Dopo un'ora in cui forzo la mia mente a distrarsi, mi addormento.
Per due ore non faccio altro che sognare.
Appena inizio a sognare, però, mi sveglio. E non riesco a ricordare cosa sogno.
Sogno e poi mi sveglio. Per due ore.

Non c'è modo.
Sento la pioggia troppo vicina. Mi alzo. Il corridoio è allagato.
Bevo dell'acqua, chiudo la finestra. Mi si bagnano i piedi.

Penso che non dovrei dormire nel letto di qualcun altro con i piedi bagnati, ma il corpo, pesante, ha la meglio.
Crollo. Poi inizio a sognare e mi sveglio.
Decido che è l'ultima volta che sognerò stamattina.

In piedi, penso alla frase che ho avuto a lungo in mente in questi mesi:
"Fra poco mi alzo anch'io. Mi devo prima svegliare per bene. Voglio pensare un altro po' a questo sogno."
Fa parte di Sogni, un racconto di Raymond Carver.
Che inizia così:
Mia moglie ha l'abitudine di raccontarmi i suoi sogni quando si sveglia. Io le porto il caffè e un bicchiere di succo di frutta e mi siedo accanto al letto; intanto lei si sveglia e si scosta i capelli dalla faccia. Ha la solita espressione di quando ci si sveglia, ma anche lo sguardo di chi torna da qualche parte.
Ho letto per la prima volta Sogni sette anni fa.
Mi sentivo molto simile alla donna che sembra tornare da qualche parte.
Da allora tutti i sogni, per me, sono luoghi e soluzioni ben precisi .
Stamattina però, non mi lasciavo sognare in pace.

Alle volte mi sento vivere come vetro in mezzo alla plastica.



...Prima o poi dovrò smettere di proteggermi...Prima o poi farà più male di ora...Farà più male ancora..

14 settembre, 2006

la terra e la morte, 19-20 novembre 1945

Sempre vieni dal mare
e ne hai la voce roca,
sempre hai occhi segreti
d'acqua viva tra i rovi,
e fronte bassa, come
cielo basso di nubi.
Ogni volta rivivi
come una cosa antica
e selvaggia, che il cuore
già sapeva e si serra.

Volevo continuare. Ma poi, Pavese fa troppo male, adesso. La continuo domani questa poesia. Però uso solo questa e poi basta.

che sia sempre dannato!

Quando io e la mia amica siamo arrivate in patria pugliese ci ha accolto nella sua auto la nostra amica Bionda. Quest'ultima si era guardata bene le riviste in edicola ed aveva comprato Ciak, quello di agosto, perchè ad agosto ci segnano su tutti i film da vedere, quando escono, come sono, chi ci recita, eccetereecceteraeccetera. Decidiamo che vogliamo vedere un sacco di film. Dopo un'ora di viaggio decidiamo il film che andremo sicuramente a vedere.
Stasera quindi siamo andate a vedere il film. Ed il film è Time di Kim Ki Duk.

Sinossi: Lui e lei stanno insieme lei è lievemente gelosa (nel senso che appena lui respira lei va in aceto e fa una piazzata pubblica manco stesse vendendo il pesce al mercato la Vigilia di Natale in un paese del sud Italia).
Lei si è fissata che lui si è stancato di lei, del suo corpo e del suo viso e ripete ben due volte:Non ti sei stancato di questa faccia noiosa?cosa che se ero io il ragazzo prima la lasciavo e poi la faccia gliela cambiavo io a cazzotti. Ovviamente lui non ci pensa mancopenniente a lasciarla. Dopo di che lei decide:
  1. di fargli prima un pompino;
  2. di fargli una sega costringendolo a pensare che lei sia un'altra;
  3. scoparire del tutto dalla vita di lui e un po' anche dalla sua vita stessa;
  4. andare da un chirurgo estetico e farsi cambiare la faccia(nonostante lei sia incredibilmente bella).
Ovviamente lei becca l'unico uomo al mondo che dopo che tu l'hai abbandonato, invece di fare un party e ringraziare iddio di essersi scansato un tale gatto nero dai maroni, continua a cercarti, fare telefonate ad un cellulare spento (che cazzo, vibra, vibra solo, ma ste cazzo di suonerie in Corea proprio non le vogliono usare?). Ovviamente lui per sei mesi(il tempo che ci mette la faccia di lei a sgonfiarsi- e frapparentesi se lei fosse andata dal chirurgo plastico di Demi Moore e Nicole Kidman manco venti giorni doveva aspettare a sbendarsi-) la cerca, è disperato. Gli amici lo fanno uscire, lo portano a fare il karaoke e il pediluvio. Che poi, frapparentesi, nel film non è che escono, vanno in discoteca, o cose così, no. Tutti e tre scelgono altre tre ragazze poi sorteggiano chi di loro scoparsi( anche se non ho ben capito se loro dopo le pagano oppure è uno scambio di favori). Comunque, lui per un motivo o per l'altro non si riesce a scopare mai nessuna. Non bastano i sensi di colpa che lui ha ogni volta che vorrebbe scoparsi una tipa( e ogni volta si ripete, a mo' di karma:Cosa dovrei fare? D'altronde sono un uomo! Quasi per scusarsi... ma che scuse, come minimo ti devi scopare mille persone per scollarti di dosso la iettatura che ti ha messo quella!).
C'è da dire che pure la tipa che si è cambiata faccia ci mette del suo per non farlo scopare( robe del tipo lo insegue, gli lancia un sasso nella stanza del motel l'unica volta che lui ci va vicinovicino e succede la disturbata col proprietario del motel).
Che poi è il minimo che non scopi se prima vai a fare il karaoke e poi il pediluvio.
All'improvviso lui va nel bar in cui lei ha fatto una delle sue piazzate con una faccia da cane bastonato( che sembra un misto tra Spank quando fa kaikai e Doson quando scopre che Gioi scopa co' Pesi) e incontra la cameriera. Per farla breve lui si tiene la cameriera e poi s'annamora, un poco di lei. Per farla breve la cameriera è la sua ragazza che se n'è andata. Per farla ancora più breve ad un certo punto lei esce fuori di testa perchè si accorge che lui è ancora innamorato di lei con la vecchia faccia e va di nuovo in quel bar ( che, poi, fossi stata io la proprietaria, già alla prima piazzata avrei loro interdetto l'entrata tanto quelli prendono sempre e solo il caffè, e le cameriere si ostinano pure a chiedere che vogliono!).
Il bello è che lei va là con la faccia nuova si, ma con sopra una maschera su cui c'è la faccia vecchia.
Lui sembra finalmente essere terrorizzato da lei e la lascia lì come fosse Silvester Stallone che piange. Poi prima si fa menare a sangue da un rozzone che era nel bar, poi si fa menare dal chirurgio plastico e poi decide di rifarsi pure lui la faccia e non farsi trovare da lei. Ovviamente il chirurgo plastico non si tiene un cecio in bocca e dice a lei che dopo sei mesi lui l'avrebbe cercata. Allora lei va alla ricerca di lui e cerca di riconoscerlo attraverso la risposta che innumerevoli uomini le danno quando lei stringe loro la mano. Ne trova un bel po', uno tenta di stuprarla e poi uno finalmente le dà la risposta giusta. Quindi, giustamente, lei se lo scopa. Per scoprire, poi, nel post coito, che lui non è il suo ragazzo. Va be' alla fine lei prima ammattisce ancora di più a cercarlo, poi lo trova, ma più che lei, lo trova il suo irrefrenabile istinto amoroso ( che sempre sia dannato l'istinto amoroso!). Solo che mentre l'insegue lui schiatta, spappolato sotto una macchina.
E lo sapete lei cosa decide di fare? Di rifarsi la faccia da capo! Per essere irriconoscibile!
Adesso mi pongo una serie di domande:
  1. dove cacchio li trovano i soldi per rifarsi sempre la faccia?
  2. il chirurgo, quando lei si va a fare la faccia per la seconda volta le fa almeno uno sconto?
  3. ma lui quando si scopa lei con la faccia nuova come fa a non accorgersi che è lei?
  4. ma lei quando si scopa l'altro come cazzo fa a non accorgersi che è lui?
  5. ma stì coreani non ce li hanno i nei? le voglie? non ce li hanno i segni particolari dei corpi?
  6. che forse il regista voleva sottendere (perchè lo sottendeva chè non c'è un'informazione che ce lo dica, anzi, tutte contrarie)che essi si siano rifatti è pure il corpo?
  7. quando stì due stanno in una scena in un posto e poi nella scena dopo stanno subito in un altro, deve essere inteso come una specie di flashback o sogno o solo come 'na cosa messa a cazzo così?
Ovviamente ci sono altre domande che vorrei farmi, ma le sorvolerò. Ovviamente io ho sperato che qualcuno sopprimesse la tipa sin dall'inizio del film. Che poi l'inizio del film è praticamente Nip&Tuc. Inizia con la plastica di lei, ma fin nei minimi dettagli e tu lì già speri che ci sia al posto della birra un sachettino per vomitare. Ma poi quando lei corre, quando lei corre, quando lei corre. Si, quando lei corre è più insopportabile della crisi isterica (che almeno lì è a ragione e bellissima, ma comunque insopportabile) di Wendy in Shining. Ovviamente tutta la follia è sempre giustificata dal grande amoreche l'uno prova perl'altro.
In tutto questo le case sono arredate quasi male, lei è vestita quasi bene e lui quasi male. Lei non cambia le lenzuola al letto per almeno sei mesi e io, fossi stata lei, mi sarei messa col chirurgo che è medico, pure un bel ragazzo e poi, se quella cambia faccia ogni sei mesi, vuoi mettere la convenienza?Ah, ci sono un paio(cioè una e due- e la due è per arrotondare) di scene carine, la fotografia non è un gran che.Ovviamente ho raccontato tutto il film per evitare che qualcuno degli avventori del mio blog faccia la follia di andare a vedere stò film.
Ah, quando siamo uscite dal cinema, io e la mia amica, ci siamo ricordate che il film che avevamo deciso di andare a vedere era Still Life, non questo.
Che giornata di merda.

13 settembre, 2006

cent'anni di solitudine

Mi piacciono queste righe:

Ursula pensò che Fernanda doveva aver messo l'anello nell'unico luogo dove i suoi figli non avrebbero potuto raggiungerlo: lo scaffale. Fernanda, invece, lo aveva cercato unicamente lungo il suo itinerario quotidiano, senza sapere che la ricerca delle cose perdute è intorpidita dai gesti consuetudinari, ed è per questo che costa tanta fatica trovarle.

della contrattazione


Ormai sappiamo che io con le borse ho un rapporto un po' morboso.
Necessito di borse e ne ho una quantità imbarazzante.
Avevano addotto anche una motivazione psicologicamente plausibile alla mia voglia di borse.
Non mi ricordo se era il mio bisogno di ordine o quello di nascondere le cose a motivare il mio folle amore. Forse tutti e due e, comunque, adesso, non volevo dire questo.

Spiego la scena: Io, un' amica che chiameremo Peperlizia ed una che chiameremo Sciarada.
La prima amica britisc-indi-americancollegg-stail e la seconda nuvelvag-stail.


Camminiamo per Via Roma e ovviamente io guardo sia i negozi che i teli dei signori che vendono le borse false.
In barba a quella volta in cui per guardare una vetrina di corsa sono andata a sbattere contro un uomo che portava un enorme scatolo di vestiti Al***t, io continuo sempre a camminare, ovunque ci siano vetrine, guardando dentro tutti i negozi.
Sorvolerò la volta in cui mi fu detto da un mio amico che la differenza tra di noi e un po' più in generale tra gli le uomini e donne stava proprio nella capacità di guardare le vetrine in ogni situazione possibile ed immaginabile. Volevo tanto dargli torto, ma proprio io, in quel momento, mentre parlavamo di cose abbastanza serie, ero riuscita ad interessarmi anche alla vetrina di La compagnia della casa.
Se mi fossi opposta sarei stata decisamente poco credibile.
Credo che prima o poi mi farò vedere da lui sorseggiando rum di pessimo gusto, fumando tabacco e discutendo delle sorti del mondo(o di filosofia, ermeneutica e matematica) con un gruppo di intellettuali( effettivamente potrei puntare un po' più in alto dicendo almeno i nomi delle persone con le quali farmi sorprendere a conversare ma a quest' ora, di menti eccelse, mi sovvengono solo defunti).
Comunque, ritornando a me. Me ne andavo girando con Peperlizia e Sciarada e mi ritrovo a guardare questa borsa di pelle, tipo scioppinbegg finto dolceggabbana, ma fatta proprio bene e, dato che nell'ultimo periodo non mi tengo proprio un cecio in bocca e mi devo proprio mettere a parlare con tutti, chiedo al venditore ambulante quanto costa la borsa, ma così, più per curiosità che per altro. E lui mi dice che sta 25euri. Allora io dico che va bene, ma non m'interessa e lui mi dice quanto la pagherei una borsa così ed io gli rispondo che la pagherei al massimo 15euri allora lui mi fa: Venti! Ed io dico: nonomanonlavogliocomprare!E lui mi dice: va be' 15chèmenevogliotornareacasa...Ed io che ho fatto? L'ho comprata!!!!!
E non ho capito niente! Tutto è successo in due secondi e sono rimasta basita. E Peperlizia e Sciarada neanche si sono accorte di niente. Quale velocità! Quale maestria nella contrattazione1
Ma quale maestria? Quale velocità? Io mica volevo la borsa! Mica volevo sparagnare dieci euri!
Ho comprato una borsa! E non la volevo! Ancora peggio è il fatto che l'immigrato che me l'ha venduta si fa il culo per vendere quelle cose e io che ho fatto? L'ho pagata anche di meno! Ma io non volevo contrattare! Io non so contrattare! E poi? A Napoli ci stanno delle persone che se le comprano a venticinqueeuri le borse! Ed io? Io mi sono pure tirata il prezzo minore.

Che merda di vita. Se un tizio che si fa il culo giorno e notte per cercare almeno di cibarsi deve fare una contrattazione con me, che neanche me ne accorgo, la vita deve essere proprio una merda.
Scusami, O tipo che vendi le borse in mezzo a Via Roma, non volevo infierire su di te.
Che poi, in casa mia, mia madre contratta con tutti ed in un modo asprissimo ed io la sgrido sempre.
Perdono. Coscienza mia da occidentale riccona figlia di papà ma un po' frikkettona, perdonami, ti prego.


11 settembre, 2006

il fallimento e le altre procedure processuali




Dopo aver a lungo meditato.
Dopo aver a lungo giurato affetto.
Dopo aver affidato la mia vita a più e più persone.
Dopo aver mandato all'aria la mia vita.





Qui, accanto, dal di fuori, col senno di poi, guardando indietro, prometto, solennemente, di non cristallizare la mia mia vita in un amore mai e mai più.
Credo che l'amore e l'innamoramento siano degli accadimenti troppo belli per essere distrutti, per affidare a loro le mancanze del passato e per chiedere aiuto.
Credo che ci si aiuti da soli solo quando lo si vuole, credo che come si ha bisogno d'amore, di guerra, di luce e di poesia, così si ha bisogno di stare male.
E credo fermamente che non ci sia colpa nelle sofferenze addotte all'altro.
La colpa è percepita diversamente a seconda della prospettiva dalla quale si guarda.
Allora? Perchè non arrivare ad un livello neutro di colpa?
Dopo il rancore, non ci può essere altro rancore, dopo la rabbia non ci può essere solo rabbia.
Perchè mi fa paura che rabbia e rancore a volte, nella vita, non si sciolgano mai.
Credo che se la vita fosse serena e corrispondente alle proprie aspettative, rabbia e rancore sarebbero lontani.
Credo che la vita, la volontà e l'onestà non siano differenti quando si vive in un mondo ovattato.
Per me è un'assurdità, adesso, caricare un amore di più pesi di quanti ne abbia, per me è folle, adesso, pensare che potrei, anche io, di nuovo, come allora, come molti altri, come è già successo, pensare di portare in giro un amore, su di me, come fosse un lutto.

Sia chiaro, non è un giudizio, è un promemoria per il mio futuro.

controllo remoto


Ebbene. La vacanza è finita.
Torno a casa. Torno a combattere con il mio sonno.
Torno a guardare una vita che vorrei.
Torno a sperare, a credere in me.
I fatti.
Mi sono mancati.
Ho bisogno di azioni, di cose da fare, attimi e pensieri opposti da capire.
Se la mia vita fosse nell'ultimo letto del mondo, se la mia vita fosse nell'ultimo bicchiere bevuto, il mio letto sarebbe qui, solo qui con me.



Ma adesso tutto questo è gioia, è la mia passione. I miei lombi ringraziano, senza consumare un briciolo della mia emozione.
Tutte le parole che si accartocciano dentro di me e che pensano solo a me. Pensano ad una città bianca chiusa in un vicolo stretto, da attraversare di corsa. Pensano ad un posto tranquillo, più tranquillo che qui.
E poi penso io, penso ad un mare che sembra più bello, ma niente è più bello di quello che vedo. Niente è più bello di quello che ho, neanche quello che vorrei sembra attrarmi di più.
Riempiamo le tasche di canzoni, chilometri e incroci in un traffico che mi spinge, protetta, lontano da qui. Il mondo è fuori, io non dormo e credo che nella mia vita ancora qualcosa di incompleto c'è.

E certo che qui ci vuole un congiuntivo.
E certo che qui ci vuole qualcuno che senta.
E certo che qui ci vuole un corpo nuovo.
E certo che qui, per raggiungere il posto che voglio, mi ci vogliono un paio di palle nuove.
Mi ci vuole del coraggio, un taglio netto a tutto il passato, una fuga da quello che ho.
Potrei andare anche sui monti a camminare se ritrovassi le palle che ho perduto un tempo.
Potrei nascere di nuova fibra, leggere ad alta voce, se ritrovassi la risposta nel mio corpo.
Ma il mio corpo non risponde, studia tecniche, decide asserzioni, impara a mentire.
A bere fuori misura e giocare con il momento.
Di una cosa sono certa.
Adesso lo berrei, chiuderei la porta, ringrazierei e potrei riderci su.
Mi scuso già ho riso, a crepapelle, stanotte.
Tra un uomo e divertirmi, stanotte io ho deciso.
Che sia chiaro, io ho deciso di ridere, d'incazzarmi, di ragionare e di sentire.
E stiamo zitti, stiamo tutti zitti, che per ascoltare siamo sempre tutti qui.
Ed alle volte per parlare io dimentico tutto il resto.




C'e' una ferita in fondo al cuore grande come non l'hai vista mai guarda il sangue e il suo colore ... e' bellissima. C'e' un grande salto in fondo al cuore prima deserto, adesso un'oasi via i cancelli per favore, che non mi servono piu'. Via le lame dal mio cuore, via le cose che lo umiliano
carro che non vuol cadere nella stupidita'.
Sulle labbra era il sapore
del mattino che hai inventato tu
guarda adesso come piove
sulle mie labbra blu.
Guarda adesso come piove
sui sentieri in fondo all'anima
storie che non hanno odore,
e' la mia realta'.

Vorrei dare un nuovo nome,
nuova linfa a tutto quel che c'e'.
ma ogni cosa e' una ferita
che mi ricorda te.

01 settembre, 2006

p.s.



E comunque io domani parto. Domani Terracina, sabato Roma, domenica Gargano.
Ovunque andrò cercherò un internet point perchè io non ce la faccio a non scrivere i cazzi miei qui.
Signore e signori, adesso, vado a fare la valigia!olèolè si parte!