
Ebbene. La vacanza è finita.
Torno a casa. Torno a combattere con il mio sonno.
Torno a guardare una vita che vorrei.
Torno a sperare, a credere in me.
I fatti.
Mi sono mancati.
Ho bisogno di azioni, di cose da fare, attimi e pensieri opposti da capire.
Se la mia vita fosse nell'ultimo letto del mondo, se la mia vita fosse nell'ultimo bicchiere bevuto, il mio letto sarebbe qui, solo qui con me.
Ma adesso tutto questo è gioia, è la mia passione. I miei lombi ringraziano, senza consumare un briciolo della mia emozione.
Tutte le parole che si accartocciano dentro di me e che pensano solo a me. Pensano ad una città bianca chiusa in un vicolo stretto, da attraversare di corsa. Pensano ad un posto tranquillo, più tranquillo che qui.
E poi penso io, penso ad un mare che sembra più bello, ma niente è più bello di quello che vedo. Niente è più bello di quello che ho, neanche quello che vorrei sembra attrarmi di più.
Riempiamo le tasche di canzoni, chilometri e incroci in un traffico che mi spinge, protetta, lontano da qui. Il mondo è fuori, io non dormo e credo che nella mia vita ancora qualcosa di incompleto c'è.
E certo che qui ci vuole un congiuntivo.
E certo che qui ci vuole qualcuno che senta.
E certo che qui ci vuole un corpo nuovo.
E certo che qui, per raggiungere il posto che voglio, mi ci vogliono un paio di palle nuove.
Mi ci vuole del coraggio, un taglio netto a tutto il passato, una fuga da quello che ho.
Potrei andare anche sui monti a camminare se ritrovassi le palle che ho perduto un tempo.
Potrei nascere di nuova fibra, leggere ad alta voce, se ritrovassi la risposta nel mio corpo.
Ma il mio corpo non risponde, studia tecniche, decide asserzioni, impara a mentire.
A bere fuori misura e giocare con il momento.
Di una cosa sono certa.
Adesso lo berrei, chiuderei la porta, ringrazierei e potrei riderci su.
Mi scuso già ho riso, a crepapelle, stanotte.
Tra un uomo e divertirmi, stanotte io ho deciso.
Che sia chiaro, io ho deciso di ridere, d'incazzarmi, di ragionare e di sentire.
E stiamo zitti, stiamo tutti zitti, che per ascoltare siamo sempre tutti qui.
Ed alle volte per parlare io dimentico tutto il resto.
C'e' una ferita in fondo al cuore grande come non l'hai vista mai guarda il sangue e il suo colore ... e' bellissima. C'e' un grande salto in fondo al cuore prima deserto, adesso un'oasi via i cancelli per favore, che non mi servono piu'. Via le lame dal mio cuore, via le cose che lo umiliano
carro che non vuol cadere nella stupidita'. Sulle labbra era il sapore
del mattino che hai inventato tu
guarda adesso come piove
sulle mie labbra blu.
Guarda adesso come piove
sui sentieri in fondo all'anima
storie che non hanno odore,
e' la mia realta'.
Vorrei dare un nuovo nome,
nuova linfa a tutto quel che c'e'.
ma ogni cosa e' una ferita
che mi ricorda te.

1 commento:
E io lo sapevo che tu non te ne andavi a dormire...fetente!
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