20 settembre, 2007

tango

Stamattina mi sono svegliata perchè i miei genitori volevano sapere quando sarei tornata. Perchè ho lasciato il cellulare acceso. Se qualcuno avesse sentito la mia voce rispondere al telefono, si sarebbe meravigliato di quanta lucidità io possa produrre al mattino. Ci sono compromessi che vanno accettati, baby, sentivo qualcuno dire nella mia mente. Se qualcuno fosse stato al mio fianco mi avrebbe baciata piano. Mi avrebbe abbracciata sopra le coperte e mi avrebbe lasciata lì, presa dal sonno. Poi sarebbe andato da qualche parte. Ma io non me ne sarei accorta. Quando dormo non sento niente- neanche il dolore- avrebbe continuato quella voce in mente. Semmai mi fossi svegliata, avrei trovato il caffè già pronto, degli appuntamenti da seguire. Delle corse da fare. Avrei trovato qualcuno da salutare, qualcuno con cui pranzare. Avrei trovato una scuola in un triangolo di sole, con dei bambini. Avrei trovato la donna di cui ho preso appunti ieri sera. No, non quella con i tacchi rossi, che ballava il tango, la signora con le calze rotte, la caviglia fasciata e la busta della farmacia stretta nel pugno! Ci saremmo risposti. Avrei passato poco tempo, in silenzio, guardando la gente camminare lenta davanti ad un'osteria. Sarei corsa a prendere un treno, mi sarei rifiutata di andare in autobus. E sarei arrivata trafelata ed in ritardo.
Tutto il mondo mi sarebbe sembrato calmo, semplice, ordinato. Senza nient'altro più da chiedere. Cosa cazzo, pretendi? Non ti accontenti mai di niente, mi avrebbe detto. E io avrei risposto: Cazzo! Hai ragione non mi accontento di niente, ma di questa giornata proprio si, voce invadente! Perchè non basta viaggiare in piedi in seconda classe per mettermi di cattivo umore, baby. Non basta avere il sole in faccia e non respirare. C'è qualcuno che sta perdendo in questa lotta. E' la tua malattia! E' la tua malattia!E' la malattia che sta perdendo! Scrivi triste anche quando sei felice ma la malattia perde terreno, inciampa, si tiene in equilibrio, poi inciampa e poi cade. E poi è dietro mille chilometri. E non si torna mai indietro. Neanche per guardare una vecchia malattia dritto in faccia.
°Respiro lenta, serena°

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