Abito a trecento metri dal mare. Ci sono molte spiagge a pochi metri da casa mia. Il mare non sempre è buono. Però dopo un po' che ci abiti qui, distingui il mare e le sue correnti ed allora lo sai quando puoi andare e trovare dell'acqua decente. Le spiagge sono quasi tutte libere da quando quest'inverno il lido che aveva avuto la concessione dal comune( commissariato per infiltrazioni camorristiche) ha preso autonomamente fuoco. Siamo una zona di turismo, relax, terme e tempo libero ma siamo subissati dall'immondizia. Io mi vergogno quando vedo un turist apasseggiar eper le strade della mia città. Ma mi vergogno di più del fatto che siamo in tanti, a lamentarci e non siamo disposti a fare niente.In modo molto simpatico da pochi giorni è iniziata di nuovo l'attività del lido usufruttore della concessione. Ovviamente, adesso, la spiaggia è a pagamento. Tranne quei cinquecento metri di spiaggia invasa da gente delle più speci. Non che io abbia tanto contro la comminstione tra i vari quartieri napoletani e dei miei Campi Flegrei. Ma, se devo passare tutta la mia giornata a mare spiegando a delle persone adulte che la mondezza non si butta a mare, io a mare non ci voglio andare. A parte il fatto che non parliamo neanche la stessa lingua. Ma questo è un mio difetto, il puteolano non lo sono mai riuscito ad imparare. Ma è un dialetto dalal promuncia multidorme e difficile, è troppo difficile. Almeno col napoletano me la cavo di più e riesco a gestirlo in modo più libero. Quindi, stamattina non sonoa ndata a mare. Perchè, come un'idiota non mi sonos velgiat aprima delle dieci.
Ieri ho fatto l'ultimo esame dell'anno. Finalmente è partita la quota meno sette. Che è con un brevissimo calcolo, entro ottobre dovrebbe diventare meno cinque. Perchè, se non passo i due esami di francese dopo un anno di grenoble ed un mese di corso intensivo a Paris mi devo solo ritirare. Non so perchè sto parlando veramente di me, stasera e di quello che ho fatto. Ma in realtà non ho parlato delle cose che ho fatto. Allo a mi fermo qui. Perchè sto bevendo del rum giacciato, rimasto dalle ultime feste e fumo una sigaretta, nella pace più grande che ho avuto, con tutte le cose che quest'anno ho caricato sulle spalle e con i loro frutti. E sono felice, di essere arrivata fino qui. Sono felice di godermi questa settimana di vacanza migrando da una casa all'altra. Sono felice di sentire questo giaccio sui mie denti e di non riuscire ad infilare una sola maglia addosso per il caldo. Un anno, intero(si, quello di dodici mesi e trecento sessantacinquegiorni) non buttato via. E' la prima volta che mi capita. Ed è bello.
3 commenti:
Un virtuale abbraccio forte; te lo meriti. Quello reale te lo darò quando ci rivedremo (secondo i miei calcoli statistici, tra circa otto mesi).
Smail
hey Ale! ti sento così bene! goditela paris! goditela! ho visto Paris je t'aime e ahimé è proprio bella!!!
baciooo
Chiara
che carini che siete!!!!
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