Ero a casa tua. Ti aspettavo. Anche se mi vergognavo ho guardato nel tuo armadio che era lì aperto davanti ai miei occhi. C'erano due mie gonne, e una maglia, una tua giacca di velluto a costine verdi più grandi della tua taglia e tue maglie. C'erano vestiti della tua ragazza. Mi dava fastidio che ci fossero ancora delle mie gonne lì allora le ho tirate fuori dall'armadio, piegate e messe in valigia. Casa tua era almeno al sesto piano, con un giardino alla base del condominio e un palazzo altrettanto grande di fronte.
All'improvviso mi trovavo all'aperto e vedevo la famiglia di un uomo che ho amato sul divano, riconoscevo la nipote, nessun altro. Giravo lo sguardo e qualcuno era stato arrestato, era dietro le sbarre perchè aveva spacciato cocaina. Poi raggiungevo le mie amiche e iniziavo a ballare con loro e mi stupivo di come tutto fosse uguale a sempre, di quanto fossi felice in quel momento.
Poi ero di nuovo a casa tua, mi vergognavo di essermi portata via le mie gonne ma poi non mi interessava davvero, vedevo la tua maglietta grigia sdrucita nell'armadio e la mettevo su un tavolo e la piegavo con cura. Mi veniva voglia di stirare le tue camicie ma non lo facevo. Poi uscivo.
Mi ritrovavo nel cortile del tuo palazzo con indosso un pantaloncino e una maglietta. C'era il tuo sgabello al centro di un vialetto, era fuori posto e lo rimettevo in ordine con la costante senzazione che tu fossi tornato a casa e mi guardassi dal balcone. Visualizzavo il tuo balcone in mente ma non mi giravo a guardare. Ero certa ci fossi. Allora iniziavo a correre non per fuggire ma per fare sport e andavo dritta verso il palazzo di fronte a me, dietro sapevo che c'era il mare.
Mi ritrovavo nel cortile del tuo palazzo con indosso un pantaloncino e una maglietta. C'era il tuo sgabello al centro di un vialetto, era fuori posto e lo rimettevo in ordine con la costante senzazione che tu fossi tornato a casa e mi guardassi dal balcone. Visualizzavo il tuo balcone in mente ma non mi giravo a guardare. Ero certa ci fossi. Allora iniziavo a correre non per fuggire ma per fare sport e andavo dritta verso il palazzo di fronte a me, dietro sapevo che c'era il mare.
Stamattina ho fatto questo sogno. Mi sono svegliata ed addormentata più volte e ogni volta c'erano modifiche ma di base la struttura e le parti rimanevano sempre queste. Mi sono accorta scrivendolo che è un sogno rivolto e legato ad una persona specifica che non c'è e non c'è stata, ecco il perché del tu. Mi sono accorta che il fastidio iniziale che ho provato, svegliandomi è svanito. In parte perchè ne ho scritto e in parte perché non c'è niente di strano o di nuovo in questo sogno, è solo la descrizione sentimentale dell'ultimo anno. Ecco, ora la funzione del riportare questo sogno sul blog è terminata, ho capito tutto e potrei evitare. Ma ho deciso di pubblicarlo perché lo avevo determinato e perché ho pensato che forse non era il caso di pubblicarlo. E allora per questo pensiero mi punisco perché non ho alcuna intenzione di censurarmi o dire bugie sul mio stesso blog.
(mi sono appena accorta di aver chiesto un sogno nel precedente post. )
(mi sono appena accorta di aver chiesto un sogno nel precedente post. )


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