27 settembre, 2008

è questa la luce



Quando siamo arrivate sul Plemmirio il cielo era quasi grigio. Il signor F. ci ha accolte sorridendo. Io mi sono lamentata del tempo e il signor F. ci ha detto che piove in tutta la penisola ma mai sopra la sua casa. Per lui sarebbe un bene se piovesse, così, per una volta, qualcun altro si occuperebbe del suo giardino. Il signor F. ci presenta la moglie, pare simpatica e socievole quanto il marito. Ci ha detto di andare ad Ortigia il signor F. ma prima ci ha detto di fare un tuffo nel mare chè qui è riserva marina ed il mare è ancora buono.
Non ci mettiamo molto ad arrivare a mare anche se io ho paura di scendere sugli scogli con le mie scarpette bianche. Il mare a guardarci dentro sembra un cartone animato. Sono entusiasta, ma il mare si agita e mi preoccupo di non riuscire più a salire. Allora torniamo sugli scogli, ci asciughiamo e comincia a piovere. Ma potevamo rimanere in acqua ancora un po'.
Quando torniamo su il signor F. ci spiega che quando stasera andremo ad Ortigia troveremo tutti coperti come se oggi a pranzo non ci fossero stati 30 gradi e nel frattempo prende la mappa e ci spiega come arrivarci e cosa non funziona più qui.

Allora possiamo andare, persino io sono già pronta e ci accorgiamo che qui non è Catania, non ci possiamo orientare da sole.
Arriviamo al porto e c'è una nave da crociera. E c'è anche il parcheggio con fermato dentro un camion che fa i panini. Parcheggiamo e prendiamo la mappa. Sembra essere tutto vicino.
Il ponte è nuovo, c'è una palazzina che sembra Venezia a guardarla da qui.
Tutte le strade ci sembrano nuove e non c'è un'anima viva. Camminando all'improvviso vediamo giovani, vediamo gente, lì si beve a poco, è chiaro e poi andiamo al duomo dove c'è più gente. Hanno tutti giacche e foulard. Io ho una felpina e lei mette i piedi nudi a terra.
Forse il signor F. aveva ragione, hanno tutti freddo qui quando decidono che è finita l'estate.

Qualche giorno dopo poi torno a casa. Vedo tutti coperti. Io sono la sola a mettere ancora le scarpe aperte, tutti hanno le maniche lunghe. Sarà che non mi sono ancora decisa a tornare a casa. Mentre fumo una sigaretta poi mi accorgo che succede sempre qui, nei posti di mare che appena piove a settembre tutti mettono le maniche lunghe e si coprono, le spiagge si svuotano e la gente che vedevi prima riempire tutti i posti scompare. E poi tutto assume una luce come fosse L'Ile Saint. Louis, dove non c'è niente nelle sere vuote, solo qualche lampione sparso. Sembra anche Ortigia e sembra anche un paesino del Catanese. Sembra una cosa che t'ammazza il cuore.
Perchè forse dopo tre mesi d'estate la gente di qui s'annoia e vuole convincersi che è giusto che faccia freddo. Forse perchè ad un certo punto l'estate deve pur finire. Ed è meglio chiuderla con una pioggia che lo dice da sola che è settembre e devi pur smettere di guardare il mare.

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