Tornando a casa parlavo con i miei amici di questo pezzo.
Ogni volta che lo ascolto ripenso a Parigi.
Ripenso a quando, seduta in biblioteca con le cuffie nelle orecchie scrivevo in italiano e pensavo in francese. A quando, capitato casualmente questo brano nella playlist che ascoltavo, ho rischiato di piangere davanti a tutti. Ho trattenuto a stento le lacrime. Mi era capitata in testa l'immagine di un mio piede fuori dal finestrino dell'auto del mio ex ragazzo, noi che cantavamo, la statale che passava. Ho un ricordo così preciso anche dello svincolo per andare al mare, io che di quei posti non conosco nessuna direzione. Ricordo perfettamente anche cosa lui mi stava raccontando prima di iniziare a cantare. Questo pensiero a Parigi è stato quello che mi ha portata fino alla fine del viaggio, che mi ha fatta accendere le sigarette all'alba, svegliarmi in lacrime nel sonno senza capirlo. E' stato in pensiero che ogni giorno mi ha fatta alzare dal letto, scrivere la tesi, ignorare quello che stava e non stava succedendo tra me e il mio ex ragazzo e alzare la testa su cosa volevo e come lo volevo.
Ogni volta che lo ascolto ripenso a Parigi.
Ripenso a quando, seduta in biblioteca con le cuffie nelle orecchie scrivevo in italiano e pensavo in francese. A quando, capitato casualmente questo brano nella playlist che ascoltavo, ho rischiato di piangere davanti a tutti. Ho trattenuto a stento le lacrime. Mi era capitata in testa l'immagine di un mio piede fuori dal finestrino dell'auto del mio ex ragazzo, noi che cantavamo, la statale che passava. Ho un ricordo così preciso anche dello svincolo per andare al mare, io che di quei posti non conosco nessuna direzione. Ricordo perfettamente anche cosa lui mi stava raccontando prima di iniziare a cantare. Questo pensiero a Parigi è stato quello che mi ha portata fino alla fine del viaggio, che mi ha fatta accendere le sigarette all'alba, svegliarmi in lacrime nel sonno senza capirlo. E' stato in pensiero che ogni giorno mi ha fatta alzare dal letto, scrivere la tesi, ignorare quello che stava e non stava succedendo tra me e il mio ex ragazzo e alzare la testa su cosa volevo e come lo volevo.
Alzare la testa e capire quali erano le mie condizioni.
Oggi però mi rendo conto che da Parigi io non sono tornata che un mese fa. Quando mi sono accorta di chi mi ero innamorata e non di chi dovevo dimenticare. E' una strana sensazione rendersi conto di non essere mai tornata da un luogo, è uno strano colore quello che questa emozione regala ai giorni. E' un posto bizzarro quello in cui vivi. Vivi tutto ma non sei presente. Poi un giorno torni a casa. E trovi tutto migliore, venti chili in meno, un lavoro, una casa, degli uomini che camminano sulle stesse strade che percorri anche tu. Penso che quei mesi siano stati davvero ridicoli e, con la riacquistata lucidità, tutto sembra uno scherzo.
Oggi però mi rendo conto che da Parigi io non sono tornata che un mese fa. Quando mi sono accorta di chi mi ero innamorata e non di chi dovevo dimenticare. E' una strana sensazione rendersi conto di non essere mai tornata da un luogo, è uno strano colore quello che questa emozione regala ai giorni. E' un posto bizzarro quello in cui vivi. Vivi tutto ma non sei presente. Poi un giorno torni a casa. E trovi tutto migliore, venti chili in meno, un lavoro, una casa, degli uomini che camminano sulle stesse strade che percorri anche tu. Penso che quei mesi siano stati davvero ridicoli e, con la riacquistata lucidità, tutto sembra uno scherzo.
Qualche giorno fa sono tornata dopo tre anni al corso di scrittura. L. mi ha detto che sto tirando fuori tutto e io ne ho colto il lato negativo. Ma mi sto aiutando a scrivere perchè sapere che la mano destra mi fa male quando scrivo è una cosa che non posso tollerare. Perchè non posso sopportare un altro mese il pensiero di Antonia e Marco che non raccontano la loro storia che non va mai avanti dopo l'aborto.
Al corso abbiamo fatto un esercizio. Era un esercizio di cut up, dopo aver scritto liberamente reagendo a tre stimoli diversi, dovevamo selezionare alcune frasi per comporre una poesia di quattro versi.
L'ultima frase che ho scelto, decontestualizzata adesso, era: non a queste condizioni.
Scrivendo queste parole ho capito che mi sono liberata di tutto il passato e di tutti i passanti quando ho smesso di adagiarmi sulle condizioni stabilite da altri. Quando ho messo le mie condizioni bene in vista e le ho date per scontate e irremovibili. E' stato tutto più semplice quando ho accettato, mi sono concessa questa libertà. E adesso è tutto più bello.
Al corso abbiamo fatto un esercizio. Era un esercizio di cut up, dopo aver scritto liberamente reagendo a tre stimoli diversi, dovevamo selezionare alcune frasi per comporre una poesia di quattro versi.
L'ultima frase che ho scelto, decontestualizzata adesso, era: non a queste condizioni.
Scrivendo queste parole ho capito che mi sono liberata di tutto il passato e di tutti i passanti quando ho smesso di adagiarmi sulle condizioni stabilite da altri. Quando ho messo le mie condizioni bene in vista e le ho date per scontate e irremovibili. E' stato tutto più semplice quando ho accettato, mi sono concessa questa libertà. E adesso è tutto più bello.
Ora, tornando al principio, quando ascolto questo pezzo, non penso più alla statale, ai miei piedi fuori dal finestrino, al caldo boia di quell'estate e di tutte le cose che non ci sono più. Penso a Parigi a quando, dopo il pianto trattenuto in biblioteca, l'ultimo giorno ero sul ponte dell'Alma e guardando dal finestrino dell'autobus ho visto il Grand Palais nell'unico giorno di foschia e mi è scesa una lacrima. La stavo trattenendo da un mese e il giorno dopo sarei tornata a casa. E' stato bellissimo versare la prima lacrima cosciente. E' stato bello capire cosa volevo e cosa no.
Avrò sempre Parigi, non avremo. Ed è ancora più importante.
Avrò sempre Parigi, non avremo. Ed è ancora più importante.

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