
C'è sempre qualcosa di migliore o di peggiore.
Il concetto è che c'è qualcosa e basta.
Il concetto è che c'è sempre qualcosa di più, di peggiore o migliore non importa -spesso, i due concetti si equivalgono e, del resto, hanno le stesse conseguenze- l'importanza è dimenticarsi degli altri, dimenticarsi di tutte le persone che non fanno parte della propria vita, dimenticare e basta.
Ed io in questo momento mi odio, mi odio perchè mi sto costringendo a sentire quasta musica a correggere le cose che scrivo proprio con questa musica che mi spezza il cuore.
Ma è l'unica con la quale posso correggere davvero quello che sto scrivendo.
Il peggio è fatto, mi sono fatta sanguinare il cuore una volta, adesso non sarà niente a confronto.
Parlo di scrivere, non parlo della vita.
Riguardo alla vita meglio non parlarne. L'unica cosa che mi viene in mente è:
Quando finirà tutto questo strazio?
E penso a Turnè, il film che più ho amato di Salvatores, e penso a Diego Abatantuono che chiede se prima o poi ci sarà un momento della vita in cui bisogna correre.
Ripenso a questo, ma la mia domanda è un'altra:
Ci sarà, nella vita un momento in cui finirà tutto questo strazio?
E per questo ripenso al passato e ho solo una conclusione.
Al Suo peggio non c'era fine, ma il meglio, quello non poteva neanche essereparagonato a questa specie di vita.
Il fatto è che unica, nel senso di una, sono nata, ed una morirò.
E non avrò avuto un giorno veramente felice nella mia vita.
Qualcuno se ne rende conto che non so più chiedere aiuto?
Ovviamente si, qualcuno se ne accorgerà presto:la parcella del mio prossimo psicologo