27 giugno, 2011

corda (sost.f.s.)


Ho invidiato per anni gli amici che reagiscono allo stress con il sonno.
Ora mi sono trasformata in loro.
Non ho perso una notte di sonno, ho dormito per metà della giornata.
Pur essendo convinta che dormire troppo sia uno spreco, sono fiera delle cose che ho risolto dormendo, sognando, anche svegliandomi piangendo. Ci sono le cose di cui parlo e piango e quelle importanti di cui non parlo e non piango. Lasciatemi stare è la mia modalità.
E le risolvo quando la pressione mi si abbassa, sento troppo caldo e le gambe non mi reggono. Quindi vado a letto, sento qualcuno che mi parla ed io non rispondo perchè non sono obbligata a farlo e mi addormento.
Però lasciamelo fare, per favore, ho trovato la cura e se mi distraggo un attimo mi confondo e mi perdo di nuovo.


questo post è nato perchè stasera ho visto una scogliera. pensavo fosse una sulla quale ho camminato poco meno di un anno fa e mi sono fatta quasi male saltandoci giù. poi ho guardato bene e non era quella. ma ormai il ricordo era partito ma non mi ha fatto niente, nè ha a vuto rilevanza il fatto che le due non fossero la stessa scogliera. insomma, partivo dal fatto che i ricordi, le amicizie, i fatti non mi hanno mai dato fastidio. mi infastidisce solo quando le mie proteste o decisioni non vengono ascoltate. e negli ultimi giorni è la sorpresa a farla da padrona.
ora mi fermo. perchè ho sonno. punto.

19 giugno, 2011


non racconterò a nessuno quello che succede
quello che si perde
andare via e te.

13 giugno, 2011

una via numero 13

Non ne riconosco l'importanza
- Il loro peso nei miei attimi di silenzio.
Non ogni mattina in questo modo, per favore.
L'unica sorpresa è la mancanza di ricordi, di rimpianti,
di patetiche storie.
Sabato si festeggia a Roma.



07 giugno, 2011

Era luglio e archeologia industriale

YouTube - The Cure "Boys Don't Cry"

Mi sono accorta che se parto dalle origini tutto viene meglio, il vino scende meglio e tutti siamo più felici.
Si parte dai concerti senza spiaggia, si parte da me che mi libererò ancora tra mesi.
Si parte da che domani mattina mi sveglio e chiunque entrerà nei miei sogni non tornerà mai più.
Tornerà Rocco, Antonia e anche Clelia e io a settembre avrò la cirrosi forse ma tutto andrà come deve andare.
In un posto dove io ho girato le spalle e non so guardare, sai da lì cosa c'era dietro di me.
E, tanto per essere chiari, non ci trovo niente di ero(t)ico in quello che/non c'è.

05 giugno, 2011

good times

Oggi è il giorno delle buone notizie.
Tu non c'entri che per un attimo. Per passare e andare via.
Oggi è il giorno che io e L. urliamo al telefono felici
e M. è a un matrimonio. E loro due, senza parole. Una gioia.
Tutto quello che vedevo tra me e te era importante perchè si destreggiava
tra paure e voglia di salvarsi.
Ma oggi non ha nessuna importanza perchè saremo uno in più e io e L. non avevamo
una notizia così bella da un tempo così lontano che ho paura quando penso che è vero.
Mi ero dimenticata che vivevamo anche per avere delle buone notizie.

26 maggio, 2011

quest'estate - che ci cola


Un divano diverso
una casa nuova.
Birre fredde.
Questa è la prima estate da anni senza
quella canzone.

23 maggio, 2011

A me piace stare sola


Se solo qualcuno mi raccontasse
quello che abbiamo fatto direi che siamo stati dei pazzi.
Che non si può pretendere di dormire, di viaggiare, di vivere
- fare l'amore con un'altra persona.
Non si può pretendere che questo succeda e che nella coppia entrambi abbiano ragione.
Non si può amare troppo a lungo una persona se lo fai dal giugno del 2006 ed è ancora poco.
Non si può dire quello che è successo perchè ci deve essere qualcuno da fuori che ce lo spiega quello che è successo e io dovrei spiegarlo a te e tu a me e non la finiremmo più e ci lasceremmo altre mille volte e diventeremmo vecchi per quante volte ci siamo lasciati.
Io non riesco a capire come ci è saltato in mente di andare in vacanza insieme, di dipingere le pareti, di dividere una birra o un cucchiaio. Come abbiamo fatto?
Portatemi nella mia casa a Parigi, lasciatemi stare lì chiusa un mese a chiedermi come abbiamo potuto essere così stupidi noi che in due siamo così intelligenti e colti ma stupidi mille volte più del doppio delle nostre masse corporee. Lasciatemi lì ferma nel letto a fare domande in una lingua straniera. Dopo qualche giorno mi alzerei dal letto e troverei un'altra persona ad aspettarmi e troverei di come consolarmi. Ma solo dopo aver bene valutato quanto siamo stati pazzi e con quanta intensità. Portatemi lì e lasciatemelo fare perchè io ci sto provando a non parlarne a non piangerne e a fare finta di essere felice allegra sorridente e forte e tutte queste cose qua come compete ad una donna della mia età. Ma mi sembra solo che l'unica cosa è che la tristezza arrivi all'improvviso senza che io possa cristo fare una sola mossa prima di cadere sotto uno schiaffo.

18 maggio, 2011

Ieri era il giorno


Grace Paley, Fedeltà.


17 maggio, 2011

stanotte


Non riesco a scrivere di quello che è successo.
Ma finisce che sbuca da ogni parte, in ogni personaggio
e condivido con altri nomi, altre persone
quello che rubo dalla nostra storia.

Sto scrivendo di una donna che scopre di essere incinta
e dell'uomo che va ogni giorno al lavoro senza saperlo.
E' l'unica cosa che so dire che riguarda noi.
Lei si chiama Antonia, lui Marco.
Non si sono mai amati e tutto finirà così.

E' che vivo serena, spesso felice, come se lui non fosse mai esistito.
Poi leggo una notizia e tutto scompare.
Finisco che mi trovo a piangere e non so smettere.
Ogni volta pretendo di capire perchè.

08 maggio, 2011

post-it


Tempo fa sorridevo in modo diverso, ero una persona dolce e guardavo gli uomini pensando che prima o poi ci sarebbe stato qualcosa di bello. M'innamoravo in dieci secondi e ad ogni sguardo avevo un rossore sul viso.

Nel 2000 ho rincontrato un tipo e sono impazzita. Studiavo seduta nel giardino di Palazzo Reale e all'improvviso, mentre i cantanti facevano le prove per il San Carlo, senza che nessuno me lo chiedesse ho scelto di non partire per la Bosnia. E così è arrivata la paranoia e la frustrazione, la paura e il bisogno protezione. Ma ero anche molto innamorata, in modo sbagliato. Se mi avessero dato fuoco mi avrebbero fatto un favore.

Per qualche anno sono partita per luoghi diversi, mi sono leccata le ferite e dopo poco è arrivato lui. Me ne sono innamorata in stazione (sapete che quella di Napoli è una delle più tristi d'Italia?lo sapete?). E' successo perchè aveva aiutato una signora ed un bambino a obliterare i biglietti. Mi sono sempre innamorata degli uomini da come si rapportavano agli altri e lui non era la mia eccezione.

Quel giorno sono andata a Roma dopo che lui aveva tentato di baciarmi ed io l'ho respinto, faticando. Ma ho letto tutta La versione di Barney pensando a lui. Ho segnato anche la data in cui ho finito quel libro, volevo ricordarla, sapendo che da qual giorno non avrei mai più rimpianto niente. Deve essere stato quello il momento esatto in cui ho deciso che qualcosa sarebbe cambiato. Era il sette giugno duemilasei.
Dormivo a Monte Verde in quel periodo, nella camera che poi sarebbe stata di Paola e del suo manichino col cuore. Il libro l'ho finito seduta su una panchina a Villa Sciarra. Ci andavo sempre
in quei giorni e camminavo molto a piedi. Prendevo gli autobus solo quando dovevo risalire a Monte Verde. Non mi ricordo neanche se quello era l'anno in cui lui viveva ancora al Testaccio. Non mi ricordo affatto dov'era lui. Forse a Napoli ancora. O forse era solo un anno che non ricordo.

Quest'inverno io e lui siamo andati a vedere il film tratto da La versione di Barney. Non ci è piaciuto e ci siamo espressi in grandi critiche costruttive. Io non gli ho mai detto di essermi innamorata quel giorno del 2006 in quel posto.
Forse avrei dovuto spiegare com'era successo ma non volevo ricordare tutto il tempo che ho sprecato ballando nei locali a capire che donna ero. C'erano sempre le mie amiche assieme a me, era bellissimo. Dopo poco c'è stata Parigi.
Non so bene quando è successo ma ad un certo punto mi sono arresa. Lui faceva ancora i campi scuola e io credevo ancora di poter fare qualcosa. Napoli non mi è mai sembrata così bella come in quei giorni. Venivo anche bene in fotografia. Nel frattempo facevamo finta che la distanza non fosse un problema e che io non impazzissi senza di lui. Io cercavo ancora qualcosa di buono da fare lui ha trovato un lavoro ed una casa prima instabili e poi temporaneamente stabili.

Adesso lui non mi ama più e sostiene di aver subito una delusione da me.
Io nel frattempo, invece, ho capito che quando sono qui non c'è nessuna differenza tra stare con o senza di lui. C'era solo qualche telefonata, qualche mancanza ma oggi di questo non c'è niente più. Non lo dico con rammarico, è un dato di fatto. Non ho neanche la voglia di parlargli o di litigare, di spiegarmi o di piangere perchè ho fatto tutto quello che potevo, sputando sangue per arrivare fino a qui. Cammino più dritta da quando me ne sono accorta. E sempre con gli occhiali da sole.

E'solo che abbiamo sprecato una buona occasione che non tornerà più, dormivamo benissimo insieme.

27 aprile, 2011

Uochi Toki - 2010 - MI BASTA UDIRE VOCI LONTANE PER SENTIRMI A CASA OVUNQUE



È un’occasione? Bada, le occasioni non esistono: se fai una scelta mentre stai male qualsiasi occupazione in poco tempo comincia a pesare, e tu a ripeterti e non capire come sia possibile che con un lavoro così comodo e stabile il tuo pianto rimanga inestinguibile, al limite tra l’angoscia del perfettibile e quel barile di irresolutezza di cui non ti liberi né in una casa nuova né con una compagnia diversa, e queste cose le so perché anche io

21 aprile, 2011

Se giochi sembra che non t'interessi/ sperando che non tornino i sogni


La fine di questa storia ha delle caratteristiche piuttosto diverse rispetto a tutte le altre.
Sono scappata e ho ancora voglia di scappare.
Non ho voglia di parlarne e non ho voglia di capire.
Non piango spesso, solo alcuni momenti che mi prendono alla sprovvista. A tutti gli altri ero preparata.
Non ho bevuto neanche un goccio e non mi sono neanche ubriacata, non ho fumato troppo e non sono stata più depressa del solito.
Sono solo più intollerante verso le persone, voglio stare sola e mi annoia sentire tutto. Se non fosse così importante vedere telefilm guarderei solo The west wing. Gli altri mi sembrano così mediocri.
Anche le cose che penso mi infastidiscono anche se passo la maggior parte del tempo a non pensare affatto. La tesi si sta scrivendo da sola, mi viene un'idea geniale ne scrivo per qualche riga e poi smetto. Poi mi distraggo e poi ricomincio con le idee geniali.
E' che è passato troppo tempo dall'ultima volta che ho scritto di Rocco o di Clelia fa lo stesso.
Ma partendo dall'idea di sopra non voglio saperne niente neanche di loro due anche se so che mi farebbero bene.
Per quanto sia, la storia che è appena finita intendo, inusuale nella sua conclusione ha una cosa che è comune a tutti gli uomini con cui ho avuto una relazione. Alla fine di tutto sono loro a giudicare me.
Un giorno devo ragionare su cosa faccio per permetterglielo. Un giorno devo accorgermene quando mi scrivo in faccia fatticazzimietipregogodoaessereumiliata. Un giorno dovrò farlo. Ma adesso non mi interessa affatto. Sono solo felice che quella persona spaventata e insicura e terrorizzata più che spaventata e riluttante alla vita non si sia presentata sabato scorso e che sia latitante da un paio di anni. E spero solo che se ne stia a casa sua e che non mi tormenti mai più.

Se solo potessi chiudere gli occhi fino a luglio. Mi ritroverei con la tesi scritta e l'estate cominciata. E neanche un po' di memoria.

14 aprile, 2011

bros


Credo che quando mi sveglio con le palle girate tutta la giornata passa così. Che vado a dormire la notte che ho ancora le palle girate.
Credo che manifestare così apertamente che esisti è un cazzo in culo che devo affrontare.
Credo che non sarei mai dovuta tornare.
So che non so che dire quando esco e che vorrei solo mettere tutte le persone lì e guardarli, interagire appena.
So anche che quando pensavo alla puntata del telefilm in cui tutti gli amici di Grace dormono nel suo letto per consolarla dall'abbandono di Nathan è la cosa più bella che esista. E' il bro code.
Siamo tutti qui, in un posto in cui nessuno chiede o dice troppo. Niente può succedere, può solo passare qualcosa, guardarmi e andare via.

28 marzo, 2011

esmé


E' il ricordo di una strada dritta in piena estate.
Io con i piedi fuori dal finestrino e 40 gradi nel pomeriggio.
Non so che tipo di ricordo è.
Ma è quello a cui ho pensato quando ho sentito questa canzone.
Ed è l'ultima delle cose a cui vorrei pensare adesso.

Oggi attraversando il Pont de l'Alma mi è scesa una lacrima controllata a stento.
La Senna era piena di foschia, io avevo la borsa piena di libri.

I sogni stanno migliorando, la rabbia no.
Non voglio tornare in Italia.
Ma domani vado da Shakespeare a leggere Salinger.

11 marzo, 2011

Parigi vol.2 ovvero ogni santo giorno


C'è sempre qualcuno seduto fuori al bar di Passy. O qualcuno che manifesta a Trocadero.
Nella strada che faccio per tornare a casa c'è un fioraio e ogni volta mi fermo a guardare i fiori che lascia inmostra sul marciapiede. Ogni volta camminando ho paura di schiacciarli ma se avessi un vaso o una bottiglia di vetro li comprerei.

Il seminterrato in cui vivo ha le pareti sottilissime. .
Ieri i miei vicini portoghesi cantavano una canzone. Prima hanno iniziato a cantare la mamma e il papà poi a loro si è aggiunta la bambina. Quando poi la canzone durava da un po' il padre e la bambina hanno smesso di cantare ed è rimasta solo la madre. Ho pensato che forse lei era l'unica a ricordarsi tutte le parole o loro erano. stanchi di cantare.

Oggi ho visto la puntata in cui Grace viene lasciata da Nathan. Ho pensato che non fa niente, quando succederà avrò qualcuno da cui scappare e da cui farmi consolare. Dirò tante parolacce, berrò del rum e coca e tutto si sanerà. Non farò sesso e non mi innamorerò per molto ma è così che funziono. Se poi andrà così male scapperò qui.

E' che qui sono felice per un tempo lunghissimo. Sono triste solo quando mi sveglio perchè sogno tutto quello a cui non penso durante la giornata. E mi fa rabbia stare zitta e aspettare cose che so già.
Vorrei solo che qui ci fossero le mie amiche. Qui e tutte insieme, sarebbe bellissimo.

09 marzo, 2011

Parigi vol.1 ovvero quello che non succede mai


Quando mi sveglio e mi accendo una sigaretta prima ancora di fare colazione.
Quando alle cinque mi sveglio di soprassalto perchè in un sogno mi hai pisciato in casa.
Quando per una volta sono felice ma non c'è nessuno a cui dirlo.
Io qua sto bene, anche da sola tutto il giorno.

Quando torno a casa e i vicini girano per il piano in ciabatte e l'uomo al piano di sopra continua a suonare. Non voglio dire una parola a nessuno, voglio solo guardare dalla finestra più in basso la torre che brilla.
Voglio solo disincrostare il cesso, comprare un cappotto e un foulard leggero e camminare.
Non voglio neanche mangiare nè bere.
Voglio solo stare qui così e fingere per una volta di non aver lasciato niente in sospeso.
Per una volta deve essermi concesso.

22 febbraio, 2011

Ci sono delle cose da dire e altre da tenere segrete.
C'è tutto il tempo del mondo e c'è il nostro che è poco e finirà ancora prima.
Non ho neanche un foto oggi. So solo che sto per andare via.

01 dicembre, 2010

anna


Mi mancano molte cose. Mi manca quando qui c'era la neve.
Mi mancano Clelia e Giovanni. Ma mi piacciono più quello che sono adesso.

Sto scrivendo la puntata pilota del mio primo telefilm.
Sembra che sia l'unica cosa riuscita che ho fatto fino ad ora.
Sembra che io lo sappia gestire.
Mi hanno detto che tutti sembrano vivi. Lo sono nella mia testa!-ho risposto.

Esco spesso, bevo responsabilmente e fumo male.
Peso ancora troppo ma sto imparando come funziona la storia.
Guardo telefilm in continuazione e dopo Scott Pilgrim voglio vedere solo film così.

Vorei stare con te certe sere, quando sto bene. Quando sto con i miei amici. Quando sono nella mia città.
La settimana scorsa ho portato in giro per il centro storico due amici da Pordenone. Camminavo come se fossi anche io turista. Ho perso molte cose caminando di fretta da sola negli ultimi anni.
Ho capito come fare a ritrovarle -ma nuove.

La storia è sempre la stessa, ho bisogno di loro. E ho bisogno di dormire in un letto di notte. In un letto in cui, se mi giro, dall'altra parte trovo un tuo pezzo.