E' cusì carrrrino il ranichieto che nun ce l'ho fatta anonbmettermelo sul bloggo...sono una piccola donna...ho il ciclo...è passato san valentino...sono ancora viva...è cussì carrrrrino questo rrranochietto!!!bacini bacini ranoccchiettolinolinolo!!15 febbraio, 2006
Sono una donnina...così piccolina...
E' cusì carrrrino il ranichieto che nun ce l'ho fatta anonbmettermelo sul bloggo...sono una piccola donna...ho il ciclo...è passato san valentino...sono ancora viva...è cussì carrrrrino questo rrranochietto!!!bacini bacini ranoccchiettolinolinolo!!ma tu ci pensi?



...perchè poi, se ci pensi, amore mio ,noi non abbiamo mai fatto l'amore...e se ci pensi fottutissimo unico amore che io abbia mai avuto siamo stati tanto stronzi, ma davvero stronzi...infatti amore mio...se ci pensi tutto è stato solo un'enorme idiozia.....ed io così non so proprio a che pensare...
anzi...ad una cosa io riesco a pensare....che...
questo invece è solo per tittucciamia vers.pop
non c'è niente da fare...sono nelle mie 48ore pop!!


...perchè in fondo io sono una ragazzina pop...mooolto pop...credo ceh ci siano momenti nella vita di una donna...tipo quando ti arriva a casa il primo numero dello SHOPPING MANUAL di vogue ...in cui puoi solo fare...idiozie...ebbene facciamo idiozie...solo per quarantottore...sia chiaro...dopo queste 48tornerò austera come al mio solito... 


fuxiaextrapop
13 febbraio, 2006
Cosa sono i milioni se in cambio ti danno scarpe?
Cosa fanno? Vanno in giro per mercatini, danno delle nuove storie e posizioni estetiche a cravate, cuscini, mobili, lampade...tutto il bello che trovano in giro lo smantellano, lo ricostruiscono e ne fanno una cosa nuova, diversa e bella, davvero bella. Io, personalmente, mi approprierei di tutto quello che fanno.
Godetevi la creazione!
09 febbraio, 2006
Fantaparlamento
07 febbraio, 2006
rantolo, ragazzi, rantolo. v.0.1
Mi sveglio non so a che ora. Forse prima delle nove. Ma non ci giurerei. Mario è già sveglio. E va a fare il caffè.
Anche se ho gli occhi aperti, in realtà dormo ancora, allora decido di rimanere a letto ancora un po'.
Poi decido che mi devo svegliare. Vado in cucina, stropiccio un po' la faccia di Mario e facciamo colazione.
Vado in bagno, entro ed esco, entro ed esco, come faccio sempre.
Ma oggi lo faccio solo due volte, sono brava oggi.
Non so a che punto del mio risveglio, Mario, in questo punto insomma, mi chiede:<<
Io non lo so, non mi sembra che vada tutto bene. Non so a cosa la mia mente stia pensando di preciso ma sono infastidita. Credo di aver fatto un brutto sogno, ma non lo so, non lo so se è vero. Mi sembra di aver sognato qualche rifiuto da qualche uomo appena conosciuto ma non c'era solo questo.
Suppongo che sia un sogno che mi abbia messa di cattivo umore, credo sia questo, non lo so.
Fatto sta che abbiamo preso il 44, Mario ha preso il mio zaino ed io mi sono rinchiusa alla Feltrinelli ed ho comprato due libri di Leavitt. Perchè Giusy ed Umberto mi hanno detto di leggerlo. Ed io ubbidisco.
Ho rubacchiato pezzi di lettura in giro per
Una linea retta: voglio andare alla Feltrinelli perchè mi hanno consigliato Leavitt. Vado alla Feltrinelli ma cerco qualcos'altro. Cerco di comprare di tutto e poi me ne esco con due libri di Leavitt.
Compongo, poi scompongo e ritorno all'idea principale.
La cassiera è un po' scostante ma è una guerra persa, per lei, oggi il mio umore è messo male.
Faccio un paio di metri: devo comprare gomme e biglietti dell'autobus.
Decido di non attraversare sulle strisce, lo farò più avanti.
Non c'è il semaforo dove attraverso io, compongo dei saltellini come fossero corsa e vado dal bar- tabacchi.
Il cassiere è un uomo anziano, con un lielve accento napoletano. Mi infastidisce il suo accento. Sembra debba ricordarmi che devo tornare a casa. Non voglio tornare a casa? Passate più di dodici ore io non lo so ancora.
Saluto il cassiere del bar- tabacchi, cerco le sigarette in borsa, sono sotto Palazzo Grazioli, chiamo Mario. Dopo dieci secondi esce, con il mio zaino. Mi abbraccia forte. Io me ne vado. E sono sempre di un umore inconcepibile, nel senso che non so proprio che cazzo ho stamattina.
Prendo un pullman con su scritto Termini. E' un 100&qualcosa.
Due suore salgono lungo Via Nazionale, poco dopo
Lungo la strada io sono vuota di pensieri.
I soli pensieri: belle quelle scarpe ci sono pure i saldi chissà quanto costavano & che carino quel cappottino rosa, se fossi magra lo metterei, anzi no, lo metterei comunque.
Sono arrivata a Termini mentre concludevo questo pensiero. Ho cercato i soldi del biglietto in borsa, li ho messi nella tasca destra del cappotto. Automatico:sigaretta-accendino-sigaretta-io non entro in stazione con la sigaretta accesa- ora la spengo-faccio il biglietto.
Incontro un ragazzo circa della mia età che mi chiede quaranta centesimi, io li ho come resto e glieli dò. Cerco sulla carte delle partenze il mio treno. Binario19. Quello sul quale sono già. Mi siedo, non ho voglia di andare a comprare qualcosa da mangiare. Chiamo Raffaella, non risponde, all'improvviso compare il mio treno. Tutti quelli che un secondo fa erano fermi, corrono al treno anche se sono in anticipo di cinquanta minuti. Io finisco la sigaretta, metto due euro nel distributore e vado sul treno. Manca un quarto d'ora alla partenza, non vorrei salire sul treno ma rimanere lì a Roma a fumare. Ma ho voglia di sentire la musica, in pace. ascolto prima gli yuppie flu... first of all i trust in you more than that i love you... penso che ci sono delle parti di me che riconoscono molto da vicino questi pezzettini di testo e scrivo per venti minuti. Poi mi fermo perchè le due persone accanto a me ridono un po' troppo. Allora mi chiama Raffaella. Siamo all'inizio della campagna, non c'è il sole che passava poco prima tra Roma e me. La telefonata con Raffaella è un po' difficile. Quando non la sento più smetto di chiamarla e le mando un messaggio.
Poi dopo, dopo non so che ho fatto. Nel senso che mica mi ricordo come sono passate due ore di treno? O era solo un'ora? Ero prima di Formia, che ho fatto? Ho letto? Ho scritto? Ho sentito la musica? Non lo so, so solo che ad un certo punto, ascoltavo i Pgr.
Non ero niente fino ad un attimo prima e all'improvviso m'illumino:
...la forza è volontà e viene giudicata per quel che fa o non fa...
...la forza è volontà e viene giudicata per quel che fa o non fa...
Appunto, per quel che fa o non fa. Meglio muoversi allora, meglio non parlare, non pensarci, fare, fare quello che devo fare e zitta.
03 febbraio, 2006
ritratto.
04 gennaio, 2006
Cervello in pappa.
Amico Fragile.
03 gennaio, 2006
01 gennaio, 2006
Zazuela!Zazuela!A-E-I-O-U-Y!
Sono sempre state febbri nervose ma quest'anno, quest'anno, quest'anno...che fabbre ragazzi!!!
Il mio termometro non toccava le barrette superiori al 38 da un decennio almeno!!
Incredibile!!
Alcune volte mi sorprendo da sola, mi sono beccata l'influenza a Capodanno!!
Ma la cosa più assurda è che non ho neanche avuto la mia solita crisi isterica da ultimo dell'anno(che consiste nel piangere dalle 18.30 circa del 31/12 alle 02.00 circa dell'1/01).
Alle volte mi terrorizzo... Starò forse diventando una persona sana, quasi adulta, sana, ripeto? Starò forse abbandonando le somatizzazioni, le crisi di pianto e le sindromi dell'abbandono? Starò forse diventando davvero strana, adesso?
Mi stupisco da sola, ma, a dire la verità, non mi interessa molto pormi tutte queste domande nè rispondervi.
Sono qui, bevo il mio spumante rigorosamente brut, rigorosamente da sola, e faccio una cosa bella: mi godo tutto questo.
Insomma, Buon Anno a tutti.
28 dicembre, 2005
Io non mi faccio capace!
26 dicembre, 2005
Andammo in Mozambico e ci sbucciammo un dito.
Mentre lavorava e guardava le ferite che alcuni bambini riportavano sulla propria pelle si è imbattuto in un fattaccio.
Vi linko il bloggo di Fafi che riporta un brano- sintesi scritto da Emanuele.
Lo sai che cosa c'è di nuovo?
Lo vorrei fare adesso che sei un coglione con me.
Lo voglio fare perchè tu hai mandato tutto a puttana, non io, e non sono io quella che ha pensato di distruggere tutto. E non sono io quella che si incazza di tutto e di tutti. E la voglio dire una cosa, non sono io quella che ha mandato tutto a puttana e allora non voglio mandare a puttana quello che di buono c'è stato in questi anni.
Allora mi faccio una promessa, un pensiero gentile, per te, ogni giorno, per non sentire che ho sbagliato tutto, per finire, piano, piano, ma non troppo piano di sentire che questa cosa che ho qui nella gola sei tu.
Dai piedi sei passato per tutto il corpo ed adesso sei nella gola.
Il Natale l'ho sempre passato con te ed adesso no, lo passo con questa cosa che ho qui nella gola, questa cosa che sei tu.
Ma, vedi, non sei più niente solo un fastidio, solo una cosa che non ho detto, un puntiglio che mi sono presa, niente non sei più niente.
Assomiglia ad una nausea, assomigli a qualcosa che sputerò fuori, vedi, tutto questo è solo un prurito.
E finalmente a me va bene così.
13 dicembre, 2005
annarella
Ripensavo alla sofferenza, all'assenza, ripensavo a quando le persone tornano, facendo finta che niente sia mai cambiato. come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l'assenza della tua vita.
E' così bello sentirti fuori,
desideroso di vedermi
e non mai ascoltato.
Sono crudele, lo so,
ma il gergo dei poeti è questo:
un lungo silenzio acceso
dopo un lunghissimo bacio.
Alda Merini, Ballate non pagate.

Dai










