05 giugno, 2011

good times

Oggi è il giorno delle buone notizie.
Tu non c'entri che per un attimo. Per passare e andare via.
Oggi è il giorno che io e L. urliamo al telefono felici
e M. è a un matrimonio. E loro due, senza parole. Una gioia.
Tutto quello che vedevo tra me e te era importante perchè si destreggiava
tra paure e voglia di salvarsi.
Ma oggi non ha nessuna importanza perchè saremo uno in più e io e L. non avevamo
una notizia così bella da un tempo così lontano che ho paura quando penso che è vero.
Mi ero dimenticata che vivevamo anche per avere delle buone notizie.

26 maggio, 2011

quest'estate - che ci cola


Un divano diverso
una casa nuova.
Birre fredde.
Questa è la prima estate da anni senza
quella canzone.

23 maggio, 2011

A me piace stare sola


Se solo qualcuno mi raccontasse
quello che abbiamo fatto direi che siamo stati dei pazzi.
Che non si può pretendere di dormire, di viaggiare, di vivere
- fare l'amore con un'altra persona.
Non si può pretendere che questo succeda e che nella coppia entrambi abbiano ragione.
Non si può amare troppo a lungo una persona se lo fai dal giugno del 2006 ed è ancora poco.
Non si può dire quello che è successo perchè ci deve essere qualcuno da fuori che ce lo spiega quello che è successo e io dovrei spiegarlo a te e tu a me e non la finiremmo più e ci lasceremmo altre mille volte e diventeremmo vecchi per quante volte ci siamo lasciati.
Io non riesco a capire come ci è saltato in mente di andare in vacanza insieme, di dipingere le pareti, di dividere una birra o un cucchiaio. Come abbiamo fatto?
Portatemi nella mia casa a Parigi, lasciatemi stare lì chiusa un mese a chiedermi come abbiamo potuto essere così stupidi noi che in due siamo così intelligenti e colti ma stupidi mille volte più del doppio delle nostre masse corporee. Lasciatemi lì ferma nel letto a fare domande in una lingua straniera. Dopo qualche giorno mi alzerei dal letto e troverei un'altra persona ad aspettarmi e troverei di come consolarmi. Ma solo dopo aver bene valutato quanto siamo stati pazzi e con quanta intensità. Portatemi lì e lasciatemelo fare perchè io ci sto provando a non parlarne a non piangerne e a fare finta di essere felice allegra sorridente e forte e tutte queste cose qua come compete ad una donna della mia età. Ma mi sembra solo che l'unica cosa è che la tristezza arrivi all'improvviso senza che io possa cristo fare una sola mossa prima di cadere sotto uno schiaffo.

18 maggio, 2011

Ieri era il giorno


Grace Paley, Fedeltà.


17 maggio, 2011

stanotte


Non riesco a scrivere di quello che è successo.
Ma finisce che sbuca da ogni parte, in ogni personaggio
e condivido con altri nomi, altre persone
quello che rubo dalla nostra storia.

Sto scrivendo di una donna che scopre di essere incinta
e dell'uomo che va ogni giorno al lavoro senza saperlo.
E' l'unica cosa che so dire che riguarda noi.
Lei si chiama Antonia, lui Marco.
Non si sono mai amati e tutto finirà così.

E' che vivo serena, spesso felice, come se lui non fosse mai esistito.
Poi leggo una notizia e tutto scompare.
Finisco che mi trovo a piangere e non so smettere.
Ogni volta pretendo di capire perchè.

08 maggio, 2011

post-it


Tempo fa sorridevo in modo diverso, ero una persona dolce e guardavo gli uomini pensando che prima o poi ci sarebbe stato qualcosa di bello. M'innamoravo in dieci secondi e ad ogni sguardo avevo un rossore sul viso.

Nel 2000 ho rincontrato un tipo e sono impazzita. Studiavo seduta nel giardino di Palazzo Reale e all'improvviso, mentre i cantanti facevano le prove per il San Carlo, senza che nessuno me lo chiedesse ho scelto di non partire per la Bosnia. E così è arrivata la paranoia e la frustrazione, la paura e il bisogno protezione. Ma ero anche molto innamorata, in modo sbagliato. Se mi avessero dato fuoco mi avrebbero fatto un favore.

Per qualche anno sono partita per luoghi diversi, mi sono leccata le ferite e dopo poco è arrivato lui. Me ne sono innamorata in stazione (sapete che quella di Napoli è una delle più tristi d'Italia?lo sapete?). E' successo perchè aveva aiutato una signora ed un bambino a obliterare i biglietti. Mi sono sempre innamorata degli uomini da come si rapportavano agli altri e lui non era la mia eccezione.

Quel giorno sono andata a Roma dopo che lui aveva tentato di baciarmi ed io l'ho respinto, faticando. Ma ho letto tutta La versione di Barney pensando a lui. Ho segnato anche la data in cui ho finito quel libro, volevo ricordarla, sapendo che da qual giorno non avrei mai più rimpianto niente. Deve essere stato quello il momento esatto in cui ho deciso che qualcosa sarebbe cambiato. Era il sette giugno duemilasei.
Dormivo a Monte Verde in quel periodo, nella camera che poi sarebbe stata di Paola e del suo manichino col cuore. Il libro l'ho finito seduta su una panchina a Villa Sciarra. Ci andavo sempre
in quei giorni e camminavo molto a piedi. Prendevo gli autobus solo quando dovevo risalire a Monte Verde. Non mi ricordo neanche se quello era l'anno in cui lui viveva ancora al Testaccio. Non mi ricordo affatto dov'era lui. Forse a Napoli ancora. O forse era solo un anno che non ricordo.

Quest'inverno io e lui siamo andati a vedere il film tratto da La versione di Barney. Non ci è piaciuto e ci siamo espressi in grandi critiche costruttive. Io non gli ho mai detto di essermi innamorata quel giorno del 2006 in quel posto.
Forse avrei dovuto spiegare com'era successo ma non volevo ricordare tutto il tempo che ho sprecato ballando nei locali a capire che donna ero. C'erano sempre le mie amiche assieme a me, era bellissimo. Dopo poco c'è stata Parigi.
Non so bene quando è successo ma ad un certo punto mi sono arresa. Lui faceva ancora i campi scuola e io credevo ancora di poter fare qualcosa. Napoli non mi è mai sembrata così bella come in quei giorni. Venivo anche bene in fotografia. Nel frattempo facevamo finta che la distanza non fosse un problema e che io non impazzissi senza di lui. Io cercavo ancora qualcosa di buono da fare lui ha trovato un lavoro ed una casa prima instabili e poi temporaneamente stabili.

Adesso lui non mi ama più e sostiene di aver subito una delusione da me.
Io nel frattempo, invece, ho capito che quando sono qui non c'è nessuna differenza tra stare con o senza di lui. C'era solo qualche telefonata, qualche mancanza ma oggi di questo non c'è niente più. Non lo dico con rammarico, è un dato di fatto. Non ho neanche la voglia di parlargli o di litigare, di spiegarmi o di piangere perchè ho fatto tutto quello che potevo, sputando sangue per arrivare fino a qui. Cammino più dritta da quando me ne sono accorta. E sempre con gli occhiali da sole.

E'solo che abbiamo sprecato una buona occasione che non tornerà più, dormivamo benissimo insieme.

27 aprile, 2011

Uochi Toki - 2010 - MI BASTA UDIRE VOCI LONTANE PER SENTIRMI A CASA OVUNQUE



È un’occasione? Bada, le occasioni non esistono: se fai una scelta mentre stai male qualsiasi occupazione in poco tempo comincia a pesare, e tu a ripeterti e non capire come sia possibile che con un lavoro così comodo e stabile il tuo pianto rimanga inestinguibile, al limite tra l’angoscia del perfettibile e quel barile di irresolutezza di cui non ti liberi né in una casa nuova né con una compagnia diversa, e queste cose le so perché anche io

21 aprile, 2011

Se giochi sembra che non t'interessi/ sperando che non tornino i sogni


La fine di questa storia ha delle caratteristiche piuttosto diverse rispetto a tutte le altre.
Sono scappata e ho ancora voglia di scappare.
Non ho voglia di parlarne e non ho voglia di capire.
Non piango spesso, solo alcuni momenti che mi prendono alla sprovvista. A tutti gli altri ero preparata.
Non ho bevuto neanche un goccio e non mi sono neanche ubriacata, non ho fumato troppo e non sono stata più depressa del solito.
Sono solo più intollerante verso le persone, voglio stare sola e mi annoia sentire tutto. Se non fosse così importante vedere telefilm guarderei solo The west wing. Gli altri mi sembrano così mediocri.
Anche le cose che penso mi infastidiscono anche se passo la maggior parte del tempo a non pensare affatto. La tesi si sta scrivendo da sola, mi viene un'idea geniale ne scrivo per qualche riga e poi smetto. Poi mi distraggo e poi ricomincio con le idee geniali.
E' che è passato troppo tempo dall'ultima volta che ho scritto di Rocco o di Clelia fa lo stesso.
Ma partendo dall'idea di sopra non voglio saperne niente neanche di loro due anche se so che mi farebbero bene.
Per quanto sia, la storia che è appena finita intendo, inusuale nella sua conclusione ha una cosa che è comune a tutti gli uomini con cui ho avuto una relazione. Alla fine di tutto sono loro a giudicare me.
Un giorno devo ragionare su cosa faccio per permetterglielo. Un giorno devo accorgermene quando mi scrivo in faccia fatticazzimietipregogodoaessereumiliata. Un giorno dovrò farlo. Ma adesso non mi interessa affatto. Sono solo felice che quella persona spaventata e insicura e terrorizzata più che spaventata e riluttante alla vita non si sia presentata sabato scorso e che sia latitante da un paio di anni. E spero solo che se ne stia a casa sua e che non mi tormenti mai più.

Se solo potessi chiudere gli occhi fino a luglio. Mi ritroverei con la tesi scritta e l'estate cominciata. E neanche un po' di memoria.

14 aprile, 2011

bros


Credo che quando mi sveglio con le palle girate tutta la giornata passa così. Che vado a dormire la notte che ho ancora le palle girate.
Credo che manifestare così apertamente che esisti è un cazzo in culo che devo affrontare.
Credo che non sarei mai dovuta tornare.
So che non so che dire quando esco e che vorrei solo mettere tutte le persone lì e guardarli, interagire appena.
So anche che quando pensavo alla puntata del telefilm in cui tutti gli amici di Grace dormono nel suo letto per consolarla dall'abbandono di Nathan è la cosa più bella che esista. E' il bro code.
Siamo tutti qui, in un posto in cui nessuno chiede o dice troppo. Niente può succedere, può solo passare qualcosa, guardarmi e andare via.

28 marzo, 2011

esmé


E' il ricordo di una strada dritta in piena estate.
Io con i piedi fuori dal finestrino e 40 gradi nel pomeriggio.
Non so che tipo di ricordo è.
Ma è quello a cui ho pensato quando ho sentito questa canzone.
Ed è l'ultima delle cose a cui vorrei pensare adesso.

Oggi attraversando il Pont de l'Alma mi è scesa una lacrima controllata a stento.
La Senna era piena di foschia, io avevo la borsa piena di libri.

I sogni stanno migliorando, la rabbia no.
Non voglio tornare in Italia.
Ma domani vado da Shakespeare a leggere Salinger.

11 marzo, 2011

Parigi vol.2 ovvero ogni santo giorno


C'è sempre qualcuno seduto fuori al bar di Passy. O qualcuno che manifesta a Trocadero.
Nella strada che faccio per tornare a casa c'è un fioraio e ogni volta mi fermo a guardare i fiori che lascia inmostra sul marciapiede. Ogni volta camminando ho paura di schiacciarli ma se avessi un vaso o una bottiglia di vetro li comprerei.

Il seminterrato in cui vivo ha le pareti sottilissime. .
Ieri i miei vicini portoghesi cantavano una canzone. Prima hanno iniziato a cantare la mamma e il papà poi a loro si è aggiunta la bambina. Quando poi la canzone durava da un po' il padre e la bambina hanno smesso di cantare ed è rimasta solo la madre. Ho pensato che forse lei era l'unica a ricordarsi tutte le parole o loro erano. stanchi di cantare.

Oggi ho visto la puntata in cui Grace viene lasciata da Nathan. Ho pensato che non fa niente, quando succederà avrò qualcuno da cui scappare e da cui farmi consolare. Dirò tante parolacce, berrò del rum e coca e tutto si sanerà. Non farò sesso e non mi innamorerò per molto ma è così che funziono. Se poi andrà così male scapperò qui.

E' che qui sono felice per un tempo lunghissimo. Sono triste solo quando mi sveglio perchè sogno tutto quello a cui non penso durante la giornata. E mi fa rabbia stare zitta e aspettare cose che so già.
Vorrei solo che qui ci fossero le mie amiche. Qui e tutte insieme, sarebbe bellissimo.

09 marzo, 2011

Parigi vol.1 ovvero quello che non succede mai


Quando mi sveglio e mi accendo una sigaretta prima ancora di fare colazione.
Quando alle cinque mi sveglio di soprassalto perchè in un sogno mi hai pisciato in casa.
Quando per una volta sono felice ma non c'è nessuno a cui dirlo.
Io qua sto bene, anche da sola tutto il giorno.

Quando torno a casa e i vicini girano per il piano in ciabatte e l'uomo al piano di sopra continua a suonare. Non voglio dire una parola a nessuno, voglio solo guardare dalla finestra più in basso la torre che brilla.
Voglio solo disincrostare il cesso, comprare un cappotto e un foulard leggero e camminare.
Non voglio neanche mangiare nè bere.
Voglio solo stare qui così e fingere per una volta di non aver lasciato niente in sospeso.
Per una volta deve essermi concesso.

22 febbraio, 2011

Ci sono delle cose da dire e altre da tenere segrete.
C'è tutto il tempo del mondo e c'è il nostro che è poco e finirà ancora prima.
Non ho neanche un foto oggi. So solo che sto per andare via.

01 dicembre, 2010

anna


Mi mancano molte cose. Mi manca quando qui c'era la neve.
Mi mancano Clelia e Giovanni. Ma mi piacciono più quello che sono adesso.

Sto scrivendo la puntata pilota del mio primo telefilm.
Sembra che sia l'unica cosa riuscita che ho fatto fino ad ora.
Sembra che io lo sappia gestire.
Mi hanno detto che tutti sembrano vivi. Lo sono nella mia testa!-ho risposto.

Esco spesso, bevo responsabilmente e fumo male.
Peso ancora troppo ma sto imparando come funziona la storia.
Guardo telefilm in continuazione e dopo Scott Pilgrim voglio vedere solo film così.

Vorei stare con te certe sere, quando sto bene. Quando sto con i miei amici. Quando sono nella mia città.
La settimana scorsa ho portato in giro per il centro storico due amici da Pordenone. Camminavo come se fossi anche io turista. Ho perso molte cose caminando di fretta da sola negli ultimi anni.
Ho capito come fare a ritrovarle -ma nuove.

La storia è sempre la stessa, ho bisogno di loro. E ho bisogno di dormire in un letto di notte. In un letto in cui, se mi giro, dall'altra parte trovo un tuo pezzo.

27 ottobre, 2010

via caravita


Ricordi quando ti sei svegliata con la nausea e hai mangiato i corn flakes finti per tutta la mattina? C'era l'occupazione all'università. Io ci andavo solo per le feste e per vedere Emanuele.
Quella mattina fu una delle più belle.

Ti ricordi dello spogliarello davanti al bagno?
Ti ricordi che c'era qualcuno in casa?
Ti ricordi che quella sera hai vomitato in bagno mentre noi facevamo casino e in sottofondo avevi messo gli At the drive in?
Ricordi il divano gonfiabile di Federica e la stufa che non riusciva a riscaldare tutta la stanza.
Sul tuo tappeto ho chiesto a Raffaella come stesse la madre. Sul tuo tappeto abbiamo fumato fino ad addormentarci.
Avevi un portone e un'ascensore che non prendevamo.
Quell'anno abbiamo fatto mille passeggiate per i vicoli. Facevamo via Roma, la Pignasecca poi tornavamo a Piazza del Gesù e ci facevamo tutto San Gregorio Armeno a guardare le bancarelle che c'erano anche quando non era Natale o via Nilo a comprare le scarpe . Abbiamo camminato un sacco quell'anno. Passeggiavamo sempre. Forse perchè faceva più freddo in camera tua che per strada.
Ti ricordi quando un sabato sera abbiamo perso il tappo di sughero nel vino e S.V. erano usciti e quando sono tornati noi bevevamo birre ma cercavamo ancora di cacciare fuori il tappo da qualla bottiglia? Ti ricordi che ci siamo riuscite.

Abbiamo fatto tante cose. E queste solo solo poche. So che non torneranno e mi mancano tutte.
E sembra che io non abbia neanche cominciato a vivere. Passando la vita ad aspettare che cambi.
Prendendo tutto tre volte peggio di quello che dovrei. Aspettanto che tutto vada a posto da solo.
Vaffanculo A., vaffanculo.

26 ottobre, 2010

ritornerai


Appena ho comprato la macchina nuova hanno cercato di rubarmela. Avevo lo stereo nuovo dentro e sono riusciti a prendere solo quello. Sono tre anni che ho quella macchina e lo stereo è della macchina precedente. Non si sentono i cd, fisurasi gli mp3. Non ha presa aux e quando cambio stazione radiofonica perdo quelle registrata. Insomma il mio autoradio è una merda e io mi ostino a non cambiarlo. Vado in giro ascoltando solo Radio2 che si sta avviando ad essere la radio peggiore d'Italia e continuo a non volerne comprare un altro. Però quando sono a casa e sento David Bowie sento la necessità di infilare qual cid nel mio stereo e andare su un'autostrada e camminare. Non voglio più vivere qui, questa è la verità.
O forse è che mettendo in ordine ho trovato un orecchino spaiato.
Ero andata a Boulevard Saint Germain quella sera, dovevamo salutare Cinzia che partiva e avevamo deciso di girare tutta la città per fare un addio serio. Avevamo fatto a piedi tutta Parigi, come ogni giorno, felici di farlo. Avevamo ancora preso pioggia e e ancora mangiato baguette. Avevo addoso la mia giacca nuova e il boulevard non mi era mai parso così vuoto. Lì mi accorgo di aver perso l'orecchino. Lo cerco per un po', qualche parigino si ferma a dare una mano. Nonlo trovo. E giro tutta la notte per la città con un solo enorme orecchino dorato.
Quel paio di orecchini è sempre stato troppo lungo per il mio collo. Ma perderlo a Parigi mi pare una mano troppo grande che stiamo dando alla mia malinconia.

23 ottobre, 2010

solo con te


Qualche sera fa avevo appuntamento con i miei amici. Dovevamo vedere il nuovo film di Ben Affleck invece siamo passati a James Ivory. Ci siamo incontrati fuori dal kebabbaro e abbiamo parlato un po'. Arrivati al cinema abbiamo aspettato di entrare in sala e abbiamo continuato a parlare. Non ci sono trailer nel cinema in cui siamo andati e allora anche drante le pubblicità abbiamo continuato a parlare.
Poi è iniziato il film. Alla prima scena ho avuto un senso di sollievo. Ho pensato si, finalmente non devo più aprire bocca e posso godermi il film. Quello che ho pensato in realtà è quello che penso da mesi. Quando torno a casa e guardo telefilm tutta la notte. Non apro mai un libro.
Non mi è mai successo di non volere parlare con i miei amici, non mi è mai successo di voler solo andare al cinema e riposarmi(da quali conversazioni e fatiche poi?). Non mi sono mai pesati i rapporti sociali. Non so cosa mi stia succedendo ma mi pesa fare conversazione con ognuno e non l'ho detto che qui.

19 ottobre, 2010

no title


Mi tocco i capelli. Sono in treno.
Guardo fuori.
Non ho mai visto niente del genere.

Ci sono dei nodi tra i miei capelli.
Significa che ci siamo amati, pochi minuti prima che me ne andassi.

Mi hanno offerto un lavoro. Vorrei chiederti cosa ne pensi ma lo farò domani.
Anche quest'attesa è la nostra distanza.

14 agosto, 2010

aspetto


Un letto che sbatte contro il muro. Una sigaretta accesa al buio. Due bicchieri pieni di vino che tintinnano. Ridere.
Ci sono i fuochi d'artificio che esplodono fuori dalla mia finestra.