30 marzo, 2008

levarsi un giorno




Libero i progetti disegnati.
Ignoro la grafia, lo spazio e il tempo.
Bisogna andare via- mi dicono-
Egoisti! Bisogna essere egoisti!
Rapide scorrono le parole, le voci. E
triste anch'io.
Andare via, torturarsi,
disegnare nuove vie.
Incidenti ci sono stati ma
siamo qui di nuovo, ancora
puntiamo il dito e
alziamo il braccio fermandoci.
Zoppi.
Ignoranti.
Oziosi.

17 marzo, 2008

sans titre


Everyone's right and no one is sorry That's the start and the end of this story From the sharks and the jets To the call in the morning Everyone's right and no one is sorry That's the start and the end of this story From the sharks and the jets To the call in the morning And life is just bets anyway Look alive, see these bones What you are now, we were once Try as they might, no ones immune to Misfiring and acting on the wrong clues And thinkin' it's time to redo and redo I feel rain in the movies and the talk before the screen lights I hear strings in the park I don't like to call her right, except when its too late at night I mostly just think in the dark Look alive, see these bones What you are now, we were once Just like we are, you'll be dust And just like we are, permanent You were too tired to eat, too hungry to sleep Just imagine the speed, it's just what you need Look alive, see these bones What you are now, we were once And just like we are, you'll be dust And just like we are, permanent The lights in the city are more or less blinking Which side of the story decides what you're thinking We'll amount in cold faces?? We're squinting, we're hurrying We'll take inventory We're digging, we're burrying Do you remeber when the line was blown Do you remember when it fell Do you remember when you went to her house, remember ringing the bell Look alive, see these bones What you are now, we were once Just like we are, you'll be dust Just like we are, permanent

[...]

15 marzo, 2008



Sputo veleno impasto sangue. Andate tutti via potrei trovare una parola velenosa per ognuno. Voglio provocare graffi, ferite, pugni, occhi rossi. Voglio provare ancora per un po' questa rabbia nuova, dedicata a nessuno. Solo colpa mia. Solo colpa mia. E ricordati: PENTITI! E NON PECCARE MAI PIù!

what fuckin'else is there?

08 marzo, 2008

progetti fuori porta


Mi sono svegliata dopo un colpo al cuore. Dopo qualcosa che tu mi hai detto che io non ricordo.
Mi sono svegliata sapendo che forse non è la verità per te ma potrebbe esserlo per me.
Sono impaurita, questa è la verità.
Faccio sogni di viaggi a colori, lungo l'Orient Express. Chi mi ha parlato di quel treno giorni fa?
Sogno pezzi di passato di chiunque, sogno me.
C'è qualcosa di nuovo: nel mio sogno sono io e a te dono la mia risposta perfetta.
Senza uccidere nè corpo nè te. Restando, cercando una soluzione.

29 febbraio, 2008

cronologia dei sensi



Occhi rossi, gambe molli. Brucia lo stomaco! Brucia!
Corriamo ai ripari e mangiamo! Mangiamo!
Non smettiamo!
Beviamo birra- calda o fredda, non importa!- e aspettiamo che crollino le palpebre.
Crollano le mani invece.
Crollano i sensi, sogno per caso.
Ingerisco ad ogni alba 1 microgrammo di ormoni.
Sogno sempre di sbagliare la dose, il modo e il tempo di somministrazione.
Sogno sempre la verità.
Scatta un dolore al collo, ho paura un po'.
Progetto di vedere un film, andare a dormire tardi o leggere un libro.
Non voglio altro.
Voglio solo quello che ho, adesso. Voglio anche tutto il resto che non è qui.
Niente esagerazioni, preconcetti, niente passato.
Solo una pura re(l)azione dei miei sensi.

15 febbraio, 2008

be patient, my love/ fear and lost


Ho messo il cuore al collo, ridotto il nodulo, bevuto birra fredda, stretto mani in silenzio.
Ho scoperto molte cose.

Paura e orgoglio stanotte andranno al rogo.
Berrò solo acqua gelida, getterò la testa all'indietro e cercherò di spingere giù le mie pillole. Passerà un'ora ed io dormirò. Se sognerò sarà di te e del mio silenzio.

Tutti sapevano quello che avrei trovato oggi nella luce bianca, in carrelli saltati e cinema rossi. E ringrazio davvero tutti per il silenzio. Ci sono arrivata anche io, adesso che tutto sembra sia uscito come il resto all'improvviso da qualche parte, forse dalla mia nuca baciata, dal polso graffiato.
Mi trema la schiena se ci penso. Ed è per quel tremore, per coltivarlo, per non rovinarlo che stanotte non scriverò quello che dovrei. Mi costa fatica, scendono lacrime.
Ma stiamo parlando di diventare donne. Stiamo parlando di nettezza. Stiamo parlando di una questione privata.

09 febbraio, 2008

nocino




Il ginocchio torna a farsi sentire, la ghiandola tace.
Guardo film, leggo libri, parlo poco, scrivo tanto.
Mi rendo conto che alle volte la gente è così noiosa.
Perchè spesso fa solo questo.
Ho rinunciato ad una festa stasera.
Ad una guida sicura, ad una bella compagnia.
Bevo una birra, mangio per caso.
Con una maglia arrotolata al collo, gli occhi che rallentano e il cuore alle orecchie e sul collo.
Dicono che sia orrendo tutto questo, che gli scaricatori di porto siano migliorati.
Lo spero per loro. Certe volte non capisco cosa dite ma m'impegno, ci provo e piano riesco.
Sorrido e mi batte il cuore al gusto. Dormo serena.

flaminase 30mg


E' solo un raffreddore non è sangue di naso, vedrai tra qualche giorno, non ci farai più caso, per questo scappa via e spara sempre a salve. Ehi non guardarmi così, quali malattie ti hanno abbracciato, possibile leggerle negli occhi, sembra febbre, almeno io l'avrei già da un pò e tu hai ancora coraggio, mentre mi tocchi, ti prego dimmi, quale vento freddo è passato sulla pelle, se tremi ancora, se sarò sole, oppure nebbia o l'ennessimo soffio d'aria crudele, tu che ti abitui in fretta agli starnuti, fredde parole, quelle belle, quelle che ti piacciono, quelle belle. Qualcuno ha fretta, vuol fumare la sigaretta, confondevi, il piacere col dolore, ma tu lo vedi, le mie braccia sono lunghe, sono aperte, beh lo so, non basta una stufa sotto le coperte per scaldare una giornata, figuriamoci un'intera vita.

08 febbraio, 2008

giustifica firmata


Domande. Freni, cisti, amori, freni. Combattiamo da sempre e non vinciamo mai.
Io faccio dancedancedance e cerco di non perdermi di nuovo, di evidenziare le priorità, scrivere gli impegni e inizio a fare piccole domande.
Non so bene dove sono, per cosa mi sto distraendo. Forse sono solo le medicine che mi fanno perdere attenzione. Forse è solo che a lottare contro le proprie debolezze si perde, a vivere cercando di essere sereni si muore prima. Ma io avevo solo un obiettivo ed era scappare dall'ansia e adesso non lo so più. Perchè diventano sempre più chiare le tre cose che devo fare to kill bill.
Si, è la mia lista. Mi accorgo solo che a crescere ci guadagni poco, a saper gestire i dolori ci rimani secca e quello che hai sbagliato rimane là fino a che non lo ripari.
E' una cazzata, lo so. E' sempre la stessa cazzata ma sono annoiata e questo non è nessunissimo fottuto concorso di originale genialità. Sono annoiata e quello che penso è questo: impossibile fottermi con le mie mani. Impossibile, è chiaro.

03 febbraio, 2008

le pareil ou le meme


Non smetterò mai di pensare a tutto quello che dovrei agli amici. Ai legami di pelle e a quello che si trova per caso, per amore, per amicizia. Non smetterò mai di sorprendermene e non smetterò mai di ringraziare. Respiro meglio, con i piedi gelati e birra calda. In lingue non mie, con affetto e chiarezza, silenzio e occhi aperti. Sentendo gli umori, girando intorno a me stessa e facendo finta che la vita non pesi. Ricordando che cosa sono io e che cosa è fuori di me e baciando, abbracciando e bevendo, nel caldo, nel gelo, nell'immondizia. Io amo tutte le persone a cui devo qualcosa. Ma a cui non devo niente, devo loro solo me. Perchè loro sanno meglio chi sono.

26 gennaio, 2008

guanti


Ho perso un l'abitudine,
la testa per qualsiasi cosa.
Ho fatto male a un dito, un piede, una gamba.
Sanguinano. Ma io sono ancora qui.

Muoio dalla voglia di buttare la faccia fuori da quella finestra nel freddo nel gelo nel ghiaccio.
E fumare in pace la mia sigaretta del cazzo.


C'è qualcuno che vende qualcosa di miracoloso ma non so bene chi sia.
So che c'è qualcuno che fornisce versioni dei fatti accurate e minuziose
- e il mio corpo è qui.

Possiamo parlarne per ore di come si costruisce una vita
- ma non sono io qui.
Possiamo respirare e odorarci e dormire e sforzarci
- e tutto va bene così.

C'è molto da cambiare qui.
C'è bisogno di una legge morale implacabile e dei sensi di colpa da combattere.
Qualcuno dei miei amici la ha, qualche altro no.
L'importante è che chiunque mi faccia ridere così.
Con la faccia nel ghiaccio, col vento, con la puzza di tabacco.
E senza nient'altro.

13 gennaio, 2008

remasuglio



Ho premuto la freccia sulla scritta Bacheca e poi su nuovo post. Sono arrivata qui e il rettangolo era tutto bianco e adesso non lo è più. Non sto da queste parti da un po' di tempo e non so perchè. Non ho voglia di rileggere sempre la stessa storia, forse perchè non voglio trovare il tempo di stare qui. Sono impegnata a salvarmi la vita, tutto il resto è di contorno. Volevo solo avvisare che chiunque voglia amarmi ritorni tra un anno, quando sarò salva e presente.

22 dicembre, 2007

just an other teenage girl

E' nelle donne che sanno scegliere orecchini e collane anche se non sanno niente di te. E' nel vino che è buono anche quand'è doce. E' nel maglione senza niente sotto. E' nelle persone che non finiscono le frasi se non rimani lì a guardarli. E' nella scelta di passare serata con qualcuno. E' nelle persone che rimangono in piedi a subirti parlare anche quando il giorno dopo devono andare a lavoro. E' negli uomini che lasciano distrarsi e ne ridono e sanno di essere in un gioco e portano pazienza. E sorridono, lo fanno bene e sul serio. Sono nelle mani addosso, senza fastidio, senza timidezze, senza timore. E' nelle false intese, nello sbaglio delle sensazioni. E' nel timore e nel superarlo. E' nello spaccare dei triangoli e nell'accettare i difetti che sono stati abbandonati anni fa. Sono negli uomini che amano Bukowski e Don de Lillo. E' negli uomini carini che ammettono di essere sempre nella festa della medie. E' nel piccolo Mr. Bean dentro di me. E' nelle giornate piene, sensate, con rumore da sentire. E' nel sonno che mi manca per un giusto motivo. E' nel tuo cuore, che batte male. E' nelle strade buie e macchine in fila ad aspettare. E' quando ricordi perchè hai comprato Grace la prima volta. E' quando ti accorgi che un uomo è vestito giusto uguale a te e basta incrociare i piedi per sentire un po' di calore con un altro sul fianco. Sono i corpi buttati su un divano, senza pigrizie, senza timori, senza malvolenze. E' nel suoi occhi piccoli. E' nel sentirsi chiamare il giorno dopo. E' nella tua bocca girata a smorfia. E' nell'onestà e nella libertà.
E' in tutto questo che io mi sento vivere.

16 dicembre, 2007

Lawrence, 18 anni

E "nel mezzo del cammino"
di mia vita
mi imbattei in me stesso

"in una selva oscura"
E ho riso+ pianto+ vissuto+ sono morto

E non ho capito
Niente



Lawrence Ferlinghetti (con la faccia con cui sorride da Shakespeare là- bas)

12 dicembre, 2007

melatonina






Non è niente. E' solo che è più di un mese che non dormo. E quelle volte che dormo mi sveglio in lacrime perchè vogliono uccidermi o perchè è morto qualcuno. Oppure mi sveglio all'una del pomeriggio buttando in merda tutta la giornata. Devo solo recuperare un po' di sonno e le forze andranno al loro posto. In fondo non c'è davvero bisogno di preoccuparsi. Basta solo aspettare un po', andare in città da strade ampie, senza palazzi affogati e camminare senza sosta nè stanchezza.

02 dicembre, 2007

vuoto. il tuo sangue


Stavo facendo una cosa ma non ricordo cosa. Stavo cercando un link, leggendo un blog, non lo so.
Tutto questo cervello mi ha stancata. Tutti sono preoccupati per me. Perchè faccio mangiare le mani dalla rabbia. Perchè sto buttando la mia vita, perchè sono un soggetto arrendevole e giustificazionista. Sono tutti preoccupati e io so che fanno bene. Ma io non lo sono affatto. Non sono preoccupata perchè le uniche cose che ho fatto bene nella mia vita sono avvenute in uno stato di semi incoscienza. Perchè se inizio a pensare diventa fisso e mi serve un corto circuito pe rpassare ad unpensiero all'altro. Perchè se c'è una cosa che mi annoia, mi è totalmente irrilevante è il pensiero costante. Me ne è venuto a noia, solo per colpa mia, ma è successo. Ho la sensazione che quel momento di confuzione di distrazione di corto verso la giusta direzione sia finalmente arrivato. E' come se fossi stata per tanto tempo in una stanza bianca in totale silenzio. E' come se fossi stata tanto tempo ferma a pensare ad una sola cosa. E che fosse arrivato qualcuno a battere le mani e portarmi alla realtà. Ma nessuno è venuto qui. Mi sono svegliata da sola. E sono scesa sulla terra con meno sorrisi e una corteccia prefrontale atrofizzata. Sono scesa sulla terra, si, ma non so ancora camminare. Fate bene tutti a preoccuparvi perchè io non lo faccio. Fate bene, voi perchè io non ho più niente dentro e non ho niente di cui preoccuparmi. Ma capita, è solo un momento, fidatevi, sto andando dove devo. Nel modo migliore in cui posso. Sto solo scegliendo il modo migliore per uscirne. Dobbiamo avere tutti un po' di pazienza e non avere paura.

Ti ricordi quando suonava And the radio plays? Io ero così felice allora. Ed adesso non so nemmeno cosa significhi respirare come facevo, seduta davanti ad una finestra, su una poltrona ampia in cui affondavo. Ricordo solo quella luce che mi sembrava onesta, pulita. Io mettevo le sedie al loro posto. Mi accorgo di farlo ancora adesso e penso che è la cosa più romantica che io abbia fatto. Se il mio cervello avesse smesso di pensare proprio allora, adesso sarei fiera di me e non dovrei stare qui, a rincorrere gli anni che ho perso.
Ho cercato tutta la sera il momento preciso in cui qualcosa si è rotto. Dopo che non ho versato nemmeno una lacrima e stavo scappando a Sarajevo. Ero nei giardini del Palazzo Reale. Stavo studiando qualche piccolo cavillo per cui Israele non era colpevole di nessun crimine. Ero pronta a partire. C'erano le impalcature e le prove non le facevano in teatro ma in uno dei camerini, quel giorno. Lo ricordo bene c'era un uomo che cantava. Poi mi hai telefonata. Ed il mio cervello da allora non è mai stato più pulito. Posso dire con certezza, senza rancore, che il corto circuito che ha portato a tutto questo è stata solo colpa tua. Non un pochetto della mia. Io avevo fatto quello che potevo, tu no. Io ero stata quello che volevo, tu no. Per la prima volta lo so adesso. Che il primo corto è stata solo colpa tua. Poi, per il resto mi sono impegnata io. Ma il primo è colpa solo tua. Dovrei ucciderti per quello chemi hai fatto. Dovrei farlo perchè non c'è altro modo di sanare questa ingiustizia. Ma non posso farlo e non sono brava a serbare rancore. Ma dovresti pagare con la mia rabbia una buona volta, non con la mia assenza. Basta sapere che la colpa questa volta è solo tua. Basta saperlo che siamo morti insieme almeno un paio di volte. Almeno prima del tuo ritorno. Devo ricordarlo sempre. Chi mi ha fatto piangere e chi no. Chi ci ha pensato bene prima e ha sofferto e si è ammalato e mi ha cercata. Devo ricordare bene chi lo ha fatto solo per una mancanza e chi lo ha fatto così per caso. Devo ricordare chi ha scelto e chi no. E lasciare che io sia felice. O almeno immaginaria.

30 novembre, 2007

danserdanserdanser


Qualche tempo fa ho finito di leggere Dance dance dance di Murakami Haruki.
C'è un leggero strato di cose simili alla definizione laica di anima in quel libro che mi rende difficile amarlo. Però c'è il titolo che mi rimane impresso.
L'uomo pecora, la guida consigliera, l'alter ego, la coscienza immaginata, in un dialogo risponde alla richiesta di aiuto del protagonista rispondendogli che l'unica cosa che deve fare è danzare.
A parte le facili ironie da Flashdance o da Saranno Famosi, sono state proprio quelle parole a darmi fastidio.
Perchè capita a tutti almeno una volta di trovarsi nella vita a danzare e non poter smettere e poi, quando c'è bisogno, dimenticarsi come si fa a camminare.

25 novembre, 2007

Lungimit



Quello che amo dei residui di noi è che ci siamo presi le nostre colpe e ci siamo divisi. E non facciamo nessun passo per avvicinarci. Nemmeno uno. Forse è la cosa migliore che abbiamo mai fatto insieme.