13 luglio, 2006

cipolla

Mia nonna diceva che il cervello è una sfoglia di cipolla.
Io lo so quanto è vero.
Ho preso tutta la malinconia, per questa vita, da mio padre. E le paranoie da mia madre.
Sono l'oggetto più desiderato dagli psicologi over 30. Li capisco, al loro posto anche io mi sfregherei le mani.
Devo studiare, ma il cervello è sempre quella sfoglia di cipolla ed allora io penso a quello che non è vero, penso a quello che non posso toccare con mano, penso a cose stupide che possono, per un po', farmi paura e farmi tornare indietro. C'è sempre una cosa che mi tira indietro, c'è sempre qualcosa con la quale lottare, aspetta sempre lì, in agguato, questa cosa, ma lo sa che io, da tempo, ho smesso di pensarci a questa cosa.
Ho passato la notte sveglia, una mattina ossessiva ed oggi sono nuova. Fanculo, cosetta, non mi freghi oggi! E se qualcosa deve andare a puttana, questa cosa la mando io, solo io a puttana, è chiaro?

Mi ha chiamato Salvatore, è innamorato, è ufficalmente fidanzato.
Mio padre chiede se mia madre ha telefonato o no. Io rispondo di no. Il telefono è mio, ma il telefono è libero oggi. Sarà libero tutto il giorno, sarà libero tutta la notte, tutto il tempo, il mio cervello si riprenderà, cambierà e si abbraccerà questa croce che è nata per la colpa di tutti gli altri e mia, senza alcuna riserva.
Non voglio pensare, cazzo, non posso pensare, adesso, cazzo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

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