10 agosto, 2006

factory

Stanotte non riuscivo a dormire.
Ho passato un'ora a cercare un lato del mio corpo che, steso, non soffrisse.
Il sonno stava però, lentamente, arrivando quando una delle mie mani mi ha dato uno schiaffo, in pieno petto. Sul lato sinistro, poco sopra il cuore.
Il braccio, poco cosciente, non è riuscito a prendere bene la mira.
La mano ha colpito. Non la pelle, solo il mio pensiero.

L'uomo a cui ho consacrato gli ultimi anni è tornato a sè o forse a me, è lo stesso.
Ha capito tutto, si è raccontato la verità. Posso solo gioirne. L'unica cosa che non ha capito che io, allora, avevo già superato l'amore, quello che ho detto, era il solo motivo per finirla in quel modo barbaro. E' l'amicizia che mi ha fatto male. E' la presenza della quale ho sofferto. L'ho amato, ma con lui non ho saputo vivere. Capita, certe volte capita. Posso solo piangerne adesso, ma non userò più nessuna parola per spiegare tutto questo. Se parlerò, sarà solo a lui.

C´era fra noi un gioco d´azzardo
ma miente ormai nel lungo sguardo
spiega qualcosa,
forse soltano
certe parole sembrano pianto,
sono salate, sonno di mare
chissà, tra noi, si trattava d´amore…
Ma non parlo di te, io parlo d´altro
il gioco era mio, lucido e scaltro…
Io parlo di me, di me che ho goduto
di me che ho amato
e che ho perduto…
E trovo niente da dire o da fare…
Però tra noi si trattava d´amore…
C´era fra noi un giocco d´azzardo,
giocco di vita, duro e bugiardo…
Perchè volersi e desiderarsi
facente finta di essere persi…
Adesso è tardi e dico soltanto
che si trattava d´amore, e non sai quanto…

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