26 agosto, 2006

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Quattordici gradi al sole, una settimana dopo...

Che non si dica che non ci ho provato, che non si dica che non ho sfidato la sorte, che non si dica che io qui non ci sono.

In un luogo ameno.
Un paesino della provincia di Bolzano a milleduecento metri:
Dopo un settimana di ricerca ho trovato internet. C`é tutto qui tranne le e e le u, accentate come dovrebbero, su questa tastiera.


Ci sono molte mosche, abbastanza silenzio e la ispilon messa al posto della zeta.
Che siano tutte queste cose a confondermi?
O forse che sia la lettura di lunghi brani a rendermi nervosa?
Una cosa e´ certa io qui dovrei passeggiare, andare in alto, sentire il freddo, quello vero.
Ma mi rendo conto che ho la gamba destra addormentata, le mani fredde e la mente piena e confusa. La gastrite e´andata via e vorrei fare lo stesso anche io.
Mario ha ragione, e´proprio la Patagonia il posto in cui vivere. Ma separandomi tutti i legami che ho.

Non esistono lettere accentate su questa tastiera, la zeta non é piü l´ultima lettera dellálfabeto e la a non e mai esistita.
Io, il tre vado sul Gargano. E domani lascio questo luogo ameno di cui non vedo la veritä.
Voglio un po´di casa adesso, un po´della serenitä che mi sono guadagnata. forse e solo una speranza, forse non me la sono meritata. O forse me la sono meritata e giä e´ stata consumata mentre io, neanche me ne sono accorta.

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