19 agosto, 2006

innocent cases

Ho un nuovo taglio di capelli.
I miei capelli sono molto anni sessanta.
Mentre io sembro una donna obesa degli anni trenta.
Tutto questo non mi piace affatto.
Non per il mio aspetto in sè, ma per le limitazioni che il mio corpo pone al mio vero carattere.

Detto questo, possiamo andare avanti.

Faccio dei sogni pessimi su persone che ho ormai cancellato dalla mia vita. Non faccio niente di particolare se non aspettare che si faccia una certa ora( che può essere tanto le sette, le quattro o le otto del pomeriggio) per bere. Scusate, ma, in questo periodo ho bisogno di bere.
Ho bisogno di far passare questo mese, andare in vacanza, al mare, con le mie amiche e poi dare questi esami.
Ho bisogno di dare questi esami perchè questa città mi soffoca, questa casa, non la frequento ormai più.

Tutto, si è fatto così deprimente per me.
Da anni accetto questa situazione, questa città, questa casa, con estrema remissività, impegno e rassegnazione. Ma, adesso, non ce la faccio più.
Non ce la faccio più a pesare tanto, non ce la faccio più a vivere qui, non ce la faccio a rimanere sempre sola.
Questo è tutto. Ho bisogno di partire, andare in Kenya al più presto possibile, guadagnarmi la tranquillità che mi spetta.
Ma sono la sola a dovermi occupare di quattro persone che superano i sessant'anni.
Se un giorno io trovassi qualcosa di buono da fare e dovessi tornare indietro per assistere uno di loro? Eh, cosa dovrei fare? Chi mi potrebbe aiutare? Nessuno, questo è certo.

E domani vado nel mio posto freddo, nel mio terrapieno e indosserò i miei stivali migliori, le maglie più calde che ho perchè il freddo, quello vero, sa essere qui, in fondo al mio cuore di sbarbo.

Il bello è che io sono una persona felice e serena e voglio vivere più di ogni altra cosa ma quando mi metto a scrivere esce sempre la parte più triste di me.

1 commento:

Anonimo ha detto...

qualcuno che t'aiuta lo troveresti, stanne certa. Il fatto è che questo pensiero, per quanto pienno di saggezza e lungimiranza, non è l'unico a cui tendere e dare conto. Gegè dixit:"che bene puoi cercare da una persona che non ne ha saputo fare a se stessa(l'italiano è nostro)".