26 ottobre, 2006

senza nessuna pietà

Anche stasera metafora della mia vita. Cucino la pizza per i miei, scambio due parole con mio padre e ci litigo. Lui mi offende ma fa l'offeso. Mentre mi amdre cerca di capire la pizza si brucia. Di pizze ne avevo fatte due. Prima una per loro, che hanno mangiato e poi la seconda per me che si è bruciata. Quando mi sento che anche i miei riescono a mettermelo a culo non posso fare al tro che fermarmi a pensare a cosa sarebbe meglio per me. Ho bisogno solo un po' di pietà. Per una volta, pietà, please.

24 ottobre, 2006

ainsi. ce matin.

ho trovato

ho trovato questo sito. poi ho trovato tristeza, una canzone popolare. la palpebra cala. vado a dormire piena. ho addosso il mio smalto. quello più scuro. vado a dormire, potrebbe schiarirsi. mi chiedo solo una cosa. dove sono stata per tutta la sera? se sono stata, di certo non era qui. e se qualcuno era con me, per favore lo dica. solo a me.

tristeza, por favor vá embora. minha alma que chora. está vendo o meu fim fez do meu coração a sua moradia já é demais o meu penar. quero voltar àquela vida de alegria. quero de novo cantar la la la la la la la la la la. quero voltar àquela vida de alegria. quero de novo cantar.

22 ottobre, 2006

senza freni

Avete presente quando guidate la macchina senza benzina in discesa e decidete di mettere a folle per cercare di tornare a casa o di raggiungere il benzinaio più vicino? E se per caso frenate non con il freno a mano, avete presente che tipo di frenata fa? Si, diaciamocelo, non è una frenata quella. Ebbene, la mia auto, con le ruote appena gonfiate, con l'anteriore destra che tirava un po' troppo ha fatto quel tipo di frenata. Solo che ero non con il cambio in folle, si in discesa e non c'era nessun olio per terra o consimili vicissitudini automobilistiche. Ho testato la mia auto, ho testato i diciotto anni di guida di mio padre a Napoli e ho evitato un tamponamento a catena in uno degli incroci più pericolosi di Pozzuoli. Ebbene, sono viva e vegeta e non tamponata. In fondo, io volevo uscire stasera. In fondo ho avuto il tempo di fumarmi una sigaretta, di scambiare quattro, ma proprio quattro, chiacchiere e via. A casa. Adesso ho una maschera astrigente seboequilibrante. All'argilla e mandarino. Ovvero ho sul viso una cosa che diventa da arancio a arancione scuro. Se così sembro abbronzata, mi sa che me la tengo pure per uscire stà cosa. Mi sa pure che ora finisco di fare meglio il manuale, magari domani mi fanno un bel lifting e nun c'pens cchù! Art! Amour! Glamour!

21 ottobre, 2006

ristrettezza polmonare

Supponiamo noi due / un amore nulla più
supponiamo un amore
che non voglio che vuoi tu
solo davanti a un bicchiere
mi aspetteresti la sera
supponendo un amore / che non voglio che vuoi tu ?
Supponiamo un mattino
tu ti alzi e ami me
e che il tempo non passi
che non vivi senza me
tra tanta gente diversa
ritroveresti te stessa
supponendo che sola / tu non vivi senza me ?
Supponiamo è gia tardi
devo andare ma non vuoi
supponiamo che cerchino
il mio viso gli occhi tuoi
arrossiresti nel viso
se mi rubassi un sorriso
supponendo che in fondo
ciò che conta siamo noi ?
Amore
supponiamo dei giorni, inventare i ricordi
supponiamo un amore una volta soltanto
un amore che vuoi tu
Supponiamo una stanza
tu mi aspetti gia da un po'
il telefono squilla
dico forse non verrò
sapresti tacere il dolore
e non portarmi rancore
supponiamo che soffri
perché amore non ti do ?

oui, c'est moi!

serata casalinga

Serata casalinga presenta:

  1. dolce fatto in casa;
  2. pizza comprata;
  3. film in francese, non per volontà ma per imposizione iraniana;
  4. cure di bellezza;
  5. lavoro;
  6. studio.


Riuscirà la nostra eroina a distrarsi e a non accorgersi che questo è il secondo giorno di clausura?

20 ottobre, 2006

opalina


Raffreddore estremo. Non commenterò ulteriormente. Non sono riuscita a studiare nè cooperazione nè francese. Non sono riuscita a leggere. Non sono riuscita ad uscire, cosa ben più assurda. Ovviamente a fumare neanche ci ho pensato. Ho lavorato però un po'. Domani credo che mi riprenderò totalmente. Avevo lo smalto alle unghie, meno male, chè altrimenti mi sarei sentita davvero male. Non ho neanche messo gli orecchini, oggi.
Va be' vado a prendere il tachi flu dec.

ode al tachiflu dec


O, amato tachiflu dec. Mi farai del male, lo so. O, sognato tachiflu dec. Mi mancherai, lo so. Ma stamattina il mio unico pensiero era qualcosa di caldo, l'unica a rinfrancarmi era la tisana all'ibisco e rosa canina. Ma a niente sono servite. Ore ed ore ti aspettai stamane e tu non arrivasti. Ore ed ore al mio computer passai prima di possederti. Tutta la strada dovetti percorrere per evitare di addormentarmi al volante grazie a te. Ed adesso a notte fonda io ti amo mio tachiflu dec. Mi farai dormire mio tachiflu dec. Ti amerò a lungo tachiflu dec. E sei pure buono! Ma non è che sei cubano mio tachi flu?

19 ottobre, 2006

rosita

Quando non riesco a dormire, quando non riesco a mangiare, quando non riesco a respirare. Ogni volta mi distraggo, penso a cosa posso fare per rimediare e vado via. Oggi ho preso una medicina, ma sto peggio. E ogni volta che tento di dormire ma non ci riesco ascolto Rino Gaetano. Perchè alle volte io sono qui, ma dovrei essere altrove. E nella mia mente c'è ancora qualcos'altro.

Le paludi le rose i caffè l'amore le cose le vetrine i vestiti di raso e un nuovo motore e Daniela stasera mi aspetta nell'ascensore i quattrini la speranza d'averne, far crepare d'invidia il lavoro è a casa da lei la carriera sicura poi la sera ritornare se stessi pensare pensare ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai le paludi le rose i caffè Gesù tra i bambini un bicchiere il fumo distorto e un nuovo motore con un altra farei chissà che con Daniela l'amore ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai

18 ottobre, 2006

sono come tu mi vuoi vs trafitto

io sono un vuoto a perdere uno sporco impossibile un marchio registrato un prodotto di mercato io sono un punto fermo una realtà di base un dato di fatto un dato per perso non ho codice segreto nè codice cifrato io cerco centri di gravità permanenti io sono una pratica evasa non sono come tu mi vuoi io sono una vertenza chiusa non sono come tu mi vuoi sono un vicolo cieco non sono come tu mi vuoi un pozzo senza fondo non sono come tu mi vuoi non sono un vuoto a perdere nè uno sporco impossibile nè un marchio registrato nè un prodotto di mercato non sono un punto fermo nè una realtà di base nè un dato di fatto nè un dato per perso ho un codice segreto ho un codice cifrato non cerco centri di gravità permanenti non sono una pratica evasa non sono una vertenza chiusa sono come tu mi vuoi non sono un vicolo cieco sono come tu mi vuoi nè un pozzo senza fondo sono come tu mi vuoi

una volta ancora

Oggi, come sempre, io sono stata uguale a te. Credo sia una malattia, uno strano morbo, qualcosa che sta invadendo me ed i miei sogni. Mi ricordo di discorsi belli tondi ragionevoli ed adesso mi trovo qui ad ammettere che quello che di buono c'è stato è ancora lì. Che c'è stato qualcosa di buono perchè io sono sempre uguale a te. Ed è uno spreco, non ti amo ormai, ma sono uguale a te.

condotti da fragili desideri tra puro movimento ed immoto con sospetti automatiche simpatie nel bel mezzo del progresso di diversi colori tra i quali il nero il verde il moderno tifiamo rivolta, tifiamo rivolta nell'era democratica simmetriche luci gialle e luoghi di concentrazione nell'era democratiche strade lucide di pioggia splende il sole fa il bel tempo nell'era democratica mi ricordo di discorsi belli tondi e ragionevoli belli tondi e ragionevoli mi ricordo di discorsi trafitto sono, trapassato dal futuro cerco una persona che mi sia di cuscino fragili desideri fragili desideri a volte indispensabili a volte no

17 ottobre, 2006

destinazione d'uso


Brutto segno quando sogni l'esatto opposto di quello che sentivi il mattino prima. Brutto segno davvero.
Ma quando qui dentro io ho un pensiero positivo che resiste, nonsotante questo, allora, carini i sogni, carino quello che sentivi il mattino prima. E' la mia testardaggine che mi ucciderà. Se sono convinta di qualcosa, ne sono certa. Mi rimane addosso la sensazione di quando ami qualcuno per tutta la notte e lo sai solo tu. E' strano, non è attinente alla realtà ma è questa la sensazione che ho.

15 ottobre, 2006

splendore vs terrore

Roma, mesi dopo. Torno e vorrei restare. Il sonno è un lusso, mi sveglio ogni ora. Ma il concerto, ieri sera mi ha portata in un luogo che pensavo di aver dimenticato da tempo. Perchè, alla fine, sono io il punto che unisce. Quello che divide è che adesso so alla perfezione quello che voglio.

L'aria rarefatta non produce odore non mi cambia più l'umore nel circuito affascinante mi rallegri l'anima luce intermittente e non riesco a perdonarti veramente cerco ma non riesco a perdonarti veramente mentre moltiplichi ragioni di fango vedo quel che vedo Evito, evito i tuoi movimenti immagino nell'amore che da me pretendi toccami e baciami fino alle viscere immagino fantastico che immagino I colori cambiano quasi per proteggere pomeriggi inutili fammi affogare nel tuo verde mare con certezze sterili e non riesco a perdonarti veramente io cerco ma non riesco a perdonarti veramente mentre moltiplichi acide lacrime vedo quel che vedo

14 ottobre, 2006

sono uguale a te


Sono uguale a te. Nel peggio e nel meglio sono uguale a te. Vado via, ritorno, fuggo e ritorno. Faccio chilometri solo per arrivare. Ed il mio è tuo. Ogni mio, ogni giorno diventa sempre più tuo. Mia madre mi ha sempre detto che chi si assomiglia si piglia. Ma questo non vale, per noi due. Non vale. Perchè il mio è tuo ed il tuo diventa mio. Perchè questo è il mio unico addio. Il terrore non mi spinge più. Non ho più paura di cercare. Non ho più paura. Io sono uguale a te. E questo è il mio unico addio.

13 ottobre, 2006

peel off

Giro per casa con una maschera sul viso. Bevo caffè sempre troppo poco. Fumo una sigaretta dedicata alla mia serenità. Sento una puzza e mi accorgo che è fuori dalla mia casa. Sto cercando di raccontare un'ossessione, di un'ossessione nata dai sogni, ma mi serve qualcuno con cui parlarne, uno specialista di cosa? Mi serve uno specialista in cosa? In me? In mente? In sogni, non lo so ancora, mi sembra il caso di decidere. Ascolto i CCCP, scelgo altra musica, decido dove andare, se restare o fuggire. Dovrò comprare qualcosa che mi aiuti, perchè mi conviene. E' un supporto della solitudine. Non della solitudine cosmica, ma quando sono sola ho bisogno di qualche cosa che mi dia una mano. Ovviamente sarebbe meglio che qualcuno, non qualcosa mi desse una mano ma no, non sono più adatta a chiedere aiuto, mi annoio da sola. Quindi, adesso prendo l'accendino, una sigaretta, lego tutte insieme queste cose nell'ordine giusto e poi, finisco il mio caffè.
All'improvviso suona And the radio plays. Ricorda me, in un altro posto, con una luce diversa, in una casa più grande, più buia, felice. Ho qualche fiore sui capelli.

botto e bruno vs cummings


°le tue dita di ogni cosa fanno
pratoline°












° (se l'amore è un dì)

non temere, andremo alla festa di ma
ggio°



°cantando(se lamore è un dì)

a che ragazza fiori vai portando°




°Essere le tue labbra è cosa dolce
e piccola.
Morte, Te chiamo ricca oltre ogni sperare
se altro perdi,
ma questa sai pigliare.
(se l'amore è un dì
e la vita un nulla, non cesserà di baciare)°

11 ottobre, 2006

david bowie

° che forse a salvarmi la vita lo sta facendo, ma quella voce non mi aiuta°

10 ottobre, 2006

sotto il sole



Oggi un uomo ha detto che un mio personaggio- che doveva avere un'ossessione da portare avanti- era completamente fuori di testa. Io mi sono fermata. Non gli ho detto quello che pensavo. Quello che pensavo era, in un secondo: è ossessionata da qualcosa, come potrebbe vivere bene nella sua testa?
Erano tutti sorpresi, straniti e volenterosi, dopo aver letto un racconto di Banana Yoshimoto, di vivere un sonno profondo e continuo, di dormire per giorni interi.







Ho visto le cose che si fanno sotto il sole Non c'è niente di nuovo sotto il sole Cieli vasti Belle cosce da accarezzare Rancori repressi Vestiti ordinari Valutazioni discutibili Colori intensi Momenti esaltanti Buone carte da giocare [Non c'è niente di nuovo sotto il sole] Passioni sopite Slanci affettivi Semafori lampeggianti Bevande ghiacciate Vuoti da riempire Situazioni limite Risa convulse Altre carte da giocare