11 luglio, 2007

brut

Era tanto che non andava bene così. Io che rimango per un po' coni miei amici. Che mi prendono in giro ed io che sbaglio a ricordare. C'è qualcuno che manca stasera ma telefoniamo, perchè non paghiamo il telefono, anche se non si sa perchè. Il vino bianco diventa traditore ed era un anno che non lo bevevo, di notte, in lacrime, per spiegare in una casa mai mia. Era sempre buio in quella casa. Ed era tutto meno che casa mia. Era tanto che non parlavo e che non vendevo gente cresciuta davanti agli occhi. Che non sentivo una famiglia che non fosse mia. Era tanto che non tornavo a casa ubriaca, con qualcuno che guidasse la mia auto e con me che non riesco a infilare la chiave nella toppa. E' un'anno da questo caldo. Era tanto che la mia pelle non bruciava così, con il caldo, le persone, l'allegria e l'abbraccio. Basta un po' di protezione, basta non dover tenere sempre le difese alte e la cazzima pronta ad un minimo sussulto. Era tanto che non provavo interesse a raccontare una storia non mia e nemmeno tua. Era tempo per capire che sono brava sembrare buona e a far soffrire. Era tempo per un abbraccio, per un palese accordo, per un affetto senza più problemi intorno. Era tanto che non restavo così in silenzio a parlare di me.
Credo sia il vino, l'attesa dell'altro senza avere la forza di chiedere al cameriere una nuova bottiglia. Credo si ala mia gonna, i tacchi bassi e un foulard. Credo sia un po' di spumante amaro anche se non si dice. Ma la bottiglia l'avrei finita tutta. Senza pensare a nessun altro se non agli amici. Vorremmo andare tutti via, aspettare quello che vogliamo e rimanere in pace. Basterebbe solo questo. Non uccidersi per niente e non soffrire perchè siamo insieme. Per una sera almeno.

10 luglio, 2007

santo mauro

Ho trovato casa a Parigi anche per la settimana scoperta. Ho una buona impressione del nostro ospite. Ha anche il voip. Ha anche un cane. E' veramente gentile. Credo gli farò una statua d'oro.
Sono tornata oggi pomeriggio.
Ieri ho passato una serata d'analisi delle vicende ischitane all'interno della festa della pizza. C'era un palco. Presentava anche Raffaele di un Posto al sole.
Ho preso tantisismo sole. Ho scavato un sacco. Mi si è tolto tutto lo smalto. Ho dormito con la mia nipotina addosso. E' una pietra qualla bambina, ma è carta velina quello che sente.
Io fumo poco, ho cenato con Mario, domani si laurea. Ho fatto foto ed è il minimo.
Mi chiedo solo come sia possibile che tutti mi chiamino signora.
Qualche giorno fa sono uscita di casa con Chicca. C'erano i giardinieri sotto casa. Li abbiamo salutati. Loro hanno risposto. A lei con uno Ciao e a me con un Salve. Qualche giornofa una donna credeva fossi incinta e ormai tutti michiamano Signora.
Ieri ero seduta ad un bar. Ho avuto il terrore che il cameriere, mio coetaneo, mi chiamasse anche lui signora. Allora ho tolto la stola. Ho sperato che una persona con una scollatura come la mia non potesse essere definita Signora. Lui è venuto al tavolo. Ha chiesto cosa rendevano le signore. Almeno non si riferiva solo a me. La cosa non allevia minimamente il peso dei miei capelli bianchi.
E comunque domani Mario si laurea.

05 luglio, 2007

hey! been trying to meet you!

E' che ci sono cresciuta ascoltando i Pixies. E' che non me lo aspetto, ad un concerto, che facciamo una loro cover. Chè mi ricordo che neanche Napster c'era quando Mario mi ha portato la prima cassetta. Da un lato c'era registrata in loop Creep dei Radiohead, dall'altro, come quarto pezzo i primi Pixies della mia vita. Mi ricordo come mi sentivo quando la ascoltavo. Ed era molto meglio di quando ascoltavo Creep. Perchè mi sentivo inutile, immobile, con i Pixies no. Da allora ho iniziato a cercare loro dischi. Ed a Napoli gli originali non c'erano mai. E solo dopo molto anni, a cassette ormai usurate al massimo, ho saputo trovare quei dischi. E dopo tutti questi anni io mi dimentico che i Pixies sono stati i miei Nivana, che non sono stata io, la sola, a Napoli a cercare quei dischi. E dimenticandolo, ogni volta che vado ad ascoltare qualche gruppo che suona e che mi propone una loro cover io la prendo come un favore personale, come quel ragazzo che mi fece cinquemila lire di sconto pur di farmi comprare Surfer Rose. Ma tutti i gruppi suonano solo Where is my mind e a me non basta più, ne voglio una tutta per me, in questo giorno d'inizio luglio, con la spalla piena di sole e col pensiero in un altro luogo. Voglio poter pensare a te sotto quel sole. Voglio poter pensare a giorni più vivi. Voglio poter pensare a quello che mi muove la vita. Voglio solo che qualcuno mi canti una canzone.

Quel giorno continuavo a cantare una canzone seduta sui gradini romani di una piazza di Napoli. Non ricordo neanche chi ero, ricordo solo che ci saremmo dovuti separare tra poco. Ti ho detto di guardare in alto per trovare quello che cercavi. Ho avuto la canzone in mente per tutta la vita. Per tutto il mondo, per il mio corpo. Per quel palazzo con una porta di legno. Ed io adesso sono piena di canzoni. E voglio solo dormire a lungo.

hey
been trying to meet you
hey
must be a devil between us
or whores in my head
whores at my door
whores in my bed
but hey
where
have you
been if you go i will surely die
uh said the man to the lady
uh said the lady to the man she adored
and the whores like a choir
go uh all night
and mary ain't you tired of this
uh
is
the
sound
that the mother makes when the baby breaks
we're chained

04 luglio, 2007

meno apostrofi, più lavoro!


Ho il fiato sul collo, mi giro, cerco di guardare, ma non capisco cosa ci sia dietro di me. Fumo molto e non dovrei. Fa troppo caldo qui, per fare qualsiasi cosa. Sto morendo di ansia. Nervosa, muovo la gamba destra- rimbalza sul tallone. Credo che tra due giorni la mia gamba sarà magrissima. Se potessi bere un po' di birra, se solo potessi nel caldo infernale, un birra ghiacciata. Non scrivo, sto organizzando la mia storia di campagna, guardo l'età, il luogo, il percorso ed i personaggi. Mi serve tempo, l'unica cosa che non avuto mai. Scrivo in mente, e m' innervosisco di più. Sono nel panico, senza cervello ed ho passato l'ultima ora a scoprire che in America Latina ci sono solo conferenze panamericane dopo la Seconda Guerra Mondiale e che gli Stati Uniti non hanno mai concesso aiuti economici.
Non trovo un momento per cercare di pulire la mia mente, ho ucciso quello che potevo, è solo polvere questa. Ma dà fastidio, adesso. Lucidità: dove si trova oggi?
Una birra fredda, un mare, delle persone insieme, per favore, al più presto.

01 luglio, 2007

html & sin no more





Ok, ho capito, il modello d l blog non lo dovrei toccare se non conosco i codici. Ok, è chiaro adesso.
Ma qualcuno, per favore mi spiega perchè la mia sidebar non si vede con Internet Explorer? Eh, me lo volete spiegare? Ho controllato il modello precedente all'aggiunta nella barra laterale di last fm e non c'è nessuna differenza significativa! Vi prego, salvatemi, sto impazzendo.

26 giugno, 2007

io, te e le cose




C'è vento da nord stasera. Finalmente respiro. Ho sonno ma aspetto la mia amica. Cerco festival parigini per il mese di agosto e d'incasellare gli impegni della settimana: non sono molti, ma non ne vorrei nessuno. Vorrei solo poter studiare in pace e sentire qualche concerto con i miei amici. E vorrei bere una birra fredda, dormire in pace per una notte intera. E smettere di pensare, di voler essere altrove. Ma è solo un gruppo di pensieri cattivi a raggrumarsi, sono solo lacrime che non verso, sono solo poesie che non posso permettermi e che non posso comprare. C'è bisogno di presenza, di persone reali e di comprensione. Non ne vale davvero la pena, devono aver pensato.
Ho davvero sonno stanotte e non c'è niente di meglio che scomparire, per un po'. E' l'unico modo che conosco per coprire le ferite.

21 giugno, 2007

informazioni di servizio.

Ho passato l'ultima ora a correggere un"petit text" per far valutare il mio livello di francese da una scuola vicino Belleville. Ci sono solo nove alunni per classe. E ne gioisco, potrei imparare definitivamente il francese. Avevo voglia di mettere un po' a posto il modello del blog, devo aver fatto un casino quando ho inserito last fm nella barra laterale. Credo di disidratarmi. Arriva l'estate e non ho voglia di bere. Arriva l'estate e nonho voglia di trovare un alloggio a Parigi per la settimana del mese di agosto scoperta. Fumo una sigaretta, guardo piano, parlo ancora di meno. Sono sola in casa e le luci sono tutte accese. Mi dà fastidio avere le luci troppo spente di notte. Ieri ho letto un racconto che avevo scritto di getto in treno domenica scorsa. Antonella mi a detto che devo sceglire. Ne abbiamo parlato a lungo ieri. Mi sarei sotterrata, se avessi potuto. Poi, ho fatto finta di niente e sono andata a guardare Ocean's 13. E il mio fine settimana al mare, e le tasse dell'università e la bolla di caldo africano ed io che svengo appena mi alzo. Devo studiare un saggio su Peròn ed uno su Vargas. Ma devo lavarmi i denti adesso. Ogni volta che prendo dell'acqua tra le mani me la getto in viso e sento che è troppo caldo qui. Ho sognato un uomo stanotte. L'ho riconosciuto da come mi pungeva la sua barba il viso, da come il mio naso gli arrivasse sul collo. Ed è sempre più chiaro che quello che ho perso è solo qualcuno che mi proteggeva dagli altri, da me stessa, dai bambini. Da tutto il resto. Ho scritto un racconto sulla campagna ieri. Ernesto è il protagonista. Ma non so quanto durerà.
C'è un film pieno di ragazzi, donne nude e carte di credito consumate alle mie spalle. Le bottiglie sono tutte aperte e bevute a metà, i piatti da lavare e le sigarette quasi finite. Credo che non dormirò nel mio letto stanotte.

Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l'assenza della tua vita.
E' così bello sentirti fuori,

desideroso di vedermi

e non mai ascoltato.

Sono crudele, lo so (...)

AldaMerini, Ballate non pagate. 1994.

Stanotte mi accorgo che solo adesso è vero.

16 giugno, 2007

de quotidianitantibunz

Ogni notte dormo nello stesso letto. Spengo la luce principale, metto ben fermo sulla lampada un foulard rosso. Spesso tiro giù fino ai piedi tutte le coperte che ho e mi stendo. Appena seduta sul mio letto noto il mal di testa. Ma non è forte, è solo un momento di lucidità. E' solo l'unico momento della giornata in cui ammetto di essere stressata. Il mal di testa non passa e non dà fastidio fino a quando non leggo una parte qualsiasi di un libro qualsiasi. Mi culla il mal di testa la mattina appena sveglia e la notte prima di dormire.
E' un paio di giorni, però che il mal di testa non si fa sentire, che latita, che non mi ascolta più. O forse sono io che non ascolto lui.
Del resto non è la sola cosa che latita. Ogni notte, con il mal di testa io lotto con il telecomando della tivvù. Che latita, all'improvviso e costantemente. Dal momento in cui accendo la televisione, scegliendo il canale che mi farà da sottofondo, ed il momento in cui perdo il telecomando, può passare un'ora così come dieci secondi. Da quel momento partirò per una ricerca matta e disperatissima del telecomando in ogni luogo del mio letto, infilerò le mani dappertutto, negli interstizi vari e lo troverò solo nel momentoin cui deciderò di alzarmi. Non lo troverò, bensì lui si farà notare cadendomi di dosso e producendo uno dei rumori notturni dei più fastidiosi.
Adesso: credete che sia possibile perdere ogni notte un cosetto di dieci centimetri per cinque in un inutilissimo letto ad una piazza per poi ritrovarlo sempre nello stesso identico modo? No, tanto per sapere. Perchè poi una volta non l'ho ritrovato fino al giorno dopo ed era davvero incastrato fra le coperte dell'inverno freddissimo di due anni fa. Quell'inverno era davvero freddo, dormivo arrotolata inun plaid come fossi un bruco e quando ero ben appallottolata mi premevo forte sulle spalle il piumone. E' stato un inverno freddo due anni fa. Davvero freddo.

15 giugno, 2007

promemoria della settimana









Pensarci. Pensarci bene. Pensare a favore di chi. Pensare perchè. Pensare la paura. Capire la paura. Pensarci in modo lucido e perfetto. Mettere le scarpe migliori. Camminare sola a lungo. Pensarci costantemente e cercare certezze. Bere acqua fredda. E poi chiedere tutto il permesso. Solo quello necessario.









12 giugno, 2007

un nonnulla per puffetta!

Incroci strani con scarpe calde, un racconto da finire, una domenica giusta. Sono stata una persona normale per due giorni. Senza eccessi e ossessività- se non nel parlare. E' una vita migliore questa. Potrei parlare a lungo- per una vita intera- ma dormire con il sorriso appena spento sul viso con mani ben piantate addosso è quello che voglio. Una strana compagnia al filo interdentale bianco ieri. Uno strano circolo in cui ognuno faceva fatti suoi in pubblico, in circolo, con un po' di birra e di piloni. Un po' di paura a far vedere quello che c'è. Ma neanche un pensiero è andato a quello che non c'è. Neanche un disegno stupido a quello che ho lasciato a terra sanguinante. Pace, mi hanno chiesto quanto durerà. Spero almeno una settimana ho risposto.Oggi non fa male neanche andare via.

E' il primo post questo. Non è non triste. E' felice, è diverso.

31 maggio, 2007

arrondissemet


Ho la faccia impiastricciata di trucco. Non so perchè ma a quest'ora sono ancora perfettamente truccata. Un senso di stanchezza, di sporco mi blocca il pensiero.
Mi pulisco la faccia, posso tornare a casa.

29 maggio, 2007

cassonetto differenziato

Qualche tempo fa ho trovato un album di fotografie. E' l'unico che io abbia mai avuto. E' pieno di scatti di ogni parte del mio corpo in movimento. Mi sono guardata, non ho trovato niente di diverso. L'ho trovato e nascosto nel ripiano alto della libreria.
Mi hanno detto che c'è qualcosa di diverso, nei sorrisi presi in quell'album. Era più limpido tutto. Ma a me sembra che io rida nello stesso modo.
Ci penso oggi, camminando nel vento, con scarpe troppo comode, vedo che la pulizia di quel momento è stata nel peggio della mia vita: io non conoscevo neanche il mio nome.
Sconsigliabile, uscire dalla propria casa con un vento così. Ma è stato più forte. Un colpo di vento e non avevo più pensieri, solo polvere. Ed è quello che basta.

25 maggio, 2007

sin. more and more.



C'è solitudine iin questa stanza stasera. C'è poco cibo per mesi e nient ealcol. Questo è il mio progetto. C'è la televisione conil volume basso ed io che guardo la storia di una vela. Perchè mi rilassa, perchè mi lascia libera di dormire. C'è tutto il trucco stasera sulle mie guance. C'è odore d'immondizia ma è quello delle ultime settimane. C'è gente che festeggia, bambini che corrono e musica alta, troppo alta per una neonata. C'è tutto un mondo stasera e nuov epietre che ho messo sul fondo. Non parlo da ore. Qual' è il peso del mio seno in questa vita?

22 maggio, 2007

portrait of lenin in P.1

Che succede nella mia mente? Che succede al mio corpo che non riesce a svegliarsi prima di mezzoggiorno? Che succede? Perchè non ho da dormire di meno devo davvero dormire dieci ore per sentirmi riposata. Devo avere i piedi fermi nella realtà e devo posticipare tutti i pensieri alle azioni. Ho appena scoperto che non so scrivere in terza persona, come se fosse tutto uguale in terza. In prima posso anche riuscirci, ma in terza è una vera tragedia. Ed adesso cosa si fa? Si chiede in giro, si cerca come fare e si scrive sempre in prima fino a che non esca la terza. Be' ho sempre aspettato che le cose della mia vita uscissero da sole, perchè non posso aspettare anche questa, fondamentale? La mia mente continua a produrre fidanzati senza alcuna credibilità ed onestà. Cosa succede nella mia mente?Anche oggi svuoterò il mio armadio, confonderò i vestiti e poi, finalmente metterò tutto a posto, in ordine di colore. Chè almeno così gli abbinamenti sono chiari, non posso confondermi.

e dopo tutto a me non resta che la voglia di sentirti, di guardarti dritto in faccia. è una vita migliore, questa. un salto nel passato sarebbe la cosa migliore che posso trovare adesso. ma se fosse adesso il modo migliore per uccidere tutte le mie buone intenzioni? io non so se posso tornare adesso. tu puoi? Where's the love song? To set us free Too many people down Everything turning the wrong way around And I don't know what love will be But if we start dreaming now Lord knows we'll never leave the clouds And you've been so busy lately that you haven't found the time To open up your mind And watch the world spinning gently out of time Feel the sunshine on your face It's in a computer now Gone are the future, way out in space And you've been so busy lately that you haven't found the time To open up your mind And watch the world spinning gently out of time And you've been so busy lately that you haven't found the time To open up your mind And watch the world spinning gently out of timeTell me I'm not dreaming but are we out of time? (We're) out of time out of time out of time out of time

21 maggio, 2007

sogni molesti per discorsi indigesti.

Ho ancora lo smalto rosso ben piantato sulle unghie. Mi sveglia un uomo che vuole sapere perchè. Ha un tono fastiodioso, invadente. Sono certa che non dirò nient'altro che no. Mi addormento di nuovo, nervosa. Sogno un uomo che mi chiede di reggergli le chiavi di casa. Ma c'è un pulsante che non so usare sul suo portachiavi e serve a far comparire le sue guardie del corpo e le persone che vogliono ucciderlo. Non perchè sia un uomo importante ma perchè ha alcuni problemi con il superspaccio di droga. Io mi chiedo perchè mi piaccia tanto, è anche troppo grande. Sogno di entrare in una casa romana, sogno di girare per una strada e fare tardi ad un appuntamento che non credevo fosse così chic. Sogno di chiudermi in bagno ed addormentarmi per la vergogna del ritardo. Quando esco dal bagno, l'appuntamento è finito, una donna mi chiede il posto in auto per due borse enormi, per le due sue figlie, per i loro ragazzi e per lei. Non chiede, anzi pretende. Si offende per la mia riposta negativa ma io non me ne curo, non lo faccio mai.
E' adesso che l'uomo mi dà le sue chiavi ed io muovo il portachiave. Capisco che devo scappare anche io, mi dice:"Se potessi comprare tutta la stada che va da qui all'Ascensione sarebbe un posto bellissimo". Io per un momento ci credo ma scappo uguale. Aspetto, ritorno dov'ero, prendo l'auto ed un secondo dopo siamo al mare. Lui si ostina a darmi le chiavi ed io mi ostino a non saperle usare e a fare in modo che debba scappare. Gli chiedo di andarsene e di non rimanere a parlare, non voglio vederlo morire sotto i miei occhi. Lui mi dice che dovrei considerare le cose che ci siamo detti poco prima. Io non voglio che dica così davanti a persone che conosco e che sanno che non dovrei avere alcun rapporto con un uomo così. Non voglio affrontare tutto questo, mi tuffo in mare. Dalla spiaggia, poi, vedo un uomo appollaiato su un tetto, che mi guarda.

20 maggio, 2007

due e quarantacinque


La domenica ci sono i tabaccai aperti, questa è la cosa migliore della provincia.


Che ci sono gli ombrelloni e che c'è sempre qualcuno che conosce il nome di un vento.


Io distinguo solo lo scirocco e non ricordo mai il nome del vento che viene da nord. Ma ricordo il libeccio, conosco le onde ed il freddo. Conosco la cima che portiamo e il salvataggio automatico del mio computer.

La cosa più bella della provincia è che ci sono dei treni di merda a portarti a casa la domenica pomeriggio. I treni sono così di merda che tu, a confronto puoi solo sentirti superiore. Si, superiore al trasporto pubblico, questa è la cosa migliore della provincia.

18 maggio, 2007

mani di ferro-mani di pietra








Ricolma di sonno ti apro una porta. Ti invito ad entrare, a guardare la novità:
sorrido.
C'è un rumore nella mia testa- una luce rossa che si accende.
E si spegne quando parlo di te.

14 maggio, 2007

apologia di pesci rossi




Un attimo di tempo per scrivere. A penna e non solo di tasti. Mi racconto un po'. Mi racconto di quanto mi stia perdendo nel racconto di personaggi e di una palla da baseball. Ho due pesci rossi adesso. Non mangiano e non dormono. E hanno viaggiato in poca acqua. Ma adesso sono qui. Il compleanno è passato, soleggiato e rumoroso abbastanza. Respiro, con nervosismo, ma a pieni polmoni. Mi abbraccio a quello che ho costruito sola. E l'unica cosa sono i miei amici. Quello che manca non esiste neppure. Un po' di affetto, semplice, è questo. Mi fermo ma per costruzioni ben salde. Sto diventando intrattabile, ma solo perchè non respiro più qui. Non ho certezze qui. E cerco solo di migliorare. A volte stento a vivere, ma solo unpo'. Sono intrattabile, ma ad un passo dalla felicità.

29 aprile, 2007

rose, corone e sneezy.

Sono abbastanza ubriaca da non riuscire a mettere le parole in fila. Sono abbastanza ubriaca da sapere dove sto sbagliando. Sono abbastanza ubriaca da sapere chi sono io e chi è Ceres Chen. Sono così ubriaca da ricordare che la i è solo una e non due. Sono abbastanza ubriaca da ricordare domani a che ora ho un'appuntamento. Ma la verità è che nessuno ha mai saputo niente. Che nessuno ha mai saputo. Punto. Come segno d'interpunzione, di felicità, di stress e di mazzate. Sono così felice che potrei uccidere i miei santi, messi in fila- amore ardore estremunzione. Ci sono molte cose strane che dovrei fermarmi. Fermarmi e riflettere ma non sono quella di una volta, non lo sono stata mai, ma sono le parole di una canzone di una volta ed i tasti scorrono più veloce dei pensieri e dovrei aspettare e farmi correggere ma non stiamo aspettando la cosa giusta. Fa' la cosa giusta. Sono solo parole, L'assenza è quello di cui parlano i miei amici. Il pensiero va lontano e cerca cose che io non saprei. E' l'effetto di un mojito, di un Pampero mai aperto. Di un' attesa per ritornare dalle mie parti. Di gente che sotiene che qui sia troppo triste. Che sia troppo triste perchè tuti si fanno di cocaina. Tutti si fanno di cocaina. Anche tu, amore mio, hai cercato di allontanarmi e lo hai fatto, amore mio, nessuna cosa ti è riuscita meglio: salvarmi. Ma io cerco una distruzione che sia splendida, che sia vita, che sia amore. Ed io stanotte non ho bisogno più di niente perchè ho cercato l'assenza, ho cercato la mia vita e le correzioni. Ed un romanzo mi sta aspettando in camera da letto e le vie sono infinite. Non scrivo da tanto. Avevo pensato di avere perso quella settimana ad aspettare, a sudare su quelle due sole parole. E dovrebbe esserci un punto e a capo ma è tutto scritto su una pagina per scrivere tutto insieme concreto come se non si potesse fermare. Ma si fermano le cose, non per emozione ma solo per capire che quello che sono è la mia crescita. E' la mia solitudine- tanto meglio dei compromessi che sono così brava ad organizzare. Non riesco più a leggere cose che siano poco più dei fatti. Tento di leggere Un annno terribile da tre anni ed Underground mi fa dormire da più di dieci anni. Io sono come tu mi vuoi. Io sono come tu mi vuoi. Ma mi stanchi per essere futile, vuota, senza carattere. Io ho chiaro. Tutto chiaro. E niente compromessi inutili. Ninete parole. Vuote, inutili, sensibili, solo fatti. Sono quello che abbiamo mancato. Come una scommessa. Come una partita. E tutto è mancato. Domani ritroverò quello che mi è mancato. E le parole sono solo promesse. Ed io non ne ho convinta nessuna ed io non ne ho guardata in faccia nessuna. Le promesse sono il sale della tua gloria. Straparlo. Ma le parole non sono niente, se ti fermi a guardare i fatti. Non sono niente se ti fermi a guardare quello che ho mancato, quello che ho tenuto stretto solo a me. E' solo musica, una musica terribile. Ma questa sbornia è una delle migliori, senza un barlume d'infelicità, senza un sogno di tristezza. Solo di fatti. E spero solo di non dover cercare errori perchè sarei un persona insidiosa se dovessi. Potrei parlare di più. Ma non lo so fare. Il mare è nero se mi volto a guardare ma non è la mia spiaggia, non più. Forse è colpa del troppo silenzio, forse è colpa delle parole dette così per dire e per conservare quello che non c'è più. Non mi serve niente di superfluo. Non mi serve niente di sessuale. Ne ho già avuto abbastanza. Ed una sigaretta in più fa s0ltanto bene. Il bene. Silenzio. E tutti zitti, lì sotto. Buonanotte.Ed un bacio dato. Solo per poca importanza.