30 maggio, 2006

sattimanastrana


Settimana strana questa. Elimino un po' il blog dagli impegni giornalieri, scrivo di meno. Perchè il pc toglie dello spazio alla lettura nella vitamia. Allora, per un po', finirò di leggere e poi tornerò grafomane come non mai...

28 maggio, 2006

miglioverde


E' che a quest'ora della notte sono tanto stanca, ma non fisicamente, solo mentalmente.
La consunsione mentale, non è niente a confronto.
Perchè non penso, non penso più ormai, ho capito che sa far male, pensare, ed allora adesso m'incazzo, m'innervosisco, dico tutto quello che ho da dire e me lo tengo ben fermo sulle mie spalle. Ma tutto questo mi distrugge, mi stressa, mi fa male. Mi fa male sapere che ci saranno cose che non dirò mai a nessuno che nessuno può immaginare. Mi distrugge, mi distrugge perchè sono io, mi pesa e tutto questo è solo mio. Non voglio dividere il mio peso, voglio solo, la verità, fino in fondo, voglio solo, una mano piccola , da qualcuno a fare quello che da sola non riesco. Ma so anche che da sola non riesco perchè ho paura, da sola non riesco perchè non è stata colpa mia, da sola non riesco perchè da sola è la condizione naturale, da sola non riesco perchè sono solo questo.
E allora, ora che da sola, non riesco, mi arrendo, aspetto, sul fiume il cadavere della mia stanchezza. Aspetto che le vitamine facciano effetto, che le forze mi ritornino, che le scottature sulle mani brucino di meno- le scottature vere, non quelle emotive, chè quelle no, non bruciano quelle-, aspetto che io mi decida a finirla e che le due cose, le ultime due cose che io devo fare, io, finalmente, diventino altro, possibilmente, passato.

24 maggio, 2006

è da come vorrei

Alle volte avrei bisogno di qualcosa di nuovo. Di bello, di più bello. Avrei bisogno di un'autista, di nuove medicine, di vitamine che funzionino sul serio.
Avrei bisogno di un po' di vita in più, di un po' di forza, sentire le mie ossa, carne, muscoli, sentirli per davvero e avrei bisogno di sapere dove stanno andando.
Vorrei non essere entusiasta delle cose e poi che quell'entusiasmo vada scemando pian piano, vorrei essere moderata, tranquilla, serena e vorrei essere in qualche misura normale. Vorrei poter stare zitta.
Be' adesso, a dire laverità, più di tutto vorrei novità e forza.
Prima di tutto forza e novità.

(in attesa vado a vedere La meglio gioventù, che una novità certo non sarà, ma il cuore, almeno un po', lo inizio ad esercitare)

23 maggio, 2006

cazzo!







Mi sono appena accorta, mentre scrivevo la sua storia, che io non volevo stare con lui, volevo solo tormentarlo. Attenzione!! Attenzione ragazzi!! Sono sadica!!

storia

E' troppo difficile, pe rme, scrivere la tua storia. Ebbene, ci sto provando, mi servi ed adesso, userò la tua storia, stravolgendola, scrivendo solo quelloc eh serve a me, ma la userò. Mi scuso, non volevo usarti così, ma questo è quelloc he mi serve adesso, di te.
E' difficile, lo sai? E' molto difficile per me.
Il cervello non l'ho usato in questi mesi, non ho usato i ricordi, le sensazioni ed alle volt emi fa brutti scherzi.
Be' adesso, vado. E' un po' difficile scrivere la tua, di storia, lo sai?

underwear

Be' è che alle volte non ho più parole, allora mi affido alla musica, è quello che resta.

Why don't you close the door and shut the curtains 'cos you're not going anywhere? He's coming up the stairs and in a moment he'll want to see your underwear. I couldn't stop it now. There's no way to get out. He's standing far too near, how the hell did you get here? Semi - naked in somebody else's room. I'd give my whole life to see it - just you stood there only in your underwear. If fashion is your trade then when you're naked you must be unemployed yeah. Cos once it's underway there's no escaping the fact that you're a girl and he's a boy. I couldn't stop it now. There's no way to get out. He's standing far too near. How the hell did you get here? Semi - naked in somebody else's room. I'd give my whole life to see it. Just you stood there only in your underwear. If you could close your eyes and just remember that this is what you wanted last night. So why is it so hard for you to touch him? For you to go and give yourself to him I couldn't stop it now. There's no way to get out. He's standing far too near and how the hell did you get here? Semi - naked in somebody else's room. I'd give my whole life to see it. Just you, stood there only in your underwear. Oh yeah I want to see you. Want to see you standing in your underwear.

22 maggio, 2006

ho sempre voluto scrivere una storia.


ho sempre voluto scrivere una storia su una persona cattiva, ho sempre voluto scrivere una storia non sulle persone cattive, ho sempre voluto scrivere una storia, solo su una, una sola persona cattiva.
non ho mai trovato il modo, ma so che ogni persona ha un suo motivo ed una persona che appare cattiva a gli occhi di tutti agli occhi di qualcun altro può sembrare molto più bella di quanto sia. mi sembra ovvio, l'amore rende ciechi... ma era soli, il testo della canzone, maèbenpiùdolorososepernemicieamicinonseipiùpericolosolatesta
ècosìpienachenonsentipiù
tisiapronolegambeoppurelehaiapertetu
aiutamiatrovarequalcosadipulitouccidimanonvuoimorire uccidimanonvuoimoriretrapiccoleienesoloseconviene
lamiapiccolaienasoloseconviene...

be' non volevo finire a cantare questa canzone perchè era altro quello di cui volevo scrivere ma adesso non so neanche più quello che sto scrivendo, cerco il punto di inizio in tutto questo ma non lo trovo, so solo che qualsiasi cosa si intrometta tra me e la mia scrittura potrebbe essere distrutto in un niente, e che qualsiasi persona si permetta di intromettersi nella mia vita per me è morta.
sono anni che non piango per le lamentele dei miei genitori, non ho pianto una lacrima per l'uomo che ho sempre amato, non ho versato una lacrima quando mi sono trovata a fare i conti con il mio vero passato. so solo che sono satura, sono piena, fino all'orlo e prima o poi tutto uscirà violentemente fuori. sono così satura che non m'importa davvero più di tutto quello che mi circonda, so solo che per i piccoli omicidi quotidiani, per tutti quelli che uccido ogni giorno io non piangerò una lacrima. perchè al mio funerale, tre anni fa, io non ho pianto, per il mio funerale io non ho mai pianto.
e non ho alcuna intenzione di ritornare a morire di nuovo, non ho alcuna intenzione di porre barriere tra me e quello che voglio. sono sempre più intenzionata a prendermi quello che voglio. che sia una malattia o la mia felicità, quello non deve interessare a nessuno.
questa è la mia forma, questo è il mio peso umano, questa è la mia vendetta queste sono le mie armi, è chiaro, non le ho nascoste mai, ma la mia vita, porca eva, è mia e se io domani volessi ammazzarmi nessuno dovrebbe parlarmene. non ho bisogno di comemnti, non ho bisogno di doveri. dove eravate tutti quando io stavo morendo? eravate solo a contestarmi, pronti, sempre pronti a contestarmi e se non fosse stato per i miei amici, io qui non ci sarei, e non ci
sarei neanche arrivata qui. quindi silenzio, datemi il mio silenzio. perchè se mi manca qualcosa di quell'uomo era tutto il silenzio che riuscivo a guadagnarmi, erabno tutte le parole che non volevo dire. se c'è una cosa che mi manca di dieci anni di dolore è solo il silenzio. e mi sembra che io non abbia fatto drammi, tragedie, sofferenze e disperazioni, non ho reso niente uno schifo per tutto quello che mi è successo, non mi sembra di aver mandato a puttane niente se non la mia vita, ma sono stata sempre pronta a riprendermela, senza dare il mio vero peso a nessuno. ed adesso non voglio sentirmi dire più niente. non c'è davvero più niente. ci sono solo io. e non piango più, non piango mai più per quello che non amo.
io sono qui. il mio peso su tutte le mie spalle, su entrambe le mie gambe e nessuno si intrometta in tutto questo. chiunque ci provi, per me, morirà.

21 maggio, 2006

Avevo deciso di non scrivere nessun nuovo post oggi, volevo che si aggiungessero solo tutti quelli del mio passato. Ma la mia instabilità ha vibrato. Prima mi ha fatto pensare che fosse successo qualcosa di bello alla persona che ho amato per tanti anni( una cosa bella che inevitabilmente doveva gettare me con armi, bagali, cattiverie ed odi, in una pozza di tristezza infinita e tremendissima frustrazione), poi ho pensato che gli fosse successo qualcosa di terribilmente brutto e poi ho pensato che forse non è più con lui che ho questa capacità di sentimento. Quiondi ho pensato in ordine a tutti i miei amici. Follemente ho mandato uno sms a ciascuno e fortunatamente ho ricevuto risposta da tutti loro. Ora c'è da porsi qualche domanda.
Quest'ansia è la mia paura di provare dei sentimenti terribili, devastanti, di perdita?
Sono pazzapsicopaicassassina?
Voglio solo tenere tutti sotto controllo per tenere sotto controllo la mia vita?
Allora sarebbe semplice dire che tutte e tre le domande sono a loro volta delle risposte.
Ma in tutto questo io ho una nuova rivelazione da fare.
Da domani io mi dò agli harmony con risvolto psicotico. Perchè una cosa è fare le stronzate, ma scriverle e sfruttarle è un' altra cosa.

(perdonami Scrittura, stasera,perdona la mi adisonestà, ma stasera stavo proprio a sbroccà...grazie)

20 maggio, 2006

...mumble...mumble...












A pensarci bene, mi va bene, mi va bene così. Difficoltà, lotte, azioni e reazioni. Mi sta bene, la mia vita mi sta bene così. Sono d'accordo, sono d'accordo negli ostacoli. Mi piace, quando scrivo e non mi convince quello che ho fatto ho un piacere immenso a cercare una cosa migliore. Ecco, sto cercando una cosa migliore, ecco cos'è quello che sto facendo. Non me ne ero ancora resa conto.

una volta sola. non una volta ancora.

Una volta sola io vorrei che la mia vita fosse ascoltata. Una volta sola vorrei che l'attenzione delle persone che amo sia concentrata su di me quando sto male, non quando sto bene.
Vorrei una volta, una volta sola, che mi si spezzasse un'' unghia e poterne fare una tragedia, vorrei una volta che tutto fosse semplice, regolare, quadrato, serio.
Vorrei aver avuto più di otto ore, avrei voluto essere fiera di me sul serio perchè le tacche sul muro non si mettono se non hai niente con cui scrivere.

Vorrei che il mio fottutto istinto non sapesse sempre tutto prima di me e non mi facesse cacciare in situazioni scomode, impossibili da realizzare.
Vorrei non sapere sempre prima le cose, mi basterebbe.
L'incoscienza si, l'incoscienza mi basterebbe.
O almeno, che mi sia dato un istinto usato, malato, almeno.
Forse avrei divuto fare di più? Ma cosa, cosa è di più? Davvero, spiegatemelo, cosa è di più?
Sto pagando il prezzo dei miei errori? Sto pagando il fatto che quando voglio un uomo sono disposta a fare del male a presone della mia stessa specie?
Sto pagando le cose che non dico?
Ma non è questo il prezzo, spiegatemi, che qualcuno mi spieghi, per favore perchè.
Ho sempre fatto errori, li ho sempre pagati e ho smesso di attribuire queste catastrofi al destino, agli altri, alla cattiva compagnia.
I miei errori, io li pago, ogni giorno e non c'è mai nessuno che mi dice che stasera si esce, si va a bere, che stasera io potrò non pensare.
Nessuno mi dice: <> senza davvero voler sapere che cos'ho.
Davvero sono stanca, anzi, non sono stanca, sono usurata, affannata di essere sempre felice, seria, assennata. Voglio essere una fottuta quindicenne che accusa gli altri dei propri errori, voglio essere una donna sull'orlo del suicidio, perchè se non t'ammazzi, allora, la tua vita non è poi tanto male.

summer on a solitary beach



Summer on a solitary beach, l'ho sempre cantata.
In Grecia ci infilammo in un viottolo in cui c'era almeno un chilometro di spiaggia deserta. Una collina a delimitare la spiaggia e gli alberi che coprivano la sabbia.
Ho sempre pensato che quella spiaggia appartenesse a lui, ho sempre pensato che quella spiaggia e quella canzone potessero legare alla sua assenza quello che rimaneva di me.
Una spiaggia, non ho mai detto a nessuno che era il posto in cui lo vedevo vivere.
Sono felice di come è andata a finire tra noi due.
Il silenzio è l'unica cosa che ci è sempre appartenuta, il silenzio è la sola cosa che ci meritiamo.
Le spiagge che guardo adesso sono diverse, felici, migliori, ho perso troppo tempo, ma adesso so cosa fare per salvarmi.

19 maggio, 2006

ripensamenti

Oggi parlavo con il mio amico mario, abbiamo discusso della mia vita sentimentale.
E' chiaro, lui mi ha detto, che tutti, anche lì dov'è lui, tutti si sperticano per me.
Ed io non me ne accorgo, mai. Mi accorgo solo che nessuno me lo ha mai detto, che nessuno è mai stato chiaro con me, che l'orgoglio, per loro è stata sempre una cosa molto più importante di qualsiasi cosa sentano.
Perchè non è successo mai una volta che io fossi una cosa semplice, che io provocassi dei sentimenti normali, tollerabili, accetabili da chi in quel momento voleva solo me.
Ed allora io sono felice quando penso a tutto questo, ma penso anche che così, se le cose continueranno così, io non potrò mai andare avanti, sentimentalmente, in un modo normale. Non voglio che i sentimenti che provoco siano normali, sia chiaro, ma vorrei che solo una volta qualcuno li sappia accettare e gestire e che quel qualcuno sappia gestire anche me, lo spazio che mi ritaglio dentro di loro.
Non succede mai, davvero mai.
Allora io non so se essere triste o felice, sono confusa.
So solo che dovrò fare dei viaggi per andarmi a prendere quello che voglio, so solo che io sto bene, io sto male, io non so come stare... e questo mi confonde.
Perchè ho sempre saputo quello che voglio, ho sempre saputo che Lui era il mio uomo, e che è tutto finito, ed ho sempre saputo che io non sono così, io so come sto, cosa voglio sempre, il mio istinto mi cura e mi salva da sempre ed io vorrei solo poter andare a prendere chi voglio e giocarmi tutte le carte, perchè ad aspettare adesso non riesco più...
Tutto questo mi sembra una perdita di tempo, se io non so come sei, uomo, io non so cosa succede, cosa succederà, se quello che sto facendo è giusto.
Forse, uomo, io non ti voglio, ma se aspetto ancora, io non lo potrò mai sapere.
Temporeggiare, in questo frangente, mi sembra una grande perdita di tempo, questo è il punto.

...poi ce n'è stato uno, solo uno, al quale non devo parole, solo azioni, ed è sempre stato bellissimo, tutto questo, ma è stata un'altra cosa... silenziosa...

17 maggio, 2006

per grazia ricevuta

A parte gli scherzi.
Ultimamente un pensiero oscilla tra l'orecchio destro e il sinistro, proprio nella mia mente: la mia vita sta andando dove deve, il mio equilibrio emotivo-psicotico-sentimentale, non è intaccato da idiozie e sberleffi.
Tutto ciò mi fa sentire bene, con me stessa e con gli altri e, cacchio, diciamocelo, se in questo momento decidessi di mettermi a dieta ed a studiare in modo serio, mio dio, sarei in uno stato di grazia.
Se lo facessi davvero non ci sarebbe tregua per il mondo.
E' per questo che i tornano in mente i versi di Casi Difficili dei Pgr:

...anima bella che giochi la tua pelle
il prezzo va alle stelle dovrai pagarlo Tu
anima forte che cerchi miglior sorte
la forza è qualità e viene giudicata
per quel che fa o non fa.

Ecco, queste sono le parole che mi vengono in mente ogni volta che mi lamento, ogni volta che sono insoddisfatta di me. Non penso a nient'altro, solo a queste parole. Forse già l'ho scritto, forse già l'ho detto.
Ma questo è quello che penso riguardo alla mia vita. E' questo quello che sento in dovere di dirmi ogni volta che mi critico, ogni volta che
devo fare i conti con me stessa.
Sono abbastanza onesta da sapere perchè io sono qui e perchè sono così.

Quello che sto facendo è un viaggio verso il meglio, non verso il minimo sindacale.
(...la forza è volontà e viene giudicata per quel che fa o non fa)
E' questo quello che mi' interessa avere quello che mi spetta.
( ...voglio ciò che mi spetta lo voglio perchè è mio m'aspetta)

fatwa & co.


Io ho un problema.
Ne discuto molto meno di quanto dovrei, ne discuto sempre meno, ma il problema c'è.
Io non riesco ad avere dei rapporti umani con le persone. Umani, normali, pacati, sensati. Non riesco.

Cerco ogni giorno di darmi qualcosa che mi tenga con i piedi ben piantati a terra.
Gli unici miei pensieri: stare con i piedi per terra, non stare ai patti di nessuno se non ai miei e vivere in mezzo a gente che può piantarmi un coltello ben fermo ed affilato lungo la schiena.
Che fa male, meglio se fa male.
Almeno smetto di essere così stupida, idiota, perculata e sottovalutata.
Preferisco essere uccisa piuttosto che usata come spiaggia di ricovero, cazzo.
Ognuno ha i suoi problemi, io ho i miei.
La stupidità è il primo della lista.

16 maggio, 2006

Amants réguliers, Les













La Villa des arts, a Montmartre, dove hanno abitato e dipinto artisti come Renoir, Toulouse-Lautrec e Cezanne, è stata acquistata dalla società Transimmeubles, che vorrebbe trasformare i vecchi 'ateliers', come già successo a molti studi di Montparnasse, in loft da vendere "tra 10.000 a 12.000 euro a metro quadrato".

Repubblica riporta questa notizia e Liberation ricorda che l'agenzia immobiliare paga gli artisti che vivono in questi ateliers per andare via.
Io non posso pensarci, Parigi è stato il primo luogo del mio cambiamento, della mia liberazione.
Ogni mattina, ed ogni sera la mia gola piangeva, lottavo contro quello che mi faceva sangiunare il cuore, e adesso, adesso sono qui, a scriverne, senza provare il minimo affetto, sentimento, rimpianto per il passato.
Sto bene così, non smetterò mai di ripeterlo.
E Parigi, sarà sempre, come Cervinia il mio punto di arrivo ed anche il mio punto e a capo.
Mia zia dice che io sono brava a vivere, perchè giro le pagine quando sto male.
Lei non sa che ci metto molto tempo a farlo.
Ma accetto con piacere che pensi questo di me.
Grazie a Parigi, grazie a Cervinia.

il tempo del raccolto


Il fatto è che non avrei creduto che tutto sarebbe cambiato, non avrei mai creduto che la persona che ho amato in tutti questi anni mi avrebbe lasciata così, non avrei mai creduto che qualcosa mi avrebbe spinto a cambiare. Non avrei mai creduto, mai, davvero mai, che io , sarei stata davvero io quella che avrebbe vinto sulle mie paure. Sono felice per me, sono felice di capire che un'auto, parcheggiata sotto casa, davvero non è niente. Sono felice di poter avere un rapporto paritario con le persone. Sono tornata a me stessa, è l'unica cosa che cercavo nella vita, e quello che succederà mi appartiene. E mi ritorna in mente questa canzone:
Es un sentimiento nuevo
che mi tiene alta la vita
la passione nella gola
l'eros che si fa parola
Le tue strane inibizioni
non fanno parte del sesso oh oh

i desideri mitici
di prostitute libiche
il senso del possesso
che fu pre-alessandrino
la tua voce come il coro delle
sirene di Ulisse m'incatena
ed è bellissimo perdersi in
quest'incantesimo
oh oh - oh oh
oh - oh oh - oh
è bellissimo perdersi in
quest'incantesimo
Tutti i muscoli del corpo
pronti per l'accoppiamento
nel Giappone delle geishe
si abbandonano all'amore
Le tue strane inibizioni
che scatenano il piacere
lo shivaismo tantrico
di stile dionisiaco
la lotta pornografica
dei Greci e dei Latini
la tua pelle come un'oasi nel
deserto ancora mi cattura
ed è bellissimo perdersi in
quest'incantesimo
oh oh - oh oh
oh - oh oh - oh
è bellissimo perdersi in
quest'incantesimo
i desideri mitici
di prostitute libiche
il senso del possesso
che fu pre-alessandrino
la tua voce come il coro delle
sirene di Ulisse m'incatena
ed è bellissimo perdersi in
quest'incantesimo
oh oh - oh oh
oh - oh oh - oh
è bellissimo perdersi in
quest'incantesimo
quest'incantesimo

kowloon, mercato notturno.


E' che io ci voglio tornare, là.
Ci voglio tornare con lo stesso umore, ci voglio tornare con la stessa voglia di stare chiusa in un ufficio per più di dodici ore, ci voglio tornare pagando un taxi duemila lire, ci voglio tornare per sentire gli afterhours che avevano appena composto siam tre piccoli porcellini.
Ci voglio tornare perchè in Italia mi sono portata tredici borse ed undici paia di occhiali, perchè mi guardavano strana con un kimono addosso, perchè la pizza era un biscotto enorme e perchè il thailandese era fantastico ed i dim sum pure.
Ci voglio tornare perchè mi manca la capacità di andare via ancora una volta, perchè mi manca la voglia di sentire i miei muscoli camminare per kilometri.
Ci voglio tornare perchè sotto le insegne di Nathan Road, non si può mangiare un panino del McD****d, perchè dalle insegne cade tutto il liquido, che non si sa cos'è. Eppure avevo imparato a camminare sotto quelle insegne.
Ci voglio tornare perchè la patatine alla soia erano buonissime, perchè i supermercati erano bellissimi, perchè loro, lì, le cose le essiccano per terra, sulla strada su cui camminano uomini, animali, auto e bus.
Perchè i bus sono a due piani, perchè si guida ancora a destra, perchè i cinesi, io non li posso proprio vedere come uomini, perche il thanks, loro lo pronuniciano fancs, perchè Soho esite pure là.
Perchè, io stavo bene in un'altra vita, perchè, anzi, stavo bene, nella mia vita.

il mio favoloso mondo


Nel mio favoloso mondo colorato non c'è spazio per nessuno. Nel mio favoloso mondo ci sono solo io.
Ci sono io che coloro, io che parlo al telefono, io che faccio quello che posso per gli altri.
Io che mi metto il ghiaccio al ginocchio e mi dimentico di averlo messo e lo faccio diventare acqua, acqua vecchia.
Acqua vecchia? Mi risuona nella mente e credo che mi ossessionerà, almeno per qualche ora...acqua vecchia....acqua vecchia...
Come riproporre sempre le stesse cose, ritrovarsi a fallire sempre sugli stessi punti, essere ancora qui a scriverne.
Ecco, acqua vecchia, mi rimane in mente, mi colpisce restare acqua vecchia nella mia stessa vita.
Mi fa paura sapere che ho cambiato tutto ed adesso la base che ho, sono io, prima di tutto, solo io.
Allora mi soffermo a pensare che è solo all'acqua vecchia che devo stare attenta.

Stare bella dritta, su questa sedia, sentire la schiena che si rilassa ed aspettare che tutto scorra.
Acqua vecchia sono solo i miei freni, è fermarsi, avere ripensamenti.
Dritta, dritta e decisa su quella strada, come sui tacchi, è così che devo muovermi.

15 maggio, 2006

la mia velocità


E' che dovrei iniziare a raccontare da settembre, o da prima, di come sono cambiate le cose, di come si è modificata la mia solitudine. Dovrei iniziare a raccontare la verità, tutta la verità, sulle mie vacanze, sul mio amore, su tutto, in modo inesorabile.

Dovrei iniziare e potrei non finire. Dovrei inziare, ma non vorrei mai finire.

Quello che mi succede, potrebbe essere chiamato stress, potrebbe essere chiamata fissità, potrebbe essere chiamato tutto in un modo diverso, ma non sarebbe la verità.

La verità è che ho lasciato andare tutto l'amore che ho provato in dieci anni, per dieci anni, la verità è che ho sbaglaito su tutta la linea, non con lui ma con me, la verità è che sono ststa per tutta la vita quello che non volevo essere, la verità è che io, sola ci sono sempre stata e mi ci trovo bene.

La verità è che sono stanca di voler lottare con le mie paure ed i miei limiti e che lo voglio fare da sola. La verità è che se non faccio le cose da sola poi, non riesco a sentirle veramente mie, ma alle vote vorrei qualcuno, qualcuno vero, vicino a me.

Ho tutto, ho davvero tutto, ma ho sempre lottato solo ed unicamente per rimanere da sola.
E sola come un suicidio... era la canzone che amavo di più del tango di Garrel.

Era la cosa che mi toccava più il cuore era sapere che la solitudine assomiglia ad un suicidio e che il mio volgermi al sud ( vuelvo al sur como se vuelve sempre al amor... vuelvo a vos con mi deseo con mi tremor...vuelvo al sur como un destino del corazon..soy del sur como los aires del bandoneon...siento el sur como tu cuerpo en la intimidad...) era un volgermi alle mie membra al mio bacino prostiuito, al mio amore, che non è mai esistito.

Be', dentro di me non è mai esistito amore, questo basterà per parlare della mia verità.

Vorrei solo dirla una volta, in una volta sola, la mia verità, vorrei potermi lasciarmi accudire, serenamente, vorrei poter dire tutto, ma veramente tutto per poi sapere che non sarò meno ma sarò, perchè liberata di un peso, sollevata dalle mie responsabilità, dalla mia vita.
Vorrei poterlo fare, ma io non funziono così. Non funziono, non vivo, non sarei io.

Ma almeno voglio un paio di giorni al mese di vacanza, voglio quella tregue che solo lui poteva darmi, voglio, quello, un po' di pace da tutto questo strazio.

(Non piu’ le stelle
dei tuoi occhi tornero’ a vedere
Forse in un sogno
di notte mentre non dormo
Forse di giorno
tra un pensiero e un altro
Non piu’ le stelle
del mio cuore tornero’ a baciare
Non piu’ le note
della voce tua mi accarezzeranno
Audioricordi
me la riporteranno
Quanto vorrei
poter dimenticare
Ma la memoria del mio cuore
non si puo’asportare
Mai piu’
il tuo amore saro’
il tuo nome diro’
Lo pronuncero’
piano
tra la terra e il cielo
Mai piu’
il tuo amore saro’
il tuo nome diro’
Lo pronuncero’
piano
quando soffia il vento)

14 maggio, 2006

sonno sonnone

è che sono rilassata, ho sonno, allora, stasera almeno, non ce la faccio a scrivere a lungo...