
Se fosse facile, non sarei qui a scriverlo.
Mi sembrano strane delle coincidenze che sono avvenute in questo week end. Mi sembra strano che gente che non vedi da vent'anni chieda di te e poi sia piuttosto sgradevole quando dico:<>. Sto dicendo che non so se posso venire, cazzo, non che sei una stronza omofoba!
Ma forse sono io che mi sbaglio.
Come mi sbaglio riguardo alle affinità, come mi sbaglio riguardo ai consigli che do, come mi sbaglio a stare seduta ancora su questa sedia, nonostante il dolore.
Nel mio ginocchio si sta condensando tutta l'umidità della vita, si stanno codensando tutte quelle cose melmose, appiccicose che non mi fanno muovere bene le braccia.
Mi è ritornata la fame, che in queste ultime settimane mi aveva liberato e resa tranquilla.
E' vero, sto a casa tutto il giorno, mi fa male una gamba, non posso muovermi alla perfezione ma non è un buon motivo per buttare la vita in un sacco pieno di cibo proprio adesso.
Proprio adesso che sono libera da quello che mi è successo negli ultimi dieci anni, proprio adesso che guardo le altre persone, proprio adesso che capisco gli uomini che voglio, ora che so che questi uomini sono giusti, sono il meglio di quello che posso avere ma che comunque hanno altro a che pensare.
Ed io sono stupida, sono troppo convinta che non si valga una lira in alcune situazioni.
Sono troppo convinta che il mio uomo, se deve parlare con me, lo deve fare così come lo farebbe con il suo migliore amico(ma entro certi margini, ovviamente).
Sono troppo convinta che non mi interessa avere un uomo qui, accanto a me, se non è onesto, puro, se quest'uomo davanti ai miei occhi non si pone per quello che è, ruttando forse, con la maglia sporca di sugo, grattandosi le balle o componendo il mio nome con le bucce dei mandarini.
Me ne fotto, non mi interessa avere un uomo trattenuto, finto, migliore accanto a me. Voglio il peggio delle sue virtù, voglio lo sporco più sporco, questi sono i miei patti.
Ma ad i miei patti non c'è nessuno che ci stia, sono miei e basta.
Mi accorgo che le persone, ma gli uomini, ancor di più, non vanno d'accordo con questo di me. Io voglio la loro vera cattiveria, nessuno è disposto a regalarmela. Un uomo solo lo ha fatto e sappiamo tutti com'è andata a finire. Ma, almeno lui, a questo patto con me, ci è stato.
In conclusione: posso cambiare colore dei capelli, posso dimagrire venti chili, posso essere intelligente, ironica e la regina del sesso, ma nessuno, nessuno, nessuno starà ai miei patti.
Cioè forse un giorno qualcuno starà ai miei patti, ma, in questo frangente, è meglio scappare.
Goodbye, ruby tuesday.
Qui piove, il ginocchio condensa gli umori ed io, senza i tacchi, sono costretta a pensare.

2 commenti:
Sto aspettando la seconda parte. Comunque, cara Alina, rassegnati alla fatica e al dolore, ma scrivere è arte tua. Cazzi tuoi.
ah, quanto ti voglio bene!
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