04 novembre, 2006

uno

Ti ricordi la sensazione che si prova ad essere strozzati? Ti ricordi di quella spinta di dita che vogliono solo incontrarsi e prendere tutto quello che hai in gola? Ricordi quel sospiro a cosa serve?
Io ricordo solo un respiro che viene sempre a mancare. Ogni mattina respiro un po' meno del giorno prima, ogni volta che penso a te sento un salto nei miei polmoni. Sento quelle mani che stringono sempre, ogni giorno, solo un po' di più. Perchè è lenta la mia privazione d'ossigeno.
Sento che a deglutire non sono io, sento che non è la saliva ma solo uno straccio asciutto e bagnato assieme. Assieme, quello il problema. Assieme non dura mai per me. E ho bevuto troppo poco. E bevo sempre troppo poco. Arriverà un'altra vacanza e penso che prima o poi capiterà di stare insieme. Che prima o poi capiterà di ritornare. Ma io nel frattempo, mi maledico. Perchè qui ed ora non esiste mai per me. Perchè all'improvviso, col naso poggiato alla spalla mi sono sentita respirare. Sentivo il mio profumo. E mi maledico, la verità è che mi maledico.
La borsa davanti a me si sta spezzando. E quello che resta è tutta la lana che prima o poi è a terra che cadrà.

I hope you never change I hope you never go I hope you always keep Our little secrets though But how'd we get here At this height And what's this talk of Dead weight I know we always drink But we don't always fight The landing lights are on But we're just out of sight Cos this thing's mobile There's still wheels And I'm not done yet So hang on You came along to change the grade To raise the bar I'd made of late You came along to raise the stakes To tend to me and my mistakes I can't pretend that I could be The man you said you saw in me But hang around and I'll try and land this thing Noone came Noone saw Someone pass the manual And soon I'll go away I'll see you at the door So go put David on Read about the war We're just blind pilots In strange planes Back seat drivers In dead cars You came along to change the grade To raise the bar I'd made of late You came along to raise the stakes To tend to me and my mistakes I can't pretend that I could be The man you said you saw in me But hang around and I'll try and land this thing Yeah I made a list of all the things That I could change how I could win I can't and I refuse to say The wheels have slowly come away I pray to God my soul to keep Cos I could never stand the heat But hang around and I'll try and land this thing Noone came Noone saw Someone pass the manual

03 novembre, 2006

ah, l'amour


Non lo so ma so che io le persone che ho amato ho bisogno di averle accanto, ho bisogno di rivederle. Ho bisogno che rimangano nella mia vita. Mi dispiace non capire quello che succede agli altri in questi momenti. Mi dispiace di essere fatta in tutt'un altro modo. Ma soffro, lo giuro, soffro enormemente a pensare a quello, anzi, alle persone che mi sono lasciata alle spalle. Ci soffro, non ciposso fare niente a cancellare le cose belle e lasciare solo le brutte. Dopo un po' mi sembra solo bello quello che è rimasto. E allora, non ci posso fare niente, non sarei niente senza questo passato. La verità è che sono troppo peace&love in questi casi.

stress

soffro lo stress io soffro lo stress. ahhhhhhhh.....organizzatemi la giornataaaaaa per favoreeeee....
o almeno mandatemi in una spa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

02 novembre, 2006

tutto il giorno al lavoro con la luce che andava e veniva

Se oggi qualcuno mi avesse vista, mi avrebbe pensata così.


Se oggi qualcuno mi avesse vista, mi avrebbe pensata così.

31 ottobre, 2006

lino

Ho il pantalone più largo che ho trovato. La maglia larga che ho comprato a Parigi e finalmente un maglia di lana. Il pantalone è marrone e la giacca di lana blu. Ho anche un foulard addosso ma è piccolo, forse il più piccolo che ho, ma almeno è lilla con sopra i disegni buddisti bordeaux. Ho un prurito sul braccio destro, forse è una cosa a cui sto pensando da tempo.
Ho caldo adesso, in casa, ma potrei viverne fuori, conosco i bar, le fontane e tutti i luoghi che mi potrebbero accogliere. Ed è solo questa la mia vita. Tra un affanno ed un altro, tra un tempo ed un altro, tutto il tempo speso ad occuparmi a portarmi via dai pensieri che mi fanno fermare. Ma ormai, stare ferma, per me è un lusso che non posso più permettermi. I ripensamenti neanche, solo uno potrei permettermi ma quella è un'opera di diplomazia, tra due tipi di libertà differenti, tra due modi di sopravvivenza diversi. Tra quello che sento e quello che sento.
Ed io sono qui ed aspetto un momento buono ed aspetto che tutto questo ritorni da me e che tutta l'acqua, spesa a contare sia solo mia e serva solo a pulirmi...Perchè non sai se mi pulirai o mi ucciderai. Se vuoi saperlo lo fai...
Perchè l'atto del pulire mi ricorda solo e sempre questa canzone? Perchè parla c'è un rido, prima del perchè, perchè sono anni che sento questo pezzo come un modo...per riconciliarmi con gli anni sprecati...e perchè poi alla fine...forse presto l'aria si esaurirà ma il vuoto crea stabilità o forse sei il respiro che mi pulirà mi pulirai se vuoi...
Ma grattando la spalla mi sono fatta uscire il sangue.

A mano a mano ti accorgi che il vento
Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso
La vecchia stagione che sta per finire
Ti soffia sul cuore e ti ruba l'amore

A mano a mano si scioglie nel pianto
Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo
Di quando vivevi con me in una stanza
Non c'erano soldi ma tanta speranza

E a mano a mano mi perdi e ti perdo
E quello che è stato ci sembra più assurdo
Di quando la notte eri sempre più vera
E non come adesso nei sabato sera....
Ma...dammi la mano e torna vicino
Può nascere un fiore nel nostro giardino
Che neanche l'inverno potrà mai gelare
Può crescere un fiore da questo mio amore per te

E a mano a mano vedrai che nel tempo
Lì sopra il tuo viso lo stesso sorriso
Che il vento crudele ci aveva rubato
Che torna fedele
L'amore è tornato da te....

30 ottobre, 2006

sto leggendo

Desdemona e Lefty oggi, hanno fatto l'amore!
Sulla nave che li porterà negli Stati Uniti loro oggi pomeriggio hanno fatto l'amore.
Si sono prima ricostruiti un passato per cancellare il proprio, poi si sono corteggiati, poi si sono sposati. Hanno ballato attorno al capitano e poi sotto una scialuppa hanno fatto l'amore.








Desdemona e Lefty sono i nonni del/la protagonista di Middlesex. Sono ancora all'inizio della storia ma ci sono degli ottimi presupposti. Mentre pensavo intensamente al mioincesto che per domani devo completare, mi sono riscoperta commossa per due persone che fanno l'amore.
Giuro, che, oggi, mi sono emozionata.

tànto

29 ottobre, 2006

la manutenzione degli affetti

Hai presente quando è ora di chiudere e i negozi calano le saracinesche, il rumore che fanno? voglio dire: hai capito come? che dopo resti pure zitto e muto per un po'? Tale e quale.

Hai capito come?

28 ottobre, 2006

fichi d'india.

Non credevo di poter avere una sensazione che si facesse fisica.
Oggi ho guardato Napoli dall'alto ma non ho avuto il tempo di cercare. Di ritornare
Ho una spina nel palmo della mano, sul monte di Venere.
Cerco di guardare meglio, di guardare tutti i segni e oltrepassarli per trovare un punto di contatto.

Credo di avere la linea dell'amore breve, la linea della testa spezzata e troppi tagli.
Non vedo la linea dell'istinto, non la riconosco.
Ho guardato, ho cercato risposta nella mia mano per colpa di quella spina. Mentre guardo, però, mi accorgo che no, quella non è la mia mano, è solo la sinistra, non è solo mia, sono solo le cose che eredito.
Una volta mi hanno letto la mano ed il viso. Mi hanno consigliato di prendere appunti, perchè la memoria non m'inganni. Ecco, cosa faccio nella vita, prendo appunti.

27 ottobre, 2006

aggressività

C'è qualcosa dentro me che si ribella quando io( proprio io, si) mi tolgo appositamente qualcosa per evitare situazioni spiacevoli. Spiacevoli il cazzo, però. A me sta enormemente infastidendo fare le cose che si devono fare, e non quelle che voglio fare. E anche se è una piccola parentesi (fatta di incontri mancati con gli amici e mantenimento delle parole nel cervello) a me sta sulle palle. Perchè fare la buona a me sta enormemente sul cazzo. Perchè se mi devo rompere i coglioni allora voglio i danni morali.

Conosco le abitudini so i prezzi
E non voglio comperare né essere comprato
Attratto fortemente attratto
Civilizzato sì civilizzato
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Soddisfazione Signore
Conosco le abitudini so i prezzi
E non voglio comperare né essere comprato
Attratto fortemente attratto
Civilizzato sì civilizzato
Uno sguardo più puro sul mondo che la civiltà è ora, pagando
Decidi: cosa come quando
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Soddisfazione Signore
Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Ventiquattromilapensierialsecondofluisconoinarrestabili
Alimentando voglie e necessità
Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta

26 ottobre, 2006

senza nessuna pietà

Anche stasera metafora della mia vita. Cucino la pizza per i miei, scambio due parole con mio padre e ci litigo. Lui mi offende ma fa l'offeso. Mentre mi amdre cerca di capire la pizza si brucia. Di pizze ne avevo fatte due. Prima una per loro, che hanno mangiato e poi la seconda per me che si è bruciata. Quando mi sento che anche i miei riescono a mettermelo a culo non posso fare al tro che fermarmi a pensare a cosa sarebbe meglio per me. Ho bisogno solo un po' di pietà. Per una volta, pietà, please.

24 ottobre, 2006

ainsi. ce matin.

ho trovato

ho trovato questo sito. poi ho trovato tristeza, una canzone popolare. la palpebra cala. vado a dormire piena. ho addosso il mio smalto. quello più scuro. vado a dormire, potrebbe schiarirsi. mi chiedo solo una cosa. dove sono stata per tutta la sera? se sono stata, di certo non era qui. e se qualcuno era con me, per favore lo dica. solo a me.

tristeza, por favor vá embora. minha alma que chora. está vendo o meu fim fez do meu coração a sua moradia já é demais o meu penar. quero voltar àquela vida de alegria. quero de novo cantar la la la la la la la la la la. quero voltar àquela vida de alegria. quero de novo cantar.

22 ottobre, 2006

senza freni

Avete presente quando guidate la macchina senza benzina in discesa e decidete di mettere a folle per cercare di tornare a casa o di raggiungere il benzinaio più vicino? E se per caso frenate non con il freno a mano, avete presente che tipo di frenata fa? Si, diaciamocelo, non è una frenata quella. Ebbene, la mia auto, con le ruote appena gonfiate, con l'anteriore destra che tirava un po' troppo ha fatto quel tipo di frenata. Solo che ero non con il cambio in folle, si in discesa e non c'era nessun olio per terra o consimili vicissitudini automobilistiche. Ho testato la mia auto, ho testato i diciotto anni di guida di mio padre a Napoli e ho evitato un tamponamento a catena in uno degli incroci più pericolosi di Pozzuoli. Ebbene, sono viva e vegeta e non tamponata. In fondo, io volevo uscire stasera. In fondo ho avuto il tempo di fumarmi una sigaretta, di scambiare quattro, ma proprio quattro, chiacchiere e via. A casa. Adesso ho una maschera astrigente seboequilibrante. All'argilla e mandarino. Ovvero ho sul viso una cosa che diventa da arancio a arancione scuro. Se così sembro abbronzata, mi sa che me la tengo pure per uscire stà cosa. Mi sa pure che ora finisco di fare meglio il manuale, magari domani mi fanno un bel lifting e nun c'pens cchù! Art! Amour! Glamour!

21 ottobre, 2006

ristrettezza polmonare

Supponiamo noi due / un amore nulla più
supponiamo un amore
che non voglio che vuoi tu
solo davanti a un bicchiere
mi aspetteresti la sera
supponendo un amore / che non voglio che vuoi tu ?
Supponiamo un mattino
tu ti alzi e ami me
e che il tempo non passi
che non vivi senza me
tra tanta gente diversa
ritroveresti te stessa
supponendo che sola / tu non vivi senza me ?
Supponiamo è gia tardi
devo andare ma non vuoi
supponiamo che cerchino
il mio viso gli occhi tuoi
arrossiresti nel viso
se mi rubassi un sorriso
supponendo che in fondo
ciò che conta siamo noi ?
Amore
supponiamo dei giorni, inventare i ricordi
supponiamo un amore una volta soltanto
un amore che vuoi tu
Supponiamo una stanza
tu mi aspetti gia da un po'
il telefono squilla
dico forse non verrò
sapresti tacere il dolore
e non portarmi rancore
supponiamo che soffri
perché amore non ti do ?

oui, c'est moi!

serata casalinga

Serata casalinga presenta:

  1. dolce fatto in casa;
  2. pizza comprata;
  3. film in francese, non per volontà ma per imposizione iraniana;
  4. cure di bellezza;
  5. lavoro;
  6. studio.


Riuscirà la nostra eroina a distrarsi e a non accorgersi che questo è il secondo giorno di clausura?

20 ottobre, 2006

opalina


Raffreddore estremo. Non commenterò ulteriormente. Non sono riuscita a studiare nè cooperazione nè francese. Non sono riuscita a leggere. Non sono riuscita ad uscire, cosa ben più assurda. Ovviamente a fumare neanche ci ho pensato. Ho lavorato però un po'. Domani credo che mi riprenderò totalmente. Avevo lo smalto alle unghie, meno male, chè altrimenti mi sarei sentita davvero male. Non ho neanche messo gli orecchini, oggi.
Va be' vado a prendere il tachi flu dec.

ode al tachiflu dec


O, amato tachiflu dec. Mi farai del male, lo so. O, sognato tachiflu dec. Mi mancherai, lo so. Ma stamattina il mio unico pensiero era qualcosa di caldo, l'unica a rinfrancarmi era la tisana all'ibisco e rosa canina. Ma a niente sono servite. Ore ed ore ti aspettai stamane e tu non arrivasti. Ore ed ore al mio computer passai prima di possederti. Tutta la strada dovetti percorrere per evitare di addormentarmi al volante grazie a te. Ed adesso a notte fonda io ti amo mio tachiflu dec. Mi farai dormire mio tachiflu dec. Ti amerò a lungo tachiflu dec. E sei pure buono! Ma non è che sei cubano mio tachi flu?

19 ottobre, 2006

rosita

Quando non riesco a dormire, quando non riesco a mangiare, quando non riesco a respirare. Ogni volta mi distraggo, penso a cosa posso fare per rimediare e vado via. Oggi ho preso una medicina, ma sto peggio. E ogni volta che tento di dormire ma non ci riesco ascolto Rino Gaetano. Perchè alle volte io sono qui, ma dovrei essere altrove. E nella mia mente c'è ancora qualcos'altro.

Le paludi le rose i caffè l'amore le cose le vetrine i vestiti di raso e un nuovo motore e Daniela stasera mi aspetta nell'ascensore i quattrini la speranza d'averne, far crepare d'invidia il lavoro è a casa da lei la carriera sicura poi la sera ritornare se stessi pensare pensare ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai le paludi le rose i caffè Gesù tra i bambini un bicchiere il fumo distorto e un nuovo motore con un altra farei chissà che con Daniela l'amore ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai

18 ottobre, 2006

sono come tu mi vuoi vs trafitto

io sono un vuoto a perdere uno sporco impossibile un marchio registrato un prodotto di mercato io sono un punto fermo una realtà di base un dato di fatto un dato per perso non ho codice segreto nè codice cifrato io cerco centri di gravità permanenti io sono una pratica evasa non sono come tu mi vuoi io sono una vertenza chiusa non sono come tu mi vuoi sono un vicolo cieco non sono come tu mi vuoi un pozzo senza fondo non sono come tu mi vuoi non sono un vuoto a perdere nè uno sporco impossibile nè un marchio registrato nè un prodotto di mercato non sono un punto fermo nè una realtà di base nè un dato di fatto nè un dato per perso ho un codice segreto ho un codice cifrato non cerco centri di gravità permanenti non sono una pratica evasa non sono una vertenza chiusa sono come tu mi vuoi non sono un vicolo cieco sono come tu mi vuoi nè un pozzo senza fondo sono come tu mi vuoi

una volta ancora

Oggi, come sempre, io sono stata uguale a te. Credo sia una malattia, uno strano morbo, qualcosa che sta invadendo me ed i miei sogni. Mi ricordo di discorsi belli tondi ragionevoli ed adesso mi trovo qui ad ammettere che quello che di buono c'è stato è ancora lì. Che c'è stato qualcosa di buono perchè io sono sempre uguale a te. Ed è uno spreco, non ti amo ormai, ma sono uguale a te.

condotti da fragili desideri tra puro movimento ed immoto con sospetti automatiche simpatie nel bel mezzo del progresso di diversi colori tra i quali il nero il verde il moderno tifiamo rivolta, tifiamo rivolta nell'era democratica simmetriche luci gialle e luoghi di concentrazione nell'era democratiche strade lucide di pioggia splende il sole fa il bel tempo nell'era democratica mi ricordo di discorsi belli tondi e ragionevoli belli tondi e ragionevoli mi ricordo di discorsi trafitto sono, trapassato dal futuro cerco una persona che mi sia di cuscino fragili desideri fragili desideri a volte indispensabili a volte no

17 ottobre, 2006

destinazione d'uso


Brutto segno quando sogni l'esatto opposto di quello che sentivi il mattino prima. Brutto segno davvero.
Ma quando qui dentro io ho un pensiero positivo che resiste, nonsotante questo, allora, carini i sogni, carino quello che sentivi il mattino prima. E' la mia testardaggine che mi ucciderà. Se sono convinta di qualcosa, ne sono certa. Mi rimane addosso la sensazione di quando ami qualcuno per tutta la notte e lo sai solo tu. E' strano, non è attinente alla realtà ma è questa la sensazione che ho.

15 ottobre, 2006

splendore vs terrore

Roma, mesi dopo. Torno e vorrei restare. Il sonno è un lusso, mi sveglio ogni ora. Ma il concerto, ieri sera mi ha portata in un luogo che pensavo di aver dimenticato da tempo. Perchè, alla fine, sono io il punto che unisce. Quello che divide è che adesso so alla perfezione quello che voglio.

L'aria rarefatta non produce odore non mi cambia più l'umore nel circuito affascinante mi rallegri l'anima luce intermittente e non riesco a perdonarti veramente cerco ma non riesco a perdonarti veramente mentre moltiplichi ragioni di fango vedo quel che vedo Evito, evito i tuoi movimenti immagino nell'amore che da me pretendi toccami e baciami fino alle viscere immagino fantastico che immagino I colori cambiano quasi per proteggere pomeriggi inutili fammi affogare nel tuo verde mare con certezze sterili e non riesco a perdonarti veramente io cerco ma non riesco a perdonarti veramente mentre moltiplichi acide lacrime vedo quel che vedo

14 ottobre, 2006

sono uguale a te


Sono uguale a te. Nel peggio e nel meglio sono uguale a te. Vado via, ritorno, fuggo e ritorno. Faccio chilometri solo per arrivare. Ed il mio è tuo. Ogni mio, ogni giorno diventa sempre più tuo. Mia madre mi ha sempre detto che chi si assomiglia si piglia. Ma questo non vale, per noi due. Non vale. Perchè il mio è tuo ed il tuo diventa mio. Perchè questo è il mio unico addio. Il terrore non mi spinge più. Non ho più paura di cercare. Non ho più paura. Io sono uguale a te. E questo è il mio unico addio.

13 ottobre, 2006

peel off

Giro per casa con una maschera sul viso. Bevo caffè sempre troppo poco. Fumo una sigaretta dedicata alla mia serenità. Sento una puzza e mi accorgo che è fuori dalla mia casa. Sto cercando di raccontare un'ossessione, di un'ossessione nata dai sogni, ma mi serve qualcuno con cui parlarne, uno specialista di cosa? Mi serve uno specialista in cosa? In me? In mente? In sogni, non lo so ancora, mi sembra il caso di decidere. Ascolto i CCCP, scelgo altra musica, decido dove andare, se restare o fuggire. Dovrò comprare qualcosa che mi aiuti, perchè mi conviene. E' un supporto della solitudine. Non della solitudine cosmica, ma quando sono sola ho bisogno di qualche cosa che mi dia una mano. Ovviamente sarebbe meglio che qualcuno, non qualcosa mi desse una mano ma no, non sono più adatta a chiedere aiuto, mi annoio da sola. Quindi, adesso prendo l'accendino, una sigaretta, lego tutte insieme queste cose nell'ordine giusto e poi, finisco il mio caffè.
All'improvviso suona And the radio plays. Ricorda me, in un altro posto, con una luce diversa, in una casa più grande, più buia, felice. Ho qualche fiore sui capelli.

botto e bruno vs cummings


°le tue dita di ogni cosa fanno
pratoline°












° (se l'amore è un dì)

non temere, andremo alla festa di ma
ggio°



°cantando(se lamore è un dì)

a che ragazza fiori vai portando°




°Essere le tue labbra è cosa dolce
e piccola.
Morte, Te chiamo ricca oltre ogni sperare
se altro perdi,
ma questa sai pigliare.
(se l'amore è un dì
e la vita un nulla, non cesserà di baciare)°

11 ottobre, 2006

david bowie

° che forse a salvarmi la vita lo sta facendo, ma quella voce non mi aiuta°

10 ottobre, 2006

sotto il sole



Oggi un uomo ha detto che un mio personaggio- che doveva avere un'ossessione da portare avanti- era completamente fuori di testa. Io mi sono fermata. Non gli ho detto quello che pensavo. Quello che pensavo era, in un secondo: è ossessionata da qualcosa, come potrebbe vivere bene nella sua testa?
Erano tutti sorpresi, straniti e volenterosi, dopo aver letto un racconto di Banana Yoshimoto, di vivere un sonno profondo e continuo, di dormire per giorni interi.







Ho visto le cose che si fanno sotto il sole Non c'è niente di nuovo sotto il sole Cieli vasti Belle cosce da accarezzare Rancori repressi Vestiti ordinari Valutazioni discutibili Colori intensi Momenti esaltanti Buone carte da giocare [Non c'è niente di nuovo sotto il sole] Passioni sopite Slanci affettivi Semafori lampeggianti Bevande ghiacciate Vuoti da riempire Situazioni limite Risa convulse Altre carte da giocare





la verità

La verità è che le persone maleducate mi annoiano. Quando sono anche madri di famiglia, invece, mi fanno pietà.

09 ottobre, 2006

palazzocrispi

Siooori Sioooree!
Giovani e anziani!
Cuozzi e cubani!
Annuncio a tutti voi che, cacchio, mi sono ritrovata, irresponsabilmente a vivere!
Ho addirrittura trovato un volo per il Kenya a settecentodicosettecentoeuri!
Alle volte il mondo mi sorprende! Aspetto solo che mi sorprenda armato di un'infinità di ballerini cubani e poi... epoi e poi epoi epoi.....!
A parte gli scherzi, annuncio che forse la sanità mentale si sta lentamente ristablendo in me, che fors eil cuore si sta rimarginando di nuovo, che forse il mio corpo riesce a seguirmi e la mia mente, con un po' più di lentezza pure.
La giornata è piena di buoni auspici, speroiamo di tramortirla perchè di giornate disastrose, io, non ne voglio più!

calzettini bianchi calzettini blu

Fafi ha deciso di cambiare le sue scarpe da guerra. Questo significa che in qualche modo devono essere consservate anche se sono inutilizzabili.
Dice Fafi che c'è un tizio, in giro per il mondo che se tu gli porti le cose che non vuoi più indossare, lui , poi, le plastifica e le fa diventare adatte ad essere incorniciate.
Adesso, diciamolo, io vorrei incorniciare tutte le cose belle della mia vita, le vorrei incorniciare tutte e metterle sopra i miei quadri di Pazienza, sopra al quadro per il quale Mariettomio ha fatto un incidente, vorrei metterle sopra anche alla Marcella di Kirchner. Perchè poi ho bisogno di ricordare che c'è stato un motivo perchè delle cose sono migliori delle altre, mi devo ricordare che c'è un motivo per cui le cose succedono, io non penso che il caso esista. Non esiste il caso, la sfiga, le fatwe. Be' io ci scherzo, ma non ci credo. Da buona donna del sud i miei intercalari sono pieni delle'esaltazione del caso, del fato, del destino.
Ma, a me, dare la colpa al caso mi fa davvero girare i coglioni.

"io nun capisc'e vote ch'succede ma quell'che s'vede nun se crede, nun se crede"
posso essere perplesso se chi fa il bene dell'umanità mette i propri vecchi all'ospizio? se chi fa il volontario ci guadagna un salario ingrassa il suo amor proprio e il nostro obbrobrio un volontario, senza eccesso di zelo,
fa gratis quel che può e gli par zero. curare sevizie di schiavi viola l'umanità se non si fa la guerra a schiavisti e schiavitù almeno si sostiene chi, a proprio rischio, la fa. l'abominio fiorisce in pretesa innocenza che al Bene serve cuore e conoscenza - sono perplesso, sono depresso, sono incazzato molto molto peggio - vale più un cuore puro e un cazzo dritto d'ogni pensiero debole, piagnone contro comunque sempre e solo insoddisfatto - il mondo non vi piace: arruolatevi! siamo casi difficili tra chirurgie e analgesici residui complicati d'infauste ideologie psico-sociali estetiche religioso-politiche vivi di vaccini, trapianti e molti molto buoni sentimenti dove qualcuno muore di lamentele e stenti qualcuno ingrassa s'accarezza il ventre
se s'azzoppa l'incassa se cade si rialza dolorante e dritto, dolorante e dritto anima pura che stai lassù in montagna la vita è un falso piano non un palo di cuccagna anima dolce che stai tra i cottonfiock metti i piedi per terra sentirai che elettroshock anima bella che giochi la tua pelle il prezzo va alle stelle dovrai pagarlo Tu anima forte che cerchi miglior sorte la forza è qualità e viene giudicata per quel che fa o non fa. crescere morire in pace, non c'è assicurazione che vale c'è terra sotto i piedi, il cielo oltre i pensieri costruirsil'inferno a ognuno ognuno il suo abitarlo a fatica, imposti manutenzione e costi perdite in tasca, profitti, occhiali scuri non ci sono gli occhi cuori comprati al mercato: chiamarlo Paradiso e crederci. nascere, non è caso ideologico medico etico e antecedente all'idea di diritto divina conseguenza d'amore sia almeno sano scopare, sia almeno sano scopare umano atto animale - vale più un cuore puro e un cazzo dritto d'ogni pensiero debole, piagnone, contro solo soddisfatto di sè. Insoddisfatto. occhio bimbo stai dritto.



07 ottobre, 2006

vedo meno chiaro che qui

Che però che non si dica che non ci sto provando. Ci sto provando strenuemente!

Addobbata alla maniera di biancaneve alias tempo delle mele in rosa, aspetto i miei amici che mi vengano a prendere. Aspetto, aspetto.
Mi sono riempita una giornata, stanotte cercherò di riempire anche quella di domani. Sto estorcendo un lavoro alla mia amica, mi sto prendendo cura di non piangere in pubblico di continuo anche se è l'unica cosa che vorrei.
Mi sono già truccata e vestita, se avessi qualcosa da perfezionare o da bere o da fumare non sarei qui a ragionarci su. Ma aspetto ed allora mi parlo un po' mi scrivo un po' mi regalo questo ultimo momento di pace, prima di affrontare questo schifo che mi sembro e questo odore che non sento.

06 ottobre, 2006

c'è questo stanotte


C'è questo stanotte
Due distese di bianco spezzano l'oscurità
Una a terra, immobile
ricopre le forme
L'altra in continuo movimento
penetra nella notte e si ritrae
Il gelo ha ricoperto i vasi
su questo terrazzo dove non andiamo mai
Il vento piega gli alberi
e tende i fili
dove nessuno stende più la biancheria
Ho scavalcato il tuo corpo
scomposto nel sonno
e nella mia parte di letto mi sono avvolto nel tuo calore






ci sono solo queste parole stanotte. non c'è nessuna forza, nessun amore, nessuna fuga, nessun candore.c'è solo il mio umore il peggiore che io abbi amai avuto. c'è il silenzio, nel mio bicchiere rosso. cerco un modo per vivere ancora, c'è un modo, da qualche parte che bisogna spiagarmi, sanarmi, passarmi. è solo sonno, la stanchezza che mi rismpie le vene e sul mio le tto l'amore che ho, la vita che mi danno, la tensione che si scioglie. devo uscire da questa storia che sto facendo a me stessa, devo dfarlo prima o poi, ma si sa com'è, devo arrivare fino al fondo di questo momento. che non è il mio momento, ma aspetto qui, e provo a vedere se c'è qualcosa di buono da poter cacciare fuori.

04 ottobre, 2006

de- make- up vers 0.2

Per questa faccia che ho mi sono strappata via tutto il trucco, mi sono portata via tutto lo sporco, mi sono buttata via tutto lo schifo che emerge, a tratti, sotto forma di calore. E l'ho buttato, manon so dove. Se un giorno questo schifo io lo vorrò, non saprò più come riprenderlo, come riportarmelo, non saprò mai più cosa farne. Perchè unpo' di schifo a me serve per gestire la serenità, un po' di schifo è qullo che ci vuole quando non puoi più darti la colpa.
La verità però è sempre lì in fondo, la verità però è che per essere pulita, per non sentire più questo schifo io dovrei rasarmi, deperire, ingiallire ed assopirmi. Dormire due mesi, aspettando di tornare rosa, di tornare morbida, tornare bionda. Ecco, adesso vorrei addormentarmi e svegliarmi tra qualche mese. Ma forse la verità è che mi serve qualcuno che mi curi o, che almeno, sappia dormirmi addosso.



Ti ho sfiorato confuso in mezzo alla gente lungo i tappeti dello Shalimar Hotel C'era un uomo vestito di scuro dietro di te Che cancellava le ombre alle tue spalle Ma se mi stacco da te mi strappo tutto Ma il mio meglio, o il mio peggio ti rimane attaccato, appiccicoso come un olio denso
E mi ritrovo i pollici, e i polmoni Ti ho aspettato seduto in un milione di bar prima di annegare prima di spendere tutto quello che avevo Ma se mi stacco da te mi strappo tutto Ma il mio meglio, o il mio peggio ti rimane attaccato, appiccicoso come un olio denso E mi ritrovo i pollici, e i polmoni Ti aspetto allo Shalimar Hotel

03 ottobre, 2006

de- make- up

Stasera qualcosa è andato bene. Sono tornata a casa, alle nove, non ho sentito il bisogno di uscire nè di bere e neanche di fumare. Non perchè all'improvviso tutto qui sia diventato "Alice nel paese delle meraviglie" ma perchè dalle nove ad ora( cinque ore, per l'esattezza) mi sono seduta solo una volta, solo per mangiare. Stasera ho presentato sul mio maxischermo dotato di:
  1. temperatura corporea che passa dai 36 ai 37.2 gradi;
  2. premestruo galoppante;
  3. brufoli in numero di 5 opportunamente dissanguati causati dal punto 2;
  4. depressione dovuta a cause varie, prima tra tutte dalla mancanza di ballerini cubani(automuniti);
  5. stanchezza dovuta alla mancanza di esseri automuniti( possibilmente cubani);
  6. scompensi sentimentali;
  7. pianificazione precaria;
  8. scadenze a breve termine che non scadono mai abbastanza presto.
Ebbene sul mio maxischermo ho presentato:"La perfettissima massaia! Come curare la depressio con 1001 detersivi diversi". Raiuno invece ha presentato Giovanni Falcone.
Io, pensavo a Falcone e piangevo. Poi guardavo Raiuno e mi dicevo:"Porco cacchio! E' mai possibile! Quello in tivvù è Massimo D'Apporto!".
Ma io non pensavo a lui, pensavo a Falcone! Ma mettiamo il caso fosse passato un ballerino cubano automunito, mi avesse vista piangere guardando D'Apporto, lui non avrebbe capito e sarebbe fuggito via. Certo sarebbe potuto anche rimanere abbajjato dalla mia bellezza (abbajjato è parente a pajjata, si è con l aj!abbaccinato è senza la j!), ma, se fosse stato un po' miope? O del tutto ceco? Cosa avrebbe mai potuto pensare di me? Avrei perso non solo un cubano, ma anche un automunito!
Ho rischiato davvero grosso stasera...
In mia discolpa, devo sottolineare che è anche vero che piango almeno tre volte a settimana davanti al tg(dicamo tre, alle volte quattro, alle volte cinque, dipende da quanto sono terribili le notizie e chi riguardano-categorie su cui piango meglio in ordine di disperazione: donne, immigrati generici, africani apprescindere. Categorie su cui mi commuovo meglio: Mandela scarcerato, omicidio di Falcone, Giorgio Presidente-e comunque il numero rimane variabile, insomma, le tre volte a settimana era solo per dare un numero).
E' anche vero però che la morte di Falcone, dopo il golpe a Gorbaciov (del quale appresi nella mia prima vacanza a Paris, si l'ho scritto solo per far vedè come sò cittadina de questo, quello e quest'attro mondo) e la scarcerazione di Nelson Mandela sono gli unici ricordi che ho (assieme alla prima guerra del golfo) di avvenimenti che riguardino il mondo. Però:
  1. il golpe lo ricordo per uno quiquoqua linguistico con i miei(io volevo sapere se il termine "golpe"che leggevo sui giornali era francese o italiano. per un'esatta ricostruzione storica devo dire che non mi fu svelato l'arcano molto velocemente- e io sospetto che lo scioglimento del mio dubbio sia avvenuto in un'altra occasione);
  2. la prima guerra del golfo la ricordo perchè non andai a scuola il giorno dopo l'annuncio dell'inizio dei combatimenti( e ricordo ancora la grafica del primo tg5!). Convinta che il motivo della mia assenza a scuola fosse la guerra, mi cacai sotto dalla paura. Poi scoprii che il vero motivo era "l'analisi del sangue" ed ebbi dieci volte più paura che della guerra).
Ergo, la morte di Falcone e la liberazione di Mandela sono i miei primi ricordi del mondo, sono due dei pochi ricordi visivi che ho. Se mi madre sa che, in senso lato, è colpa sua se in primavera vado a Nairobi, prima mi tortura, poi s'ammazza.

Ah, per la cronaca: devo avere una faccia terribile in questi giorni.
Mia madre prima mi ha rinfacciato dello spostamento d'esame solo per due volte, poi quando le ho detto:
"Ma', sto stravolta, mi bevo una birra", lei mi ha guardata ed ha detto:"Eh, si pijatela, fai bene...". (Nastro Azzurro 66 cl. - e mia madre manco per la quantità ha discusso n.d.a.)
Poi oggi sono tornata a casa ed ho trovato sulla scrivania il vaglia per l'abbonamento a Vogue. Giuro, se mia madre non infierisce su di me( piuttosto che accondiscendere alle mie tendenze da depressona s'ammazzerebbe, sì, in fondo anche Giuda è una madre) allora sono davvero in uno stato pietoso. Si, sono davvero in uno stato pietoso.

02 ottobre, 2006

domandesenzarisposta

quando qualcuno ti chiede di tornare tu che fai? quando qualcuno ti chiede di rimanere tu che fai? quando qualcuno ti chiede di restare a a casa tu che fai? quando qualcuno ti costringe a rimanere nel tuo ruolo tu che fai? quando sembri paralizzata su una sedia un letto una stanza tu che fai? quando riempi la vita di cose ma nessuna di questa ti fa bene tu che fa? quando ti servirebbe qualcosa in più ma tu non sai ancora cos'è quel qualcosa? quando senti che tutto è già successo una volta e stai rischiando una seconda visione su questi teleschermi? e quando senti che tutto sta andando in merda, la tua vita, il tuo cervello, il tuo talento, il tuo cuore?eh, tu che fai?
di solito io vado di la, bevo una birra e poi esco. adesso non ho tempo per la birra, devo scappare.
e comunque mi servirebbe qualcuno con cui guardare floris e santoro, possibilmente automunito.

Fico Para ti Como sou Aqui espero Desespero Como era Sou quem era Foi assim Foi no tempo que passou Foi sentir o teu olhar Por mim fica a quem j me chamou Assim Era Para ti Como sou o tempo Que lamento Vou esperar No vou esquecer Foi assim Que o tempo parou Num lugar em mim Que pra ti ficou Estou aqui No desejo Do que vi Do que vejo Quero saber de ti Pra voltar a ver Em mim o que vi E no vou esqueer Estou aqui No desejo Do que vi Do que vejo Fico Para ti Como so
(che i madredeus non sò riusciti a vederli l'altra notte...)

einaudi

Ho bisogno di leggere ma non so che cosa leggere. Ho voglia di leggere ma voglio qualcosa nella pancia che mi dica che quello è il libro che voglio leggere. Sto leggendo Neruda che racconta del suo Cile e dei suoi viaggi, sto leggendo Faber e ogni sera leggo un racconto di Carver, solo Carver non mi fa sentire irrequieta nell alettura. Il problema è che io faccio così quando non trovo il libro che leggo dentro di me. Mi viene da piangere. Ho anche pensato di gettarmi su 18.50 euri del nuovo di B.Bianchi. Poi mi sono accorta che pure avendo lo sconto arrivo a 13.50 euri e mi sembra comunque troppo. Quindi mi sono messa a cercare qualche libro da leggere e ho cercato un libro sul sito della M*******i. E no, non lo posso accettare, non riesco ad accettare la scritta Einaudi, sotto quella M********i.

Qui ci vuole Bukowski, solo lui può salvarci!

Sit and endure/ Fermo a sopportare


insomma prima è morta Mae West
e poi George Raft,
e Eddie G. Robinson se
n'è andato
da un bel pezzo.
e Bogart e Gable
e la Grable,
e Stanlio e
Ollio
e i Fratelli Marx,
tutti quei sabati
pomeriggio
al cinema
da ragazzo
se ne sono andati
e io mi guardo
attorno in questa stanza
e lei mi restituisce lo sguardo
e poi guardo fuori
dalla finestra.
il tempo pende inerme
dalla maniglia dell aporta
mentre un fermacarte
d'oro
a forma di gufo
guarda di sotto in su verso di me
(sono un vecchio ormai)
che devo restare seduto a sopportare
tutti questi vuoti
sabati
pomeriggio.

01 ottobre, 2006

mi sono fatta venire la febbre



Notte bianca, pochi balli, molte peroni.
Dodici ore dopo mi sono fatta venire la febbre.
E che finalmente cresca questa febbre!
E che finalmente io inizi a somatizzare!
Voglio che batteri e batteri e batteri invadano il mio corpo ed abusino della mia vita!
E sto stanca di questo malumore, di questa apatia, di questa improcrastinabile depressione sempre in agguato!
Che il mio corpo inizi a somatizzare!
Che si faccia largo una vera malattia!
Che il mondo compianga la mia febbricola somatizzatrice!
Sono una ragazzetta, non trattatemi male, ho bisogno di fare una tregua, chiedo una tregua che duri solo, solo per un po'. E per questo, per questo po' io ho bisogno di arrendermi. Ma solo per un po'.


Il giorno sta crollandomi al rallentatore perchè niente possa prendermi se non lo decido da me rido perchèl'aria si esaurirà ma il vuoto crea stabilità rido perchè non sai se mi pulirai o mi ucciderai se vuoi saperlo lo fai piovono santi con i loro giocattoli per noi ma siamo ormai troppo giovani per addormentarci, lo sai forse presto l'aria si esaurirà il vuoto crea stabilità o forse sei il respiro che mi pulirà mi pulirai se vuoi forse presto l'aria si esaurirà ma il vuoto crea stabilità o forse sei il respiro che mi pulirà mi pulirai se vuoi

29 settembre, 2006

termine lungo


Per la seconda volta in pochi mesi ho fattoun progetto a lungo termine.
Non mi ricordo bene la prima volta quando è stata, comunque, questa è la seconda volta.
Secondo questo piano semestrale a merzo io dovrei essere praticamente annullata. Senza neanche la forza di pensare alle devastazioni umane ed urbane. Soprattutto, se non mi organizzo bene, questa volta mi sa che ho due opzioni:
  1. impazzire;
  2. impazzire;
  3. impazzire per la mia inefficienza.


A mia discolpa, a mantenimento della mia tesi però posso dire che mi trovo con le spalle al muro. O faccio così (così sarebbe: lavoro, studio intenso, corso di scrittura, grenoble e dieta- e notiamo che non ho neanche inserito il tempo per avere una vita sentimentale-)o arrefondo. Come posso intendere arrefondo in italiano? Ci vado a perdere? Be' diciamo che ci vado a perdere andrebbe bene. Il fatto è che "ci vado a perdere" non esprime bene quello che arrefondere esprime perfettamente nella mio -strano, bislacco, tutto storto- mondo interiore.
Un quesito si pone adesso alla mia vita: ma non è che sò dislessica?

I was sleeping, gently napping, when I heard the phone Who is on the other end talking, am I even home Did you see what she did to him, did you hear what they said Just a new york conversation, rattling in my head Oh, my, and what shall we wear Oh, my, and whop really cares Just a new york conversation, gossip all of the time Did you hear who did what to whom, happens all the time Who has touched and who has dabbled here in the city of shows Openings, closings, bad repartee, everybody knows Oh, how sad, why do we call Oh, I’m glad to hear from you all I am calling, yes I’m calling just to speak to you For I know this night will kill me, if I can’t be with you If I can’t be with you

28 settembre, 2006

Nuovomondo

Diciamocelo, oggi è stata propriouna giornata di merda. Diciamolo pubblicamente, non facciamone mistero. Anche se il mio corpo, oggi, non rispondeva e la mente anccora meno, ho deciso di uscire.
Mentre giudavo ho avuto i prodromi di un attacco di panico, ma adesso, ormai, ho imparato a gestirli. Ho messo Fumo Blu e mi sono distratta, dieci minuti e non potevo più stare male, ero in compagnia. E non sapevo che il bello doveva ancora venire. Ed il bello è stato il cinema.

Durante i trailer sentivo un cerchio di rancore, di tristezza e di disperazione che si stringeva attornoallemie tempie. Sono giorni che vorrei scoppiare in lacrime pubblicamente, sono giorni che vorrei uscire senza neanche truccarmi e sono giorni che spero che prima o poi qualcuno venga a curarmi.
Ma dopo i trailer è arrivato Nuovomondo. Due uomini che scalano una montagna con una pietra fra i denti, a piedi scalzi. Una donna che toglie una serpe dal ventre di una ragazza. Un ragazzo che, muto, fa i versi degli uccelli e quanto toglie il cappello ha le lumache in testa.Un padre vedovo, sua madre, i due suoi figli e due ragazze che devono essere portate illibate negli Stati Uniti decidono di partire. La famiglia cerca il gemello del padre. Vanno a prendere i vestiti buoni, s'imbaracano e al porto c'è la Gainsbourg che è inglese, che è una nobildonna, è chiaro da subito.Tutti la taliavano. Lei parte con loro, la signora anziana non la tollera, non ha le mani adatte a loro. C'è la scena in cui la terza classe, ammassata sulla poppa della nave è unita a tutte le persone che invece sono ammassate sul molo. La nave si sposta,si separa tutta quella massa di persone, si separa grazie al mare, allora inizia il viaggio.
Bellissimo il film, bellissimi gli attori, bellissimi i personaggi rappresentati, bellissime le visioni che il capofamiglia ha. Bellissimo il contrasto tra la società che riceve gli emigrati e che li sottopone a domande per verificare che non siano stupidi e la loro intelligenza acuta, pratica, onesta. Questo film mi è piaciuto molto, moltissimo.
Oggi è stata un giornata davvero di merda, il film è valso tutto il giorno perduto.

27 settembre, 2006

salvamento

°volevo solo dirvi che David Bowie sta per salvarmi la vita°

pensiero cervicale

Sono tre ore che ascolto il vento. Non si sente neanche il rumore del mare. Il mio cervello non può produrre niente. Appena penso mi faccio male. E' meglio, posso accusare qualcuno.
El-Muniria, Stanza 218:



Ora che non ho fame di parole
avrei bisogno di parole
Parole che scorrano facili
e non inciampino ni mezzo alle dita
Mi scrivi per sapere che tempo fa dentro la mia testa
e vorrei risponderti
Ho chiesto a Dario se vede il sole dentro la mia testa
Io sento solo l'aria
che entra da una finestra rotta
Sento solo le mattonelle fredde sotto i piedi
e le pareti che scricchiolano
Sento solo le vene
che finiscono dove finisco io
E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi
E li sento cedere
Ora che non ho sete di parole
avrei bisogno di parole
Parole che cadano in gola come pioggia calda
Parole che non sbiadiscano sotto questo sole
Mi scrivi per sapere che tempo fa dentro la mia testa
e vorrei risponderti
Dario è partito
Io chiedo in giro se si vede il sole dentro la mia testa
Io sento solo l'aria
che entra da una finestra rotta
Sento solo le mattonelle fredde sotto i piedi
e le pareti che scricchiolano
Sento solo le vene
che finiscono dove finisco io
E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi
E li sento cedere


26 settembre, 2006

sono uno straccio

Ho cancellato un post. Poi ne ho cancellato un altro. Pensavo di averlo fatto perchè non mi piacevano. Poi mi sono accorta che non si arrivava in nessun punto.
Quando sono così come sono adesso, scrivere mi aiuta a distendere tutto a sciogliere tramite le mie mani le questioni e vedere tutto più semplice. Mi sembra di avere i tentacoli quando faccio questo. Quando non riesco a scrivere una parola, mi ritrovo con il cervello vuoto, sgombro da qualsiasi altra cosa che non si al'attesa per la parola che deve uscire. Poi muovo le dita, le muovo alternatamente, a due a due e nella mia mente vedo dei fili grigi che escono fuori e poi sento che la parola è quella.

Ma stasera non trovo niente nella mia mente penso, penso ad una novità che non c'è, penso che sto aspettando di fare un esame, penso che se non facccio questo esame le cose che ho scritto non verranno mai finite. E questa attesa mi sta rompendo davvero i coglioni. Perchè non riesco a liberarmi di quest'aria, che mi sembra condensarsi.

Sento solo l'odore della nebbia. In questi giorni è come se io fossi avvolta da una nebbia trasparente.
Allora mi siedo, faccio un respiro profondo, spero che vada via.
Ma la nebbia rimane fino a quando non mi abituo a vederla.
Quando mi abituo, me ne dimentico e posso continuare quello che ho interrotto.


23 settembre, 2006

rainews24

E' da giorni che tolgo gli occhiali, mi stendo sul fianco destro e mi addormento con il televisore alle spalle. All'ora in cui vado a dormire c'è un solo programma che riesco a tollerare e all'ora in cui vado a dormire l'ultimo mio pensiero è guardare la newsbar di RaiNews24.
Qualche notte fa ho tolto gli occhiali, ho dato le spalle alla tivvù mi sono messa a pensare ai cacchi miei. Ad un certo punto sento del colpo di Stato il Thailandia.
Metto gli occhiali, mi sposto sull'altro fianco e vedo le immagini.
Anzi, ne vedo solo una: i carrarmati fermi ad un incrocio e due ragazzi che ridono.
Uno ha un cellulare e sta fotografando il golpe.

p.s.Vespa vuole quattro serate dalla rai...facciamo una raccolta di firme affinchè non gliele diano( il problema che si pone poi...se non le danno a vespa, a chi le danno, poi?)

21 settembre, 2006

sintomatologia della cazzara

Ho qualcosa che mi preme sulla fronte. Il setto nasale è dritto ma c'è qualcosa che non libera il mio respiro per essere perfetto. La gola, la gola è sempre il male più forte e non esiste più, ormai. E il cuore, quello, pesa soltanto.La verità è che vorrei fermarmi a piangere, come bambini, seduti a terra, con le gambe incrociate.

cervicale

Ecco, oggi sono andata al bar.
Il tizio che dovrebbe assumermi mi ha parlato per almeno un quarto d'ora del posto, delle mansioni, delle varie robbe che si dicono in questi casi. Io mi annoiavo.
Io annuivo.
Il posto è tanto carino, è uno stranop incrocio: tipo stile marinaresco francese.
Anche se Titta non è d'accordo, io ci provo se quest'uomo mi chiama.
Ovviamente si richiedeva bella presenza quindi sono stata a truccarmi per almeno un'ora e sembravo mia nonna quando sono uscita di casa. Credo che domani indosserò un pantajazz multicolor per riuscire a dimenticare l'indiscutibile serietà del mio abbigliamento odierno.
Credo che adesso andrò a dormire perchè i fiori di Bach nemmeno oggi li ho comprati, ho ancora il mio smalto rosso e mi sto inziando a chiedere se tutto questo non sia davvero una questione di succhi gastrici e batteri.
Esami! Esami! Devo dare assolutamente questi esami.

19 settembre, 2006

rescue remedies

E' un anno che cerco in ogni modo di distogliere l'attenzione dalla mia mente malata, di non darle spazio, di non darle tempo per dire puttanate. Da qualche mese, però, ci sono delle avvisaglie, ci sono delle paure, ci sono delle cose che non sono io. Le sto combattendo da mesi e ieri soltanto, in metropolitana mi sono accorta che queste paure, queste schifezze che sento spesso e che ignoro costantemente, potrebbero essere sintomi di una cosa che sto cercando di combattere. Faccio finta che questa cosa non ci sia, non ne parlo neanche a me stessa e spero che così si risolva tutto.
Ma stamattina mi sono svegliata già infelice ed un pensiero mi è balenato per la testa: se questa volta avesse il sopravvento l'immobilità invece che la felicità? Io ci proverò ancora, ma credo di aver bisogno di un aiuto.
Domani corro a comprare i fiori di Bach, non si sa mai.

18 settembre, 2006

piccoli umori vagabondi. ovvero il mio treno

Ti sei mai chiesto cos'è un liquido? Ti sei mai chiesto cosa sia mai liquido?
Eh, te lo sei chiesto mai?
Ti do io una risposta.
Liquido è la cancrena che parte da miei piedi e che sta invadendo piano le mie gambe. Sta giungendo al sangue e lo sta riformando. E sai cosa rimane del mio sangue rosso? Si, quel sangue che non riuscivo a fermare, certo proprio quel sangue adesso è una sola parola, quel sangue adesso è solo freddo. E dal sangue raggiunge tutti i miei liquidi, i miei umori, la mia bile e sento tutto diventare freddo, sempre di più e penso Cazzo, è solo al cancrena, non preoccuparti è cancrena, dopo tutto passa. E quasi mi convinco che non ci sia bisogno di amputare nessun arto, quasi mi convinco che il sangue è buono anche freddo.


la verità è che a volte dovrei fermarmi, semplicemente fermarmi e piangere e annullarmi ed essere catastrofica e non lottare e non credere che tutto, anche se non mio andrà a finire bene.si, dovrei arrendermi per un solo minuto al mese, questa è la verità.

17 settembre, 2006

d'alessandro




Piove da due giorni.
Io ho messo il mio smalto.
Non potrei stare meglio.

Ho lasciato la finestra aperta.
E mi è piovuto in casa.
L'ho richiusa e ho continuato a pensare che piovesse.
Prima che me ne
rendessi conto tutto è diventato più chiaro.
Devo solo imparare ad essere più precisa.
Lo smalto è troppo scuro per nasconderlo.

16 settembre, 2006

pavese

Ah, ovviamente, io non ho dimenticato di scrivere la poesia di Pavese.
E' che ho deciso di non scriverla più. Ho deciso di non rileggerla più. Ho chiuso il libro.
Non credo che con il libro aperto sarei stata meglio. Quindi, tenetevi l'incipit, magari tra un po' la scriverò tutta, ma, adesso, basta. Ed avanza anche un po'.

15 settembre, 2006

molesto pretesto che non sarà puntuale

Io e Pep da Tonino.
Aperitivo. Jack e cola io, Spriz lei.
Prima, un rum&pera.
Poi ci accorgiamo che siamo al terzo giro. Anzi, io sono al quarto.
Parliamo, confessiamo e diciamo che abbiamo fatto bene.

Alle dieci già sono ubriaca.
Tornata a casa decido di finire Cent'anni di solitudine.
All'ultima parola mi accorgo che è notte fonda.
In una camera non mia, mi accorgo che tutto è buio.

Mi alzo, barcollo. In piedi sulla sedia apro la tenda.
Piove a dirotto, la stanza è ancora troppo buia.
Invece che sulla finestra, la pioggia sembra battere sul mio viso.

Penso che in fondo non può essere mattino.

Non lo è. Sono solo le cinque e mezza.

Cerco di dare una direzione placida al senso di irrequietezza che ho.
Dopo un'ora in cui forzo la mia mente a distrarsi, mi addormento.
Per due ore non faccio altro che sognare.
Appena inizio a sognare, però, mi sveglio. E non riesco a ricordare cosa sogno.
Sogno e poi mi sveglio. Per due ore.

Non c'è modo.
Sento la pioggia troppo vicina. Mi alzo. Il corridoio è allagato.
Bevo dell'acqua, chiudo la finestra. Mi si bagnano i piedi.

Penso che non dovrei dormire nel letto di qualcun altro con i piedi bagnati, ma il corpo, pesante, ha la meglio.
Crollo. Poi inizio a sognare e mi sveglio.
Decido che è l'ultima volta che sognerò stamattina.

In piedi, penso alla frase che ho avuto a lungo in mente in questi mesi:
"Fra poco mi alzo anch'io. Mi devo prima svegliare per bene. Voglio pensare un altro po' a questo sogno."
Fa parte di Sogni, un racconto di Raymond Carver.
Che inizia così:
Mia moglie ha l'abitudine di raccontarmi i suoi sogni quando si sveglia. Io le porto il caffè e un bicchiere di succo di frutta e mi siedo accanto al letto; intanto lei si sveglia e si scosta i capelli dalla faccia. Ha la solita espressione di quando ci si sveglia, ma anche lo sguardo di chi torna da qualche parte.
Ho letto per la prima volta Sogni sette anni fa.
Mi sentivo molto simile alla donna che sembra tornare da qualche parte.
Da allora tutti i sogni, per me, sono luoghi e soluzioni ben precisi .
Stamattina però, non mi lasciavo sognare in pace.

Alle volte mi sento vivere come vetro in mezzo alla plastica.



...Prima o poi dovrò smettere di proteggermi...Prima o poi farà più male di ora...Farà più male ancora..

14 settembre, 2006

la terra e la morte, 19-20 novembre 1945

Sempre vieni dal mare
e ne hai la voce roca,
sempre hai occhi segreti
d'acqua viva tra i rovi,
e fronte bassa, come
cielo basso di nubi.
Ogni volta rivivi
come una cosa antica
e selvaggia, che il cuore
già sapeva e si serra.

Volevo continuare. Ma poi, Pavese fa troppo male, adesso. La continuo domani questa poesia. Però uso solo questa e poi basta.

che sia sempre dannato!

Quando io e la mia amica siamo arrivate in patria pugliese ci ha accolto nella sua auto la nostra amica Bionda. Quest'ultima si era guardata bene le riviste in edicola ed aveva comprato Ciak, quello di agosto, perchè ad agosto ci segnano su tutti i film da vedere, quando escono, come sono, chi ci recita, eccetereecceteraeccetera. Decidiamo che vogliamo vedere un sacco di film. Dopo un'ora di viaggio decidiamo il film che andremo sicuramente a vedere.
Stasera quindi siamo andate a vedere il film. Ed il film è Time di Kim Ki Duk.

Sinossi: Lui e lei stanno insieme lei è lievemente gelosa (nel senso che appena lui respira lei va in aceto e fa una piazzata pubblica manco stesse vendendo il pesce al mercato la Vigilia di Natale in un paese del sud Italia).
Lei si è fissata che lui si è stancato di lei, del suo corpo e del suo viso e ripete ben due volte:Non ti sei stancato di questa faccia noiosa?cosa che se ero io il ragazzo prima la lasciavo e poi la faccia gliela cambiavo io a cazzotti. Ovviamente lui non ci pensa mancopenniente a lasciarla. Dopo di che lei decide:
  1. di fargli prima un pompino;
  2. di fargli una sega costringendolo a pensare che lei sia un'altra;
  3. scoparire del tutto dalla vita di lui e un po' anche dalla sua vita stessa;
  4. andare da un chirurgo estetico e farsi cambiare la faccia(nonostante lei sia incredibilmente bella).
Ovviamente lei becca l'unico uomo al mondo che dopo che tu l'hai abbandonato, invece di fare un party e ringraziare iddio di essersi scansato un tale gatto nero dai maroni, continua a cercarti, fare telefonate ad un cellulare spento (che cazzo, vibra, vibra solo, ma ste cazzo di suonerie in Corea proprio non le vogliono usare?). Ovviamente lui per sei mesi(il tempo che ci mette la faccia di lei a sgonfiarsi- e frapparentesi se lei fosse andata dal chirurgo plastico di Demi Moore e Nicole Kidman manco venti giorni doveva aspettare a sbendarsi-) la cerca, è disperato. Gli amici lo fanno uscire, lo portano a fare il karaoke e il pediluvio. Che poi, frapparentesi, nel film non è che escono, vanno in discoteca, o cose così, no. Tutti e tre scelgono altre tre ragazze poi sorteggiano chi di loro scoparsi( anche se non ho ben capito se loro dopo le pagano oppure è uno scambio di favori). Comunque, lui per un motivo o per l'altro non si riesce a scopare mai nessuna. Non bastano i sensi di colpa che lui ha ogni volta che vorrebbe scoparsi una tipa( e ogni volta si ripete, a mo' di karma:Cosa dovrei fare? D'altronde sono un uomo! Quasi per scusarsi... ma che scuse, come minimo ti devi scopare mille persone per scollarti di dosso la iettatura che ti ha messo quella!).
C'è da dire che pure la tipa che si è cambiata faccia ci mette del suo per non farlo scopare( robe del tipo lo insegue, gli lancia un sasso nella stanza del motel l'unica volta che lui ci va vicinovicino e succede la disturbata col proprietario del motel).
Che poi è il minimo che non scopi se prima vai a fare il karaoke e poi il pediluvio.
All'improvviso lui va nel bar in cui lei ha fatto una delle sue piazzate con una faccia da cane bastonato( che sembra un misto tra Spank quando fa kaikai e Doson quando scopre che Gioi scopa co' Pesi) e incontra la cameriera. Per farla breve lui si tiene la cameriera e poi s'annamora, un poco di lei. Per farla breve la cameriera è la sua ragazza che se n'è andata. Per farla ancora più breve ad un certo punto lei esce fuori di testa perchè si accorge che lui è ancora innamorato di lei con la vecchia faccia e va di nuovo in quel bar ( che, poi, fossi stata io la proprietaria, già alla prima piazzata avrei loro interdetto l'entrata tanto quelli prendono sempre e solo il caffè, e le cameriere si ostinano pure a chiedere che vogliono!).
Il bello è che lei va là con la faccia nuova si, ma con sopra una maschera su cui c'è la faccia vecchia.
Lui sembra finalmente essere terrorizzato da lei e la lascia lì come fosse Silvester Stallone che piange. Poi prima si fa menare a sangue da un rozzone che era nel bar, poi si fa menare dal chirurgio plastico e poi decide di rifarsi pure lui la faccia e non farsi trovare da lei. Ovviamente il chirurgo plastico non si tiene un cecio in bocca e dice a lei che dopo sei mesi lui l'avrebbe cercata. Allora lei va alla ricerca di lui e cerca di riconoscerlo attraverso la risposta che innumerevoli uomini le danno quando lei stringe loro la mano. Ne trova un bel po', uno tenta di stuprarla e poi uno finalmente le dà la risposta giusta. Quindi, giustamente, lei se lo scopa. Per scoprire, poi, nel post coito, che lui non è il suo ragazzo. Va be' alla fine lei prima ammattisce ancora di più a cercarlo, poi lo trova, ma più che lei, lo trova il suo irrefrenabile istinto amoroso ( che sempre sia dannato l'istinto amoroso!). Solo che mentre l'insegue lui schiatta, spappolato sotto una macchina.
E lo sapete lei cosa decide di fare? Di rifarsi la faccia da capo! Per essere irriconoscibile!
Adesso mi pongo una serie di domande:
  1. dove cacchio li trovano i soldi per rifarsi sempre la faccia?
  2. il chirurgo, quando lei si va a fare la faccia per la seconda volta le fa almeno uno sconto?
  3. ma lui quando si scopa lei con la faccia nuova come fa a non accorgersi che è lei?
  4. ma lei quando si scopa l'altro come cazzo fa a non accorgersi che è lui?
  5. ma stì coreani non ce li hanno i nei? le voglie? non ce li hanno i segni particolari dei corpi?
  6. che forse il regista voleva sottendere (perchè lo sottendeva chè non c'è un'informazione che ce lo dica, anzi, tutte contrarie)che essi si siano rifatti è pure il corpo?
  7. quando stì due stanno in una scena in un posto e poi nella scena dopo stanno subito in un altro, deve essere inteso come una specie di flashback o sogno o solo come 'na cosa messa a cazzo così?
Ovviamente ci sono altre domande che vorrei farmi, ma le sorvolerò. Ovviamente io ho sperato che qualcuno sopprimesse la tipa sin dall'inizio del film. Che poi l'inizio del film è praticamente Nip&Tuc. Inizia con la plastica di lei, ma fin nei minimi dettagli e tu lì già speri che ci sia al posto della birra un sachettino per vomitare. Ma poi quando lei corre, quando lei corre, quando lei corre. Si, quando lei corre è più insopportabile della crisi isterica (che almeno lì è a ragione e bellissima, ma comunque insopportabile) di Wendy in Shining. Ovviamente tutta la follia è sempre giustificata dal grande amoreche l'uno prova perl'altro.
In tutto questo le case sono arredate quasi male, lei è vestita quasi bene e lui quasi male. Lei non cambia le lenzuola al letto per almeno sei mesi e io, fossi stata lei, mi sarei messa col chirurgo che è medico, pure un bel ragazzo e poi, se quella cambia faccia ogni sei mesi, vuoi mettere la convenienza?Ah, ci sono un paio(cioè una e due- e la due è per arrotondare) di scene carine, la fotografia non è un gran che.Ovviamente ho raccontato tutto il film per evitare che qualcuno degli avventori del mio blog faccia la follia di andare a vedere stò film.
Ah, quando siamo uscite dal cinema, io e la mia amica, ci siamo ricordate che il film che avevamo deciso di andare a vedere era Still Life, non questo.
Che giornata di merda.

13 settembre, 2006

cent'anni di solitudine

Mi piacciono queste righe:

Ursula pensò che Fernanda doveva aver messo l'anello nell'unico luogo dove i suoi figli non avrebbero potuto raggiungerlo: lo scaffale. Fernanda, invece, lo aveva cercato unicamente lungo il suo itinerario quotidiano, senza sapere che la ricerca delle cose perdute è intorpidita dai gesti consuetudinari, ed è per questo che costa tanta fatica trovarle.