11 febbraio, 2007

a rischio chiusura

.Potete anche evitare di leggere. E' semplicemente uno sfogo. Che aveva bisogno di diventare pubblico. Mi scuso in anticipo delle lamentele con chi avrà l'ardire di leggere. Ma ne ho proprio lepalle piene, non potevo evitare.

Credevo fosse chiaro come la penso. Credevo che fosse chiaro che io non ho bisogno di un uomo per uscire dalla casa dei miei genitori. Pensavo fosse chiaro che per me le ragazze per bene sono quelle che trattano la gente in modo dignitoso. Dove vivano non è importante. Pensavo fosse chiaro come la penso sul chador, burka e tutto il resto a presso, pensavo fosse chiaro cosa penso sui pacs, omosessualità e diritti. Pensavo fosse chiaro che il mio unico scopo nella vita è essere , dopo lungo aver cercato, me stessa in piena libertà. Pensavo fosse chiaro quanto nella mia vita io voglia essere felice. Pensavo che mia madre non ritenesse me una delusione perchè non riesco fare più di un esame a sessione, pensavo apprezzasse tutto il resto. Pensavo mi apprezzasse per come sono diventata. Ma nessuno della mia famiglia mi conosce. Come avrebbero potuto notare la differenza? Il fatto è che è colpa mia. E' colpa mia per quello che è successo con lui, è colpa mia per quello che i mie genitori non sanno o non capiscono di me. E' colpa mia perchè non parlo di cose serie. Sto zitta per le cose importanti. E' colpa mia. Ma i miei genitori potrebbero fare anche uno sforzo di sensibilità. Quello che fanno i miei amici ogni giorno che passano con me. Perchè loro non lo fanno? Be' ho già la risposta. Perchè non mi sono mai fermata a parlare di quello che era importante per me. Non ho mai fatto una lista e non ho mai presentato in lettere chiare qual'è la mia vita. Quindi, tutti gli sforzi che hanno fatto sono state deviati proprio da me. Ho sprecato tutto il tempo a fare quello che per me è importante e farlo accettare da loro che non ho dato loro neanche il tempo di capire.

Un mese fa aspettavo la mia amica e parlavo con un tizio rossiccio i cui lombi mi interesserebbe conquistare. Fermi, con le schiene ad una staccionata lui mi ha chiesto io cosa facessi nella vita. Io gli ho risposto che studio poco, che lavoro poco. Niente di che. Dopo poco è arrivata la mia amica e la conversazione si è spostata su altro. Dopo qualche giorno ho incontrato un ragazzo che mi ha chiesto cosa io facessi nella vita. Gli ho detto la verità, che la mia vita non è qualcosa che potesse essere definita "niente di che". Gli ho detto le cose che faccio e così mi sono tornati in mente i motivi per i quali con una lametta in mano io avrei scelto di vivere. Purtroppo mi è tornata in mente le conversazione con il rossiccio. E di come io abbia reso, a parole, la mia vita totalmente irrilevante. E mi sono arrabbiata. Perchè non è quello che penso. E' solo che per non apparire superba agli occhi di una persona che mi interessa ho offeso quello che sono. Ed ho sentito la stessa umiliazione quando mi madre mi ha detto di essere per lei una delusione perchè non mi sono laureata. Io mi sento una delusione perchè ho fatto spendere soldi ai miei genitori mentre la gente accanto a me schiatta di fame non perchè non riesco a dare più di un esame a sessione.
Quando mi madre mi ha detto, a venticinque anni, non a quindici, di essere una delusione perchè non mi sono ancora laureata, io sono caduta dalle nuvole. Il titolo è più importante di quello che sono. E' chiaro che a loro non interessa quello che sono diventata in realtà ma quello che possono dire io sia diventata agli altri. Sono grassa, non ho un ragazzo, non sono neanche laureata. Evidentemente per il povero cuore dei miei genitori, tre delusioni troppo grandi per potermi apprezzare. Però è successa una cosa strana. Qualche anno fa, se mia madre mi avesse detto una cosa simile mi sarei alzata in piedi strepitando e urlandole contro il mio rancore. Oggi, l'ho guardata e le ho detto: Mamma, mi dispiace. Perchè io sono molto felice e fiera di quello che sono diventata. E la conversazione è finita lì. Non è che sono fiera a cazzo di quello che sono. Sono fiera di me perchè ne ho tutti i motivi. E, con questo, considero chiuso l'argomento.
Ah, vi avviso che il blog è a rischio chiusura. Mia madre ha per caso trovato questo link e, dato che, le uniche cose non condizionate dai miei genitori sono questi due, tre, quattro spazi( cosa per me è più che poco, anzi è niente) che mi sono ricavata con enorme sforzo, non so che fine farò. Quindi, mammà, se stai leggendo arricreati. O smetti di leggere. Io, se mi accorgerò che non ho più libertà su questo blog, come nel resto della mia vita, vi contatterò e vi darò il nuovo link.
Perchè questa è una cosa che nessuno mi può togliere. Io, nel frattempo, prometto di impegnarmi a non farmela togliere e fare come se niente fosse.

10 febbraio, 2007

lost cause. mensilmente



Your sorry eyes cut through the bone They make it hard to leave you alone Leave you here wearing your wounds Waving your guns at somebody new Baby you're lost Baby you're lost Baby you're a lost cause There's too many people you used to know They see you coming they see you go They know your secrets and you know theirs This town is crazy; nobody cares Baby you're lost Baby you're lost Baby you're a lost cause I'm tired of fighting I'm tired of fighting Fighting for a lost cause There's a place where you are going You ain't never been before No one left to watch your back now No one standing at your door That's what you thought love was for Baby you're lost Baby you're lost Baby you're a lost cause I'm tired of fighting I'm tired of fighting Fighting for a lost cause

09 febbraio, 2007

se brosser les dents

Posso solo salire sul letto, leggere Pascale e sentire qualcos in sottofondo. Stanca morta.Con dentro qualcosa che non va bene. Ma tutto il resto giusto. Un po' di tempo, in silenzio. Così.

07 febbraio, 2007

non dimenticate di spegnere i cellulari

Vorrei solo ascoltare questa canzone in pace. Avere un attimo per schiarirmi le idee ed aspettare di crescere ancora un po'. Mi basterebbe quelche mese. Di pace, di vita di donna e non di bambina. Mi basterebbe poter vivere in un mondo reale per qualche mese. Mi chiudo, passo in silenzio ed ascolto. Aspetto di migliorare e riconoscermi allo specchio. Uno specchio che sia il mio, fatto di respiro di una gola libera da tutto quello che mi ha colpito, che ha lottato contro di me. Vorrei abbracciarti, e perdermi per qualche minuto. Perchè sai che cosa mi manca adesso. E stenteresti a credere che non sei tu.
Mi manchi solo un po', so che sei tu la mia casa migliore.

04 febbraio, 2007

repent!and sin no more!

Credo mi sia successo qualcosa. Non sento le mani d'altro, nè aspetto. Lo dico, ma non è vero. Dico tutto, anche quello che non penso. Mai la verità, cerco solo, ogni giorno, di rendere più vicine a quello che sono, le mie parole. O mi affanno a fornire una prova ai miei occhi. Non guardo, non più le lettere, non guardo ogni cosa esca dal mio corpo. Vorrei una casa, questa è una verità. Ma vorrei essere libera, questa è la sola verità. E non so perchè proprio stasera. Ma se c'è una cosa di cui proprio io sono sicura è che la libertà è il mio principio, ogni mia fine, ogni mia delusione. Quello che c'è attorno, quello che brucia, graffia, uccide e dispera è solo la mia ricerca, affannosa, inutile, carnale, di quel respiro che mi manca, che sto cercando di scegliere, che sto inseguendo. Vorrei urlare per avere qualcosa di più. Ma non serve a niente parlare. Si, se me lo chiedi so come risponderti. So dirti la verità, che ho una visione nera, bastarda, inutile su tutto. Ma non riuscirò mai a vivere senza uccidermi per quello che voglio. E' l'unica cosa di cui sono certa.
Stamattina sono rimasta ferma. Ho aspettato che qualcuno mi chiamasse. Poi ho capito che mi manca la tua voce. Che mi manca un abbracio. Che mi manchi. Ma non è per amore. E' per debolezza. E' per paura. E' per il mio bisogno di radici, ma le ho bruciate tutte o sono fuggite via. E ho pensato alla pelle, alle righe, ai capelli ed al mio fumo. Un fumo di mattoni che mi stringe e mi ricorda di pensare che avrebbe potuto uccidermi. Ho pensato che sono stata brava ma adesso devo esserlo di più. Ho pensato che mi servirebbero due lombi, un abbraccio senza mente, una liberazione. Mi servirebbe carta senza pensiero. Mi servirebbe una pausa in una casa. Una casa in cui entrare senza memoria, in cui ospitare persone senza memoria di rapporti e di anni passati insieme. Così come siamo ora, ma senza ricordi. Che gran puttanata. Mi metto a straparlare, mi scuso, ma è quello che sono. Voglio essere libera, non perfetta. Gentile se posso, intelligente se un giorno potrò. Cattiva, se devo.
Mi gratto la testa e spero che non siano bagnati gli occhi che vedo. Spero che qualcuno di noi mantenga le promesse e che qualcosa torni da me. Che qualcosa mi svegli e mi dica cosa fare, quando farlo e non mi dica mai più perchè. Mi faccio paura. Ho tutto così chiaro quando mi perdo a guardare dentro. Ho sempre la certezza che ci sia qualcosa di buono che mi viene contro. E' spaventoso.Le delusioni, ormai, non dovrebbero più essermi nemiche.

28 gennaio, 2007

finito!


Finito finalmente il racconto della suocera. A mio giudizio è una stronzata. Ma in giro si dice che faccia ridere. Allora lo aggiusto, chè questo sono in grado di finirlo. E sarebbe pure la prima volta, eccheccazzo.

Ho le mani strane. Sembrano di cartone. La finestra non si apre. Ascolto la radio. E penso ad un po' di libertà. Ma sono vuota. La scrittura è l'unica cosa che mi tiene occupata e dentro la quale non esiste niente più. Credo che dovrei iniziare a preoccuparmi,non esiste niente più.

brazil!tatatatatata!brazil!

Giuro che se domani mi sveglio e trovo un'altra volta davanti a me un sole accecante- perchè stamattina, qui il sole era veramente accecante- metto una bomba nuclare sotto lo Spazio Bar- Lucrino fino a che non vedo scomparire tutto il golfo e il Castello di Baia e tutto il fottutissimo splendido paesaggio che mi accoglie ogni mattina.
A parte questo, ho avuto una nottata molto strana. Ho prima sognato di andare a cavallo. Ma non andavo a cavallo di mia spontanea volontà. E' che Katia Ricciarelli era su un enorme cavallo vicino casa mia. Io passeggiavo poco dietro di lei. La povera Katia Ricciarelli cadeva con la testa per terra, ma proprio in lungo. Anzi, lei non cadeva da cavallo, lei si tuffava di testa da cavallo. E rimbalzava. Ma era ancora viva. Allora salivo io sul suo cavallo per riportarlo al maneggio che ha sede proprio dietro casa mia. Ma il cavallo sul quale salivo, a parte essere gigante, non era un cavallo vero ma un misto tra due tizi che fanno il Grenoble con me che si tramutavano in cavallo. Da ricordare che io ho il terrore di andare a cavallo, ma codesto cavallo mi rassicurava in modo quantomai preoccupante.
Dopo di che ero con un bonazzo assurdo, la moglie e i suoi due nanetti diabolici in una specie di laguna blu e l'acqua era gelata e dovevo fare una salita a cavallo con una pendenza del 45%.
Mi dicevo: cielo! ma non si può fare! E invece si! Si può fare, lo fanno tutti!
Poi mi facevano fare un tuffo supercarpiato nella superlagunablu e me ne sbattevo allegramente di andare a cavallo.
Insomma, facendola breve, oltre a questa iperattività dovuta ad una reclusione forzata, ad un certo punto ero convinta che mio padre non fosse il mio, che mia madre mi aveva avuta con un tizio che se ne sbatteva di me. Ovviamente ne ero convintissima. Tanto che quando mi sono svegliata ci ho messo un po' di tempo a convincermi di chi possedesse il mio stesso patrimonio genetico.
Credo che antibiotici ed aerosol facciano davvero un pessimo effetto sul mio corpo.
Nonostante questo, ho smalto, orecchini metto creme sui tre quarti del mio corpo e leggo. Oggi abbiamo anche onorato il pranzo domenicale. Ma, credo che se mercoledì non riusirò ad uscire, è molto probabile che io dia fuori di matto. Ho bisogno di andare ad una festa. Adesso.

27 gennaio, 2007

brochite v.0.1

Ho la finestra aperta, le mani legate. Il sole è accecante stamattina. E' una settimana che non lascio questa camera. Parlo, ma mi affanno, rido, ma tossisco. Sto bene. Mi accorgo che solo qualche mese fa sare impazzita a rimanere in casa sola. Adesso, che sia perchè non ho molte forze, sia perchè sono più serena, leggo, guardo film, mi rilasso e aspetto. Ho un lieve bruciore allo stomaco, alla gola e non ho il coraggio di scoprire se sia per i farmaci o per le cose che bollono sotto. Il medico mi ha detto che devo rimanere fino a mercoledì a letto. Domenica, lunedì, martedì, ecco, mercoledì. In fondo, sono meno di cinque giorni. Ma non posso fare tardi la notte chè poi mi raffreddo.
Ho voglia di leggere, qualcosa di lungo, strutturato e divertente. Ho bisogno di essere rassicurata dalla tristezza umana. Mi servirebbe un romanzo di Carver, ma dubito che potrebbero solamente essere concepibili. Oppure mi servirebbe un nuovo romanzo di Pascale. E adesso, e adesso che si fa? Leggo un po' Anna Karenina ed un po' La fame che abbiamo. Ma Eggers non riesco a seguirlo è troppo veloce per il mio cervello che si muove tra un aerosol( che mi dona una leggera sensazione dopante) e un antibiotico ( che, regala un po' del mio sonno arretrato). Mi serirebbero un po' gli amici, quelli che ci sono e quelli che per un po' dovrebbero tornare. In fondo, vivo bene senza, ma alle volte le cose che sento mi chiedono di richiamarli a casa o, almeno, di raggiungerli.

24 gennaio, 2007

torno subito

Causa bronco tracheite, la proprietaria del presente blog si astiene dal pubblicare post. La suddetta proprietaria dorme dalle nove alle cinque ore su dodici( le altre dodici sono di sonno totale) quindi appare lapalissiano che non ci si possa per niente fidare di lei. Nel momento in cui la febbre, i bronchi e il ciclo di vita normale saranno ristabiliti la proprietaria tornerà. Mi sa che, nel frattempo, alcune bozze, collezionate con il passare del tempo, ma soprattutto, con il passare degli eventi, verrano qui postati. La proprietaria ringrazia e appende un cartello a questa porta: torno subito.

21 gennaio, 2007

do- me- ni- ca

Ti vorrei spiegare che al posto delle orecchie ho un muro che trasmette musica. Ti vorrei spiegare che sriesco ad essere felice da sola, senza alcol, senza altro, senza te. Vorrei spiegarti che sono rimasta sola e poi ho ricominciato. Ma mi contraddico. Non ho voglia di spiegare niente a nessuno. Ho voglia di studiare, ho voglia di pensare, ho voglia di scoparmi un uomo con il quale ho dormito per caso. Ho voglia di finire tutto quello che ho cominciato a scrivere, ho voglia di dare forma e far scorrere altre idee. Non c'è più bisogno di finire ma di verificare, discutere, mettere alla prova quello che ho fatto alla mia vita. E' che dovrei imparare a premere i tasti senza guardare e che dovrei spiegare a qualcuno che non ho orecchie per ascoltare musica ma solo due fogli che eliminano ogni altro rumore.Pensavo fossi solo, ma giriamo sul ghiaccio, in un cerchio, che io tento di tagliare. Tento di stare in piedi, ci provo e ci riesco. E' che alle volte mi sorprendo quando sono io, nel pieno delle mie facoltà.
Eternal sunshine of the spotless mind. Alle volte ci penso, dovrei regalarmi un po' di memoria da cancellare. Perchè ho risolto tutto ma interferenze mi fanno essere ad un solo passo dalla felicità. Un ultimo sforzo, me lo dico e faccio finta che il cuore sia più forte della realtà. Ma mi curo ancora come fossi di vetro, mi allontano come potessi spezzarmi. Ho paura, è questa la verità. Ma ho l'istinto, che muove il mio ventre e mi salva dagli errori che provocano le mie paure. Ho sbagliato, ero poco lucida, provvederò a riparare. Sono solo dei lombi rossicci quello che sto cercando ora.
Tutto il resto sono le chiacchiere, un brutto vizio che torna dal passato.

18 gennaio, 2007

ciborestato

Alle volte credo che piuttosto mi avresti mangiato, uccisa, stirata. Molti giorni sento che tutto quello che mi è mancato sei tu. Ma non è mai vero. Non è mai vero che ci sia stata solo una persona nella mia vita. Non è mai vero che potrei soffrire di nuovo. Nessuno potrebbe farlo. E' per questo che è diventato così facile adagiarmi.
<>mi chiedono ed io rispondo di si, sempre cordialmente, perchè mi hanno insegnato ad essere una bambina educata, perchè mi hanno insegnato la gentilezza verso gli estranei e l'odio verso me stessa. Ne pago tutte le conseguenze. Ma nessuno sa quanto sia bello vedere, capire che le conseguenze sono meno d'un'unghia rotta, di un po' di smalto caduto. Le conseguenze sono una caduta di spalle su terra morbida, fangosa, ma morbida.
Tutta la mia vita, non avrei mai creduto di amare il silenzio.

Proprio ora, silenzio, anche mentre ballo e canto e festeggio la mia vita e con un pizzico sulla pancia gravida di serpi mi lascio vivere, senza pensare. Solo mia sta diventando la vita(che fino adesso è stata solo ricerca di libertà).

16 gennaio, 2007

tempo


Non ero lucida da molto tempo. Non pagavo la sorte da molto tempo. Non sognavo la vita che vorrei da molto tempo. Leggo Carver e mi regala un nuovo contatto con la realtà, fatto del mio silenzio mattutino, di una vita di cui ho già letto, ma che ora posso guardare, capire, cercare. Dicono tutti che scrivo cose tristi. Ma io non ricordo mai quello che ho scritto. Non ricordo mai, so solo che in questa vita c'è una possibilità e questo mi basta ad essere felice. Mi sto impegnando un po' di più, ci sto provando ogni giorno di più. Mi può bastare questo. Sto diventando quello che volevo.
Tutto nelle mie mani.

14 gennaio, 2007

snowing


La pelle brucia per le cose non dette. La pelle brucia per il sole, la neve e le cose non fatte. Il mio corpo risponde a tratti. So solo ceh sto facendo bene, che almeno ci sto provando e che che il mio tentativo per la vita sarà perfetto solo quando sarò padrona di tutto di me, non solo per quello cheho dentro. Penso, ci ragiono e vedo i lati negativi, ma a pensarci, ci penso un po'.

08 gennaio, 2007

addio

Annucio a tutti i naviganti: sto facendo il funerale alla mia calza ed al mio peso. Si annuncia a tout le monde che i sensi di colpa stanno prendendo il sopravvento e che questa settimana sarà la mia ultima settimana di disordini alimentari. E' stato bellissimo lo stesso. Fafi, avrei voluto scrivere è stato breve ma intenso, ma era troppo falso. Vado a dormire e a vedere Alta Fedeltà.
Buonanotte a tutti. E che i propositi della notte, divengano fatti. Mi auguro da sola, ma so che tutti, insieme, mi augurereste lo stesso. Dormo.

Giornata piena oggi, una di quelle, di cui neanche un attimo ho sprecato.

07 gennaio, 2007

per oggi giorno perduto


Giorni strani questi. Fatti di calma e piatta. Fatti di piedi e poca benzina. Con il cuore sanato a volte e triste altre. Giorni di calma, di speranze e di buone prospettive. Tutto a me resta come prima. Ma cambia, mentre resta. Mi dicono che hai avuto un incidente. Ti chiedo se mi porteresti a ballare. La tua risposta è una sola. E' sempre no. Ma non sono stata chiara. La musica è la nostra, perchè non dovresti farmi ballare? Mario mi ha sempre detto la verità. Che non mi bastavano, che serviva qualcosa di nuovo. Io, leggera, riposata e serena, aspetto. Anche se mi spinge a cercarla la novità(e non cè modo che cambi tu in queste strade mai viste perchè per vivere mi basta un sorriso per ogni giorno che puoi dare a me...). Occhi nuovi, mi servono occhi nuovi e patti chiari.

05 gennaio, 2007

fungo- il mio fungo

Tornare la notte quando il giorno qualche anno fa sarebbe finito. Tornare la notte a tersa bassa, con la pioggia, con le gocce che fanno rumore sul cappotto. Con i passi che saltano da una pozzanghera all'altra con il cappello che fa tanto parisienne. Con la testa in un posto vecchio ma con le premesse del nuovo. Tornare a casa la notte con il bavero alzato, la mia birra nel corpo e senza pensieri o spalle che rinunciano alla vita. Tornare sapendo di essere a tre minuti da casa, in strade deserte con il mare che manda solo vento. Con le lumache sotto le suole, che quando sono senza casa- si, senza casa, è così che mi hanno insegnato a chiamarla, quella,- si chiamano inun altro modo. Odore delle mandorle appena trovate, colte, aperte e mangiate. Odore del mosto, di una batteria sporca e di quello che rimane di me. Ecco, questo è tornare a casa.