29 luglio, 2007

in viaggio (in)quiete



Signori e Signore! Mesdames et Messieurs! Annuncio pubblicamente che la mia valigia pesa meno di quindici chili. C'è solo un piccolo problema. Sto facendo la top ten delle borse. E mi sembrano tutte e dieci essenziali. Tenetemi il polso, please, mentre io tengo le mani tra le gambe.

le iene

Non ho più parole. Muta. Come con nessuno.


27 luglio, 2007

Lo stato delle cose.


Dovrei cambiare le lenzuola, buttare l'immondizia.
La mia camera puzza d'alcol. Puzza di polvere e di pulizie fatte male. Ero a computer ed ho sentito scricchiolare il muro poi crollare le due mensole zeppe di libri e le stratificazioni del mio corpo chiamate oggetti. Non sapevo di avere tanti libri. C'è una parete vuota adesso; alla base, cose sparse, amucchiate. Solo i libri sono in ordine, divisi per casa editrice. Credo che tra un po' potrebbe crollare anche l'ultima mensola.


Tocco il ginocchio, poi le mani e sembra che abbia uno strato di polvere giusto sulla pelle.
Non è rimasto intero niente. Solo una ciotola piena di biglie celesti.
Non c'è da fare. Credo che sia il momento giusto per espatriare.

parisienne/memory lost


Bevo la birra mi spoglio continuo ad insistere. Che noia mortale il mio silenzio.

19 luglio, 2007

tira l'orso!

Abito a trecento metri dal mare. Ci sono molte spiagge a pochi metri da casa mia. Il mare non sempre è buono. Però dopo un po' che ci abiti qui, distingui il mare e le sue correnti ed allora lo sai quando puoi andare e trovare dell'acqua decente. Le spiagge sono quasi tutte libere da quando quest'inverno il lido che aveva avuto la concessione dal comune( commissariato per infiltrazioni camorristiche) ha preso autonomamente fuoco. Siamo una zona di turismo, relax, terme e tempo libero ma siamo subissati dall'immondizia. Io mi vergogno quando vedo un turist apasseggiar eper le strade della mia città. Ma mi vergogno di più del fatto che siamo in tanti, a lamentarci e non siamo disposti a fare niente.
In modo molto simpatico da pochi giorni è iniziata di nuovo l'attività del lido usufruttore della concessione. Ovviamente, adesso, la spiaggia è a pagamento. Tranne quei cinquecento metri di spiaggia invasa da gente delle più speci. Non che io abbia tanto contro la comminstione tra i vari quartieri napoletani e dei miei Campi Flegrei. Ma, se devo passare tutta la mia giornata a mare spiegando a delle persone adulte che la mondezza non si butta a mare, io a mare non ci voglio andare. A parte il fatto che non parliamo neanche la stessa lingua. Ma questo è un mio difetto, il puteolano non lo sono mai riuscito ad imparare. Ma è un dialetto dalal promuncia multidorme e difficile, è troppo difficile. Almeno col napoletano me la cavo di più e riesco a gestirlo in modo più libero. Quindi, stamattina non sonoa ndata a mare. Perchè, come un'idiota non mi sonos velgiat aprima delle dieci.
Ieri ho fatto l'ultimo esame dell'anno. Finalmente è partita la quota meno sette. Che è con un brevissimo calcolo, entro ottobre dovrebbe diventare meno cinque. Perchè, se non passo i due esami di francese dopo un anno di grenoble ed un mese di corso intensivo a Paris mi devo solo ritirare. Non so perchè sto parlando veramente di me, stasera e di quello che ho fatto. Ma in realtà non ho parlato delle cose che ho fatto. Allo a mi fermo qui. Perchè sto bevendo del rum giacciato, rimasto dalle ultime feste e fumo una sigaretta, nella pace più grande che ho avuto, con tutte le cose che quest'anno ho caricato sulle spalle e con i loro frutti. E sono felice, di essere arrivata fino qui. Sono felice di godermi questa settimana di vacanza migrando da una casa all'altra. Sono felice di sentire questo giaccio sui mie denti e di non riuscire ad infilare una sola maglia addosso per il caldo. Un anno, intero(si, quello di dodici mesi e trecento sessantacinquegiorni) non buttato via. E' la prima volta che mi capita. Ed è bello.

15 luglio, 2007

30ore



Qualche anno fa c'era qualcuno che mi stirava le braccia quando ero stanca. C'era qualcuno che mi stringeva la mano e cercava di far schioccare le mie dita.
E' una settimana che non riesco a leggere più di una pagina la notte. Stanotte ho sognato Santiago, in una stanza con due letti paralleli.
Bevo la mia birra fredda, stringo i muscoli delle gambe. Lavo le mani e vado a dormire. In pace.

13 luglio, 2007

Sbuffo





Se mi vedessi: vestita così, truccata e colorata per andare a comprare le sigarette. Rideresti per tutta la vita. E, poi, aggiungeresti che non dovrei fumare così tanto.

11 luglio, 2007

brut

Era tanto che non andava bene così. Io che rimango per un po' coni miei amici. Che mi prendono in giro ed io che sbaglio a ricordare. C'è qualcuno che manca stasera ma telefoniamo, perchè non paghiamo il telefono, anche se non si sa perchè. Il vino bianco diventa traditore ed era un anno che non lo bevevo, di notte, in lacrime, per spiegare in una casa mai mia. Era sempre buio in quella casa. Ed era tutto meno che casa mia. Era tanto che non parlavo e che non vendevo gente cresciuta davanti agli occhi. Che non sentivo una famiglia che non fosse mia. Era tanto che non tornavo a casa ubriaca, con qualcuno che guidasse la mia auto e con me che non riesco a infilare la chiave nella toppa. E' un'anno da questo caldo. Era tanto che la mia pelle non bruciava così, con il caldo, le persone, l'allegria e l'abbraccio. Basta un po' di protezione, basta non dover tenere sempre le difese alte e la cazzima pronta ad un minimo sussulto. Era tanto che non provavo interesse a raccontare una storia non mia e nemmeno tua. Era tempo per capire che sono brava sembrare buona e a far soffrire. Era tempo per un abbraccio, per un palese accordo, per un affetto senza più problemi intorno. Era tanto che non restavo così in silenzio a parlare di me.
Credo sia il vino, l'attesa dell'altro senza avere la forza di chiedere al cameriere una nuova bottiglia. Credo si ala mia gonna, i tacchi bassi e un foulard. Credo sia un po' di spumante amaro anche se non si dice. Ma la bottiglia l'avrei finita tutta. Senza pensare a nessun altro se non agli amici. Vorremmo andare tutti via, aspettare quello che vogliamo e rimanere in pace. Basterebbe solo questo. Non uccidersi per niente e non soffrire perchè siamo insieme. Per una sera almeno.

10 luglio, 2007

santo mauro

Ho trovato casa a Parigi anche per la settimana scoperta. Ho una buona impressione del nostro ospite. Ha anche il voip. Ha anche un cane. E' veramente gentile. Credo gli farò una statua d'oro.
Sono tornata oggi pomeriggio.
Ieri ho passato una serata d'analisi delle vicende ischitane all'interno della festa della pizza. C'era un palco. Presentava anche Raffaele di un Posto al sole.
Ho preso tantisismo sole. Ho scavato un sacco. Mi si è tolto tutto lo smalto. Ho dormito con la mia nipotina addosso. E' una pietra qualla bambina, ma è carta velina quello che sente.
Io fumo poco, ho cenato con Mario, domani si laurea. Ho fatto foto ed è il minimo.
Mi chiedo solo come sia possibile che tutti mi chiamino signora.
Qualche giorno fa sono uscita di casa con Chicca. C'erano i giardinieri sotto casa. Li abbiamo salutati. Loro hanno risposto. A lei con uno Ciao e a me con un Salve. Qualche giornofa una donna credeva fossi incinta e ormai tutti michiamano Signora.
Ieri ero seduta ad un bar. Ho avuto il terrore che il cameriere, mio coetaneo, mi chiamasse anche lui signora. Allora ho tolto la stola. Ho sperato che una persona con una scollatura come la mia non potesse essere definita Signora. Lui è venuto al tavolo. Ha chiesto cosa rendevano le signore. Almeno non si riferiva solo a me. La cosa non allevia minimamente il peso dei miei capelli bianchi.
E comunque domani Mario si laurea.

05 luglio, 2007

hey! been trying to meet you!

E' che ci sono cresciuta ascoltando i Pixies. E' che non me lo aspetto, ad un concerto, che facciamo una loro cover. Chè mi ricordo che neanche Napster c'era quando Mario mi ha portato la prima cassetta. Da un lato c'era registrata in loop Creep dei Radiohead, dall'altro, come quarto pezzo i primi Pixies della mia vita. Mi ricordo come mi sentivo quando la ascoltavo. Ed era molto meglio di quando ascoltavo Creep. Perchè mi sentivo inutile, immobile, con i Pixies no. Da allora ho iniziato a cercare loro dischi. Ed a Napoli gli originali non c'erano mai. E solo dopo molto anni, a cassette ormai usurate al massimo, ho saputo trovare quei dischi. E dopo tutti questi anni io mi dimentico che i Pixies sono stati i miei Nivana, che non sono stata io, la sola, a Napoli a cercare quei dischi. E dimenticandolo, ogni volta che vado ad ascoltare qualche gruppo che suona e che mi propone una loro cover io la prendo come un favore personale, come quel ragazzo che mi fece cinquemila lire di sconto pur di farmi comprare Surfer Rose. Ma tutti i gruppi suonano solo Where is my mind e a me non basta più, ne voglio una tutta per me, in questo giorno d'inizio luglio, con la spalla piena di sole e col pensiero in un altro luogo. Voglio poter pensare a te sotto quel sole. Voglio poter pensare a giorni più vivi. Voglio poter pensare a quello che mi muove la vita. Voglio solo che qualcuno mi canti una canzone.

Quel giorno continuavo a cantare una canzone seduta sui gradini romani di una piazza di Napoli. Non ricordo neanche chi ero, ricordo solo che ci saremmo dovuti separare tra poco. Ti ho detto di guardare in alto per trovare quello che cercavi. Ho avuto la canzone in mente per tutta la vita. Per tutto il mondo, per il mio corpo. Per quel palazzo con una porta di legno. Ed io adesso sono piena di canzoni. E voglio solo dormire a lungo.

hey
been trying to meet you
hey
must be a devil between us
or whores in my head
whores at my door
whores in my bed
but hey
where
have you
been if you go i will surely die
uh said the man to the lady
uh said the lady to the man she adored
and the whores like a choir
go uh all night
and mary ain't you tired of this
uh
is
the
sound
that the mother makes when the baby breaks
we're chained

04 luglio, 2007

meno apostrofi, più lavoro!


Ho il fiato sul collo, mi giro, cerco di guardare, ma non capisco cosa ci sia dietro di me. Fumo molto e non dovrei. Fa troppo caldo qui, per fare qualsiasi cosa. Sto morendo di ansia. Nervosa, muovo la gamba destra- rimbalza sul tallone. Credo che tra due giorni la mia gamba sarà magrissima. Se potessi bere un po' di birra, se solo potessi nel caldo infernale, un birra ghiacciata. Non scrivo, sto organizzando la mia storia di campagna, guardo l'età, il luogo, il percorso ed i personaggi. Mi serve tempo, l'unica cosa che non avuto mai. Scrivo in mente, e m' innervosisco di più. Sono nel panico, senza cervello ed ho passato l'ultima ora a scoprire che in America Latina ci sono solo conferenze panamericane dopo la Seconda Guerra Mondiale e che gli Stati Uniti non hanno mai concesso aiuti economici.
Non trovo un momento per cercare di pulire la mia mente, ho ucciso quello che potevo, è solo polvere questa. Ma dà fastidio, adesso. Lucidità: dove si trova oggi?
Una birra fredda, un mare, delle persone insieme, per favore, al più presto.

01 luglio, 2007

html & sin no more





Ok, ho capito, il modello d l blog non lo dovrei toccare se non conosco i codici. Ok, è chiaro adesso.
Ma qualcuno, per favore mi spiega perchè la mia sidebar non si vede con Internet Explorer? Eh, me lo volete spiegare? Ho controllato il modello precedente all'aggiunta nella barra laterale di last fm e non c'è nessuna differenza significativa! Vi prego, salvatemi, sto impazzendo.

26 giugno, 2007

io, te e le cose




C'è vento da nord stasera. Finalmente respiro. Ho sonno ma aspetto la mia amica. Cerco festival parigini per il mese di agosto e d'incasellare gli impegni della settimana: non sono molti, ma non ne vorrei nessuno. Vorrei solo poter studiare in pace e sentire qualche concerto con i miei amici. E vorrei bere una birra fredda, dormire in pace per una notte intera. E smettere di pensare, di voler essere altrove. Ma è solo un gruppo di pensieri cattivi a raggrumarsi, sono solo lacrime che non verso, sono solo poesie che non posso permettermi e che non posso comprare. C'è bisogno di presenza, di persone reali e di comprensione. Non ne vale davvero la pena, devono aver pensato.
Ho davvero sonno stanotte e non c'è niente di meglio che scomparire, per un po'. E' l'unico modo che conosco per coprire le ferite.

21 giugno, 2007

informazioni di servizio.

Ho passato l'ultima ora a correggere un"petit text" per far valutare il mio livello di francese da una scuola vicino Belleville. Ci sono solo nove alunni per classe. E ne gioisco, potrei imparare definitivamente il francese. Avevo voglia di mettere un po' a posto il modello del blog, devo aver fatto un casino quando ho inserito last fm nella barra laterale. Credo di disidratarmi. Arriva l'estate e non ho voglia di bere. Arriva l'estate e nonho voglia di trovare un alloggio a Parigi per la settimana del mese di agosto scoperta. Fumo una sigaretta, guardo piano, parlo ancora di meno. Sono sola in casa e le luci sono tutte accese. Mi dà fastidio avere le luci troppo spente di notte. Ieri ho letto un racconto che avevo scritto di getto in treno domenica scorsa. Antonella mi a detto che devo sceglire. Ne abbiamo parlato a lungo ieri. Mi sarei sotterrata, se avessi potuto. Poi, ho fatto finta di niente e sono andata a guardare Ocean's 13. E il mio fine settimana al mare, e le tasse dell'università e la bolla di caldo africano ed io che svengo appena mi alzo. Devo studiare un saggio su Peròn ed uno su Vargas. Ma devo lavarmi i denti adesso. Ogni volta che prendo dell'acqua tra le mani me la getto in viso e sento che è troppo caldo qui. Ho sognato un uomo stanotte. L'ho riconosciuto da come mi pungeva la sua barba il viso, da come il mio naso gli arrivasse sul collo. Ed è sempre più chiaro che quello che ho perso è solo qualcuno che mi proteggeva dagli altri, da me stessa, dai bambini. Da tutto il resto. Ho scritto un racconto sulla campagna ieri. Ernesto è il protagonista. Ma non so quanto durerà.
C'è un film pieno di ragazzi, donne nude e carte di credito consumate alle mie spalle. Le bottiglie sono tutte aperte e bevute a metà, i piatti da lavare e le sigarette quasi finite. Credo che non dormirò nel mio letto stanotte.

Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l'assenza della tua vita.
E' così bello sentirti fuori,

desideroso di vedermi

e non mai ascoltato.

Sono crudele, lo so (...)

AldaMerini, Ballate non pagate. 1994.

Stanotte mi accorgo che solo adesso è vero.

16 giugno, 2007

de quotidianitantibunz

Ogni notte dormo nello stesso letto. Spengo la luce principale, metto ben fermo sulla lampada un foulard rosso. Spesso tiro giù fino ai piedi tutte le coperte che ho e mi stendo. Appena seduta sul mio letto noto il mal di testa. Ma non è forte, è solo un momento di lucidità. E' solo l'unico momento della giornata in cui ammetto di essere stressata. Il mal di testa non passa e non dà fastidio fino a quando non leggo una parte qualsiasi di un libro qualsiasi. Mi culla il mal di testa la mattina appena sveglia e la notte prima di dormire.
E' un paio di giorni, però che il mal di testa non si fa sentire, che latita, che non mi ascolta più. O forse sono io che non ascolto lui.
Del resto non è la sola cosa che latita. Ogni notte, con il mal di testa io lotto con il telecomando della tivvù. Che latita, all'improvviso e costantemente. Dal momento in cui accendo la televisione, scegliendo il canale che mi farà da sottofondo, ed il momento in cui perdo il telecomando, può passare un'ora così come dieci secondi. Da quel momento partirò per una ricerca matta e disperatissima del telecomando in ogni luogo del mio letto, infilerò le mani dappertutto, negli interstizi vari e lo troverò solo nel momentoin cui deciderò di alzarmi. Non lo troverò, bensì lui si farà notare cadendomi di dosso e producendo uno dei rumori notturni dei più fastidiosi.
Adesso: credete che sia possibile perdere ogni notte un cosetto di dieci centimetri per cinque in un inutilissimo letto ad una piazza per poi ritrovarlo sempre nello stesso identico modo? No, tanto per sapere. Perchè poi una volta non l'ho ritrovato fino al giorno dopo ed era davvero incastrato fra le coperte dell'inverno freddissimo di due anni fa. Quell'inverno era davvero freddo, dormivo arrotolata inun plaid come fossi un bruco e quando ero ben appallottolata mi premevo forte sulle spalle il piumone. E' stato un inverno freddo due anni fa. Davvero freddo.

15 giugno, 2007

promemoria della settimana









Pensarci. Pensarci bene. Pensare a favore di chi. Pensare perchè. Pensare la paura. Capire la paura. Pensarci in modo lucido e perfetto. Mettere le scarpe migliori. Camminare sola a lungo. Pensarci costantemente e cercare certezze. Bere acqua fredda. E poi chiedere tutto il permesso. Solo quello necessario.









12 giugno, 2007

un nonnulla per puffetta!

Incroci strani con scarpe calde, un racconto da finire, una domenica giusta. Sono stata una persona normale per due giorni. Senza eccessi e ossessività- se non nel parlare. E' una vita migliore questa. Potrei parlare a lungo- per una vita intera- ma dormire con il sorriso appena spento sul viso con mani ben piantate addosso è quello che voglio. Una strana compagnia al filo interdentale bianco ieri. Uno strano circolo in cui ognuno faceva fatti suoi in pubblico, in circolo, con un po' di birra e di piloni. Un po' di paura a far vedere quello che c'è. Ma neanche un pensiero è andato a quello che non c'è. Neanche un disegno stupido a quello che ho lasciato a terra sanguinante. Pace, mi hanno chiesto quanto durerà. Spero almeno una settimana ho risposto.Oggi non fa male neanche andare via.

E' il primo post questo. Non è non triste. E' felice, è diverso.

31 maggio, 2007

arrondissemet


Ho la faccia impiastricciata di trucco. Non so perchè ma a quest'ora sono ancora perfettamente truccata. Un senso di stanchezza, di sporco mi blocca il pensiero.
Mi pulisco la faccia, posso tornare a casa.

29 maggio, 2007

cassonetto differenziato

Qualche tempo fa ho trovato un album di fotografie. E' l'unico che io abbia mai avuto. E' pieno di scatti di ogni parte del mio corpo in movimento. Mi sono guardata, non ho trovato niente di diverso. L'ho trovato e nascosto nel ripiano alto della libreria.
Mi hanno detto che c'è qualcosa di diverso, nei sorrisi presi in quell'album. Era più limpido tutto. Ma a me sembra che io rida nello stesso modo.
Ci penso oggi, camminando nel vento, con scarpe troppo comode, vedo che la pulizia di quel momento è stata nel peggio della mia vita: io non conoscevo neanche il mio nome.
Sconsigliabile, uscire dalla propria casa con un vento così. Ma è stato più forte. Un colpo di vento e non avevo più pensieri, solo polvere. Ed è quello che basta.

25 maggio, 2007

sin. more and more.



C'è solitudine iin questa stanza stasera. C'è poco cibo per mesi e nient ealcol. Questo è il mio progetto. C'è la televisione conil volume basso ed io che guardo la storia di una vela. Perchè mi rilassa, perchè mi lascia libera di dormire. C'è tutto il trucco stasera sulle mie guance. C'è odore d'immondizia ma è quello delle ultime settimane. C'è gente che festeggia, bambini che corrono e musica alta, troppo alta per una neonata. C'è tutto un mondo stasera e nuov epietre che ho messo sul fondo. Non parlo da ore. Qual' è il peso del mio seno in questa vita?