02 dicembre, 2007

vuoto. il tuo sangue


Stavo facendo una cosa ma non ricordo cosa. Stavo cercando un link, leggendo un blog, non lo so.
Tutto questo cervello mi ha stancata. Tutti sono preoccupati per me. Perchè faccio mangiare le mani dalla rabbia. Perchè sto buttando la mia vita, perchè sono un soggetto arrendevole e giustificazionista. Sono tutti preoccupati e io so che fanno bene. Ma io non lo sono affatto. Non sono preoccupata perchè le uniche cose che ho fatto bene nella mia vita sono avvenute in uno stato di semi incoscienza. Perchè se inizio a pensare diventa fisso e mi serve un corto circuito pe rpassare ad unpensiero all'altro. Perchè se c'è una cosa che mi annoia, mi è totalmente irrilevante è il pensiero costante. Me ne è venuto a noia, solo per colpa mia, ma è successo. Ho la sensazione che quel momento di confuzione di distrazione di corto verso la giusta direzione sia finalmente arrivato. E' come se fossi stata per tanto tempo in una stanza bianca in totale silenzio. E' come se fossi stata tanto tempo ferma a pensare ad una sola cosa. E che fosse arrivato qualcuno a battere le mani e portarmi alla realtà. Ma nessuno è venuto qui. Mi sono svegliata da sola. E sono scesa sulla terra con meno sorrisi e una corteccia prefrontale atrofizzata. Sono scesa sulla terra, si, ma non so ancora camminare. Fate bene tutti a preoccuparvi perchè io non lo faccio. Fate bene, voi perchè io non ho più niente dentro e non ho niente di cui preoccuparmi. Ma capita, è solo un momento, fidatevi, sto andando dove devo. Nel modo migliore in cui posso. Sto solo scegliendo il modo migliore per uscirne. Dobbiamo avere tutti un po' di pazienza e non avere paura.

Ti ricordi quando suonava And the radio plays? Io ero così felice allora. Ed adesso non so nemmeno cosa significhi respirare come facevo, seduta davanti ad una finestra, su una poltrona ampia in cui affondavo. Ricordo solo quella luce che mi sembrava onesta, pulita. Io mettevo le sedie al loro posto. Mi accorgo di farlo ancora adesso e penso che è la cosa più romantica che io abbia fatto. Se il mio cervello avesse smesso di pensare proprio allora, adesso sarei fiera di me e non dovrei stare qui, a rincorrere gli anni che ho perso.
Ho cercato tutta la sera il momento preciso in cui qualcosa si è rotto. Dopo che non ho versato nemmeno una lacrima e stavo scappando a Sarajevo. Ero nei giardini del Palazzo Reale. Stavo studiando qualche piccolo cavillo per cui Israele non era colpevole di nessun crimine. Ero pronta a partire. C'erano le impalcature e le prove non le facevano in teatro ma in uno dei camerini, quel giorno. Lo ricordo bene c'era un uomo che cantava. Poi mi hai telefonata. Ed il mio cervello da allora non è mai stato più pulito. Posso dire con certezza, senza rancore, che il corto circuito che ha portato a tutto questo è stata solo colpa tua. Non un pochetto della mia. Io avevo fatto quello che potevo, tu no. Io ero stata quello che volevo, tu no. Per la prima volta lo so adesso. Che il primo corto è stata solo colpa tua. Poi, per il resto mi sono impegnata io. Ma il primo è colpa solo tua. Dovrei ucciderti per quello chemi hai fatto. Dovrei farlo perchè non c'è altro modo di sanare questa ingiustizia. Ma non posso farlo e non sono brava a serbare rancore. Ma dovresti pagare con la mia rabbia una buona volta, non con la mia assenza. Basta sapere che la colpa questa volta è solo tua. Basta saperlo che siamo morti insieme almeno un paio di volte. Almeno prima del tuo ritorno. Devo ricordarlo sempre. Chi mi ha fatto piangere e chi no. Chi ci ha pensato bene prima e ha sofferto e si è ammalato e mi ha cercata. Devo ricordare bene chi lo ha fatto solo per una mancanza e chi lo ha fatto così per caso. Devo ricordare chi ha scelto e chi no. E lasciare che io sia felice. O almeno immaginaria.

30 novembre, 2007

danserdanserdanser


Qualche tempo fa ho finito di leggere Dance dance dance di Murakami Haruki.
C'è un leggero strato di cose simili alla definizione laica di anima in quel libro che mi rende difficile amarlo. Però c'è il titolo che mi rimane impresso.
L'uomo pecora, la guida consigliera, l'alter ego, la coscienza immaginata, in un dialogo risponde alla richiesta di aiuto del protagonista rispondendogli che l'unica cosa che deve fare è danzare.
A parte le facili ironie da Flashdance o da Saranno Famosi, sono state proprio quelle parole a darmi fastidio.
Perchè capita a tutti almeno una volta di trovarsi nella vita a danzare e non poter smettere e poi, quando c'è bisogno, dimenticarsi come si fa a camminare.

25 novembre, 2007

Lungimit



Quello che amo dei residui di noi è che ci siamo presi le nostre colpe e ci siamo divisi. E non facciamo nessun passo per avvicinarci. Nemmeno uno. Forse è la cosa migliore che abbiamo mai fatto insieme.

23 novembre, 2007

C'è scirocco stasera.

22 novembre, 2007

amitié


Mi meraviglio quando succede. Sanno sempre come salvarmi i miei amici. Anche persa, loro sanno dove sono io e dov'è la realtà. E uniscono tutti i livelli, li riparano, li legano ed io torno nuova.

Chissà se poi è vero che le stagioni svaniscono con la felicità che ti sfugge inavvertita come sabbia tra le dita Se c’è da ricordare è per tutto quel male banale così, per fare che ci siamo detti e che ci siamo fatti Ma il corso del giorno che scrosta parole e cancella l’inchiostro coi complicati pretesti del come La vita nelle tasche come laghi chiusi in vasche trabocca per natura non la puoi arrestare Lo scopri solo dopo che amarsi dal silenzio non è tanto un’impresa Vittoria contro resa Ma il corso del giorno che scrosta parole e cancella l’inchiostro coi complicati pretesti del come E resta solo il cuore spalancato su di te che sei il mio nutrimento tendente all’infinito ne hai abbastanza di parole e dei complicati pretesti del come

17 novembre, 2007

ici.nuit


Tintinnano gli orecchini, le mani si gonfiano le braccia si stendono, i piedi in alto. Ecco cos'è una giornata di risposo, ecco cos'è una giornata di calma e solitudine. Mi risveglio adesso, che arriva la notte, quando ci saranno poche persone con me. Mi risveglio nell' ora che è sempre stata la mia veglia migliore. Prima o poi dovrei iniziare a cercare un lavoro che possa garantirmi questi ritmi. Perchè sono efficiente, di notte, come non lo sono stata mai. Credo di stare piano ritornando alla realtà dopo i mesi di assenteismo dalla mia vita. Dopo le fughe e la quantità di tempo spesa a farmi andare avanti senza pensare. Torno a prendere i contatti con la realtà che avevo lasciato a luglio in questa stanza e che solo adesso mi sembra di toccare. Ecco, dopo tre mesi di irrealtà eccomi qui: con il cuore inutilizzato, la femminilità anticipata e una testa sempre all'erta. Eccomi qua.

13 novembre, 2007

giorno perduto


Mal di testa, ginocchio rigido, caviglie contratte. Il sangue affluisce solo alla testa, le fa del male. Confessare di avere di problemi è il modo più lento di non risoverli per quanto mi riguarda. Vorrei solo dormire un po'in un letto piccolo e stretto dove non c'è possibilità di fuggire ma di affondare. Dentimanisangueinpasta. Finirò questa giornata, facendo finta che non sia succesa mai. E' così difficile piangere senza una scusa o una menzogna. Mi succede così poco ormai che stento a crederci, che stento a raccogliere tutto. Ma oggi è questo, lo accetto. Succede per sbaglio ma è così raro che basta solo dormire.

06 novembre, 2007

salva la ragazza! salva il titolo!




















Sbatto la testa su questo computer, tastiera, casse e schermosuperpiattosupernuovosuperfigosuperinutilesuperamato. Sbatto sbatto sbatto. Il terrore che io non mi accorga più di errori, cacofonie, refusi, sbagli. Che io non mi accorga di errori proprio su questo mi fa dannare. Forse dovrei dormire. Ma non dormirei serena pensando le parti che mi mancano. Sto usando carattere rosso, evidenziatore verde, giallo, celeste. Dannazione. Sono ridicola. E impaurita che possa essere importante solo per me.

03 novembre, 2007

my damn'd real life

C'infilo delle frasi qua dentro. C'infilo delle cose che ho scritto quando ero con te. Cazzo, non si capisce davvero niente di queste cinque righe. Doh!

conclusion is sex


Ho messo la testa sotto l'acqua ghiacciata. Per prendere coraggio per guardare le foglie. Mi fa male il labbro superiore, come l' avessi bruciato, come tu mi avessi morsa. Le punizioni che mi sto infliggendo, questa tortura, quest'inettitudine alla parola è la più alta forma di alienazione a cui mi possa sottoporre adesso. Non va bene questa faccia, queste occhiaie, questo collo nudo e il fottutissimo sorriso che si è cacciato chissà dove. Non va bene finire perchè non so nemmeno quando abbiamo cominciato.

Fatto sta che dobbiamo uccidere bill.
1.
2.
3.
4. to kill bill.

30 ottobre, 2007

fuga dal sud




Posizionatevi in un posto qualsiasi che abbia davanti il mare e dietro la terra.
Prendete la vostra macchina fotografica digitale. Selezionate menu. Poi selezionate menu colore. Selezionate seppia. Puntate la macchina fotografica verso il mare. Scattate.
Poi ritornate al menu colore e selezionate tungsteno. Giratevi dalla parte opposta e puntate tutto verso la terra. Scattate.
Otterrete in due mosse quello che vedo dalle mie finestre. Nello stesso modo.

Questo colori mi uccideranno un giorno. E uccideranno anche te.

mac, relaxe toi!


Mi chiedo cosa c'è di più adesso. Mi sono aggirata per una piccola città con finestrino abbassato, sigaretta accesa e Kylie Minogue. Tornata a casa ho riscoperto legami che avevo dimenticato. Ho ritrovato la pace dei pensieri che hanno placato la rabbia. Se io solo ricordassi almeno la sua faccia, adesso saprei con chi prendermela, con chi misurarmi, a chi chiedere di andare via. Avrò sentito questa canzone un centinaio di volte. Non riesco a smettere. Vorrei che solo almeno dicesse quello che penso, non l'esatto contrario. Ho incontrato troppo presto gli uomini migliori. Li ho distrutti tutti troppo presto. Ho osato una tenacia mai espressa in altri luoghi. E' rassicurante sapere che la tenacia ormai non serve più. Tutto si butta, si abbandona. Si lascia scappare. Senza un parola in più.
L'unica cosa che mi sono sempre chiesta : se giocassimo e basta?

p.s. dopo aver scritto il post mi è venuto in mente che stamattina mi sono svegliata di soprassalto alle sei e mezza. convinta di dovermi vestire e scappare a lavorare. Poi mi sono accorta che, solo non avevo aggiornato l'orario. Poi mi sono costretta sotto la doccia. La radio ha iniziato a suonare. Era Let's get it on. Ho sorriso pensando a Jack Black in Alta Fedeltà. E pensando ad Alta Fedeltà in generale. E pensavo a quanto amo Jack Black. Per questo,questoe questo.
E mi è ricomparso il sorriso.

28 ottobre, 2007

30 anni che non ci vediamo.




Se giocassimo a nascondino come non abbiam mai fatto? Se giocassimo a pallone senza toccarci ma in contatto? Se giocassimo col dolore senza risentirne affatto? Se giocassimo e basta?

A me questo nuovo disco degli Amari sta piacendo molto.

Mi viene voglia di scrivere un post lunghissimo ma evito. Perchè poi devo ricopiare quella cosa e mi hanno detto che non è unraccontolungo ma un romanzo.
Ogni volta che qualcuno mette un concetto in luce, con il dono della sintesi, mi chiedo dove sono io quando ci spiegano le cose. Sto iniziando a pensare che forse passo tutta la mia vita da un'altra parte nel mondo. E che hanno ragione quando dicono che ragiono all'inverso. La cosa bella è che non cambia niente dopo questa ammissione di responsabilità.
Allora torno a fare la persona seria, non spreco tempo a scrivere i fatti miei, vado a sprecare tempo solo per me.

23 ottobre, 2007

sogno-b

Stanotte casa mia aveva un divano su una banchina di legno ed io collegavo dei fili al televisore. Poi mi sono svegliata con questa canzone nelle orecchie e la voglia di andare via. Perchè sembra che sia tutto insensato ma è quello che voglio fare e lo voglio fare a modo mio. Dipende tutto dalla mia fuga, questa è la verità. La sola che posso concedere adesso.

20 ottobre, 2007

also-kind


Ho sognato che ero ad un concerto. Andavo incontro ai miei migliori amici. Uno di loro aveva degli occhiali enormi bianchi e l'altra dei calzoncini hawaiiani. Questa cosa mi ha fatto venire un'ovvia voglia di andare ad un concerto a sudare e ballare. In fondo, credo sia solo voglia della deriva dance che sta prendendo la mia vita. Per fortuna solo il mio abbigliamento ne è escluso.

Ieri sono andata al centro commerciale ed ho comprato unas erie infinita di creme per pulire la mia pelle. Il problema è che io le userò queste creme, e sentirò anche più pulita la mia pelle. Non è che l ecomprerò e poi tra sei mesi mi accorgerò che sono barattoli pieni ed inutilizzati. Le userò queste cazzo di creme. Perchè io uso, consumo, finisco e stordisco tutto.

Ho comprato una sciarpa enorme, con delle righe dorate. Sono stata forte e non ho comprato i guanti abbinati. Ma ho comprato una borsetta di perline blu lucide che mi s'appende al polso. Si, è una pochette, ma è anche una bracelet bag.

Alla fine il mio pensiero fisso si è fermato, mi sono calmata, mi sono fatta abbracciare. Ma il mio pensiero fisso è trovare un modo semplice per andare via. Tutto il resto è superficiale. Ho i sentimenti fatti a pezzi, mi manca chiunque, mi manco io persino. Proprioa desso che sonoa rrivata alla resa dei conti. Ed amo essere qui a provarmi le gambe i piedi, le mani, il cervello.

10 ottobre, 2007

la parte migliore della domenica


Ho dimenticato di aggiungere qualcosa

Don Chisciotte e Mr Bean. Michele Sovente .

Farò i conti daccapo.
Vedrò cosa manca, quali
macchie si sono diffuse
sul quaderno, sull'agenda,
cancellando una data, un nome,
io di lato, muto
satellite, comaprsa
fuoricorso. COn rimedi
occasionali cercherò
di tenere a bada
il mal di luna
il mal di pancia.

Non abbandonatemi
abbiate benevolenza
di assistermi se sarò punto
dallo scorpione
cari compagni di ventura
sappiate tracciare la giusta
rotta. COn voi
mi alleerò per combattere
il caos che avanza.
Sarò Donchisciotte e Achab.
Sarò Astolfo e Mister Bean.

Tese le antenne.
Le unghie affilate
Spianto dall'ansia di vedere
dove precipiterà il magma
del Vesuvio, i conti
daccapo farò
per arginare le perdite.

perhaps, perhaps, perhaps!



Questoblog si terrà assente fino a quando la proprietaria non riacquisterà un minimo decente di ratio, di senso critico e di aderenza alla realtà. Nel caso in cui i tagli che la proprietaria ha sulle mani si saneranno, il blog prenderà un'inevitabile deriva post noise romantica. Nel caso in cui alla proprietaria passerà la tosse allora il blog prenderà una deriva rock, ma stoner. Nel caso in cui la suddetta proprietaria troverà un modo semplice per uscirne, ascolterà ovviamente i Verdena e poi, allegramente andrà a scolarsi un quantità appropriata di birre. Perchè una cosa è non riuscire a ragionare. Un'altra è la forza che è la volontà. E la voglia di sentire una voce o dire la verità.

09 ottobre, 2007

riot act

Ti guardo, mentre leggi qualcosa che non capirò mai. Ti guardo sulla sedia di legno, una di quelle che si usavano al mare o nelle riunioni di condominio o alle feste delle medie, una di quelle che si richiudono, di legno chiaro.Ti guardo nel mezzo di una piazza seduto, che leggi con gambe accavallate e il pollice che tiene ferme, ben separate le pagine. Non ti tremano le mani oggi, ti succede solo quando devi fare qualcosa in fretta. Quando sei seduto così sembra che potresti anche addormentarti. Sembra che sia la tua posizione ideale: non ti muovi, non dondoli nervoso la gamba, non alzi il viso dal libro. Respiri a stento, giusto il necessario. Sembra che tu non abbia nient'altro quando sei fermo così. Sembra che potrebbero portarti dovunque e tu calmo, accetteresti.

Cerco di rompere una borsa. Ripenso a te.

06 ottobre, 2007

cicale

Oggi mi è venuta voglia di essere in un supermercato qualsiasi di una qualsiasi grande città del cazzo e di comprare una cazzo di frittura pesce già scelta, già pulita, già morta. Non avevo voglia di vedermi morire in casa del pesce fresco, non avevo voglia di vedere quelle branchie, valutarne il colore. Non avevo voglia di guardare il mare dal molo, oggi no.
Volevo girare da sola, aggrappata ad un carrello, spingerlo grattando con le unghie la plastica arancione. Volevo valutare, in silenzio, da sola, i prezzi migliori, volevo accartocciarmi nella mia piccola felpa viola per il freddo mentre sceglievo il formaggio fresco meno grasso. Volevo parlare con i commessi. Perchè volevo accettare dei consigli dagli estranei per cose semplici.
Ho guardato il prezzo del pesce misto: venti euro al chilo. Poi ho visto per un attimo come sarebbe stata la nostra vita insieme. E mi sono fermata. In piedi, nelle pareti bianche e tra gli scaffali gelati mi sono stretta forte le mani contro le spalle e ho sentito il freddo nel midollo, nei lombi, nei capelli. Poi mi sono accorta che era solo un cazzo di supermercato e che, all'aperto, fuori, con le porte chiuse dietro le spalle, era tutto più caldo.