Come tutte le grandi coppie di amici, anche io e Maalox ci stiamo perdendo di vista. Ti ho voluto bene, amico Maalox.
28 settembre, 2007
estomà
Come tutte le grandi coppie di amici, anche io e Maalox ci stiamo perdendo di vista. Ti ho voluto bene, amico Maalox.
24 settembre, 2007
23 settembre, 2007
22 settembre, 2007
fonterossa
21 settembre, 2007
cinquecento

Oggi, improvvisamente il nuovo programma di Genen Gnocchi mi ha aperto gli occhi. Ad un'anziana signora viene chiesto se lei abbia fatto mai l'amore in '500( Damiano ha risposto si e Ferrero pure, ad onor di gossip post- politico). L'anziana risponde divertita:"Le devo dire la verità... Noi abbiamo fatto anche il Monviso ma non abbiamo mai copulato in una '500".
Signori, questa frase mi ha aperto gli occhi. Diventerà il mio motto. Non c'è alcun dubbio.
20 settembre, 2007
tango
Stamattina mi sono svegliata perchè i miei genitori volevano sapere quando sarei tornata. Perchè ho lasciato il cellulare acceso. Se qualcuno avesse sentito la mia voce rispondere al telefono, si sarebbe meravigliato di quanta lucidità io possa produrre al mattino. Ci sono compromessi che vanno accettati, baby, sentivo qualcuno dire nella mia mente. Se qualcuno fosse stato al mio fianco mi avrebbe baciata piano. Mi avrebbe abbracciata sopra le coperte e mi avrebbe lasciata lì, presa dal sonno. Poi sarebbe andato da qualche parte. Ma io non me ne sarei accorta. Quando dormo non sento niente- neanche il dolore- avrebbe continuato quella voce in mente. Semmai mi fossi svegliata, avrei trovato il caffè già pronto, degli appuntamenti da seguire. Delle corse da fare. Avrei trovato qualcuno da salutare, qualcuno con cui pranzare. Avrei trovato una scuola in un triangolo di sole, con dei bambini. Avrei trovato la donna di cui ho preso appunti ieri sera. No, non quella con i tacchi rossi, che ballava il tango, la signora con le calze rotte, la caviglia fasciata e la busta della farmacia stretta nel pugno! Ci saremmo risposti. Avrei passato poco tempo, in silenzio, guardando la gente camminare lenta davanti ad un'osteria. Sarei corsa a prendere un treno, mi sarei rifiutata di andare in autobus. E sarei arrivata trafelata ed in ritardo.Tutto il mondo mi sarebbe sembrato calmo, semplice, ordinato. Senza nient'altro più da chiedere. Cosa cazzo, pretendi? Non ti accontenti mai di niente, mi avrebbe detto. E io avrei risposto: Cazzo! Hai ragione non mi accontento di niente, ma di questa giornata proprio si, voce invadente! Perchè non basta viaggiare in piedi in seconda classe per mettermi di cattivo umore, baby. Non basta avere il sole in faccia e non respirare. C'è qualcuno che sta perdendo in questa lotta. E' la tua malattia! E' la tua malattia!E' la malattia che sta perdendo! Scrivi triste anche quando sei felice ma la malattia perde terreno, inciampa, si tiene in equilibrio, poi inciampa e poi cade. E poi è dietro mille chilometri. E non si torna mai indietro. Neanche per guardare una vecchia malattia dritto in faccia.
°Respiro lenta, serena°
15 settembre, 2007
09 settembre, 2007
raccolgo (Michele Sovente) grappoli d'uva
Ogni domenica vado a mangiare da mia zia. Ogni domenica mio zio compra Il mattino. E ogni domenica mia madre legge, commentando, lamentandosi, il giornale. Io ogni domenica guardo le figure, commento a denti stretti la pochezza del giornale e leggo la prima pagina, in basso, quasi a sinistra, dove ci sono sempre poesie come questa:
Raccolgo grappoli d'uva
Dolore dico e penso sabbia
consumata e anch'io
mi vedo sabbia trafitta
da una luce in fuga
ora che è arrivato settembre
perchè settembre porta
con se' una fitta schiera di fugure ombrose.
Apiene mani
raccolgo grappoli d'uva
che goloso mastico
e ingoio muovendomi
stordito
tra il corridoio e l'uscio
e rido perchè
la luce di settembre sa
entrarmi nelle ossa
che a tratti si fanno
esplorare dal vento.
Grigio cielo dico e grigia
umanità penso
che a capofitto si butta
nel traffico e in un
plumbeo imbuto e
a capofitto anch'io mi butto
nell'assoluta quiete
del crepuscolo e in una
irreale beatitudine attratto
da una via in salita
dove corre un animale.
06 settembre, 2007
economia domestica
Chè poi a me i piedi fanno male dal 31 luglio esatto.
Fumo da morire e la mia mente è davvero un mondo meraviglioso, economico e pieno di concetti esatti e senza contraddizioni.
Mi basterebbe solo che qualcuno decidesse al posto mio. Semplice, no?
Fumo da morire e la mia mente è davvero un mondo meraviglioso, economico e pieno di concetti esatti e senza contraddizioni.
Mi basterebbe solo che qualcuno decidesse al posto mio. Semplice, no?
Stamattina sono andata a prendere la mia amica in aeroporto. Tutto il mondo sembrava dovesse atterrare o partire stamattina. Tutto il mondo sembrava dovesse mangiare la nostra pizza.
Siamo tornate a casa, ci siamo raccontate tre mesi di lontananza con estrema prescisione e sinteticità.
Sono tornata a casa al buio, tutto il mondo era in tangenziale. Volevo solo tornare a casa e dare alla mia stanza un aspetto decente ai miei occhi. Ma di tutto il turbinio io so solo che devo scapparmene da qui. Questa stanza può contenere solo il mio corpo. Il mio cervello no, è andato via. O forse, solo, non è ritornato.
Ah, qualcuno, qui in mezzo dovrebbe prendere una decisione. Potrebbe farlo davvero qualcuno al postomio?
Siamo tornate a casa, ci siamo raccontate tre mesi di lontananza con estrema prescisione e sinteticità.
Sono tornata a casa al buio, tutto il mondo era in tangenziale. Volevo solo tornare a casa e dare alla mia stanza un aspetto decente ai miei occhi. Ma di tutto il turbinio io so solo che devo scapparmene da qui. Questa stanza può contenere solo il mio corpo. Il mio cervello no, è andato via. O forse, solo, non è ritornato.
Ah, qualcuno, qui in mezzo dovrebbe prendere una decisione. Potrebbe farlo davvero qualcuno al postomio?
05 settembre, 2007
paris, toujours
Da quanto tempo è che volevo scrivere un post così? Seduta, di notte, con la mente sgombra, lottando con una zanzara, mangiando cibo poco sano e bevendo acqua a litri.
Sono tornata ieri, sporca nelle pieghe delle mani. Cerco una nuova camicia da notte.
Cerco di fare finta che qualcosa m'interessi. Ma non m'importa niente.
M'importa camminare a lungo, far correre la mia circolazione e capire qualcosa.
Credo di essere tornata crudele e decisa.
Felice, in fondo. Pronta a distruggere tutto, senza pensarci due volte.
Perchè la domanda è: perchè sprecare del tempo se non ne vale la pena?
Per l'ostinazione c'è tempo, ma non è questo il tempo.
Mi manca il tempo in cui eravamo tutti insieme. Poi penso che stavamo tutti male e ci penso su. Mi mancano le persone, non quel tempo. Del resto non mi manca niente più.
Schizza la mente quando la si tende Si contorce si espande Se risucchiata ruggisce di dolore di piacere Calore che irradia in onde rotonde Calore che irradia in onde rotonde Gelo verticale cunei sparati giù a frantumare Gelo verticale cunei sparati giù a frantumare Del resto mimporta 'nasega sai Ma fatta bene Del resto mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Doma di bimbo doma di cavallo condizione dell'uomo E non è facile sai E non è facile mai Probabili cadute su disastri annunciati Connessioni smarrite tempi mal calcolati L'apocalisse è quello che c'è già Mistica Bio Meccanica Eonica soap opera puntate quotidiane Assegnate le parti corrono le comparse Mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Mimporta 'nasega sai
Ma fatta bene che non si sa mai Mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Tabula rasa elettrificata..
Ma fatta bene che non si sa mai Mimporta 'nasega sai Ma fatta bene che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Che non si sa mai che non si sa mai Tabula rasa elettrificata..
Etichette:
...mumble...mumble,
pratoline,
repent and sin no more
14 agosto, 2007
cote a cote. asciugamano

Ho pagato quattro euro per rimanere connessa per un'ora. Ho deciso di pagare perchè ricevo notizie dal fronte occidentale e ho bisogno di usare questo spazio.
Ogni volta che guardo Parigi la mattina, camminando con questa canzone tra i denti, mi sento a casa. anche se sento la mancanza di chiunque.
Credo che Parigi mi piaccia perchè non sfugge ai luoghi comuni che les etrangers hanno.
Mi piace perchè non prendo mai la metropolitana, mi piace perché c'è vento in ogni piazza.
Mi piace perchè hanno c'è una spiaggia sulla Senna e se cammini un po' per le quais e ti sporgi come fosse un balcone vedi ballare il boogie senza piangere una sola volta.
Mi piace Parigi perchè rispondo sempre in francese. Mi piace perchè mi sembra lontanissima adesso. Mi piace perchè é la prima volta che fuggo, ferma sulle mie gambe.
Rimarro' qui fino a che le ferite non saranno sanate e fino a quando guardero' in faccia chiunque senza fermarmi. Qui dentro non è posto per chiunque.
Parigi, credo di amarla.
Mi piace perchè non prendo mai la metropolitana, mi piace perché c'è vento in ogni piazza.
Mi piace perchè hanno c'è una spiaggia sulla Senna e se cammini un po' per le quais e ti sporgi come fosse un balcone vedi ballare il boogie senza piangere una sola volta.
Mi piace Parigi perchè rispondo sempre in francese. Mi piace perchè mi sembra lontanissima adesso. Mi piace perchè é la prima volta che fuggo, ferma sulle mie gambe.
Rimarro' qui fino a che le ferite non saranno sanate e fino a quando guardero' in faccia chiunque senza fermarmi. Qui dentro non è posto per chiunque.
Parigi, credo di amarla.
31 luglio, 2007
geomag. in questa congiuntura.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Bene.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Bene.Bagagli fatti, amici allertati. Presenti salutati.
Ho il cuore legato e nascosto. E non ho altra scelta.
Passiamo davanti gli specchi in una confusione da film antico.
Restiamo fermi a pensare per quello che possiamo amare. Ma non possiamo fare di meglio.
Io continuo a sognare cose che mi distruggerebbero la vita.
Ma, cazzo, io domani parto. E metto un punto, metto una fine. E basta. Non c'è neinte di più, non c'è niente di meno di quello che avete visto in questo tempo.
Solo una cosa: ricordate tutti che sono sempre più cattiva di quello che sembro e che sono sempre più bugiarda di quello che posso.
Ma vi amo tutti. E questo è vero è puro è bello.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ho il cuore legato e nascosto. E non ho altra scelta.
Passiamo davanti gli specchi in una confusione da film antico.
Restiamo fermi a pensare per quello che possiamo amare. Ma non possiamo fare di meglio.
Io continuo a sognare cose che mi distruggerebbero la vita.
Ma, cazzo, io domani parto. E metto un punto, metto una fine. E basta. Non c'è neinte di più, non c'è niente di meno di quello che avete visto in questo tempo.
Solo una cosa: ricordate tutti che sono sempre più cattiva di quello che sembro e che sono sempre più bugiarda di quello che posso.
Ma vi amo tutti. E questo è vero è puro è bello.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
29 luglio, 2007
in viaggio (in)quiete

Signori e Signore! Mesdames et Messieurs! Annuncio pubblicamente che la mia valigia pesa meno di quindici chili. C'è solo un piccolo problema. Sto facendo la top ten delle borse. E mi sembrano tutte e dieci essenziali. Tenetemi il polso, please, mentre io tengo le mani tra le gambe.
Etichette:
la manutenzione degli affetti,
repent and sin no more
27 luglio, 2007
Lo stato delle cose.

Dovrei cambiare le lenzuola, buttare l'immondizia.
La mia camera puzza d'alcol. Puzza di polvere e di pulizie fatte male. Ero a computer ed ho sentito scricchiolare il muro poi crollare le due mensole zeppe di libri e le stratificazioni del mio corpo chiamate oggetti. Non sapevo di avere tanti libri. C'è una parete vuota adesso; alla base, cose sparse, amucchiate. Solo i libri sono in ordine, divisi per casa editrice. Credo che tra un po' potrebbe crollare anche l'ultima mensola.
Tocco il ginocchio, poi le mani e sembra che abbia uno strato di polvere giusto sulla pelle.
Non è rimasto intero niente. Solo una ciotola piena di biglie celesti.
Non c'è da fare. Credo che sia il momento giusto per espatriare.
Etichette:
la manutenzione degli affetti,
repent and sin no more
19 luglio, 2007
tira l'orso!
Abito a trecento metri dal mare. Ci sono molte spiagge a pochi metri da casa mia. Il mare non sempre è buono. Però dopo un po' che ci abiti qui, distingui il mare e le sue correnti ed allora lo sai quando puoi andare e trovare dell'acqua decente. Le spiagge sono quasi tutte libere da quando quest'inverno il lido che aveva avuto la concessione dal comune( commissariato per infiltrazioni camorristiche) ha preso autonomamente fuoco. Siamo una zona di turismo, relax, terme e tempo libero ma siamo subissati dall'immondizia. Io mi vergogno quando vedo un turist apasseggiar eper le strade della mia città. Ma mi vergogno di più del fatto che siamo in tanti, a lamentarci e non siamo disposti a fare niente.In modo molto simpatico da pochi giorni è iniziata di nuovo l'attività del lido usufruttore della concessione. Ovviamente, adesso, la spiaggia è a pagamento. Tranne quei cinquecento metri di spiaggia invasa da gente delle più speci. Non che io abbia tanto contro la comminstione tra i vari quartieri napoletani e dei miei Campi Flegrei. Ma, se devo passare tutta la mia giornata a mare spiegando a delle persone adulte che la mondezza non si butta a mare, io a mare non ci voglio andare. A parte il fatto che non parliamo neanche la stessa lingua. Ma questo è un mio difetto, il puteolano non lo sono mai riuscito ad imparare. Ma è un dialetto dalal promuncia multidorme e difficile, è troppo difficile. Almeno col napoletano me la cavo di più e riesco a gestirlo in modo più libero. Quindi, stamattina non sonoa ndata a mare. Perchè, come un'idiota non mi sonos velgiat aprima delle dieci.
Ieri ho fatto l'ultimo esame dell'anno. Finalmente è partita la quota meno sette. Che è con un brevissimo calcolo, entro ottobre dovrebbe diventare meno cinque. Perchè, se non passo i due esami di francese dopo un anno di grenoble ed un mese di corso intensivo a Paris mi devo solo ritirare. Non so perchè sto parlando veramente di me, stasera e di quello che ho fatto. Ma in realtà non ho parlato delle cose che ho fatto. Allo a mi fermo qui. Perchè sto bevendo del rum giacciato, rimasto dalle ultime feste e fumo una sigaretta, nella pace più grande che ho avuto, con tutte le cose che quest'anno ho caricato sulle spalle e con i loro frutti. E sono felice, di essere arrivata fino qui. Sono felice di godermi questa settimana di vacanza migrando da una casa all'altra. Sono felice di sentire questo giaccio sui mie denti e di non riuscire ad infilare una sola maglia addosso per il caldo. Un anno, intero(si, quello di dodici mesi e trecento sessantacinquegiorni) non buttato via. E' la prima volta che mi capita. Ed è bello.15 luglio, 2007
30ore

Qualche anno fa c'era qualcuno che mi stirava le braccia quando ero stanca. C'era qualcuno che mi stringeva la mano e cercava di far schioccare le mie dita.
E' una settimana che non riesco a leggere più di una pagina la notte. Stanotte ho sognato Santiago, in una stanza con due letti paralleli.
Bevo la mia birra fredda, stringo i muscoli delle gambe. Lavo le mani e vado a dormire. In pace.
Etichette:
glueing all the fragments,
pratoline,
repent and sin no more
13 luglio, 2007
Sbuffo

Se mi vedessi: vestita così, truccata e colorata per andare a comprare le sigarette. Rideresti per tutta la vita. E, poi, aggiungeresti che non dovrei fumare così tanto.
11 luglio, 2007
brut
Era tanto che non andava bene così. Io che rimango per un po' coni miei amici. Che mi prendono in giro ed io che sbaglio a ricordare. C'è qualcuno che manca stasera ma telefoniamo, perchè non paghiamo il telefono, anche se non si sa perchè. Il vino bianco diventa traditore ed era un anno che non lo bevevo, di notte, in lacrime, per spiegare in una casa mai mia. Era sempre buio in quella casa. Ed era tutto meno che casa mia. Era tanto che non parlavo e che non vendevo gente cresciuta davanti agli occhi. Che non sentivo una famiglia che non fosse mia. Era tanto che non tornavo a casa ubriaca, con qualcuno che guidasse la mia auto e con me che non riesco a infilare la chiave nella toppa. E' un'anno da questo caldo. Era tanto che la mia pelle non bruciava così, con il caldo, le persone, l'allegria e l'abbraccio. Basta un po' di protezione, basta non dover tenere sempre le difese alte e la cazzima pronta ad un minimo sussulto. Era tanto che non provavo interesse a raccontare una storia non mia e nemmeno tua. Era tempo per capire che sono brava sembrare buona e a far soffrire. Era tempo per un abbraccio, per un palese accordo, per un affetto senza più problemi intorno. Era tanto che non restavo così in silenzio a parlare di me.Credo sia il vino, l'attesa dell'altro senza avere la forza di chiedere al cameriere una nuova bottiglia. Credo si ala mia gonna, i tacchi bassi e un foulard. Credo sia un po' di spumante amaro anche se non si dice. Ma la bottiglia l'avrei finita tutta. Senza pensare a nessun altro se non agli amici. Vorremmo andare tutti via, aspettare quello che vogliamo e rimanere in pace. Basterebbe solo questo. Non uccidersi per niente e non soffrire perchè siamo insieme. Per una sera almeno.
Etichette:
glueing all the fragments,
pratoline,
repent and sin no more
Iscriviti a:
Post (Atom)



