04 marzo, 2012
You sure did know/some one was hurt long time ago.
Oggi è il primo giorno un cui sono triste, non ricordavo più come funzionasse.
L'anno scorso a quest'ora ero a Parigi, non mi manca affatto.
Nella mia visione delle cose sembrano passati decenni.
Rimane qualcosa e poi da sola va via.
Qui ed oggi rimane Cesare Pavese.
Ogni volta è uno strappo,
ogni volta è la morte.
Noi sempre combattemmo.
Chi si risolve all'urto
ha gustato la morte
la porta nel sangue.
Come buoni nemici
che non s'odiano più
noi abbiamo una stessa
voce, una stessa pena
viviamo affrontati
sotto povero cielo.
Tra noi non insidie,
non inutili cose ‒
combatteremo sempre.
Combatteremo ancora,
combatteremo sempre (...)
07 febbraio, 2012
Sintesi e metafora
Ero a casa tua. Ti aspettavo. Anche se mi vergognavo ho guardato nel tuo armadio che era lì aperto davanti ai miei occhi. C'erano due mie gonne, e una maglia, una tua giacca di velluto a costine verdi più grandi della tua taglia e tue maglie. C'erano vestiti della tua ragazza. Mi dava fastidio che ci fossero ancora delle mie gonne lì allora le ho tirate fuori dall'armadio, piegate e messe in valigia. Casa tua era almeno al sesto piano, con un giardino alla base del condominio e un palazzo altrettanto grande di fronte.
All'improvviso mi trovavo all'aperto e vedevo la famiglia di un uomo che ho amato sul divano, riconoscevo la nipote, nessun altro. Giravo lo sguardo e qualcuno era stato arrestato, era dietro le sbarre perchè aveva spacciato cocaina. Poi raggiungevo le mie amiche e iniziavo a ballare con loro e mi stupivo di come tutto fosse uguale a sempre, di quanto fossi felice in quel momento.
Poi ero di nuovo a casa tua, mi vergognavo di essermi portata via le mie gonne ma poi non mi interessava davvero, vedevo la tua maglietta grigia sdrucita nell'armadio e la mettevo su un tavolo e la piegavo con cura. Mi veniva voglia di stirare le tue camicie ma non lo facevo. Poi uscivo.
Mi ritrovavo nel cortile del tuo palazzo con indosso un pantaloncino e una maglietta. C'era il tuo sgabello al centro di un vialetto, era fuori posto e lo rimettevo in ordine con la costante senzazione che tu fossi tornato a casa e mi guardassi dal balcone. Visualizzavo il tuo balcone in mente ma non mi giravo a guardare. Ero certa ci fossi. Allora iniziavo a correre non per fuggire ma per fare sport e andavo dritta verso il palazzo di fronte a me, dietro sapevo che c'era il mare.
Mi ritrovavo nel cortile del tuo palazzo con indosso un pantaloncino e una maglietta. C'era il tuo sgabello al centro di un vialetto, era fuori posto e lo rimettevo in ordine con la costante senzazione che tu fossi tornato a casa e mi guardassi dal balcone. Visualizzavo il tuo balcone in mente ma non mi giravo a guardare. Ero certa ci fossi. Allora iniziavo a correre non per fuggire ma per fare sport e andavo dritta verso il palazzo di fronte a me, dietro sapevo che c'era il mare.
Stamattina ho fatto questo sogno. Mi sono svegliata ed addormentata più volte e ogni volta c'erano modifiche ma di base la struttura e le parti rimanevano sempre queste. Mi sono accorta scrivendolo che è un sogno rivolto e legato ad una persona specifica che non c'è e non c'è stata, ecco il perché del tu. Mi sono accorta che il fastidio iniziale che ho provato, svegliandomi è svanito. In parte perchè ne ho scritto e in parte perché non c'è niente di strano o di nuovo in questo sogno, è solo la descrizione sentimentale dell'ultimo anno. Ecco, ora la funzione del riportare questo sogno sul blog è terminata, ho capito tutto e potrei evitare. Ma ho deciso di pubblicarlo perché lo avevo determinato e perché ho pensato che forse non era il caso di pubblicarlo. E allora per questo pensiero mi punisco perché non ho alcuna intenzione di censurarmi o dire bugie sul mio stesso blog.
(mi sono appena accorta di aver chiesto un sogno nel precedente post. )
(mi sono appena accorta di aver chiesto un sogno nel precedente post. )
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05 febbraio, 2012
Negli ultimi giorni torno a casa e ho voglia di scrivere qualcosa.
Allora apro la pagina del blog ma rimane sempre bianca, non scrivo neanche una parola.
Perché c'è qualcosa che non capisco, che non ho voglia di dire. Non ho neppure abbastanza attenzione
Perché c'è qualcosa che non capisco, che non ho voglia di dire. Non ho neppure abbastanza attenzione
per far terminare quello che sento.
Spero solo che venga un sogno a salvarmi, a dirmi quello che non ho ancora capito.
Spero solo che venga un sogno a salvarmi, a dirmi quello che non ho ancora capito.
Forse sono solo stanca di dormire ogni notte da sola.
Ma se penso all'ultima volta che ho dormito in compagnia, io da un lato del letto e lui sull'altro e la mattina svegliarsi senza neanche un bacio, un saluto, un insulto che voleva dire ti amo. Senza il rumore dei respiri e delle lenzuola strappate allora ci penso e sono certa che la cosa più bella che mi è capitata quest'anno è stata iniziare a dormire da sola.
Senza nessuno che amo, che porti al quarto piano con me buste piene di libri.
dappertutto c'è la neve tranne che qui. ogni volta che penso alla neve mi ricordo in auto felici come due bambini ascoltando smile con la neve sul parabrezza e la mia sveglia alle sette del mattino per l'entusiasmo di vedere la neve nella piazza triangolare e sui balconi.
detto questo è ancora più chiaro che devo aggiornare al più presto il mio catalogo emotivo sulla neve.10 gennaio, 2012
30 dicembre, 2011
Successo. Passato.
Succede qualcosa di strano quando hai dei disturbi dell'alimentazione come il mio. Succede che dimagrisci venticinque chili e metti gli stessi vestiti che la maggior parte delle persone che conosci ha sempre indossato, succede che quando pieghi il pantalone il movimento che fai è più breve e più stretto, succede che ti svegli di mattina presto e non hai il fiatone a fare le scale e ti tagli i capelli e respiri e sei felice perchè non hai più quel peso che ti comprime i polmoni. Sei felice perchè ti senti normale una volta tanto nella tua vita.
Succede però quando torni a mangiare normalmente o ad abusare del cibo anche per un giorno che la mattina ti svegli tardi, non dormi la notte che sei stanca e che qualcosa è successo e tu lo sai, anche se non è successo niente. Succede che sai che la parte della guarigione più dura adesso sarà la normalità, conquistarla e affrontarla sarà ancora più difficile dell'aver perso quei venticinque chili.
E ci sono delle volte che io ho un po' di paura perché mi sento in pericolo.
Succede però quando torni a mangiare normalmente o ad abusare del cibo anche per un giorno che la mattina ti svegli tardi, non dormi la notte che sei stanca e che qualcosa è successo e tu lo sai, anche se non è successo niente. Succede che sai che la parte della guarigione più dura adesso sarà la normalità, conquistarla e affrontarla sarà ancora più difficile dell'aver perso quei venticinque chili.
E ci sono delle volte che io ho un po' di paura perché mi sento in pericolo.
Ma ho fatto dei buoni propositi per l'anno nuovo, che non sono propositi ma sono certezze e tutto andrà come deve.
Poi mi fermo ad un certo punto di queste paure e sono felice. Perché penso che questo è stato l'anno più bello della mia vita. Perché ho una pianta grassa ad aspettarmi sul balcone di casa mia, perché ho comprato una stufa ed ho un bagno azzurro. Perché il 5 gennaio ci sono i saldi all'Ikea, perché il mercoledì sera andiamo smepre a guardare la partita e spesso vinciamo, perché posso guardarmi nello specchio la mattina, perché mi sveglio la mattina. Perchè ho perso moltissimo in quest'anno ma ho riguadagnato tutto e di più. Ho solo paura certe volte ma dopo un po'passa perché alle cose sbagliate non regalo più tutta questa importanza. Vado da Antonia adesso, perché merita tutta la mia concentrazione.
23 dicembre, 2011
È colpa di Antonia
A pensarci adesso non so neanche come ho dormito quella notte. Non so neanche in quale letto.
Devo essermi persa qualcosa in questi mesi. Ho un ricordo vivido di alcuni momenti, ricordo di un bar all'aperto e di un cane che abbaiava isterico mentre L. piageva. Ricordo che avevo una borsa rotta e che tutti i luoghi erano pieni di gente. E poi non c'è più niente, solo tre letti diversi in cui dormire in tre giorni per dimenticarne uno solo.
Queste vacanze di natale saranno dedicate a qualcosa che non voglio. È giusto farlo per me, per il racconto, perché finisca subito. Dormirò abbracciata a C. domani sera e tutto passerà di nuovo, insieme.
Perché questo è il mio posto, quello che mi sono scelta.
15 novembre, 2011
Avalon
Sono giorni che cerco una canzone. Perchè ho voglia di parlarti ancora.
So alcune cose di te, ma non sono rilevanti.
La cosa importante invece è sapere che pensi più velocemente di quanto riesci a parlare.
So che quando cammini guardi dritto davanti a te e non ti distrai a guardare di lato.
Se qualcuno ti fissa mentre cammini un po' ti vergogni e posi lo sguardo a terra. So per certo che sei davvero gentile.
So alcune cose di te, ma non sono rilevanti.
La cosa importante invece è sapere che pensi più velocemente di quanto riesci a parlare.
So che quando cammini guardi dritto davanti a te e non ti distrai a guardare di lato.
Se qualcuno ti fissa mentre cammini un po' ti vergogni e posi lo sguardo a terra. So per certo che sei davvero gentile.
È molto riservato, non essere audace - mi hanno detto.
Mi ha fatto sorridere sentirmi dire questa cosa. Perché non si tratta di audacia ma della voglia che ho di parlarti ancora e camminare insieme a te. Dirti che iosono esattamente come mi hai visto, non mi sono nascosta. Quando dicono che il resto del mondo non esiste, cadevo dalle nuvole.
Volevo mettere una mano sul tuo braccio mentre camminavamo. Non l'ho fatto solo perché non volevo distrarre l'attenzione da quello che stavamo dicendo. Volevo sapere se sei sempre e con tutti così gentile. Volevo sapere, ma sono dovuta andare via.
Mentre ci salutavamo un'auto rossa è arrivata alle tue spalle, ho cercato di spostarti anche se sei molto più alto di me. Ti ho detto che è stato un piacere ma volevo solo dirti che mi dispiaceva, sarei voluta rimanere ancora a camminare con te.
Volevo mettere una mano sul tuo braccio mentre camminavamo. Non l'ho fatto solo perché non volevo distrarre l'attenzione da quello che stavamo dicendo. Volevo sapere se sei sempre e con tutti così gentile. Volevo sapere, ma sono dovuta andare via.
Mentre ci salutavamo un'auto rossa è arrivata alle tue spalle, ho cercato di spostarti anche se sei molto più alto di me. Ti ho detto che è stato un piacere ma volevo solo dirti che mi dispiaceva, sarei voluta rimanere ancora a camminare con te.
Non guardo gli uomini, me ne sono accorta qualche giorno fa.
Non ti conosco, eppure sto contando i giorni pensando a te.
Questa è la canzone che cercavo.
Non ti conosco, eppure sto contando i giorni pensando a te.
Questa è la canzone che cercavo.
27 ottobre, 2011
Je te vois, tu sais
Ho scritto vari post ultimamente. Ma sono finiti in luoghi diversi e nessuno di essi era questo blog.
La prima volta ho cancellato tutto il testo che avevo scritto, la seconda volta ho inviato il risultato di quello di cui scrivevo ad una mia amica per parlarne con lei e adesso invece ho salvato con un file dal nome Senza titolo questi dieci minuti in più che mi sono concessa prima di andare a dormire.
Salvare questa parte dei miei discorsi e non buttarli via, tenerli privati è una cosa nuova per me. Ho avuto bisogno di renderli pubblici come prima avevo bisogno di ingozzarmi o fare sesso (che poi visti da uno specifico punto di vista sono la stessa cosa)invece che esprimere i miei sentimenti in modo canonico. Ho avuto bisogno adesso di cancellarli perchè non era scrivere l'oggetto bensì sfogarmi e per quello devo imparare a parlare e dirlo ad alta voce.
Oggi ho scritto una cosa molto personale al laboratorio e non so se può essere rilevante condividerla con chi ci ha affidato l'esercizio. Tutto è nato dalla lettura del testo e dall'ascolto de La Voix Humaine. Ogni volta che leggo quel testo mi ritrovo a scrivere cose molto personali. Perché parla di una donna che è al telefono con un uomo ma noi ascoltiamo solo la voce di lei e tutto quello che sappiamo di lui è attraverso a donna. Ci sono delle bugie nelle cose che dice, un minimizzare la parte drammatica della sua vita per poi finire nella drama queen e una perfetta sottomissione amorosa all'uomo che la sta lasciando che mi lasciano ogni volta atterita. Non so come funziona questa cosa dentro di me ma l'opera mi fa sempre un effetto molto strano e succede anche in quei momenti in cui mi pare una cosa ridicola, eccessiva e maldestra.
Comunque detto questo volevo solo dire che oggi dal mio risveglio c'è stato qualcosa di sbagliato nelle cose che ho fatto. Tutto è nato da un sogno che come ogni sogno della mia vita non faceva altro che identificare la situazione corrente. Adesso, forse è che la mia mente ha bisogno di essere ridondante ma forse la stronza non ha capito che ogni volta che succederà di nuovo io mi vestirò di nero e conterò le volte che accade. Poi vedremo se abbiamo una notte intera per riposarci o per fare stronzate. E per il resto ho deciso che ho una soluzione.
Oggi ho scritto una cosa molto personale al laboratorio e non so se può essere rilevante condividerla con chi ci ha affidato l'esercizio. Tutto è nato dalla lettura del testo e dall'ascolto de La Voix Humaine. Ogni volta che leggo quel testo mi ritrovo a scrivere cose molto personali. Perché parla di una donna che è al telefono con un uomo ma noi ascoltiamo solo la voce di lei e tutto quello che sappiamo di lui è attraverso a donna. Ci sono delle bugie nelle cose che dice, un minimizzare la parte drammatica della sua vita per poi finire nella drama queen e una perfetta sottomissione amorosa all'uomo che la sta lasciando che mi lasciano ogni volta atterita. Non so come funziona questa cosa dentro di me ma l'opera mi fa sempre un effetto molto strano e succede anche in quei momenti in cui mi pare una cosa ridicola, eccessiva e maldestra.
Comunque detto questo volevo solo dire che oggi dal mio risveglio c'è stato qualcosa di sbagliato nelle cose che ho fatto. Tutto è nato da un sogno che come ogni sogno della mia vita non faceva altro che identificare la situazione corrente. Adesso, forse è che la mia mente ha bisogno di essere ridondante ma forse la stronza non ha capito che ogni volta che succederà di nuovo io mi vestirò di nero e conterò le volte che accade. Poi vedremo se abbiamo una notte intera per riposarci o per fare stronzate. E per il resto ho deciso che ho una soluzione.
E il concetto di base è che devo bere, andare ad un concerto e ballare.
19 ottobre, 2011
La gioia immodificabile di salire quattro piani a piedi con le borse pesantissime, sedere a gambe incrociate su un tavolo perchè non hai una sedia, fumare una sigaretta fuori al balcone assolato guardando la torre della Sofer e guardare tutta quella casa, impolverata e abbandonata e sapere che è mia e che l'ho fatto da sola perchè l'ho sceleto è una gioia perfetta che non mi può togliere nessuno. E vaffanculo, questa vita è bellissima.
10 ottobre, 2011
Tornando a casa parlavo con i miei amici di questo pezzo.
Ogni volta che lo ascolto ripenso a Parigi.
Ripenso a quando, seduta in biblioteca con le cuffie nelle orecchie scrivevo in italiano e pensavo in francese. A quando, capitato casualmente questo brano nella playlist che ascoltavo, ho rischiato di piangere davanti a tutti. Ho trattenuto a stento le lacrime. Mi era capitata in testa l'immagine di un mio piede fuori dal finestrino dell'auto del mio ex ragazzo, noi che cantavamo, la statale che passava. Ho un ricordo così preciso anche dello svincolo per andare al mare, io che di quei posti non conosco nessuna direzione. Ricordo perfettamente anche cosa lui mi stava raccontando prima di iniziare a cantare. Questo pensiero a Parigi è stato quello che mi ha portata fino alla fine del viaggio, che mi ha fatta accendere le sigarette all'alba, svegliarmi in lacrime nel sonno senza capirlo. E' stato in pensiero che ogni giorno mi ha fatta alzare dal letto, scrivere la tesi, ignorare quello che stava e non stava succedendo tra me e il mio ex ragazzo e alzare la testa su cosa volevo e come lo volevo.
Ogni volta che lo ascolto ripenso a Parigi.
Ripenso a quando, seduta in biblioteca con le cuffie nelle orecchie scrivevo in italiano e pensavo in francese. A quando, capitato casualmente questo brano nella playlist che ascoltavo, ho rischiato di piangere davanti a tutti. Ho trattenuto a stento le lacrime. Mi era capitata in testa l'immagine di un mio piede fuori dal finestrino dell'auto del mio ex ragazzo, noi che cantavamo, la statale che passava. Ho un ricordo così preciso anche dello svincolo per andare al mare, io che di quei posti non conosco nessuna direzione. Ricordo perfettamente anche cosa lui mi stava raccontando prima di iniziare a cantare. Questo pensiero a Parigi è stato quello che mi ha portata fino alla fine del viaggio, che mi ha fatta accendere le sigarette all'alba, svegliarmi in lacrime nel sonno senza capirlo. E' stato in pensiero che ogni giorno mi ha fatta alzare dal letto, scrivere la tesi, ignorare quello che stava e non stava succedendo tra me e il mio ex ragazzo e alzare la testa su cosa volevo e come lo volevo.
Alzare la testa e capire quali erano le mie condizioni.
Oggi però mi rendo conto che da Parigi io non sono tornata che un mese fa. Quando mi sono accorta di chi mi ero innamorata e non di chi dovevo dimenticare. E' una strana sensazione rendersi conto di non essere mai tornata da un luogo, è uno strano colore quello che questa emozione regala ai giorni. E' un posto bizzarro quello in cui vivi. Vivi tutto ma non sei presente. Poi un giorno torni a casa. E trovi tutto migliore, venti chili in meno, un lavoro, una casa, degli uomini che camminano sulle stesse strade che percorri anche tu. Penso che quei mesi siano stati davvero ridicoli e, con la riacquistata lucidità, tutto sembra uno scherzo.
Oggi però mi rendo conto che da Parigi io non sono tornata che un mese fa. Quando mi sono accorta di chi mi ero innamorata e non di chi dovevo dimenticare. E' una strana sensazione rendersi conto di non essere mai tornata da un luogo, è uno strano colore quello che questa emozione regala ai giorni. E' un posto bizzarro quello in cui vivi. Vivi tutto ma non sei presente. Poi un giorno torni a casa. E trovi tutto migliore, venti chili in meno, un lavoro, una casa, degli uomini che camminano sulle stesse strade che percorri anche tu. Penso che quei mesi siano stati davvero ridicoli e, con la riacquistata lucidità, tutto sembra uno scherzo.
Qualche giorno fa sono tornata dopo tre anni al corso di scrittura. L. mi ha detto che sto tirando fuori tutto e io ne ho colto il lato negativo. Ma mi sto aiutando a scrivere perchè sapere che la mano destra mi fa male quando scrivo è una cosa che non posso tollerare. Perchè non posso sopportare un altro mese il pensiero di Antonia e Marco che non raccontano la loro storia che non va mai avanti dopo l'aborto.
Al corso abbiamo fatto un esercizio. Era un esercizio di cut up, dopo aver scritto liberamente reagendo a tre stimoli diversi, dovevamo selezionare alcune frasi per comporre una poesia di quattro versi.
L'ultima frase che ho scelto, decontestualizzata adesso, era: non a queste condizioni.
Scrivendo queste parole ho capito che mi sono liberata di tutto il passato e di tutti i passanti quando ho smesso di adagiarmi sulle condizioni stabilite da altri. Quando ho messo le mie condizioni bene in vista e le ho date per scontate e irremovibili. E' stato tutto più semplice quando ho accettato, mi sono concessa questa libertà. E adesso è tutto più bello.
Al corso abbiamo fatto un esercizio. Era un esercizio di cut up, dopo aver scritto liberamente reagendo a tre stimoli diversi, dovevamo selezionare alcune frasi per comporre una poesia di quattro versi.
L'ultima frase che ho scelto, decontestualizzata adesso, era: non a queste condizioni.
Scrivendo queste parole ho capito che mi sono liberata di tutto il passato e di tutti i passanti quando ho smesso di adagiarmi sulle condizioni stabilite da altri. Quando ho messo le mie condizioni bene in vista e le ho date per scontate e irremovibili. E' stato tutto più semplice quando ho accettato, mi sono concessa questa libertà. E adesso è tutto più bello.
Ora, tornando al principio, quando ascolto questo pezzo, non penso più alla statale, ai miei piedi fuori dal finestrino, al caldo boia di quell'estate e di tutte le cose che non ci sono più. Penso a Parigi a quando, dopo il pianto trattenuto in biblioteca, l'ultimo giorno ero sul ponte dell'Alma e guardando dal finestrino dell'autobus ho visto il Grand Palais nell'unico giorno di foschia e mi è scesa una lacrima. La stavo trattenendo da un mese e il giorno dopo sarei tornata a casa. E' stato bellissimo versare la prima lacrima cosciente. E' stato bello capire cosa volevo e cosa no.
Avrò sempre Parigi, non avremo. Ed è ancora più importante.
Avrò sempre Parigi, non avremo. Ed è ancora più importante.
27 settembre, 2011
Nelle mie mani
Ho scritto così poco in questo anno che appena prendo la penna in mano mi affatico. Prima potevo passare ore scrivendo. E' successo perchè ho avuto paura di perdere tempo a scrivere inutilità, perdermi, essere poco pratica. E' successo perchè al computer sono più sintetica e passo meno tempo nella ricopiatura. Ma adesso è la fisicità della scrittura che sta tornando, al fatto che scrivo frasi in testa e mi ritornano tutto il giorno ripetendole in mente. Sono felice che sia tornato questo bisogno fisico anche se arrivo con difficoltà a scrivere una pagina al giorno. E' difficile farlo e mi fa paura sapere tutto quello che ho lasciato indietro in questo anno, tutti gli esercizi che non ho fatto, tutti i libri che non ho letto, tutti quei pensieri che non riesco a seguire. Ma so che basta esercizio e costanza e ritornerà quello che ho fatto e che non ho fatto. E staranno tutte le cose lì ad aspettarmi. Dentro di me è stato un anno bruttissimo ma sta per finire. E io ho un corpo più leggero e migliore, una salute di ferro e avrò una casa un giorno. E tutto sarà nelle scatole disegnate da me e i muri dipinti da me. E tutto quest'anno sarà dimenticato perchè serviva ed è andato via. L'ho sempre detto che mi bastavano sei mesi in cui dovevo fare tutto a modo mio e ogni cosa sarebbe tornata al suo posto. Non quello degli utlimi anni ma nel posto vero in cui le cose per spingerle nell'angolo in cui devono stare non devi fare fatica ma solo sapere dov'è quel posto.
22 settembre, 2011
Montare mobili in casa tua
Running back, you're on my mind
Your name is in my ceiling
And how i know, i know you're mine
And for you i'm not leaving
I hear you shouting
I feel you hounding
Now you're mine, you're mine again
That's why you'd never leave me
In my mind i hear your song
Is playing while i am dreaming
And then to meet, to make it real
But couldn't stop my feeling
I hear you crying
I feel you whining
Now you're mine you're mine again
That's why you'd never leave me
Oh! oh! jerome
Oh! oh! jerome
I'm screaming at nothing jerome
You got me for nothing jerome
Front and back you're on my mind
Your name is in my ceiling
And how i know, i know you're mine
For you i'm not leaving
I hear you shouting
I feel you hounding
Now you're mine you're mine again
That's why you'd never leave me
Oh! oh! jerome
Oh! oh! jerome
I'm screaming at nothing jerome
You got me for nothing jerome
Oh! oh! jerome
Oh! oh! jerome
I'm screaming at nothing jerome
You got me for nothing jerome
Your name is in my ceiling
And how i know, i know you're mine
And for you i'm not leaving
I hear you shouting
I feel you hounding
Now you're mine, you're mine again
That's why you'd never leave me
In my mind i hear your song
Is playing while i am dreaming
And then to meet, to make it real
But couldn't stop my feeling
I hear you crying
I feel you whining
Now you're mine you're mine again
That's why you'd never leave me
Oh! oh! jerome
Oh! oh! jerome
I'm screaming at nothing jerome
You got me for nothing jerome
Front and back you're on my mind
Your name is in my ceiling
And how i know, i know you're mine
For you i'm not leaving
I hear you shouting
I feel you hounding
Now you're mine you're mine again
That's why you'd never leave me
Oh! oh! jerome
Oh! oh! jerome
I'm screaming at nothing jerome
You got me for nothing jerome
Oh! oh! jerome
Oh! oh! jerome
I'm screaming at nothing jerome
You got me for nothing jerome
15 settembre, 2011
Let me
Sono stata pazza in questo tempo.
Ho guardato vivere e rifarsi vite e dire che sarebbe successo.
Poi ho capito che non funziona così.
Che succede quando sono
la versione perfetta di me stessa.
Sono stata pazza.
Ma funziona così.
E' che in un punto era tutto più grande di me.
Ed io che ero più grande di me.
Invece piano ho saputo
che non ero (la) sola.
Devo guadagnare e godere di un tempo che ho perso,
rifare la lista, giocare meglio e più a lungo.
C. tu non sai neanche cos'hai fatto. But you did it.
13 settembre, 2011
Dove vai.

Sto ricamando i ricordi, organizzando il futuro.
Ho perso dei soldi stamattina e sono stata incazzata tutto il giorno.
Ho firmato un contratto e scritto una mail seria.
Ma in realtà quello che volevo fare era chiedere: ma perchè cazzo mi parli della tua caviglia?
Io non ti conosco! E soprattutto perchè porti quell'orrendo bracciale?
Mi sono fatta forza e non ho chiesto niente. Ma ad un certo punto, mentre lui parlava ho sorriso.
11 settembre, 2011
Sono le due e mezza.

E' semplice. Con il tempo mi sono stancata di sentire parlare persone che si aspettano che io non abbia nessuna reazione quando aprono la bocca. Sono stanca di sentire chi parla di me e di noi senza sapere niente, neanche da che lato del letto si dorme. Sono stanca di sentirmi in obbligo di dare conto alle persone, sono stanca di non parlare, di modificare, cambiare, capire, concedere e tollerare. Sono davvero stanca e accumulo fastidio da dispensare al mondo. Provateci voi e basta lamenti ed egocentrismo, su. Ci sono alcune notti e di queste notti ne conosco il senso soltanto io. L'ultimatum è finito e neanche me ne sono accorta. Cominciamo da capo, non ho neanche avuto tempo per pensarci. Quindi va bene così.
04 settembre, 2011
Got ya
Eì che dovrei capire come togliere questo bracciale da qui, dove sono le mie amiche e soprattutto uscire da qui perchè c' è qualcosa che rientra in un posto dov'era stato nascosto ed è sbagliato. Bisogna correre andare di lì. Ti seguo senza nemmeno darti la mano perchè ci siamo, ti sfioro la pancia che non hai, come la maglietta. Sei il peggiore qui dentro ma no, lì c'è già una mia amica e non posso seguirti se continuano a fare rumore. Trovo tutto uguale a come l'ho lasciato solo più caldo e silenzioso. Dormo tre ore, dovevo farlo qualche ora fa ma mi hai detto di avvicinarmi e siamo finiti lontano. Quando torno a casa trovo le mie amiche senza un posto dove spogliarmi dove ogni letto è occupato da due o più persone. Siamo tutte a pancia sotto, non vogliamo dormire, da quando siamo arrivate ci offrono raki e abbiamo imparato ad amarlo ma non è lo stesso se non siamo qui. Ridiamo di qualcosa ma non riesco a ricordare, ci chiediamo di dove siano finiti i rumori e non vogliamo dormire ma continuiamo a ridere e così finisce che ci addormentiamo tutte e tre insieme mentre ancora ridiamo. Abbiamo detto delle cose bellissime quella mattina ma nessuno di noi le ricorda.
Poi siamo partite e faceva caldo e agli scavi abbiamo messo la testa sotto la fontana e stavamo zitte e ascoltavamo G. che spiegava come funzionavano le cose lì millenni fa. Ma non abbiamo avuto un attimo di esitazione, di nuovo via e così che funziona. Ehi, ora dovete scendere. Come se non fosse chiaro quali sono i limiti che abbiamo messo tra noi e loro. Se solo qualcuno mi avesse parlato, quella sera avrebbe sprecato davvero una bella occasione. Bravo, stai zitto, babe.
Poi siamo partite e faceva caldo e agli scavi abbiamo messo la testa sotto la fontana e stavamo zitte e ascoltavamo G. che spiegava come funzionavano le cose lì millenni fa. Ma non abbiamo avuto un attimo di esitazione, di nuovo via e così che funziona. Ehi, ora dovete scendere. Come se non fosse chiaro quali sono i limiti che abbiamo messo tra noi e loro. Se solo qualcuno mi avesse parlato, quella sera avrebbe sprecato davvero una bella occasione. Bravo, stai zitto, babe.
Per molti mesi non ho scritto niente perchè sapevo che se lo avessi fatto avrei scritto un cumulo di bugie. E posso anche smettere di scrivere se lo faccio cambiando i nomi, usando metafore, scrivendo di attività ideali. E' che ti ho amato tanto, mi hai resa felice in quei giorni, mi facevi ridere e quella cosa che avevo in gola per qualche anno è scomparsa. Ma mi hai ferita, anche se non te l'ho detto, anche se abbiamo fatto finta che non fosse così e siamo andati a ballare con i tuoi amici. Ho ferito anche io te, del resto, in qualche modo che non ho compreso e che non sono riuscita a riparare. E' che ho dovuto imparare una forza mentre dicevo che non è successo niente. Quello che penso, di noi, è che è successo tutto e che dovremmo ricordarcelo perchè solo gli idioti non ricordano niente e fanno sempre gli stessi errori. Tra una settimana capirò e mi perdonerai qualsiasi cosa farò. Ma del resto, il tuo perdono in questo momento non è affatto un argomento rilevante. Aspettavo questo momento da mesi.
La prima volta che mi hanno detto shh con il dito sulla bocca.
Il tuo sapore sembra nuovo.
Non lo capisco, allora ci riprovo.
Penso molte cose mentre mi baci davanti a tutti gli altri.
Penso a cosa penseranno, se sono sorpresi quanto me.
Del resto è che erano solo le sei del mattino e hanno messo un lento.
Cosa serviva più? Inutile chiedere un nome o parole o solo una conversazione.
Molte volte il silenzio è la cosa migliore del mondo.
Nelle sere d'estate le strade che portano a casa mia sono piene di auto.
Vanno tutti in quelle tre discoteche che sono messe in ordine lungo uno stradone di neanche un chilometro. Io sento tutta la musica che suonano. E quando sento le quelle canzoni, Cretine, io penso a voi, a tutto quello che rendete possibile e a quello che siete riuscite a farmi lasciare a casa. Assieme a voi tutto passa, anche i brutti sogni. Tornano quando sono da sola ma tant'è abbiamo solo fatto una vacanza ma io l'aspettavo come fosse una nuova vita.
Ci vediamo tra una settimana, quando avrò deciso che cosa fare. Se ucciderti o se ti ho già ucciso. E' stato davvero bello, volevo dirtelo.
03 settembre, 2011
Cee Lo Green - No One's Gonna Love You - YouTube
Cee Lo Green - No One's Gonna Love You - YouTube
Mi regalo una settimana per decidere e un venerdì in più per scoprire meglio come sorridi.
Mi regalo una settimana per decidere e un venerdì in più per scoprire meglio come sorridi.
01 settembre, 2011
Il mio tesoro.
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