Come spiegare a voi che non siete nel mio corpo e neanche vi avvicinate che salgo le scale in un modo diverso. Che il primo piano non è un fine ma solo uno di quattro. Che vado a dormire ogni notte alle dieci e a mezzanotte già dormo da ore. Che i telefilm riesco a guardarli solo di notte perchè di giorno mi sembra che io stia togliendo lo spazio a qualcos'altro. Che entrare a casa mia in pieno silenzio anche se non ho un letto ma un armadio vuoto è quello che volevo. Come sperare che montare un divano da sola convinta di aver sbagliato è il mio modo per la perfezione. Come spiegare l'orgoglio dell'operario che ha lavorato a casa mia da novembre che mi ha insegnato a dipingere, stuccare, montare, abbattere pareti; il suo orgoglio che quando guarda una cosa che ho fatto io, come spiegare che io mi sento che quella cosa l'ho fatta e l'ho fatta bene anche se so che ci sono delle imperfezioni, persino degli errori che vedo solo io ma che comunque ci sono. Come spiegare che ho di nuovo quella cosa che mi stringe la gola, che mi pesa nel petto che ce l'ho da quando non ci sei più e tra un po' e quasi un anno ma mi fermo. Perchè non sei più tu ma un tu passato, un simbolo, una metafora di quello che c'era di buono una cosa che non amo da un anno intero, che mi ha fatto sanguinare dappertutto e mi hanno raccolta da un punto di me che non sapevo neanche ci fosse. Ma vaffanculo quel punto c'è stato e la tua assenza dalla mia vita è stata la cosa più bella che mi sia mai successa. Ma ci penso che quel tu, quello che era reale e non lo è più era una cosa belissima che a spiegarla non la capisce mai nessuno ma noi abbiamo saputo che c'era fino a che c'è stata. Ma non è più. Ed è bellissimo che non ci sia più. Come spiegare che il tu a cui parlo non è più una persona ma un'idea, di quelle solo giuste adesso perchè la realtà vive a mille chilometri da me. Come spiegare che la tenerezza degli uomini che mi hanno amato a costo della loro serenità, i loro errori grammaticali, i loro puntini sospensivi, la loro rabbia e la loro indecisione mi regalano momenti di tenerezza. Che lo sguardo dell'uomo che mi ha amato quando mi vede fa passare tutto. Perchè mi dice che qualcosa di buono ho fatto. Perchè i suoi occhi cambiano ancora quando mi vedono, perchè esplode di gioia. E fa piacere. Perchè ho reso delle persone felici e di quella felicità nella tristezza, depressione e nel fumare senza sosta è stato qualcosa di bello. Come spiegare che è tutto quello che c'è anche nelle cose che non sto facendo, in quelle che sto posticipando, in quelle che mi terrorizzano. Siamo quasi arrivati alla strada che volevo. Ho solo bisogno di camminare ancora un po', di passeggiare più a lungo, di correre ancora un po'. Ma siamo quasi arrivati. Lo sappiamo tutti che è così.
Mi serve una giornata di sole, salire per la strada sterrata dietro casa dei miei genitori e tu che mi dici di stare attenta perchè lì c'è il pilone dell'elettricità. Che tu me lo dica e ci mettiamo sulle scale a fumare. Per dirmi che la strada che ho fatto è tanta che separati ma l'abbiamo fatta insieme e che siamo stati bravi. Questa volta davvero, siamo stati bravissimi. In silenzio e distanti.
Mi serve una giornata di sole, salire per la strada sterrata dietro casa dei miei genitori e tu che mi dici di stare attenta perchè lì c'è il pilone dell'elettricità. Che tu me lo dica e ci mettiamo sulle scale a fumare. Per dirmi che la strada che ho fatto è tanta che separati ma l'abbiamo fatta insieme e che siamo stati bravi. Questa volta davvero, siamo stati bravissimi. In silenzio e distanti.
Nessuno può conoscere la gioia della canzone che stavo ascoltando un attimo prima di vederti e quella canzone, unita alla tua faccia che mi riconosceva ha reso un attimo perfetto. Nessuno può saperlo, forse neanche tu.















