03 aprile, 2007

ho aspettato, muta.



La donna mi ha urlato di allontanarmi dal cane.
Io sono senza casa
senza parole- non nella mente, non nella mia bocca-.

A me- questo cane -
sembra essere spreco e punizione

Dimmi cos'è che hai nella testa quando mi guardi.
Dimmi del silenzio, del vino, delle mie sigarette. Dimmi dove sono io,
perchè tu solo lo sai.

01 aprile, 2007

io sto bene.








Ascolto conversazioni. Mi nutro.
Ritorno a casa piena di nettare e respiri.
Non mi servono i freni, urla la mia amica.
Dammi del tempo mi scrivono i giornali.
Ho indossato tutti miei colori.
Se c'è un posto in cui sono stata è dentro me.

23 marzo, 2007

mille borse



Sole e primavera dopo la tempesta e il freddo. Notti insonni a guardarle dal mio letto. Insonni a metà. Facciamo finta che io stia leggendo qualcosa di meglio, facciamo finta che sia divertente questo libro. Mi raccolgo nello spazio, metto in ordine e butto via tutto il vecchio e brutto. Aspetto notizie, aspetto di lasciarmi libera per un po'. Dormo fino a tardi non per accidia ma per ricaricarmi. Ma di cosa sono stanca? Sono stanca di guadagnarmi un spazio nel mondo, sono stanca perchè le giornate sono sono troppo piene e troppo corte. Faccio tardi, mi occupo il tempo. E così tutto sembra essere migliore. Ci sto credendo, è tutto meglio per me. Senza passato. Solo con il presente.

20 marzo, 2007

bandierina! parachutes!




Dopo una settimana di merda. Dopo una notte insonne. Dopo piccole decisioni improvvise. Dopo il concerto di Stefano Bollani. Eccomi qui ad essere felice. Niente rende più onore al mio umore quanto essere stronza. C'est la vie. C'est mon lieu.

17 marzo, 2007

parce qu'il m'a dit.




Parliamoci chiaro: in questi momenti non posso fare nient'altro che scrivere in questo piccolo posto appeso a questa corda. Posso soloc ercare di sciogliere i pensieri ed aspettare che girino, circolino, si stendano da soli e che io possa continuare a respirare. Senza questo dubbio. E' un piccolo dubbio, o è una grande paura. Non lo so, qualcun altro sta per cercare un po' di verità in questo paio d'ore. Ma non è la verità o il dubbio quelloc hemi preoccupa. Mi preoccupa che sia solo una gran paura. Mi preoccupa che tu mi abbia tolto la vita, che tu mi abbia messo una pietra sul petto, di fiume, e che io stia aspettando solo te per portarla via. Non ho parole. Perchè ho paura, certo ma nel conto delle probabilità io potrei avere tanta ragione quanta paura. Ma, per fortuna, non è niente questo.

14 marzo, 2007

è solo una voce. ma è casa.

Potrei parlare a lungo stanotte ma le mie mani non ricordano i tasti perchè c'è qualche malattia nel cervello che fa bloccare quello che sento che penso e che fa nuotare. Le dita vorrebbero correre ma c'è qualcosa nella mia mente che disturba. A volte vivo. A volte no. Ma sentire una vittoria nella mia mente è una cosa grandiosa. E sentire che tutta la mia voce non è stata inutile, è sentire che tu, dopo anni fai finta che niente sia successo. E' sapere che tu, dopo tanti anni vuoi mostrarmi qualcosa e che quel qualcosa è saper crescere, amare e dimenticare quello che si è. Ti sono grata perchè mi hai dimostrato il tuo amore. Ma di quello sono sempre stata certa. Mi è mancato il modo di amarti. Mi è mancata la freddezza, la mente la vita. Ma questo non deve intereessarti. L'amore per me è il pensiero di te. La vita per me è sapere che quel pensiero mi è stato precluso, reso inutile, che io, quel pensiero non lo so pensare. E' la cosa più cattiva che potrebbe accadermi. Sapere che esisti ma che non posso viverti. Sarà una macchia grande come il mio vestito d'estate. Sarà come le cose che non ho visto e che non ho fatto mai. E' quello che sono, migliorata, rispetto a quello che ero. Ma rimani. Se non ho saputo amare te. Nessun altro. E sono bugiarda.

12 marzo, 2007

lombirenimanibraccia

Ho il cervello che gira in un solo circolo, che ragiona ma non è dove dovrebbe. Ha tante spirali che girano attorno ad un cerchio di pochi colori ed io sono qui e non so che fare. Mi lascio portare ma sto arrivando in un posto per puro spirito di conservazione, conversazione, imitazione. E poi mi ritrovo dove voglio. Con la pancia l'istinto e il cervello altrove. E' quel fottutissimo altrove che non voglio, mi scappa di pensare sempre in continuo ad altro da me. E mi trovo cadono bottiglie, mobili e sigarette. Mentre guido si chiudono gli occhi , si muove la frizione e mi trovo nel posto in cui volevo andare. Sono confusa è il mio cervello che mi obbedisce come non mai. Sono io che non obbedisco mi lascio distrarre prendere portare. E ricordo quello che non dovrei, mi perdo in persone che non voglio più e non m'interessa dove cazzo stiamo cercando casa, non m'interessa. Io non voglio quella stessa casa. E se lui è ancora qui ci sarà pure un motivo.
Devo tenere a mente, quando mi sveglio dal prossimo sonno che anche se ne avrei bisogno io non voglio mai più una vita come quella dalla quale mi sono salvata. Mi servirebbe un post-it per il cervello ed una falce per i sentimenti. Questo male alla schiena dovrebbe passare.

07 marzo, 2007

moi? ici.


credo che dovrei andare a fare i piatti. ma le dita vogliono premere tasti. non vogliono pulire cose. credo che dovrei andare a dormire. ma voglio girare pagine e cervello. non s'è fatta l'ora.
Sono tornata nel posto in cui ho passato gli ultimi anni. La pioggia, l'ammassarsi delle gambe, degli ombrelli, tutto quello sporco, mi hanno ricordato che cosa sono.
Francesca è antrata a comprare un regalo. Nel negozio ad angolo ci sono trucchi, parrucchi e borse, è il posto ideale per fare regali poco costosi. Francesca è entrata ed io l'ho aspettata. Ho cercato l'accendino bianco, le sigarette bianche e ho guardato. Di fronte a me la contrattazione del mercato si era appena aperta. Ma nella mia mente era una sola persona, con dei carciofi enormi. Messi in fila perfetta, uno sull'altro. E nessuno di loro si muoveva. In equlibrio perfetto.
Perfetto. Francesca è uscita dal negozio, ha cercato il mio parere su una sciarpa. Dovrebbe scaldare è tutto quello che ho pensato, mentre cambiavo direzione al mio sguardo.Per un secondo ho guardato avanti e con la coda dell'occhio ho sentito un rumore. E dei passi svelti che cercavano di ammassare in modo perfetto quei carciofi che, per un secondo sono diventati il mio ideale di perfezione. Ma il mio ideale è morto ora che ho capito quello che voglio.
Ieri sera un ragazzino ha spiegato ad una donna che aveva voglia di lei perchè era semplice fare l'amore insieme, aveva voglia di lei perchè era felice. Fino a che non sarebbero sorti problemi, lui avrebbe voluto lei. Poi, sono sorti problemi. E ora lui non vuole più lei.
Credo che sia questo quello che sto cercando. Un legame tra il ragazzino e la voglia di non sprecarsi in soluzioni impossibili. Ma ho solo una soluzione in mente. Una continua domanda. Forse sto solo perdendo tempo. Forse sto solo mettendo su coraggio. Sono solo parole e ho una voce he dovrei usare adesso. Il mio corpo lo chiede. E' una sola domanda per te.

03 marzo, 2007


Sei stato dentro me. La tua voce mi ha chiamata e riportata alla realtà. Il suono che mi riporta a casa, nella mia camera. Nella mia casa. Non c'è niente di più bello del tuo corpo per tornare a casa.
Ma, tornare a casa, senza il tuo respiro, tornare a casa senza il tuo odore. I tuoi rumori adesso sono ricordo, affetto e solo piacere. Mani bocca corpo lingua fianchi mani. Non sei tu. La cosa più bella che potesse capitarmi.

26 febbraio, 2007

no more



Ho ascoltato quello che potevi essere- e non sei stato- e mi è successo di sentire che la sconfitta non è tua. Ho ascoltato quella che sembrava la tua voce. E la sconfitta brucia come fosse la mia. Brucia come se ti amassi ancora.
Dopo il ringraziamento, queste, sono le mie scuse. La mia metà.

25 febbraio, 2007

naso polmoni bocca naso

Ho visto la mia amica svenire e la forza di una donna.
C'era nebbia in tutta la campagna.
Oggi è il giorno peggiore per pensare a te.

A casa mi accorgo che pensare è solo una figura che cerca strade.
Una delle tante è l'addio.
La gola fredda piano si scioglie.
Aspetto.
Nessuno pronuncia il mio nome.
Ho comprato i tuoi fiori.
Oggi è il giorno peggiore per allontanarti da me.


Sono lontano... lontano monti e mari, lontano da te. Io, la fossa e le ossa: un mucchio penoso sui vecchi guai seduto qua per chi mi vuole qua: su cento guai. Offendo la carta con sgorbi ritorti E' un cuore! Arrenditi, ...o ribellati Non parlo più, non rispondo più non l'ho fatto mai e mai lo farò.
Se c'è mistero accetta e rispetta la non-novità sono anni ormai, e tu lo sai Posso fare fuori parti di voi con facilità la mostruosità di ciò ravviva la parte cattiva che non ho avuto mai Eri malata? Oh, Ape Regina Divina e Dorata Perdono, Io, ti chiederei... ma non ci sei più! E in queste stanze si urla e un tonfo scuce la pelle glaciale un brivido sale dal basso scompaio Non ci son più. Non ci sei più. Non ci son più. Non ci sei più. Non ci sei più. Posso fare fuori parti di voi con facilità la mostruosità di ciò ravviva la parte cattiva che non ho avuto mai Nasconderò con miele colante il vuoto che avanza io, ora, nasconderò dove vivevi tu. Dove vivevi solo tu

21 febbraio, 2007

tazzine scheggiate. e dentro il caffè.

Quando sono messa davanti a quello che non ho fatto vorrei scappare. Pensare a studiare per me rappresenta tutti gli anni che ho perso, tutte le cose che ho abbandonato.
Sembra uno dei miei esercizi di scrittura: qualcosa è cambiato.
Dentro di me cambia, diventa : qualcosa si è rotto.
E quando penso a studiare ricordo come è cambiata la mia vita. In quale anfratto l'ho costretta, a quali bassezze l'ho portata. Ero molto felice quando frequentavo l'università. Avrei potuto continuare ad esserlo. Poi qualcosa si è rotto e per tre anni ho fatto finta che l'unica cosa che m'interessasse fosse un uomo del cui peso non riuscivo a parlare in modo reale dentro di me.
Ma la cosa che mi fa più rabbia è solo pensare. Mi fermerei a piangere e scappare. Perchè vedo tutta la mia vita, felice reale, possibile e poi, ogni volta che devo dare un esame torno indietro a quel posto in cui si è rotto qualcosa, proprio nella gola. E adesso, col tempo è diventato il covo delle serpi che vive nella mia pancia.

Ero appena tornata da Sarajevo, una vacanza felice così come sono adesso. Dalla costa all'interno. Ore di viaggio, sudore, croci conficcate a migliaia nel terreno secco. Montagne. E montagne di chilometri. E sono tornata a casa. Sono tornata a studiare dove ho sempre fatto, nei giardini assieme alle prove degli spettacoli del San Carlo. Dove c'è sole, di settembre e dove c'è l'ombra. Ero decisa a fare due esami e partire. Studiavo sola, concentrata, serena.
Poi il mio dannato telefono ha urlato.
Io parto gli ho detto. Quando? Mi ha risposto lui.
Devo comprare il biglietto, il più presto possibile, è stata l'unica risposta leale che gli abbia mai dato.
Lui ha detto solo: sei sicura? Io non ho più risposto.
Da quel giorno ho fatto finta che della vita non m'importasse, ho fatto finta che m' importasse solo di resistere. E subito mi sono accorta che io, un amore che pesasse più di me, non ho mai saputo usarlo, gestirlo, viverlo.
Non sono ancora diventata adatta a queste cose, ho solo la voglia di parlare di uomini che non mi creano dolori, ho solo voglia di qualcuno che sorrida. Voglio solo questo, niente più.

Sono passati cinque anni. Tre di morte, due di vita. Devo cercare altre due sole cose ma ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a farlo. Ho bisogno che, all'improvviso, come ho ucciso tutto il resto, io riprenda le cattive abitudini che mi fanno vivere a due passi da quello che so di essere.
Che la riprenda, le guardi realmente e che acquistino il loro peso reale. Che non abbiano più quel fottutissimo peso controllato indossato solo per un attimo per non morirne.
E' che ora mi mancano i miei amici. Anche quando loro sono qui, sento il peso della mancanza, di essere rimasta sola. Sento il peso di un' aiuto che non riesco più a chiedere e di un abbraccio che non so dare più.
Perchè sono figlia unica, diceva la mia psicologa. Perchè ho bisogno di tutta la mia vita adesso, mi dico.

19 febbraio, 2007

dovremmo solo fermarci a parlare.

Ricordi ancora come parla Dean a Marylou? Ricordi ancora tutte quelle parole? E' ovvio, sono io che non ricordo. Perchè non ricordo più. Ricordo solo l'ombra che ogni giorno mi porta a cercare quello che voglio. E' così semplice, vero? Sappiamo tutto quello che voglio. Potremmo fare una relazione programmatica, di intenti ed intenti gettati oltre la mia nuca.
Ma non è la nuca ciò di cui mi interessa. Mi intereressa fermare adesso l'emozione che provo ad andare via. Mi interessa confondermi e cercare altri giorni ed ore da occupare per continuare a cercare.
Non ricordo più quello che diceva Dean a Marylou. Ma so che mi sembrava così lucido, lineare, costante. Mi sembrava la cosa più semplice del mondo. Adesso non ricordo neanche in quale letto vorrei dormire. E non ricordo neanche in quale letto dovrei dormire. Ricordo solo tutti i miei perchè.
La sintesi non è un mio dono. Ero felice, stamattina, ero felice e in quella specie di lavoro che faccio. Poi c'era quella specie di capo, quelle specie di americani e a nessuno ho potuto dire quanto io fossi felice. Sono tornata a casa, cercavo di leggere e capire. Poi tutto è diventato bianco, chiaro, come una sconfitta. Sconfitta da qualcosa a cui io non ho voluto prendere parte.
E' tutto così semplice, categorie di si e di no.

Si è si. No è no.
Dov'è che vivi? Qui? No.
Oppure è un si questo?
Io vivo qui, il posto da cui tutti partono. Per volontà o per fortuna.
Io vivo qui. E sto cercando di dividere il mio mondo in si e no.

Poi dimentico di farlo ed esco. Qualcuno riesco a trovare.
E'così che dimentico di pensare, mi ricordo che il cervello, nel mio corpo, è solo una questione neuronale, per il resto rimane sopravvalutato. I miei lombi, la pancia, quello è quello che riesce a salvarmi.
E adesso? Cosa facciamo?
Lobotomia: cervello e cuore non servono più.

18 febbraio, 2007

eternal sunshine





(...)How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot. Eternal sunshine of the spotless mind! Each pray'r accepted, and each wish resign'd(...)

best wishes

Se c'è una cosa amore- amore, perchè sei stata la cosa più dolce che io ricordi-se c'è una cosa che dovrei dirti è sempre grazie. Perchè senza di te ho saputo dire di no. Scoprendo di poter rinunciare a te, per me, insieme a te, ho capito, che mai più avrei potuto dire nient'altro che no. Se c'è una cosa che dovrei dirti- e lo farò, quando ti rivedrò- è che tutto quello che è successo è per i miei no che tanto hai chiesto. Ti ringrazio, amore- perchè se non è amore questo, spiegami tu, cos'altro può essere- se c'è una cosa, tra me e te, tra lo spazio che rimane tra i nostri pensieri- è solo grazie.
Mi hai ringraziata, molto tempo fa, senza che ce ne fosse bisogno, mi hai ringraziata, come solo tu puoi fare ed io, annoiata ti ho chiesto dove potrei mai trovare un uomo come te.
Ho la risposta adesso e la risposta è no. Non potrei trovarlo, non voglio trovarlo.
Se non fossi scomparso tu, allora io sarei persa, sarei insonne e morta. Se non fossi scomparso tu, ti amerei adesso, ma non lo faccio.
Posso fare altro? Sognare, pensare, perdermi in un abbraccio che mai cercherò? La risposta rimane no. Sono cattiva, lo so. Ma tra me e te c'è uno spazio. Non saprei mai dormirti addosso e neanche tu sapresti. E' solo questo che cerco, niente più. Tu sei stato troppo di più, ed io non lo so fare.
Un mio amico mi ha ricordato, un giorno, di come sarebbe stato bello cacciarti da me, trovare sentimenti che non ti assomiglino in niente. E' vero, è la cosa più sana che io abbia mai fatto.
Ma se non fossi scomparso sarei morta io. Mi manchi, è chiaro, ma io, senza di te, e tu senza me, noi, separati, siamo due persone, non un libro e neanche un film, siamo due persone, senza vergogna, senza lode, senza compromessi. Siamo nell'unico modo in cui sappiamo vivere. E resistere. Io, nel frattempo colleziono i miei no, la mia cattiveria e so che, in qualche modo, ti sto ringraziando, adesso.

11 febbraio, 2007

a rischio chiusura

.Potete anche evitare di leggere. E' semplicemente uno sfogo. Che aveva bisogno di diventare pubblico. Mi scuso in anticipo delle lamentele con chi avrà l'ardire di leggere. Ma ne ho proprio lepalle piene, non potevo evitare.

Credevo fosse chiaro come la penso. Credevo che fosse chiaro che io non ho bisogno di un uomo per uscire dalla casa dei miei genitori. Pensavo fosse chiaro che per me le ragazze per bene sono quelle che trattano la gente in modo dignitoso. Dove vivano non è importante. Pensavo fosse chiaro come la penso sul chador, burka e tutto il resto a presso, pensavo fosse chiaro cosa penso sui pacs, omosessualità e diritti. Pensavo fosse chiaro che il mio unico scopo nella vita è essere , dopo lungo aver cercato, me stessa in piena libertà. Pensavo fosse chiaro quanto nella mia vita io voglia essere felice. Pensavo che mia madre non ritenesse me una delusione perchè non riesco fare più di un esame a sessione, pensavo apprezzasse tutto il resto. Pensavo mi apprezzasse per come sono diventata. Ma nessuno della mia famiglia mi conosce. Come avrebbero potuto notare la differenza? Il fatto è che è colpa mia. E' colpa mia per quello che è successo con lui, è colpa mia per quello che i mie genitori non sanno o non capiscono di me. E' colpa mia perchè non parlo di cose serie. Sto zitta per le cose importanti. E' colpa mia. Ma i miei genitori potrebbero fare anche uno sforzo di sensibilità. Quello che fanno i miei amici ogni giorno che passano con me. Perchè loro non lo fanno? Be' ho già la risposta. Perchè non mi sono mai fermata a parlare di quello che era importante per me. Non ho mai fatto una lista e non ho mai presentato in lettere chiare qual'è la mia vita. Quindi, tutti gli sforzi che hanno fatto sono state deviati proprio da me. Ho sprecato tutto il tempo a fare quello che per me è importante e farlo accettare da loro che non ho dato loro neanche il tempo di capire.

Un mese fa aspettavo la mia amica e parlavo con un tizio rossiccio i cui lombi mi interesserebbe conquistare. Fermi, con le schiene ad una staccionata lui mi ha chiesto io cosa facessi nella vita. Io gli ho risposto che studio poco, che lavoro poco. Niente di che. Dopo poco è arrivata la mia amica e la conversazione si è spostata su altro. Dopo qualche giorno ho incontrato un ragazzo che mi ha chiesto cosa io facessi nella vita. Gli ho detto la verità, che la mia vita non è qualcosa che potesse essere definita "niente di che". Gli ho detto le cose che faccio e così mi sono tornati in mente i motivi per i quali con una lametta in mano io avrei scelto di vivere. Purtroppo mi è tornata in mente le conversazione con il rossiccio. E di come io abbia reso, a parole, la mia vita totalmente irrilevante. E mi sono arrabbiata. Perchè non è quello che penso. E' solo che per non apparire superba agli occhi di una persona che mi interessa ho offeso quello che sono. Ed ho sentito la stessa umiliazione quando mi madre mi ha detto di essere per lei una delusione perchè non mi sono laureata. Io mi sento una delusione perchè ho fatto spendere soldi ai miei genitori mentre la gente accanto a me schiatta di fame non perchè non riesco a dare più di un esame a sessione.
Quando mi madre mi ha detto, a venticinque anni, non a quindici, di essere una delusione perchè non mi sono ancora laureata, io sono caduta dalle nuvole. Il titolo è più importante di quello che sono. E' chiaro che a loro non interessa quello che sono diventata in realtà ma quello che possono dire io sia diventata agli altri. Sono grassa, non ho un ragazzo, non sono neanche laureata. Evidentemente per il povero cuore dei miei genitori, tre delusioni troppo grandi per potermi apprezzare. Però è successa una cosa strana. Qualche anno fa, se mia madre mi avesse detto una cosa simile mi sarei alzata in piedi strepitando e urlandole contro il mio rancore. Oggi, l'ho guardata e le ho detto: Mamma, mi dispiace. Perchè io sono molto felice e fiera di quello che sono diventata. E la conversazione è finita lì. Non è che sono fiera a cazzo di quello che sono. Sono fiera di me perchè ne ho tutti i motivi. E, con questo, considero chiuso l'argomento.
Ah, vi avviso che il blog è a rischio chiusura. Mia madre ha per caso trovato questo link e, dato che, le uniche cose non condizionate dai miei genitori sono questi due, tre, quattro spazi( cosa per me è più che poco, anzi è niente) che mi sono ricavata con enorme sforzo, non so che fine farò. Quindi, mammà, se stai leggendo arricreati. O smetti di leggere. Io, se mi accorgerò che non ho più libertà su questo blog, come nel resto della mia vita, vi contatterò e vi darò il nuovo link.
Perchè questa è una cosa che nessuno mi può togliere. Io, nel frattempo, prometto di impegnarmi a non farmela togliere e fare come se niente fosse.

10 febbraio, 2007

lost cause. mensilmente



Your sorry eyes cut through the bone They make it hard to leave you alone Leave you here wearing your wounds Waving your guns at somebody new Baby you're lost Baby you're lost Baby you're a lost cause There's too many people you used to know They see you coming they see you go They know your secrets and you know theirs This town is crazy; nobody cares Baby you're lost Baby you're lost Baby you're a lost cause I'm tired of fighting I'm tired of fighting Fighting for a lost cause There's a place where you are going You ain't never been before No one left to watch your back now No one standing at your door That's what you thought love was for Baby you're lost Baby you're lost Baby you're a lost cause I'm tired of fighting I'm tired of fighting Fighting for a lost cause

09 febbraio, 2007

se brosser les dents

Posso solo salire sul letto, leggere Pascale e sentire qualcos in sottofondo. Stanca morta.Con dentro qualcosa che non va bene. Ma tutto il resto giusto. Un po' di tempo, in silenzio. Così.

07 febbraio, 2007

non dimenticate di spegnere i cellulari

Vorrei solo ascoltare questa canzone in pace. Avere un attimo per schiarirmi le idee ed aspettare di crescere ancora un po'. Mi basterebbe quelche mese. Di pace, di vita di donna e non di bambina. Mi basterebbe poter vivere in un mondo reale per qualche mese. Mi chiudo, passo in silenzio ed ascolto. Aspetto di migliorare e riconoscermi allo specchio. Uno specchio che sia il mio, fatto di respiro di una gola libera da tutto quello che mi ha colpito, che ha lottato contro di me. Vorrei abbracciarti, e perdermi per qualche minuto. Perchè sai che cosa mi manca adesso. E stenteresti a credere che non sei tu.
Mi manchi solo un po', so che sei tu la mia casa migliore.

04 febbraio, 2007

repent!and sin no more!

Credo mi sia successo qualcosa. Non sento le mani d'altro, nè aspetto. Lo dico, ma non è vero. Dico tutto, anche quello che non penso. Mai la verità, cerco solo, ogni giorno, di rendere più vicine a quello che sono, le mie parole. O mi affanno a fornire una prova ai miei occhi. Non guardo, non più le lettere, non guardo ogni cosa esca dal mio corpo. Vorrei una casa, questa è una verità. Ma vorrei essere libera, questa è la sola verità. E non so perchè proprio stasera. Ma se c'è una cosa di cui proprio io sono sicura è che la libertà è il mio principio, ogni mia fine, ogni mia delusione. Quello che c'è attorno, quello che brucia, graffia, uccide e dispera è solo la mia ricerca, affannosa, inutile, carnale, di quel respiro che mi manca, che sto cercando di scegliere, che sto inseguendo. Vorrei urlare per avere qualcosa di più. Ma non serve a niente parlare. Si, se me lo chiedi so come risponderti. So dirti la verità, che ho una visione nera, bastarda, inutile su tutto. Ma non riuscirò mai a vivere senza uccidermi per quello che voglio. E' l'unica cosa di cui sono certa.
Stamattina sono rimasta ferma. Ho aspettato che qualcuno mi chiamasse. Poi ho capito che mi manca la tua voce. Che mi manca un abbracio. Che mi manchi. Ma non è per amore. E' per debolezza. E' per paura. E' per il mio bisogno di radici, ma le ho bruciate tutte o sono fuggite via. E ho pensato alla pelle, alle righe, ai capelli ed al mio fumo. Un fumo di mattoni che mi stringe e mi ricorda di pensare che avrebbe potuto uccidermi. Ho pensato che sono stata brava ma adesso devo esserlo di più. Ho pensato che mi servirebbero due lombi, un abbraccio senza mente, una liberazione. Mi servirebbe carta senza pensiero. Mi servirebbe una pausa in una casa. Una casa in cui entrare senza memoria, in cui ospitare persone senza memoria di rapporti e di anni passati insieme. Così come siamo ora, ma senza ricordi. Che gran puttanata. Mi metto a straparlare, mi scuso, ma è quello che sono. Voglio essere libera, non perfetta. Gentile se posso, intelligente se un giorno potrò. Cattiva, se devo.
Mi gratto la testa e spero che non siano bagnati gli occhi che vedo. Spero che qualcuno di noi mantenga le promesse e che qualcosa torni da me. Che qualcosa mi svegli e mi dica cosa fare, quando farlo e non mi dica mai più perchè. Mi faccio paura. Ho tutto così chiaro quando mi perdo a guardare dentro. Ho sempre la certezza che ci sia qualcosa di buono che mi viene contro. E' spaventoso.Le delusioni, ormai, non dovrebbero più essermi nemiche.

28 gennaio, 2007

finito!


Finito finalmente il racconto della suocera. A mio giudizio è una stronzata. Ma in giro si dice che faccia ridere. Allora lo aggiusto, chè questo sono in grado di finirlo. E sarebbe pure la prima volta, eccheccazzo.

Ho le mani strane. Sembrano di cartone. La finestra non si apre. Ascolto la radio. E penso ad un po' di libertà. Ma sono vuota. La scrittura è l'unica cosa che mi tiene occupata e dentro la quale non esiste niente più. Credo che dovrei iniziare a preoccuparmi,non esiste niente più.

brazil!tatatatatata!brazil!

Giuro che se domani mi sveglio e trovo un'altra volta davanti a me un sole accecante- perchè stamattina, qui il sole era veramente accecante- metto una bomba nuclare sotto lo Spazio Bar- Lucrino fino a che non vedo scomparire tutto il golfo e il Castello di Baia e tutto il fottutissimo splendido paesaggio che mi accoglie ogni mattina.
A parte questo, ho avuto una nottata molto strana. Ho prima sognato di andare a cavallo. Ma non andavo a cavallo di mia spontanea volontà. E' che Katia Ricciarelli era su un enorme cavallo vicino casa mia. Io passeggiavo poco dietro di lei. La povera Katia Ricciarelli cadeva con la testa per terra, ma proprio in lungo. Anzi, lei non cadeva da cavallo, lei si tuffava di testa da cavallo. E rimbalzava. Ma era ancora viva. Allora salivo io sul suo cavallo per riportarlo al maneggio che ha sede proprio dietro casa mia. Ma il cavallo sul quale salivo, a parte essere gigante, non era un cavallo vero ma un misto tra due tizi che fanno il Grenoble con me che si tramutavano in cavallo. Da ricordare che io ho il terrore di andare a cavallo, ma codesto cavallo mi rassicurava in modo quantomai preoccupante.
Dopo di che ero con un bonazzo assurdo, la moglie e i suoi due nanetti diabolici in una specie di laguna blu e l'acqua era gelata e dovevo fare una salita a cavallo con una pendenza del 45%.
Mi dicevo: cielo! ma non si può fare! E invece si! Si può fare, lo fanno tutti!
Poi mi facevano fare un tuffo supercarpiato nella superlagunablu e me ne sbattevo allegramente di andare a cavallo.
Insomma, facendola breve, oltre a questa iperattività dovuta ad una reclusione forzata, ad un certo punto ero convinta che mio padre non fosse il mio, che mia madre mi aveva avuta con un tizio che se ne sbatteva di me. Ovviamente ne ero convintissima. Tanto che quando mi sono svegliata ci ho messo un po' di tempo a convincermi di chi possedesse il mio stesso patrimonio genetico.
Credo che antibiotici ed aerosol facciano davvero un pessimo effetto sul mio corpo.
Nonostante questo, ho smalto, orecchini metto creme sui tre quarti del mio corpo e leggo. Oggi abbiamo anche onorato il pranzo domenicale. Ma, credo che se mercoledì non riusirò ad uscire, è molto probabile che io dia fuori di matto. Ho bisogno di andare ad una festa. Adesso.

27 gennaio, 2007

brochite v.0.1

Ho la finestra aperta, le mani legate. Il sole è accecante stamattina. E' una settimana che non lascio questa camera. Parlo, ma mi affanno, rido, ma tossisco. Sto bene. Mi accorgo che solo qualche mese fa sare impazzita a rimanere in casa sola. Adesso, che sia perchè non ho molte forze, sia perchè sono più serena, leggo, guardo film, mi rilasso e aspetto. Ho un lieve bruciore allo stomaco, alla gola e non ho il coraggio di scoprire se sia per i farmaci o per le cose che bollono sotto. Il medico mi ha detto che devo rimanere fino a mercoledì a letto. Domenica, lunedì, martedì, ecco, mercoledì. In fondo, sono meno di cinque giorni. Ma non posso fare tardi la notte chè poi mi raffreddo.
Ho voglia di leggere, qualcosa di lungo, strutturato e divertente. Ho bisogno di essere rassicurata dalla tristezza umana. Mi servirebbe un romanzo di Carver, ma dubito che potrebbero solamente essere concepibili. Oppure mi servirebbe un nuovo romanzo di Pascale. E adesso, e adesso che si fa? Leggo un po' Anna Karenina ed un po' La fame che abbiamo. Ma Eggers non riesco a seguirlo è troppo veloce per il mio cervello che si muove tra un aerosol( che mi dona una leggera sensazione dopante) e un antibiotico ( che, regala un po' del mio sonno arretrato). Mi serirebbero un po' gli amici, quelli che ci sono e quelli che per un po' dovrebbero tornare. In fondo, vivo bene senza, ma alle volte le cose che sento mi chiedono di richiamarli a casa o, almeno, di raggiungerli.

24 gennaio, 2007

torno subito

Causa bronco tracheite, la proprietaria del presente blog si astiene dal pubblicare post. La suddetta proprietaria dorme dalle nove alle cinque ore su dodici( le altre dodici sono di sonno totale) quindi appare lapalissiano che non ci si possa per niente fidare di lei. Nel momento in cui la febbre, i bronchi e il ciclo di vita normale saranno ristabiliti la proprietaria tornerà. Mi sa che, nel frattempo, alcune bozze, collezionate con il passare del tempo, ma soprattutto, con il passare degli eventi, verrano qui postati. La proprietaria ringrazia e appende un cartello a questa porta: torno subito.

21 gennaio, 2007

do- me- ni- ca

Ti vorrei spiegare che al posto delle orecchie ho un muro che trasmette musica. Ti vorrei spiegare che sriesco ad essere felice da sola, senza alcol, senza altro, senza te. Vorrei spiegarti che sono rimasta sola e poi ho ricominciato. Ma mi contraddico. Non ho voglia di spiegare niente a nessuno. Ho voglia di studiare, ho voglia di pensare, ho voglia di scoparmi un uomo con il quale ho dormito per caso. Ho voglia di finire tutto quello che ho cominciato a scrivere, ho voglia di dare forma e far scorrere altre idee. Non c'è più bisogno di finire ma di verificare, discutere, mettere alla prova quello che ho fatto alla mia vita. E' che dovrei imparare a premere i tasti senza guardare e che dovrei spiegare a qualcuno che non ho orecchie per ascoltare musica ma solo due fogli che eliminano ogni altro rumore.Pensavo fossi solo, ma giriamo sul ghiaccio, in un cerchio, che io tento di tagliare. Tento di stare in piedi, ci provo e ci riesco. E' che alle volte mi sorprendo quando sono io, nel pieno delle mie facoltà.
Eternal sunshine of the spotless mind. Alle volte ci penso, dovrei regalarmi un po' di memoria da cancellare. Perchè ho risolto tutto ma interferenze mi fanno essere ad un solo passo dalla felicità. Un ultimo sforzo, me lo dico e faccio finta che il cuore sia più forte della realtà. Ma mi curo ancora come fossi di vetro, mi allontano come potessi spezzarmi. Ho paura, è questa la verità. Ma ho l'istinto, che muove il mio ventre e mi salva dagli errori che provocano le mie paure. Ho sbagliato, ero poco lucida, provvederò a riparare. Sono solo dei lombi rossicci quello che sto cercando ora.
Tutto il resto sono le chiacchiere, un brutto vizio che torna dal passato.

18 gennaio, 2007

ciborestato

Alle volte credo che piuttosto mi avresti mangiato, uccisa, stirata. Molti giorni sento che tutto quello che mi è mancato sei tu. Ma non è mai vero. Non è mai vero che ci sia stata solo una persona nella mia vita. Non è mai vero che potrei soffrire di nuovo. Nessuno potrebbe farlo. E' per questo che è diventato così facile adagiarmi.
<>mi chiedono ed io rispondo di si, sempre cordialmente, perchè mi hanno insegnato ad essere una bambina educata, perchè mi hanno insegnato la gentilezza verso gli estranei e l'odio verso me stessa. Ne pago tutte le conseguenze. Ma nessuno sa quanto sia bello vedere, capire che le conseguenze sono meno d'un'unghia rotta, di un po' di smalto caduto. Le conseguenze sono una caduta di spalle su terra morbida, fangosa, ma morbida.
Tutta la mia vita, non avrei mai creduto di amare il silenzio.

Proprio ora, silenzio, anche mentre ballo e canto e festeggio la mia vita e con un pizzico sulla pancia gravida di serpi mi lascio vivere, senza pensare. Solo mia sta diventando la vita(che fino adesso è stata solo ricerca di libertà).

16 gennaio, 2007

tempo


Non ero lucida da molto tempo. Non pagavo la sorte da molto tempo. Non sognavo la vita che vorrei da molto tempo. Leggo Carver e mi regala un nuovo contatto con la realtà, fatto del mio silenzio mattutino, di una vita di cui ho già letto, ma che ora posso guardare, capire, cercare. Dicono tutti che scrivo cose tristi. Ma io non ricordo mai quello che ho scritto. Non ricordo mai, so solo che in questa vita c'è una possibilità e questo mi basta ad essere felice. Mi sto impegnando un po' di più, ci sto provando ogni giorno di più. Mi può bastare questo. Sto diventando quello che volevo.
Tutto nelle mie mani.

14 gennaio, 2007

snowing


La pelle brucia per le cose non dette. La pelle brucia per il sole, la neve e le cose non fatte. Il mio corpo risponde a tratti. So solo ceh sto facendo bene, che almeno ci sto provando e che che il mio tentativo per la vita sarà perfetto solo quando sarò padrona di tutto di me, non solo per quello cheho dentro. Penso, ci ragiono e vedo i lati negativi, ma a pensarci, ci penso un po'.

08 gennaio, 2007

addio

Annucio a tutti i naviganti: sto facendo il funerale alla mia calza ed al mio peso. Si annuncia a tout le monde che i sensi di colpa stanno prendendo il sopravvento e che questa settimana sarà la mia ultima settimana di disordini alimentari. E' stato bellissimo lo stesso. Fafi, avrei voluto scrivere è stato breve ma intenso, ma era troppo falso. Vado a dormire e a vedere Alta Fedeltà.
Buonanotte a tutti. E che i propositi della notte, divengano fatti. Mi auguro da sola, ma so che tutti, insieme, mi augurereste lo stesso. Dormo.

Giornata piena oggi, una di quelle, di cui neanche un attimo ho sprecato.

07 gennaio, 2007

per oggi giorno perduto


Giorni strani questi. Fatti di calma e piatta. Fatti di piedi e poca benzina. Con il cuore sanato a volte e triste altre. Giorni di calma, di speranze e di buone prospettive. Tutto a me resta come prima. Ma cambia, mentre resta. Mi dicono che hai avuto un incidente. Ti chiedo se mi porteresti a ballare. La tua risposta è una sola. E' sempre no. Ma non sono stata chiara. La musica è la nostra, perchè non dovresti farmi ballare? Mario mi ha sempre detto la verità. Che non mi bastavano, che serviva qualcosa di nuovo. Io, leggera, riposata e serena, aspetto. Anche se mi spinge a cercarla la novità(e non cè modo che cambi tu in queste strade mai viste perchè per vivere mi basta un sorriso per ogni giorno che puoi dare a me...). Occhi nuovi, mi servono occhi nuovi e patti chiari.

05 gennaio, 2007

fungo- il mio fungo

Tornare la notte quando il giorno qualche anno fa sarebbe finito. Tornare la notte a tersa bassa, con la pioggia, con le gocce che fanno rumore sul cappotto. Con i passi che saltano da una pozzanghera all'altra con il cappello che fa tanto parisienne. Con la testa in un posto vecchio ma con le premesse del nuovo. Tornare a casa la notte con il bavero alzato, la mia birra nel corpo e senza pensieri o spalle che rinunciano alla vita. Tornare sapendo di essere a tre minuti da casa, in strade deserte con il mare che manda solo vento. Con le lumache sotto le suole, che quando sono senza casa- si, senza casa, è così che mi hanno insegnato a chiamarla, quella,- si chiamano inun altro modo. Odore delle mandorle appena trovate, colte, aperte e mangiate. Odore del mosto, di una batteria sporca e di quello che rimane di me. Ecco, questo è tornare a casa.

31 dicembre, 2006

capo danno


I nuovi capelli si associano nel modo migliore ai miei piedi. Intera da ore. Ritardato il treno per far riposare la mia schiena ma sento crocchiare le ossa che reggono le spalle. Accumulo lo stress sulle spalle, lo sapevate? E perchè sono stressatata? Per nessun motivo. Divertente. Molto divertente. Ho però ottenuto una maglia, una frangetta. Ho riempito cinque buste di vestiti nuovi che non metto più. Ho riempito lo zaino di piccole cose carine per andarmi a divertire, poco lontano da qui. Nel mio letto di piccole ossa mangiate, sono sicura: ci sei ancora tu.

...ed è per questo che è meglio fuggire lontano, più lontano da qui. la luce è ancora accesa, potresti vedermi da dove tu sei. le mie ossa fanno male, potresti proporti per curarle. raccolgo pezzo pe rla città e mi accorgo che sono le miei ossa, quelloc he lo ro manca, il mondo che ho tolto lo ro per questi anni. allora cambio testa, cambio luogo, cambio e mi dimentico che sei poco distante da qui.




°E buon anno nuovo a tutti. Buoni festeggiamenti. Buoni turni di lavoro. E che prima o poi la tristezza passi. Ai nostri desideri. Ed ai brindisi di quattro matrimoni e un fumerale°


26 dicembre, 2006

all i want for christmas is you

curami curami
prendimi in cura da te
curami curami
che ti venga voglia di me
curami curami
verranno al contrattacco
con elmi ed armi nuove
verranno al contrattacco
ma intanto adesso curami
solo una terapia
solo una terapia
verranno al contrattacco
con elmi ed armi nuove
curami curami curami
curami curami curami

22 dicembre, 2006






volevo scrivere, per non piangere. volevo scrivere per far passare tutte le cose attraverso un'altra cosa. ma non so parlare. e non voglio parlare. aspetterò che la situazione migliori. se peggiorerà, al giorno d'oggi, non so cosa potrei mai fare, oltre che dedicare la mia vita e modificarla sulle esigenze ad un'altra persona.alla donna che mi ha cresciuta e a cui devo la mia vita almeno quanto ne devo a mia madre.
adesso, però, stiamo zitti che è meglio.

20 dicembre, 2006

19 dicembre, 2006

enno, così no



Due persone, separate a forza, che si escludono, che stanno male. Io questa cosa su di me posso, ma sugli altri no, davvero non la posso tollerare. Io non posso pensare. Senza nessuno che mi abbracci io questo motivo non lo trovo, io questa sofferenza la riconosco e non posso mantenere niente dentro gli occhi. Non c'è niente, basterebbe un abbraccio ed io crollerei. Solo lacrime potrei diventare, solo affondare in un petto altro. Vorrei tagliare tutto quello che ho. Ricominciare nuda, da embrione. M anon sarebbe valido il mio gioco. Ma non vorrei ricominciare da così poco. Vorre fermarmi, spogliarmi e andare via.

18 dicembre, 2006

sogni

Ho messo il vestito più pesate, meno caldo. Ogni notte prima di dormire sento di guidare e che tutto vada a finire male. Sotto le coperte. Mi vado a scaldare.

17 dicembre, 2006

peschici

Mangio un dolcetto, cercando quel sapore che vorrei atavico, vorrei che fosse laprima cosa che ho mangiato per poter tornare indietro. Ma non vorrò mai più tornare indietro. Sono qui, in tutta la mia pienezza. E non c'è altro. Ho una musica, sempre la stessa, che mi accompagna a casa. Molte volte torna Labbra blu ed io vorrei che tutti foste stati con me nella salita bianca di Peschici. Con Chicca che dormiva e Francesca in silenzio in tutte le curve. Davvero vorrei che foste stati tutti lì con me. Per sapere quello che ho sentito dopo una mancanza, per vedere quello che ho visto nel bianco, in quello che non è mai stato mio. Ma non ho più parole, non ho più certezza. Mimuovo per cercarmi, per sapere dove sarò. E mi sarò presente, ne sono certa. Ma voglio essere sola, per una volta voglio essere sola e capire, continuare a capire fino a dove, dovunque posso arrivare. Cercare il muro, caldo alle mie spalle bruciarmi, questo è quelloc he m'interessa. Un muro caldo alle spalle e sapere dov'è che posso bruciarmi. Se c'è un posto io sarò lì. Dentro me.

C'e' una ferita in fondo al cuore grande come non l'hai vista mai guarda il sangue e il suo colore ... e' bellissima. C'e' un grande salto in fondo al cuore prima deserto, adesso un'oasi via i cancelli per favore, che non mi servono piu'. Via le lame dal mio cuore, via le cose che lo umiliano carro che non vuol cadere nella stupidita'. Sulle labbra era il sapore del mattino che hai inventato tu guarda adesso come piove sulle mie labbra blu. Guarda adesso come piove sui sentieri in fondo all'anima storie che non hanno odore, e' la mia realta'. Vorrei dare un nuovo nome, nuova linfa a tutto quel che c'e'. ma ogni cosa e' una ferita che mi ricorda te.




15 dicembre, 2006

ok, go!

13 dicembre, 2006

rilassamento- no relax- rassodamento


Alle volte mi piace tornare. Mi piace tornare alle vecchie abitudini, di questo spazio sul blog. Mi piace tornare a casa. Mi piace spendere un po' su quelle cose che un giorno dovrò rassegnarmi a far diventare racconti. Prima erano pochi, adesso sono molto gli spunti, non potranno rimanere solo in una cartella, nella mia Tinino Groppone, dovranno stare per le loro, vivere di vita propria, non dovranno più stare con me. Il cuore nel frattempo fa gli scherzi, il caso ne fa ancora di più. E mi sembra che duri solo venti minuti il tempo di un abbraccio.

12 dicembre, 2006

la mia nave








E' che sogno in continuazione. Cose semplici, quotidiane. Sogno spesso, ogni notte tutto quello che non voglio stare ad ascoltare, da cui non voglio farmi fermare. Non sono ancora nervosa per tutti i miei sogni. Ma spero che qualcosa cambierà. Non voglio sentire questo da sola, per sempre.

07 dicembre, 2006

aghia sophia


Ah, ecco, oggi è nata Sofia. E' tutta rosa, è troppa bella. Ha un viso sereno e disteso. Non è rossa e schiacciata, l'ho detto? Be', è nata Sofia. Sembra che quando ha fame voglia esplodere, invece fa un verso piccolo e poi tace, si riaddormenta. Poi cerca di esplodere di nuovo ma è troppo un morso di femmina, quindi, per adesso tanto di guadagnato. Be' è proprio rosa. Ma rosa nel senso di rosa.

05 dicembre, 2006

la verità, vi prego, sull'amore



Musica nuova, lo stesso treno (già conosco il luogo in cui mi porterà), un libro mangiato, nutrito, perfettamente uguale a me adesso. Mi fanno piangere i miei sensi, mi fanno mangiare quello che non senti. Non ho tempo per niente di perfetto. Il passato è tornato, in un racconto, nei miei occhi. Ed io ascolto quello che la mente mi dice. Ma ho bisogno di più spazio per respirare, ho bisogno di più ore del giorno. Giro le pagine cercando qualcosa. Ma questa volta non so dove, non so cosa mi renderà felice. Aspetto in silezio che i miei lombi ordinino. E sarò pronta ad obbedire.

...ma, per adesso, rimangono in silenzio, senza spinta, senza ardore, solo peccato ed occasioni sprecate.

02 dicembre, 2006

prelude to the love in the making

aggiungo questa perchè so che è solo un preludio a come mi sentirò dopo.


sono qui, succede sempre. c'è una causa ed un effetto. adesso, la causa.

28 novembre, 2006

ce ne sont pas


Ho regalato uno sguardo al mio passato, l'ho trovato davanti per caso. Ho avuto paura. Poi ci ho fatto l'abitudine e mi sono calmata. Perchè ho visto tutto. Ed è stato un buon lavoro. Ben fatto, anche quando è stato carente nelle rifiniture. Il mondo sta finendo ed io non ci ho capito niente.
Metto un po' di smalto, tolgo un po' di trucco e faccio finta di non aver sentito.

p.s. vorrei ricordare a chiunque che nella mia mente è ancora trapiantato il cervello di martina stella. si accettano consigli.

26 novembre, 2006

wilson, smile... the ice!

Sto cercando qualcosa. Sto prendendo tempo. Tutte le cose che girano, filano lana nella mia testa, stanno prendendo forma. Non so cosa stia succedendo dentro, non so a chi io stia parlando, non so quali siano gli argomenti di conversazione tra i fili di lana che ho in testa. C'è un passaggio di cosepersonepensieri. C'è un passaggio. Ma non rimane, nessun pensiero ossessivo, nessun pensiero che prende il sopravvento sull'altro. Nella mia mente, ogni pensiero, ogni discorso ha lo stesso tempo, lo stesso svolgimento, poi, all'improvviso scompare, così com'è arrivato. Senza sintesi, senz'altro più. E mi sta bene. So che c'è qualcosa, so che tutta la lana che filo, ha un suo corso, ha un suo posto e io sto qui, aspetto e lascio fare. Mi fido.
Accendo una sigaretta e aspetto. Mentre il lanificio si muove, io vivo.

25 novembre, 2006

tabula rasa anestetizzata

Leggendo il post di una persona nel cui blog spesso m'infilo, ho pensato a quando anche io sono stata così. Adesso non mi pongo neanche il problema, non ci penso neanche all'eventualità. Perchè sono zero su tutto, perchè sono tabula rasa. Senza ricordi, aspettative, pensieri. E non ho più sentimenti... solo sensazioni... Io non ho sentimenti, solo situazioni... Un po' di tempo, mi è bastato solo un po' di tempo. Finalmente, solo sensazioni, nessun sentimento, solo presente, nessun ricordo. Era quello che volevo, uccidere tutto il mio passato, cominciare da capo.
Solo che quando penso alla tenerezza delle cose, quando penso alle soluzioni migliori che la mia vita potrebbe avere i miei occhi non resistono. Non riesco a tollerare la tenerezza in questi mesi, mi uccide la dolcezza. Ci sono dei momenti in cui non mi ci si può avvicinare che inizio a piangere. E' che alle volte dimentico che c'è un altro modo di vivere, alle volte dimentico cosa potrei essere e dimentico tutto il mio meglio (o il mio peggio ti rimane appiccicato come olio denso).

E' che quel settembre non gli ho creduto. Ho pensato che fosse troppo presto per parlare come Emidio Clementi. Tutto ciò che separa è santo (santo è il tempo che mi separa da te). C'era qualcuno che aveva capito prima di me, c'era qualcuno che lo sentiva come ora faccio io. In questo istante io, ci credo, è tardi, ma è così, per me.

Amico, tutto ciò che separa è santo
E' finito il tempo dei sorrisi
Non c'è più tempo per un altro bicchiere
Amico, tutto ciò che separa è santo
Le tenere notti
I ricordi languidi
Le mani tese
Amico, tutto ciò che separa è santo
Le battute rimaste
le ho già sentite da qualche parte
Amico, te lo ripeto
Tutto ciò che separa è santo
Conosco la scena
Ho provato a sfilare
Ho risposto alle domande
Ma c'è ancora una cosa che ho da dire
Tutto ciò che separa è santo
[Santo è il tempo che mi separa da te]
Ho un pezzo del mio cuore incartato sotto la sedia
Era per voi
Per voi
Era per voi
Ma non c'è più tempo, mi hanno detto
C'è qualcuno che sta per arrivare
Hanno spostato le telecamere
Mi hanno tolto il microfono
Amico, tutto ciò che separa è santo
[Santo è il tempo che mi separa da te]

22 novembre, 2006

sweet thing

I miei ormoni, questo vento e questo mare sono un brutto colpo oggi. Neanche David Bowie aiuta. Ma non è colpa di nessuno, lo ammetto, sono solo i miei ormoni.
Però questo cielo, il mio paesino, quando il cielo è questo, è un colpo in pieno cuore.

It's safe in the city to love in a doorway To wrangle some screams from the dawn And isn't it me, putting pain in a stranger? Like a portrait in flesh, who trails on a leash Will you see that I'm scared and I'm lonely? So I'll break up my room, and yawn and I Run to the center of things Where the knowing one says: "Boys, boys, its a sweet thing Boys, boys, its a sweet thing, sweet thing If you want it, boys, get it here, thing 'Cause hope, boys, is a cheap thing, cheap thing" I'm glad that you're older than me Makes me feel important and free Does that make you smile, isn't that me? I'm in your way, and I'll steal every moment If this trade is a curse, then I'll bless you And turn to the crossroads of Hamburg, as in "Boys, boys, its a sweet thing Boys, boys, its a sweet thing, sweet thing If you want it, boys, get it here, thing 'Cause hope, boys, is a cheap thing, cheap thing"

19 novembre, 2006

leggittimità della carta più

Ora, il problema che mi si pone è il seguente: ho sessantatrepunti sulla carta+Feltrinelli.
Adesso, con sessanta di loro io posso spendere 15euri. E nelle mie intenzioni c'era la compera di esperimenti di felicità provvisoria. Però mi è anche venuta la voglia di comprare Sen, allora, io che cosa dovrei fare? Che faccio, li spendo gli undicieuri per accrescere la mia formidabbbile cultura?



p.s.il mio reddito attuale è quindicieuri, mi sa che non mi compro un cazzo. Cioè scarto Sen, che pure se ce l'ho fotocopiato e non tuttintero, almeno ne possiedo un po' e quello che mi serve, e prendo B.Bianchi.

18 novembre, 2006

lanificio in my head

Ho troppi pensieri. Non è che ho pensieri pesanti o avvilenti, semplicemente, ne ho troppi ed occupano troppo spazio. Penso all'esame e a tutto quello che devo fare dopo. Il fatto è che mi sono messa in punizione ed evito di scrivere. Ma se evito di scrivere poi mi si blocca la concentrazione perchè mi sento tutte le cose che frullano nella mente e non si sciolgono invece. Dovrebbero semplicemente sciogliersi le cose, nella mia mente. Allora con questo post, io adesso sto tentando di far sciogliere le idee. Prospettare l'ottimismo di cento pagine in una sera, una partita di volley maschile, di un po' di lavoro e di tutte le creme che comprerò. Perchè ho bisogno che le cose che adesso faccio con il minimo sforzo siano piene di tutta l'anegazione che ho in corpo. Ho bisogno di pensare molto, di fare altrettanto.
E' quasi la fine di un mese. Io aspetto la fine. Non lo so perchè, ma sento che sarà meglio quando novembre finirà.

17 novembre, 2006

16 novembre, 2006

parmiggggggianooooooo



Io amo questa pubblicità!

15 novembre, 2006

sonno molesto


Ho paura che non riuscirò mai a svegliarmi abbastanza presto. Da martedì vorrei smettere l'embargo che mi sono costruita da sola. La mia coscienza, allora, sarà pulita?