31 luglio, 2007

geomag. in questa congiuntura.

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Bene.
Bagagli fatti, amici allertati. Presenti salutati.
Ho il cuore legato e nascosto. E non ho altra scelta.
Passiamo davanti gli specchi in una confusione da film antico.
Restiamo fermi a pensare per quello che possiamo amare. Ma non possiamo fare di meglio.
Io continuo a sognare cose che mi distruggerebbero la vita.
Ma, cazzo, io domani parto. E metto un punto, metto una fine. E basta. Non c'è neinte di più, non c'è niente di meno di quello che avete visto in questo tempo.
Solo una cosa: ricordate tutti che sono sempre più cattiva di quello che sembro e che sono sempre più bugiarda di quello che posso.
Ma vi amo tutti. E questo è vero è puro è bello.

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29 luglio, 2007

in viaggio (in)quiete



Signori e Signore! Mesdames et Messieurs! Annuncio pubblicamente che la mia valigia pesa meno di quindici chili. C'è solo un piccolo problema. Sto facendo la top ten delle borse. E mi sembrano tutte e dieci essenziali. Tenetemi il polso, please, mentre io tengo le mani tra le gambe.

le iene

Non ho più parole. Muta. Come con nessuno.


27 luglio, 2007

Lo stato delle cose.


Dovrei cambiare le lenzuola, buttare l'immondizia.
La mia camera puzza d'alcol. Puzza di polvere e di pulizie fatte male. Ero a computer ed ho sentito scricchiolare il muro poi crollare le due mensole zeppe di libri e le stratificazioni del mio corpo chiamate oggetti. Non sapevo di avere tanti libri. C'è una parete vuota adesso; alla base, cose sparse, amucchiate. Solo i libri sono in ordine, divisi per casa editrice. Credo che tra un po' potrebbe crollare anche l'ultima mensola.


Tocco il ginocchio, poi le mani e sembra che abbia uno strato di polvere giusto sulla pelle.
Non è rimasto intero niente. Solo una ciotola piena di biglie celesti.
Non c'è da fare. Credo che sia il momento giusto per espatriare.

parisienne/memory lost


Bevo la birra mi spoglio continuo ad insistere. Che noia mortale il mio silenzio.

19 luglio, 2007

tira l'orso!

Abito a trecento metri dal mare. Ci sono molte spiagge a pochi metri da casa mia. Il mare non sempre è buono. Però dopo un po' che ci abiti qui, distingui il mare e le sue correnti ed allora lo sai quando puoi andare e trovare dell'acqua decente. Le spiagge sono quasi tutte libere da quando quest'inverno il lido che aveva avuto la concessione dal comune( commissariato per infiltrazioni camorristiche) ha preso autonomamente fuoco. Siamo una zona di turismo, relax, terme e tempo libero ma siamo subissati dall'immondizia. Io mi vergogno quando vedo un turist apasseggiar eper le strade della mia città. Ma mi vergogno di più del fatto che siamo in tanti, a lamentarci e non siamo disposti a fare niente.
In modo molto simpatico da pochi giorni è iniziata di nuovo l'attività del lido usufruttore della concessione. Ovviamente, adesso, la spiaggia è a pagamento. Tranne quei cinquecento metri di spiaggia invasa da gente delle più speci. Non che io abbia tanto contro la comminstione tra i vari quartieri napoletani e dei miei Campi Flegrei. Ma, se devo passare tutta la mia giornata a mare spiegando a delle persone adulte che la mondezza non si butta a mare, io a mare non ci voglio andare. A parte il fatto che non parliamo neanche la stessa lingua. Ma questo è un mio difetto, il puteolano non lo sono mai riuscito ad imparare. Ma è un dialetto dalal promuncia multidorme e difficile, è troppo difficile. Almeno col napoletano me la cavo di più e riesco a gestirlo in modo più libero. Quindi, stamattina non sonoa ndata a mare. Perchè, come un'idiota non mi sonos velgiat aprima delle dieci.
Ieri ho fatto l'ultimo esame dell'anno. Finalmente è partita la quota meno sette. Che è con un brevissimo calcolo, entro ottobre dovrebbe diventare meno cinque. Perchè, se non passo i due esami di francese dopo un anno di grenoble ed un mese di corso intensivo a Paris mi devo solo ritirare. Non so perchè sto parlando veramente di me, stasera e di quello che ho fatto. Ma in realtà non ho parlato delle cose che ho fatto. Allo a mi fermo qui. Perchè sto bevendo del rum giacciato, rimasto dalle ultime feste e fumo una sigaretta, nella pace più grande che ho avuto, con tutte le cose che quest'anno ho caricato sulle spalle e con i loro frutti. E sono felice, di essere arrivata fino qui. Sono felice di godermi questa settimana di vacanza migrando da una casa all'altra. Sono felice di sentire questo giaccio sui mie denti e di non riuscire ad infilare una sola maglia addosso per il caldo. Un anno, intero(si, quello di dodici mesi e trecento sessantacinquegiorni) non buttato via. E' la prima volta che mi capita. Ed è bello.

15 luglio, 2007

30ore



Qualche anno fa c'era qualcuno che mi stirava le braccia quando ero stanca. C'era qualcuno che mi stringeva la mano e cercava di far schioccare le mie dita.
E' una settimana che non riesco a leggere più di una pagina la notte. Stanotte ho sognato Santiago, in una stanza con due letti paralleli.
Bevo la mia birra fredda, stringo i muscoli delle gambe. Lavo le mani e vado a dormire. In pace.

13 luglio, 2007

Sbuffo





Se mi vedessi: vestita così, truccata e colorata per andare a comprare le sigarette. Rideresti per tutta la vita. E, poi, aggiungeresti che non dovrei fumare così tanto.

11 luglio, 2007

brut

Era tanto che non andava bene così. Io che rimango per un po' coni miei amici. Che mi prendono in giro ed io che sbaglio a ricordare. C'è qualcuno che manca stasera ma telefoniamo, perchè non paghiamo il telefono, anche se non si sa perchè. Il vino bianco diventa traditore ed era un anno che non lo bevevo, di notte, in lacrime, per spiegare in una casa mai mia. Era sempre buio in quella casa. Ed era tutto meno che casa mia. Era tanto che non parlavo e che non vendevo gente cresciuta davanti agli occhi. Che non sentivo una famiglia che non fosse mia. Era tanto che non tornavo a casa ubriaca, con qualcuno che guidasse la mia auto e con me che non riesco a infilare la chiave nella toppa. E' un'anno da questo caldo. Era tanto che la mia pelle non bruciava così, con il caldo, le persone, l'allegria e l'abbraccio. Basta un po' di protezione, basta non dover tenere sempre le difese alte e la cazzima pronta ad un minimo sussulto. Era tanto che non provavo interesse a raccontare una storia non mia e nemmeno tua. Era tempo per capire che sono brava sembrare buona e a far soffrire. Era tempo per un abbraccio, per un palese accordo, per un affetto senza più problemi intorno. Era tanto che non restavo così in silenzio a parlare di me.
Credo sia il vino, l'attesa dell'altro senza avere la forza di chiedere al cameriere una nuova bottiglia. Credo si ala mia gonna, i tacchi bassi e un foulard. Credo sia un po' di spumante amaro anche se non si dice. Ma la bottiglia l'avrei finita tutta. Senza pensare a nessun altro se non agli amici. Vorremmo andare tutti via, aspettare quello che vogliamo e rimanere in pace. Basterebbe solo questo. Non uccidersi per niente e non soffrire perchè siamo insieme. Per una sera almeno.

10 luglio, 2007

santo mauro

Ho trovato casa a Parigi anche per la settimana scoperta. Ho una buona impressione del nostro ospite. Ha anche il voip. Ha anche un cane. E' veramente gentile. Credo gli farò una statua d'oro.
Sono tornata oggi pomeriggio.
Ieri ho passato una serata d'analisi delle vicende ischitane all'interno della festa della pizza. C'era un palco. Presentava anche Raffaele di un Posto al sole.
Ho preso tantisismo sole. Ho scavato un sacco. Mi si è tolto tutto lo smalto. Ho dormito con la mia nipotina addosso. E' una pietra qualla bambina, ma è carta velina quello che sente.
Io fumo poco, ho cenato con Mario, domani si laurea. Ho fatto foto ed è il minimo.
Mi chiedo solo come sia possibile che tutti mi chiamino signora.
Qualche giorno fa sono uscita di casa con Chicca. C'erano i giardinieri sotto casa. Li abbiamo salutati. Loro hanno risposto. A lei con uno Ciao e a me con un Salve. Qualche giornofa una donna credeva fossi incinta e ormai tutti michiamano Signora.
Ieri ero seduta ad un bar. Ho avuto il terrore che il cameriere, mio coetaneo, mi chiamasse anche lui signora. Allora ho tolto la stola. Ho sperato che una persona con una scollatura come la mia non potesse essere definita Signora. Lui è venuto al tavolo. Ha chiesto cosa rendevano le signore. Almeno non si riferiva solo a me. La cosa non allevia minimamente il peso dei miei capelli bianchi.
E comunque domani Mario si laurea.

05 luglio, 2007

hey! been trying to meet you!

E' che ci sono cresciuta ascoltando i Pixies. E' che non me lo aspetto, ad un concerto, che facciamo una loro cover. Chè mi ricordo che neanche Napster c'era quando Mario mi ha portato la prima cassetta. Da un lato c'era registrata in loop Creep dei Radiohead, dall'altro, come quarto pezzo i primi Pixies della mia vita. Mi ricordo come mi sentivo quando la ascoltavo. Ed era molto meglio di quando ascoltavo Creep. Perchè mi sentivo inutile, immobile, con i Pixies no. Da allora ho iniziato a cercare loro dischi. Ed a Napoli gli originali non c'erano mai. E solo dopo molto anni, a cassette ormai usurate al massimo, ho saputo trovare quei dischi. E dopo tutti questi anni io mi dimentico che i Pixies sono stati i miei Nivana, che non sono stata io, la sola, a Napoli a cercare quei dischi. E dimenticandolo, ogni volta che vado ad ascoltare qualche gruppo che suona e che mi propone una loro cover io la prendo come un favore personale, come quel ragazzo che mi fece cinquemila lire di sconto pur di farmi comprare Surfer Rose. Ma tutti i gruppi suonano solo Where is my mind e a me non basta più, ne voglio una tutta per me, in questo giorno d'inizio luglio, con la spalla piena di sole e col pensiero in un altro luogo. Voglio poter pensare a te sotto quel sole. Voglio poter pensare a giorni più vivi. Voglio poter pensare a quello che mi muove la vita. Voglio solo che qualcuno mi canti una canzone.

Quel giorno continuavo a cantare una canzone seduta sui gradini romani di una piazza di Napoli. Non ricordo neanche chi ero, ricordo solo che ci saremmo dovuti separare tra poco. Ti ho detto di guardare in alto per trovare quello che cercavi. Ho avuto la canzone in mente per tutta la vita. Per tutto il mondo, per il mio corpo. Per quel palazzo con una porta di legno. Ed io adesso sono piena di canzoni. E voglio solo dormire a lungo.

hey
been trying to meet you
hey
must be a devil between us
or whores in my head
whores at my door
whores in my bed
but hey
where
have you
been if you go i will surely die
uh said the man to the lady
uh said the lady to the man she adored
and the whores like a choir
go uh all night
and mary ain't you tired of this
uh
is
the
sound
that the mother makes when the baby breaks
we're chained

04 luglio, 2007

meno apostrofi, più lavoro!


Ho il fiato sul collo, mi giro, cerco di guardare, ma non capisco cosa ci sia dietro di me. Fumo molto e non dovrei. Fa troppo caldo qui, per fare qualsiasi cosa. Sto morendo di ansia. Nervosa, muovo la gamba destra- rimbalza sul tallone. Credo che tra due giorni la mia gamba sarà magrissima. Se potessi bere un po' di birra, se solo potessi nel caldo infernale, un birra ghiacciata. Non scrivo, sto organizzando la mia storia di campagna, guardo l'età, il luogo, il percorso ed i personaggi. Mi serve tempo, l'unica cosa che non avuto mai. Scrivo in mente, e m' innervosisco di più. Sono nel panico, senza cervello ed ho passato l'ultima ora a scoprire che in America Latina ci sono solo conferenze panamericane dopo la Seconda Guerra Mondiale e che gli Stati Uniti non hanno mai concesso aiuti economici.
Non trovo un momento per cercare di pulire la mia mente, ho ucciso quello che potevo, è solo polvere questa. Ma dà fastidio, adesso. Lucidità: dove si trova oggi?
Una birra fredda, un mare, delle persone insieme, per favore, al più presto.

01 luglio, 2007

html & sin no more





Ok, ho capito, il modello d l blog non lo dovrei toccare se non conosco i codici. Ok, è chiaro adesso.
Ma qualcuno, per favore mi spiega perchè la mia sidebar non si vede con Internet Explorer? Eh, me lo volete spiegare? Ho controllato il modello precedente all'aggiunta nella barra laterale di last fm e non c'è nessuna differenza significativa! Vi prego, salvatemi, sto impazzendo.

26 giugno, 2007

io, te e le cose




C'è vento da nord stasera. Finalmente respiro. Ho sonno ma aspetto la mia amica. Cerco festival parigini per il mese di agosto e d'incasellare gli impegni della settimana: non sono molti, ma non ne vorrei nessuno. Vorrei solo poter studiare in pace e sentire qualche concerto con i miei amici. E vorrei bere una birra fredda, dormire in pace per una notte intera. E smettere di pensare, di voler essere altrove. Ma è solo un gruppo di pensieri cattivi a raggrumarsi, sono solo lacrime che non verso, sono solo poesie che non posso permettermi e che non posso comprare. C'è bisogno di presenza, di persone reali e di comprensione. Non ne vale davvero la pena, devono aver pensato.
Ho davvero sonno stanotte e non c'è niente di meglio che scomparire, per un po'. E' l'unico modo che conosco per coprire le ferite.

21 giugno, 2007

informazioni di servizio.

Ho passato l'ultima ora a correggere un"petit text" per far valutare il mio livello di francese da una scuola vicino Belleville. Ci sono solo nove alunni per classe. E ne gioisco, potrei imparare definitivamente il francese. Avevo voglia di mettere un po' a posto il modello del blog, devo aver fatto un casino quando ho inserito last fm nella barra laterale. Credo di disidratarmi. Arriva l'estate e non ho voglia di bere. Arriva l'estate e nonho voglia di trovare un alloggio a Parigi per la settimana del mese di agosto scoperta. Fumo una sigaretta, guardo piano, parlo ancora di meno. Sono sola in casa e le luci sono tutte accese. Mi dà fastidio avere le luci troppo spente di notte. Ieri ho letto un racconto che avevo scritto di getto in treno domenica scorsa. Antonella mi a detto che devo sceglire. Ne abbiamo parlato a lungo ieri. Mi sarei sotterrata, se avessi potuto. Poi, ho fatto finta di niente e sono andata a guardare Ocean's 13. E il mio fine settimana al mare, e le tasse dell'università e la bolla di caldo africano ed io che svengo appena mi alzo. Devo studiare un saggio su Peròn ed uno su Vargas. Ma devo lavarmi i denti adesso. Ogni volta che prendo dell'acqua tra le mani me la getto in viso e sento che è troppo caldo qui. Ho sognato un uomo stanotte. L'ho riconosciuto da come mi pungeva la sua barba il viso, da come il mio naso gli arrivasse sul collo. Ed è sempre più chiaro che quello che ho perso è solo qualcuno che mi proteggeva dagli altri, da me stessa, dai bambini. Da tutto il resto. Ho scritto un racconto sulla campagna ieri. Ernesto è il protagonista. Ma non so quanto durerà.
C'è un film pieno di ragazzi, donne nude e carte di credito consumate alle mie spalle. Le bottiglie sono tutte aperte e bevute a metà, i piatti da lavare e le sigarette quasi finite. Credo che non dormirò nel mio letto stanotte.

Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l'assenza della tua vita.
E' così bello sentirti fuori,

desideroso di vedermi

e non mai ascoltato.

Sono crudele, lo so (...)

AldaMerini, Ballate non pagate. 1994.

Stanotte mi accorgo che solo adesso è vero.

16 giugno, 2007

de quotidianitantibunz

Ogni notte dormo nello stesso letto. Spengo la luce principale, metto ben fermo sulla lampada un foulard rosso. Spesso tiro giù fino ai piedi tutte le coperte che ho e mi stendo. Appena seduta sul mio letto noto il mal di testa. Ma non è forte, è solo un momento di lucidità. E' solo l'unico momento della giornata in cui ammetto di essere stressata. Il mal di testa non passa e non dà fastidio fino a quando non leggo una parte qualsiasi di un libro qualsiasi. Mi culla il mal di testa la mattina appena sveglia e la notte prima di dormire.
E' un paio di giorni, però che il mal di testa non si fa sentire, che latita, che non mi ascolta più. O forse sono io che non ascolto lui.
Del resto non è la sola cosa che latita. Ogni notte, con il mal di testa io lotto con il telecomando della tivvù. Che latita, all'improvviso e costantemente. Dal momento in cui accendo la televisione, scegliendo il canale che mi farà da sottofondo, ed il momento in cui perdo il telecomando, può passare un'ora così come dieci secondi. Da quel momento partirò per una ricerca matta e disperatissima del telecomando in ogni luogo del mio letto, infilerò le mani dappertutto, negli interstizi vari e lo troverò solo nel momentoin cui deciderò di alzarmi. Non lo troverò, bensì lui si farà notare cadendomi di dosso e producendo uno dei rumori notturni dei più fastidiosi.
Adesso: credete che sia possibile perdere ogni notte un cosetto di dieci centimetri per cinque in un inutilissimo letto ad una piazza per poi ritrovarlo sempre nello stesso identico modo? No, tanto per sapere. Perchè poi una volta non l'ho ritrovato fino al giorno dopo ed era davvero incastrato fra le coperte dell'inverno freddissimo di due anni fa. Quell'inverno era davvero freddo, dormivo arrotolata inun plaid come fossi un bruco e quando ero ben appallottolata mi premevo forte sulle spalle il piumone. E' stato un inverno freddo due anni fa. Davvero freddo.

15 giugno, 2007

promemoria della settimana









Pensarci. Pensarci bene. Pensare a favore di chi. Pensare perchè. Pensare la paura. Capire la paura. Pensarci in modo lucido e perfetto. Mettere le scarpe migliori. Camminare sola a lungo. Pensarci costantemente e cercare certezze. Bere acqua fredda. E poi chiedere tutto il permesso. Solo quello necessario.









12 giugno, 2007

un nonnulla per puffetta!

Incroci strani con scarpe calde, un racconto da finire, una domenica giusta. Sono stata una persona normale per due giorni. Senza eccessi e ossessività- se non nel parlare. E' una vita migliore questa. Potrei parlare a lungo- per una vita intera- ma dormire con il sorriso appena spento sul viso con mani ben piantate addosso è quello che voglio. Una strana compagnia al filo interdentale bianco ieri. Uno strano circolo in cui ognuno faceva fatti suoi in pubblico, in circolo, con un po' di birra e di piloni. Un po' di paura a far vedere quello che c'è. Ma neanche un pensiero è andato a quello che non c'è. Neanche un disegno stupido a quello che ho lasciato a terra sanguinante. Pace, mi hanno chiesto quanto durerà. Spero almeno una settimana ho risposto.Oggi non fa male neanche andare via.

E' il primo post questo. Non è non triste. E' felice, è diverso.

31 maggio, 2007

arrondissemet


Ho la faccia impiastricciata di trucco. Non so perchè ma a quest'ora sono ancora perfettamente truccata. Un senso di stanchezza, di sporco mi blocca il pensiero.
Mi pulisco la faccia, posso tornare a casa.

29 maggio, 2007

cassonetto differenziato

Qualche tempo fa ho trovato un album di fotografie. E' l'unico che io abbia mai avuto. E' pieno di scatti di ogni parte del mio corpo in movimento. Mi sono guardata, non ho trovato niente di diverso. L'ho trovato e nascosto nel ripiano alto della libreria.
Mi hanno detto che c'è qualcosa di diverso, nei sorrisi presi in quell'album. Era più limpido tutto. Ma a me sembra che io rida nello stesso modo.
Ci penso oggi, camminando nel vento, con scarpe troppo comode, vedo che la pulizia di quel momento è stata nel peggio della mia vita: io non conoscevo neanche il mio nome.
Sconsigliabile, uscire dalla propria casa con un vento così. Ma è stato più forte. Un colpo di vento e non avevo più pensieri, solo polvere. Ed è quello che basta.

25 maggio, 2007

sin. more and more.



C'è solitudine iin questa stanza stasera. C'è poco cibo per mesi e nient ealcol. Questo è il mio progetto. C'è la televisione conil volume basso ed io che guardo la storia di una vela. Perchè mi rilassa, perchè mi lascia libera di dormire. C'è tutto il trucco stasera sulle mie guance. C'è odore d'immondizia ma è quello delle ultime settimane. C'è gente che festeggia, bambini che corrono e musica alta, troppo alta per una neonata. C'è tutto un mondo stasera e nuov epietre che ho messo sul fondo. Non parlo da ore. Qual' è il peso del mio seno in questa vita?

22 maggio, 2007

portrait of lenin in P.1

Che succede nella mia mente? Che succede al mio corpo che non riesce a svegliarsi prima di mezzoggiorno? Che succede? Perchè non ho da dormire di meno devo davvero dormire dieci ore per sentirmi riposata. Devo avere i piedi fermi nella realtà e devo posticipare tutti i pensieri alle azioni. Ho appena scoperto che non so scrivere in terza persona, come se fosse tutto uguale in terza. In prima posso anche riuscirci, ma in terza è una vera tragedia. Ed adesso cosa si fa? Si chiede in giro, si cerca come fare e si scrive sempre in prima fino a che non esca la terza. Be' ho sempre aspettato che le cose della mia vita uscissero da sole, perchè non posso aspettare anche questa, fondamentale? La mia mente continua a produrre fidanzati senza alcuna credibilità ed onestà. Cosa succede nella mia mente?Anche oggi svuoterò il mio armadio, confonderò i vestiti e poi, finalmente metterò tutto a posto, in ordine di colore. Chè almeno così gli abbinamenti sono chiari, non posso confondermi.

e dopo tutto a me non resta che la voglia di sentirti, di guardarti dritto in faccia. è una vita migliore, questa. un salto nel passato sarebbe la cosa migliore che posso trovare adesso. ma se fosse adesso il modo migliore per uccidere tutte le mie buone intenzioni? io non so se posso tornare adesso. tu puoi? Where's the love song? To set us free Too many people down Everything turning the wrong way around And I don't know what love will be But if we start dreaming now Lord knows we'll never leave the clouds And you've been so busy lately that you haven't found the time To open up your mind And watch the world spinning gently out of time Feel the sunshine on your face It's in a computer now Gone are the future, way out in space And you've been so busy lately that you haven't found the time To open up your mind And watch the world spinning gently out of time And you've been so busy lately that you haven't found the time To open up your mind And watch the world spinning gently out of timeTell me I'm not dreaming but are we out of time? (We're) out of time out of time out of time out of time

21 maggio, 2007

sogni molesti per discorsi indigesti.

Ho ancora lo smalto rosso ben piantato sulle unghie. Mi sveglia un uomo che vuole sapere perchè. Ha un tono fastiodioso, invadente. Sono certa che non dirò nient'altro che no. Mi addormento di nuovo, nervosa. Sogno un uomo che mi chiede di reggergli le chiavi di casa. Ma c'è un pulsante che non so usare sul suo portachiavi e serve a far comparire le sue guardie del corpo e le persone che vogliono ucciderlo. Non perchè sia un uomo importante ma perchè ha alcuni problemi con il superspaccio di droga. Io mi chiedo perchè mi piaccia tanto, è anche troppo grande. Sogno di entrare in una casa romana, sogno di girare per una strada e fare tardi ad un appuntamento che non credevo fosse così chic. Sogno di chiudermi in bagno ed addormentarmi per la vergogna del ritardo. Quando esco dal bagno, l'appuntamento è finito, una donna mi chiede il posto in auto per due borse enormi, per le due sue figlie, per i loro ragazzi e per lei. Non chiede, anzi pretende. Si offende per la mia riposta negativa ma io non me ne curo, non lo faccio mai.
E' adesso che l'uomo mi dà le sue chiavi ed io muovo il portachiave. Capisco che devo scappare anche io, mi dice:"Se potessi comprare tutta la stada che va da qui all'Ascensione sarebbe un posto bellissimo". Io per un momento ci credo ma scappo uguale. Aspetto, ritorno dov'ero, prendo l'auto ed un secondo dopo siamo al mare. Lui si ostina a darmi le chiavi ed io mi ostino a non saperle usare e a fare in modo che debba scappare. Gli chiedo di andarsene e di non rimanere a parlare, non voglio vederlo morire sotto i miei occhi. Lui mi dice che dovrei considerare le cose che ci siamo detti poco prima. Io non voglio che dica così davanti a persone che conosco e che sanno che non dovrei avere alcun rapporto con un uomo così. Non voglio affrontare tutto questo, mi tuffo in mare. Dalla spiaggia, poi, vedo un uomo appollaiato su un tetto, che mi guarda.

20 maggio, 2007

due e quarantacinque


La domenica ci sono i tabaccai aperti, questa è la cosa migliore della provincia.


Che ci sono gli ombrelloni e che c'è sempre qualcuno che conosce il nome di un vento.


Io distinguo solo lo scirocco e non ricordo mai il nome del vento che viene da nord. Ma ricordo il libeccio, conosco le onde ed il freddo. Conosco la cima che portiamo e il salvataggio automatico del mio computer.

La cosa più bella della provincia è che ci sono dei treni di merda a portarti a casa la domenica pomeriggio. I treni sono così di merda che tu, a confronto puoi solo sentirti superiore. Si, superiore al trasporto pubblico, questa è la cosa migliore della provincia.

18 maggio, 2007

mani di ferro-mani di pietra








Ricolma di sonno ti apro una porta. Ti invito ad entrare, a guardare la novità:
sorrido.
C'è un rumore nella mia testa- una luce rossa che si accende.
E si spegne quando parlo di te.

14 maggio, 2007

apologia di pesci rossi




Un attimo di tempo per scrivere. A penna e non solo di tasti. Mi racconto un po'. Mi racconto di quanto mi stia perdendo nel racconto di personaggi e di una palla da baseball. Ho due pesci rossi adesso. Non mangiano e non dormono. E hanno viaggiato in poca acqua. Ma adesso sono qui. Il compleanno è passato, soleggiato e rumoroso abbastanza. Respiro, con nervosismo, ma a pieni polmoni. Mi abbraccio a quello che ho costruito sola. E l'unica cosa sono i miei amici. Quello che manca non esiste neppure. Un po' di affetto, semplice, è questo. Mi fermo ma per costruzioni ben salde. Sto diventando intrattabile, ma solo perchè non respiro più qui. Non ho certezze qui. E cerco solo di migliorare. A volte stento a vivere, ma solo unpo'. Sono intrattabile, ma ad un passo dalla felicità.

29 aprile, 2007

rose, corone e sneezy.

Sono abbastanza ubriaca da non riuscire a mettere le parole in fila. Sono abbastanza ubriaca da sapere dove sto sbagliando. Sono abbastanza ubriaca da sapere chi sono io e chi è Ceres Chen. Sono così ubriaca da ricordare che la i è solo una e non due. Sono abbastanza ubriaca da ricordare domani a che ora ho un'appuntamento. Ma la verità è che nessuno ha mai saputo niente. Che nessuno ha mai saputo. Punto. Come segno d'interpunzione, di felicità, di stress e di mazzate. Sono così felice che potrei uccidere i miei santi, messi in fila- amore ardore estremunzione. Ci sono molte cose strane che dovrei fermarmi. Fermarmi e riflettere ma non sono quella di una volta, non lo sono stata mai, ma sono le parole di una canzone di una volta ed i tasti scorrono più veloce dei pensieri e dovrei aspettare e farmi correggere ma non stiamo aspettando la cosa giusta. Fa' la cosa giusta. Sono solo parole, L'assenza è quello di cui parlano i miei amici. Il pensiero va lontano e cerca cose che io non saprei. E' l'effetto di un mojito, di un Pampero mai aperto. Di un' attesa per ritornare dalle mie parti. Di gente che sotiene che qui sia troppo triste. Che sia troppo triste perchè tuti si fanno di cocaina. Tutti si fanno di cocaina. Anche tu, amore mio, hai cercato di allontanarmi e lo hai fatto, amore mio, nessuna cosa ti è riuscita meglio: salvarmi. Ma io cerco una distruzione che sia splendida, che sia vita, che sia amore. Ed io stanotte non ho bisogno più di niente perchè ho cercato l'assenza, ho cercato la mia vita e le correzioni. Ed un romanzo mi sta aspettando in camera da letto e le vie sono infinite. Non scrivo da tanto. Avevo pensato di avere perso quella settimana ad aspettare, a sudare su quelle due sole parole. E dovrebbe esserci un punto e a capo ma è tutto scritto su una pagina per scrivere tutto insieme concreto come se non si potesse fermare. Ma si fermano le cose, non per emozione ma solo per capire che quello che sono è la mia crescita. E' la mia solitudine- tanto meglio dei compromessi che sono così brava ad organizzare. Non riesco più a leggere cose che siano poco più dei fatti. Tento di leggere Un annno terribile da tre anni ed Underground mi fa dormire da più di dieci anni. Io sono come tu mi vuoi. Io sono come tu mi vuoi. Ma mi stanchi per essere futile, vuota, senza carattere. Io ho chiaro. Tutto chiaro. E niente compromessi inutili. Ninete parole. Vuote, inutili, sensibili, solo fatti. Sono quello che abbiamo mancato. Come una scommessa. Come una partita. E tutto è mancato. Domani ritroverò quello che mi è mancato. E le parole sono solo promesse. Ed io non ne ho convinta nessuna ed io non ne ho guardata in faccia nessuna. Le promesse sono il sale della tua gloria. Straparlo. Ma le parole non sono niente, se ti fermi a guardare i fatti. Non sono niente se ti fermi a guardare quello che ho mancato, quello che ho tenuto stretto solo a me. E' solo musica, una musica terribile. Ma questa sbornia è una delle migliori, senza un barlume d'infelicità, senza un sogno di tristezza. Solo di fatti. E spero solo di non dover cercare errori perchè sarei un persona insidiosa se dovessi. Potrei parlare di più. Ma non lo so fare. Il mare è nero se mi volto a guardare ma non è la mia spiaggia, non più. Forse è colpa del troppo silenzio, forse è colpa delle parole dette così per dire e per conservare quello che non c'è più. Non mi serve niente di superfluo. Non mi serve niente di sessuale. Ne ho già avuto abbastanza. Ed una sigaretta in più fa s0ltanto bene. Il bene. Silenzio. E tutti zitti, lì sotto. Buonanotte.Ed un bacio dato. Solo per poca importanza.

16 aprile, 2007

importazione


Credo di aver capito qual'è il problema. E, allora, con abnegazione, occuperò la mia mente per far bloccare questa cosa tra cuore e gola che un giorno mi farà ammalare. Nel frattempo, prendo un po' di serenità omeopatica, leggo un libro, aspetto. E sarei disposta anche a diventare noiosa per essere quello che voglio. Non m'interessa nient'altro. Avere i sensi all'erta, questo è quello che conta. Salvarmi, prima o poi, quello che serve.







donami una vacanza di pietra senza memoria concreta che ancora mi sento le dita fondersi nella tua fica mentre ti rubo energia poi tu ti rubi la mia donami una vacanza di pietra senza memoria concreta senza tragedie o rumore che niente si possa svegliare

14 aprile, 2007

mas(que )




Sono giorni che ho la testa vuota, buona solo per sentire e mai per pensare. Sono giorni che non dormo e che non sogno qualcosa di bello. Ogni rumore mi infastidisce. Non ho neanche il tempo di pensare a quello che mi ha tolto piacere. Non lo so cosa mi sia successo. Sono sicura che mi stia opprimendo questo posto, che mi stia stretto il mio ruolo e quello che non mi arricchisce. Sono certa che ci sia un problema con il mio cuore e che la laurea, il peso siano dei problemi. E'un problema chiaro il dover andare via di qua, per una dannata volta. Perchè adesso? Non voglio pensare e non voglio risolvere, voglio solo che passi, non posso dedicarmi neanche un attimo a pensare ai miei squilibri. Voglio almeno una tregua.

13 aprile, 2007

bobby long

Prendo un foglio, fatto a pezzi, lo passo sulla faccia. Rimane il trucco, è quello che resta. Quello che resta del giorno dopo notti insonni, dopo uno spreco che mi pesa sugli occhi. Non riesco a tenere aperti questi occhi, lo sai, amore? Non so più come si fa a guardare con gli occhi aperti. Mi pesano le palpebre, bruciano, lacrimano e non serve a niente la svelgia, il caffè, gli abbracci ed il ritorno. Non serve perchè sono peggiore in questo momento. Sono nel momento peggiore per il mio umore, sono il momento peggiore per il mio corpo e sono nel momento peggiore per la mia testa. Mi sento sporca, squallida, da pochi soldi. Ma lo so qual'è la verità. E mi pizzico i piedi, mi porto via le mani. Perchè so che devo stare all'erta, che non è vero, che c'è bisogno di tutta la dedizione che mi manca, che serve darsi pizzichi sulle palpebre per stare svegli, essere lucidi e essere qui, presenti a se' stesse. Lucidità, austerità. Qualcuno che mi svegli ogni mattina e che mi faccia dormire in pace. Ma mi si spezza il cuore ogni mattina ed ogni notte. E perchè la verità è folle e conosco ogni singolo poro di questa pelle che è piena di macchie, di creme, di giochi. Non ho più gli occhi. C'è qualcuno che ha visto i miei occhi? Dove sono finiti? Ho scoperto che sono solo chiusi, come la mente, come la vita. E' come l'ultima volta che ho avuto l'ovatta al posto del cervello, l'ultima volta che mi si è spezzato il cuore. Ho tutto quello che voglio, mi mancano solo due cose. Nuda, in piedi, posso chiedere ancora tempo. Lo sento. Devo fermarmi per un po'. Credo che mi servirebbe un po' di cura. Trovatemi una soluzione, sono stanca di pensare da sola.

07 aprile, 2007

c'è la necessità di fuggire.





Quanto possono durare queste mattine svegliata per niente, presa in giro per sonno. Subito a cucinare, fare cose, non per se' e solo messa a contestare. Non lo so quanto possono durare. Non voglio che durino, ci lotto da anni, mi ribello in ogni modo e ogni modo ho trovato. Ma se c'è una cosa che non mi devono mandare a puttane è il mio mattino, la mia sveglia, non si devono permettere di disturbare il mio umore nato già precario da una notte di sogni osceni e sintetici. Non c'è nessuno a cui io abbia dato il permesso, non c'è nessuno. Se c'è una cosa che ho capito è cosa voglio al mattino.
Silenzio. Solitudine. Asettica, la mia mattina, sia chiaro a tutti.

03 aprile, 2007

ho aspettato, muta.



La donna mi ha urlato di allontanarmi dal cane.
Io sono senza casa
senza parole- non nella mente, non nella mia bocca-.

A me- questo cane -
sembra essere spreco e punizione

Dimmi cos'è che hai nella testa quando mi guardi.
Dimmi del silenzio, del vino, delle mie sigarette. Dimmi dove sono io,
perchè tu solo lo sai.

01 aprile, 2007

io sto bene.








Ascolto conversazioni. Mi nutro.
Ritorno a casa piena di nettare e respiri.
Non mi servono i freni, urla la mia amica.
Dammi del tempo mi scrivono i giornali.
Ho indossato tutti miei colori.
Se c'è un posto in cui sono stata è dentro me.

23 marzo, 2007

mille borse



Sole e primavera dopo la tempesta e il freddo. Notti insonni a guardarle dal mio letto. Insonni a metà. Facciamo finta che io stia leggendo qualcosa di meglio, facciamo finta che sia divertente questo libro. Mi raccolgo nello spazio, metto in ordine e butto via tutto il vecchio e brutto. Aspetto notizie, aspetto di lasciarmi libera per un po'. Dormo fino a tardi non per accidia ma per ricaricarmi. Ma di cosa sono stanca? Sono stanca di guadagnarmi un spazio nel mondo, sono stanca perchè le giornate sono sono troppo piene e troppo corte. Faccio tardi, mi occupo il tempo. E così tutto sembra essere migliore. Ci sto credendo, è tutto meglio per me. Senza passato. Solo con il presente.

20 marzo, 2007

bandierina! parachutes!




Dopo una settimana di merda. Dopo una notte insonne. Dopo piccole decisioni improvvise. Dopo il concerto di Stefano Bollani. Eccomi qui ad essere felice. Niente rende più onore al mio umore quanto essere stronza. C'est la vie. C'est mon lieu.

17 marzo, 2007

parce qu'il m'a dit.




Parliamoci chiaro: in questi momenti non posso fare nient'altro che scrivere in questo piccolo posto appeso a questa corda. Posso soloc ercare di sciogliere i pensieri ed aspettare che girino, circolino, si stendano da soli e che io possa continuare a respirare. Senza questo dubbio. E' un piccolo dubbio, o è una grande paura. Non lo so, qualcun altro sta per cercare un po' di verità in questo paio d'ore. Ma non è la verità o il dubbio quelloc hemi preoccupa. Mi preoccupa che sia solo una gran paura. Mi preoccupa che tu mi abbia tolto la vita, che tu mi abbia messo una pietra sul petto, di fiume, e che io stia aspettando solo te per portarla via. Non ho parole. Perchè ho paura, certo ma nel conto delle probabilità io potrei avere tanta ragione quanta paura. Ma, per fortuna, non è niente questo.

14 marzo, 2007

è solo una voce. ma è casa.

Potrei parlare a lungo stanotte ma le mie mani non ricordano i tasti perchè c'è qualche malattia nel cervello che fa bloccare quello che sento che penso e che fa nuotare. Le dita vorrebbero correre ma c'è qualcosa nella mia mente che disturba. A volte vivo. A volte no. Ma sentire una vittoria nella mia mente è una cosa grandiosa. E sentire che tutta la mia voce non è stata inutile, è sentire che tu, dopo anni fai finta che niente sia successo. E' sapere che tu, dopo tanti anni vuoi mostrarmi qualcosa e che quel qualcosa è saper crescere, amare e dimenticare quello che si è. Ti sono grata perchè mi hai dimostrato il tuo amore. Ma di quello sono sempre stata certa. Mi è mancato il modo di amarti. Mi è mancata la freddezza, la mente la vita. Ma questo non deve intereessarti. L'amore per me è il pensiero di te. La vita per me è sapere che quel pensiero mi è stato precluso, reso inutile, che io, quel pensiero non lo so pensare. E' la cosa più cattiva che potrebbe accadermi. Sapere che esisti ma che non posso viverti. Sarà una macchia grande come il mio vestito d'estate. Sarà come le cose che non ho visto e che non ho fatto mai. E' quello che sono, migliorata, rispetto a quello che ero. Ma rimani. Se non ho saputo amare te. Nessun altro. E sono bugiarda.

12 marzo, 2007

lombirenimanibraccia

Ho il cervello che gira in un solo circolo, che ragiona ma non è dove dovrebbe. Ha tante spirali che girano attorno ad un cerchio di pochi colori ed io sono qui e non so che fare. Mi lascio portare ma sto arrivando in un posto per puro spirito di conservazione, conversazione, imitazione. E poi mi ritrovo dove voglio. Con la pancia l'istinto e il cervello altrove. E' quel fottutissimo altrove che non voglio, mi scappa di pensare sempre in continuo ad altro da me. E mi trovo cadono bottiglie, mobili e sigarette. Mentre guido si chiudono gli occhi , si muove la frizione e mi trovo nel posto in cui volevo andare. Sono confusa è il mio cervello che mi obbedisce come non mai. Sono io che non obbedisco mi lascio distrarre prendere portare. E ricordo quello che non dovrei, mi perdo in persone che non voglio più e non m'interessa dove cazzo stiamo cercando casa, non m'interessa. Io non voglio quella stessa casa. E se lui è ancora qui ci sarà pure un motivo.
Devo tenere a mente, quando mi sveglio dal prossimo sonno che anche se ne avrei bisogno io non voglio mai più una vita come quella dalla quale mi sono salvata. Mi servirebbe un post-it per il cervello ed una falce per i sentimenti. Questo male alla schiena dovrebbe passare.

07 marzo, 2007

moi? ici.


credo che dovrei andare a fare i piatti. ma le dita vogliono premere tasti. non vogliono pulire cose. credo che dovrei andare a dormire. ma voglio girare pagine e cervello. non s'è fatta l'ora.
Sono tornata nel posto in cui ho passato gli ultimi anni. La pioggia, l'ammassarsi delle gambe, degli ombrelli, tutto quello sporco, mi hanno ricordato che cosa sono.
Francesca è antrata a comprare un regalo. Nel negozio ad angolo ci sono trucchi, parrucchi e borse, è il posto ideale per fare regali poco costosi. Francesca è entrata ed io l'ho aspettata. Ho cercato l'accendino bianco, le sigarette bianche e ho guardato. Di fronte a me la contrattazione del mercato si era appena aperta. Ma nella mia mente era una sola persona, con dei carciofi enormi. Messi in fila perfetta, uno sull'altro. E nessuno di loro si muoveva. In equlibrio perfetto.
Perfetto. Francesca è uscita dal negozio, ha cercato il mio parere su una sciarpa. Dovrebbe scaldare è tutto quello che ho pensato, mentre cambiavo direzione al mio sguardo.Per un secondo ho guardato avanti e con la coda dell'occhio ho sentito un rumore. E dei passi svelti che cercavano di ammassare in modo perfetto quei carciofi che, per un secondo sono diventati il mio ideale di perfezione. Ma il mio ideale è morto ora che ho capito quello che voglio.
Ieri sera un ragazzino ha spiegato ad una donna che aveva voglia di lei perchè era semplice fare l'amore insieme, aveva voglia di lei perchè era felice. Fino a che non sarebbero sorti problemi, lui avrebbe voluto lei. Poi, sono sorti problemi. E ora lui non vuole più lei.
Credo che sia questo quello che sto cercando. Un legame tra il ragazzino e la voglia di non sprecarsi in soluzioni impossibili. Ma ho solo una soluzione in mente. Una continua domanda. Forse sto solo perdendo tempo. Forse sto solo mettendo su coraggio. Sono solo parole e ho una voce he dovrei usare adesso. Il mio corpo lo chiede. E' una sola domanda per te.

03 marzo, 2007


Sei stato dentro me. La tua voce mi ha chiamata e riportata alla realtà. Il suono che mi riporta a casa, nella mia camera. Nella mia casa. Non c'è niente di più bello del tuo corpo per tornare a casa.
Ma, tornare a casa, senza il tuo respiro, tornare a casa senza il tuo odore. I tuoi rumori adesso sono ricordo, affetto e solo piacere. Mani bocca corpo lingua fianchi mani. Non sei tu. La cosa più bella che potesse capitarmi.

26 febbraio, 2007

no more



Ho ascoltato quello che potevi essere- e non sei stato- e mi è successo di sentire che la sconfitta non è tua. Ho ascoltato quella che sembrava la tua voce. E la sconfitta brucia come fosse la mia. Brucia come se ti amassi ancora.
Dopo il ringraziamento, queste, sono le mie scuse. La mia metà.

25 febbraio, 2007

naso polmoni bocca naso

Ho visto la mia amica svenire e la forza di una donna.
C'era nebbia in tutta la campagna.
Oggi è il giorno peggiore per pensare a te.

A casa mi accorgo che pensare è solo una figura che cerca strade.
Una delle tante è l'addio.
La gola fredda piano si scioglie.
Aspetto.
Nessuno pronuncia il mio nome.
Ho comprato i tuoi fiori.
Oggi è il giorno peggiore per allontanarti da me.


Sono lontano... lontano monti e mari, lontano da te. Io, la fossa e le ossa: un mucchio penoso sui vecchi guai seduto qua per chi mi vuole qua: su cento guai. Offendo la carta con sgorbi ritorti E' un cuore! Arrenditi, ...o ribellati Non parlo più, non rispondo più non l'ho fatto mai e mai lo farò.
Se c'è mistero accetta e rispetta la non-novità sono anni ormai, e tu lo sai Posso fare fuori parti di voi con facilità la mostruosità di ciò ravviva la parte cattiva che non ho avuto mai Eri malata? Oh, Ape Regina Divina e Dorata Perdono, Io, ti chiederei... ma non ci sei più! E in queste stanze si urla e un tonfo scuce la pelle glaciale un brivido sale dal basso scompaio Non ci son più. Non ci sei più. Non ci son più. Non ci sei più. Non ci sei più. Posso fare fuori parti di voi con facilità la mostruosità di ciò ravviva la parte cattiva che non ho avuto mai Nasconderò con miele colante il vuoto che avanza io, ora, nasconderò dove vivevi tu. Dove vivevi solo tu

21 febbraio, 2007

tazzine scheggiate. e dentro il caffè.

Quando sono messa davanti a quello che non ho fatto vorrei scappare. Pensare a studiare per me rappresenta tutti gli anni che ho perso, tutte le cose che ho abbandonato.
Sembra uno dei miei esercizi di scrittura: qualcosa è cambiato.
Dentro di me cambia, diventa : qualcosa si è rotto.
E quando penso a studiare ricordo come è cambiata la mia vita. In quale anfratto l'ho costretta, a quali bassezze l'ho portata. Ero molto felice quando frequentavo l'università. Avrei potuto continuare ad esserlo. Poi qualcosa si è rotto e per tre anni ho fatto finta che l'unica cosa che m'interessasse fosse un uomo del cui peso non riuscivo a parlare in modo reale dentro di me.
Ma la cosa che mi fa più rabbia è solo pensare. Mi fermerei a piangere e scappare. Perchè vedo tutta la mia vita, felice reale, possibile e poi, ogni volta che devo dare un esame torno indietro a quel posto in cui si è rotto qualcosa, proprio nella gola. E adesso, col tempo è diventato il covo delle serpi che vive nella mia pancia.

Ero appena tornata da Sarajevo, una vacanza felice così come sono adesso. Dalla costa all'interno. Ore di viaggio, sudore, croci conficcate a migliaia nel terreno secco. Montagne. E montagne di chilometri. E sono tornata a casa. Sono tornata a studiare dove ho sempre fatto, nei giardini assieme alle prove degli spettacoli del San Carlo. Dove c'è sole, di settembre e dove c'è l'ombra. Ero decisa a fare due esami e partire. Studiavo sola, concentrata, serena.
Poi il mio dannato telefono ha urlato.
Io parto gli ho detto. Quando? Mi ha risposto lui.
Devo comprare il biglietto, il più presto possibile, è stata l'unica risposta leale che gli abbia mai dato.
Lui ha detto solo: sei sicura? Io non ho più risposto.
Da quel giorno ho fatto finta che della vita non m'importasse, ho fatto finta che m' importasse solo di resistere. E subito mi sono accorta che io, un amore che pesasse più di me, non ho mai saputo usarlo, gestirlo, viverlo.
Non sono ancora diventata adatta a queste cose, ho solo la voglia di parlare di uomini che non mi creano dolori, ho solo voglia di qualcuno che sorrida. Voglio solo questo, niente più.

Sono passati cinque anni. Tre di morte, due di vita. Devo cercare altre due sole cose ma ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a farlo. Ho bisogno che, all'improvviso, come ho ucciso tutto il resto, io riprenda le cattive abitudini che mi fanno vivere a due passi da quello che so di essere.
Che la riprenda, le guardi realmente e che acquistino il loro peso reale. Che non abbiano più quel fottutissimo peso controllato indossato solo per un attimo per non morirne.
E' che ora mi mancano i miei amici. Anche quando loro sono qui, sento il peso della mancanza, di essere rimasta sola. Sento il peso di un' aiuto che non riesco più a chiedere e di un abbraccio che non so dare più.
Perchè sono figlia unica, diceva la mia psicologa. Perchè ho bisogno di tutta la mia vita adesso, mi dico.

19 febbraio, 2007

dovremmo solo fermarci a parlare.

Ricordi ancora come parla Dean a Marylou? Ricordi ancora tutte quelle parole? E' ovvio, sono io che non ricordo. Perchè non ricordo più. Ricordo solo l'ombra che ogni giorno mi porta a cercare quello che voglio. E' così semplice, vero? Sappiamo tutto quello che voglio. Potremmo fare una relazione programmatica, di intenti ed intenti gettati oltre la mia nuca.
Ma non è la nuca ciò di cui mi interessa. Mi intereressa fermare adesso l'emozione che provo ad andare via. Mi interessa confondermi e cercare altri giorni ed ore da occupare per continuare a cercare.
Non ricordo più quello che diceva Dean a Marylou. Ma so che mi sembrava così lucido, lineare, costante. Mi sembrava la cosa più semplice del mondo. Adesso non ricordo neanche in quale letto vorrei dormire. E non ricordo neanche in quale letto dovrei dormire. Ricordo solo tutti i miei perchè.
La sintesi non è un mio dono. Ero felice, stamattina, ero felice e in quella specie di lavoro che faccio. Poi c'era quella specie di capo, quelle specie di americani e a nessuno ho potuto dire quanto io fossi felice. Sono tornata a casa, cercavo di leggere e capire. Poi tutto è diventato bianco, chiaro, come una sconfitta. Sconfitta da qualcosa a cui io non ho voluto prendere parte.
E' tutto così semplice, categorie di si e di no.

Si è si. No è no.
Dov'è che vivi? Qui? No.
Oppure è un si questo?
Io vivo qui, il posto da cui tutti partono. Per volontà o per fortuna.
Io vivo qui. E sto cercando di dividere il mio mondo in si e no.

Poi dimentico di farlo ed esco. Qualcuno riesco a trovare.
E'così che dimentico di pensare, mi ricordo che il cervello, nel mio corpo, è solo una questione neuronale, per il resto rimane sopravvalutato. I miei lombi, la pancia, quello è quello che riesce a salvarmi.
E adesso? Cosa facciamo?
Lobotomia: cervello e cuore non servono più.

18 febbraio, 2007

eternal sunshine





(...)How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot. Eternal sunshine of the spotless mind! Each pray'r accepted, and each wish resign'd(...)

best wishes

Se c'è una cosa amore- amore, perchè sei stata la cosa più dolce che io ricordi-se c'è una cosa che dovrei dirti è sempre grazie. Perchè senza di te ho saputo dire di no. Scoprendo di poter rinunciare a te, per me, insieme a te, ho capito, che mai più avrei potuto dire nient'altro che no. Se c'è una cosa che dovrei dirti- e lo farò, quando ti rivedrò- è che tutto quello che è successo è per i miei no che tanto hai chiesto. Ti ringrazio, amore- perchè se non è amore questo, spiegami tu, cos'altro può essere- se c'è una cosa, tra me e te, tra lo spazio che rimane tra i nostri pensieri- è solo grazie.
Mi hai ringraziata, molto tempo fa, senza che ce ne fosse bisogno, mi hai ringraziata, come solo tu puoi fare ed io, annoiata ti ho chiesto dove potrei mai trovare un uomo come te.
Ho la risposta adesso e la risposta è no. Non potrei trovarlo, non voglio trovarlo.
Se non fossi scomparso tu, allora io sarei persa, sarei insonne e morta. Se non fossi scomparso tu, ti amerei adesso, ma non lo faccio.
Posso fare altro? Sognare, pensare, perdermi in un abbraccio che mai cercherò? La risposta rimane no. Sono cattiva, lo so. Ma tra me e te c'è uno spazio. Non saprei mai dormirti addosso e neanche tu sapresti. E' solo questo che cerco, niente più. Tu sei stato troppo di più, ed io non lo so fare.
Un mio amico mi ha ricordato, un giorno, di come sarebbe stato bello cacciarti da me, trovare sentimenti che non ti assomiglino in niente. E' vero, è la cosa più sana che io abbia mai fatto.
Ma se non fossi scomparso sarei morta io. Mi manchi, è chiaro, ma io, senza di te, e tu senza me, noi, separati, siamo due persone, non un libro e neanche un film, siamo due persone, senza vergogna, senza lode, senza compromessi. Siamo nell'unico modo in cui sappiamo vivere. E resistere. Io, nel frattempo colleziono i miei no, la mia cattiveria e so che, in qualche modo, ti sto ringraziando, adesso.

11 febbraio, 2007

a rischio chiusura

.Potete anche evitare di leggere. E' semplicemente uno sfogo. Che aveva bisogno di diventare pubblico. Mi scuso in anticipo delle lamentele con chi avrà l'ardire di leggere. Ma ne ho proprio lepalle piene, non potevo evitare.

Credevo fosse chiaro come la penso. Credevo che fosse chiaro che io non ho bisogno di un uomo per uscire dalla casa dei miei genitori. Pensavo fosse chiaro che per me le ragazze per bene sono quelle che trattano la gente in modo dignitoso. Dove vivano non è importante. Pensavo fosse chiaro come la penso sul chador, burka e tutto il resto a presso, pensavo fosse chiaro cosa penso sui pacs, omosessualità e diritti. Pensavo fosse chiaro che il mio unico scopo nella vita è essere , dopo lungo aver cercato, me stessa in piena libertà. Pensavo fosse chiaro quanto nella mia vita io voglia essere felice. Pensavo che mia madre non ritenesse me una delusione perchè non riesco fare più di un esame a sessione, pensavo apprezzasse tutto il resto. Pensavo mi apprezzasse per come sono diventata. Ma nessuno della mia famiglia mi conosce. Come avrebbero potuto notare la differenza? Il fatto è che è colpa mia. E' colpa mia per quello che è successo con lui, è colpa mia per quello che i mie genitori non sanno o non capiscono di me. E' colpa mia perchè non parlo di cose serie. Sto zitta per le cose importanti. E' colpa mia. Ma i miei genitori potrebbero fare anche uno sforzo di sensibilità. Quello che fanno i miei amici ogni giorno che passano con me. Perchè loro non lo fanno? Be' ho già la risposta. Perchè non mi sono mai fermata a parlare di quello che era importante per me. Non ho mai fatto una lista e non ho mai presentato in lettere chiare qual'è la mia vita. Quindi, tutti gli sforzi che hanno fatto sono state deviati proprio da me. Ho sprecato tutto il tempo a fare quello che per me è importante e farlo accettare da loro che non ho dato loro neanche il tempo di capire.

Un mese fa aspettavo la mia amica e parlavo con un tizio rossiccio i cui lombi mi interesserebbe conquistare. Fermi, con le schiene ad una staccionata lui mi ha chiesto io cosa facessi nella vita. Io gli ho risposto che studio poco, che lavoro poco. Niente di che. Dopo poco è arrivata la mia amica e la conversazione si è spostata su altro. Dopo qualche giorno ho incontrato un ragazzo che mi ha chiesto cosa io facessi nella vita. Gli ho detto la verità, che la mia vita non è qualcosa che potesse essere definita "niente di che". Gli ho detto le cose che faccio e così mi sono tornati in mente i motivi per i quali con una lametta in mano io avrei scelto di vivere. Purtroppo mi è tornata in mente le conversazione con il rossiccio. E di come io abbia reso, a parole, la mia vita totalmente irrilevante. E mi sono arrabbiata. Perchè non è quello che penso. E' solo che per non apparire superba agli occhi di una persona che mi interessa ho offeso quello che sono. Ed ho sentito la stessa umiliazione quando mi madre mi ha detto di essere per lei una delusione perchè non mi sono laureata. Io mi sento una delusione perchè ho fatto spendere soldi ai miei genitori mentre la gente accanto a me schiatta di fame non perchè non riesco a dare più di un esame a sessione.
Quando mi madre mi ha detto, a venticinque anni, non a quindici, di essere una delusione perchè non mi sono ancora laureata, io sono caduta dalle nuvole. Il titolo è più importante di quello che sono. E' chiaro che a loro non interessa quello che sono diventata in realtà ma quello che possono dire io sia diventata agli altri. Sono grassa, non ho un ragazzo, non sono neanche laureata. Evidentemente per il povero cuore dei miei genitori, tre delusioni troppo grandi per potermi apprezzare. Però è successa una cosa strana. Qualche anno fa, se mia madre mi avesse detto una cosa simile mi sarei alzata in piedi strepitando e urlandole contro il mio rancore. Oggi, l'ho guardata e le ho detto: Mamma, mi dispiace. Perchè io sono molto felice e fiera di quello che sono diventata. E la conversazione è finita lì. Non è che sono fiera a cazzo di quello che sono. Sono fiera di me perchè ne ho tutti i motivi. E, con questo, considero chiuso l'argomento.
Ah, vi avviso che il blog è a rischio chiusura. Mia madre ha per caso trovato questo link e, dato che, le uniche cose non condizionate dai miei genitori sono questi due, tre, quattro spazi( cosa per me è più che poco, anzi è niente) che mi sono ricavata con enorme sforzo, non so che fine farò. Quindi, mammà, se stai leggendo arricreati. O smetti di leggere. Io, se mi accorgerò che non ho più libertà su questo blog, come nel resto della mia vita, vi contatterò e vi darò il nuovo link.
Perchè questa è una cosa che nessuno mi può togliere. Io, nel frattempo, prometto di impegnarmi a non farmela togliere e fare come se niente fosse.

10 febbraio, 2007

lost cause. mensilmente



Your sorry eyes cut through the bone They make it hard to leave you alone Leave you here wearing your wounds Waving your guns at somebody new Baby you're lost Baby you're lost Baby you're a lost cause There's too many people you used to know They see you coming they see you go They know your secrets and you know theirs This town is crazy; nobody cares Baby you're lost Baby you're lost Baby you're a lost cause I'm tired of fighting I'm tired of fighting Fighting for a lost cause There's a place where you are going You ain't never been before No one left to watch your back now No one standing at your door That's what you thought love was for Baby you're lost Baby you're lost Baby you're a lost cause I'm tired of fighting I'm tired of fighting Fighting for a lost cause

09 febbraio, 2007

se brosser les dents

Posso solo salire sul letto, leggere Pascale e sentire qualcos in sottofondo. Stanca morta.Con dentro qualcosa che non va bene. Ma tutto il resto giusto. Un po' di tempo, in silenzio. Così.

07 febbraio, 2007

non dimenticate di spegnere i cellulari

Vorrei solo ascoltare questa canzone in pace. Avere un attimo per schiarirmi le idee ed aspettare di crescere ancora un po'. Mi basterebbe quelche mese. Di pace, di vita di donna e non di bambina. Mi basterebbe poter vivere in un mondo reale per qualche mese. Mi chiudo, passo in silenzio ed ascolto. Aspetto di migliorare e riconoscermi allo specchio. Uno specchio che sia il mio, fatto di respiro di una gola libera da tutto quello che mi ha colpito, che ha lottato contro di me. Vorrei abbracciarti, e perdermi per qualche minuto. Perchè sai che cosa mi manca adesso. E stenteresti a credere che non sei tu.
Mi manchi solo un po', so che sei tu la mia casa migliore.

04 febbraio, 2007

repent!and sin no more!

Credo mi sia successo qualcosa. Non sento le mani d'altro, nè aspetto. Lo dico, ma non è vero. Dico tutto, anche quello che non penso. Mai la verità, cerco solo, ogni giorno, di rendere più vicine a quello che sono, le mie parole. O mi affanno a fornire una prova ai miei occhi. Non guardo, non più le lettere, non guardo ogni cosa esca dal mio corpo. Vorrei una casa, questa è una verità. Ma vorrei essere libera, questa è la sola verità. E non so perchè proprio stasera. Ma se c'è una cosa di cui proprio io sono sicura è che la libertà è il mio principio, ogni mia fine, ogni mia delusione. Quello che c'è attorno, quello che brucia, graffia, uccide e dispera è solo la mia ricerca, affannosa, inutile, carnale, di quel respiro che mi manca, che sto cercando di scegliere, che sto inseguendo. Vorrei urlare per avere qualcosa di più. Ma non serve a niente parlare. Si, se me lo chiedi so come risponderti. So dirti la verità, che ho una visione nera, bastarda, inutile su tutto. Ma non riuscirò mai a vivere senza uccidermi per quello che voglio. E' l'unica cosa di cui sono certa.
Stamattina sono rimasta ferma. Ho aspettato che qualcuno mi chiamasse. Poi ho capito che mi manca la tua voce. Che mi manca un abbracio. Che mi manchi. Ma non è per amore. E' per debolezza. E' per paura. E' per il mio bisogno di radici, ma le ho bruciate tutte o sono fuggite via. E ho pensato alla pelle, alle righe, ai capelli ed al mio fumo. Un fumo di mattoni che mi stringe e mi ricorda di pensare che avrebbe potuto uccidermi. Ho pensato che sono stata brava ma adesso devo esserlo di più. Ho pensato che mi servirebbero due lombi, un abbraccio senza mente, una liberazione. Mi servirebbe carta senza pensiero. Mi servirebbe una pausa in una casa. Una casa in cui entrare senza memoria, in cui ospitare persone senza memoria di rapporti e di anni passati insieme. Così come siamo ora, ma senza ricordi. Che gran puttanata. Mi metto a straparlare, mi scuso, ma è quello che sono. Voglio essere libera, non perfetta. Gentile se posso, intelligente se un giorno potrò. Cattiva, se devo.
Mi gratto la testa e spero che non siano bagnati gli occhi che vedo. Spero che qualcuno di noi mantenga le promesse e che qualcosa torni da me. Che qualcosa mi svegli e mi dica cosa fare, quando farlo e non mi dica mai più perchè. Mi faccio paura. Ho tutto così chiaro quando mi perdo a guardare dentro. Ho sempre la certezza che ci sia qualcosa di buono che mi viene contro. E' spaventoso.Le delusioni, ormai, non dovrebbero più essermi nemiche.