20 novembre, 2009

M.V.


Sono cresciuta leggendo libri presi in prestito dagli amici e dai genitori degli amici. Leggere mi ha formata, cresciuta, costruita. Mi ha fatto anche sentire lontana da casa mia perchè i libri, quelli che volevo leggere io non c'erano a casa. Ce n'erano altri ma all'epoca non erano fatti per me.
Con i libri ho la cura che non ho con nient'altro. Non faccio orecchiette alle pagine, se il libro è troppo piegato da un lato dopo che ho finito di leggerlo lo poggio sul comodino dal lato opposto. Sono stronzate, ovvio ma per me fare anche solo una di queste due cose rappresenta metterci una cura che non presto a niente al mondo.
Ovviamente buona parte della mia depressione è stata curata dai libri. Da Salinger, da Pavese e da Fenoglio prima di tutto. Quando li ho letti non è stata una cosa normale. E' stata una cosa che mi ha cambiato materialmente l'esistenza e l'ha fatto in meglio. Si, lo so è una cosa da nerd. Ma tant'è.
Quando ho letto Il giovane Holden ho continuato con ogni pagina conosciuta di Salinger. Da Una questione privata ho letto tutto Fenoglio lasciando fuori Il partigiano Johnny e da Verrà la morte e avrà i tuoi occhi mi sono impegnata a leggere tutto Pavese. Mi rimaneva fuori solo Il mestiere di vivere.
La prima volta che ho visto Il mestiere di vivere era nella libreria dei genitori di Mario. Era un'edizione degli anni sessanta. Con la copertina color carta da zucchero. Me lo sono portata a casa e ho passato tutta la notte a sfogliarlo. A lato c'erano commenti e appunti.
Leggevo ogni parola. Poi ho deciso che se avessi continuato non l'avrei capito. E ho smesso. Così ho annotato su un quaderno due paio di frasi che ricordo ancora a memoria e l'ho resituito.
Qualche anno fa l'ho ricomprato in un'edizione tascabile dell'Einaudi. Non l'ho più aperto. Fino ad oggi che ho iniziato a leggere tutto. Come fosse una religione. E non riesco a spiegare con altre parole tutto questo.

04 novembre, 2009

genevoise


Da quando sono a Ginevra compro sempre fiori.
Sono belli e colorati ma dopo un giorno si afflosciano, cadono ed io non li butto.
Li guardo stare lì ancora un po' perchè anche morenti fanno colore nella mia stanza bianca.
Quando ero piccola volevo sempre i fiori in casa ma mio padre diceva che morivano subito e che non valeva la pena e che era meglio comprare le piante. E così a Napoli, nella mia camera ci sono una decina di piante. E muoiono pure quelle ma non lo dico a mio padre, potrebbe rimanerci male.
Da quando sono a Ginevra sono dimagrita cinque chili, ho messo tre punti ad un dito della mano e mi sono resa conto che le cicatrici che ho sulle ginocchia sono una cosa santa e santificabile e che tutto quello che ho fatto, quello si è da ringraziare.
Da quando sono qui guardo la gente e mi sembra sempre irrimediabilmente calma. Anche al supermercato. Anche per la strada, nessuno mi sembra agitato. Non capisco bene come possa funzionare una società apparentemente calma, ordinata e con pochi punti visibili di degrado. Funzionerà in qualche modo, ma io ne sono completamente all'oscuro.
Funziona bene il fatto che nelpaese della gruviera vivono solo 170 persone, che i prati intorno sono tutti la pubblicità della milka ma con le mucche del colore giusto.
Non ci capisco molto da queste parti. Ma posso parlare francese anche se dicono quella cosa bruttissima tipo nonantean invece che catrevanons. Che poi ci sta un sacco di francofonia in questa voglia di dire i numeri diversi da tutti gli altri. Io lo so.
So anche che ho camminato come volevo fare da anni e non riuscivo più. Ho visto mezza cità così e ho visto tutti i parchi e il lungolago e i cigni al centro della città. Che poi tu vedi i cigni e pensi i cigni? e poi be' è normale che ci siano i cigni in una città così. Che poi così non posso dire bene cos'è perchè non ho conosciuto un genevoise neanche a pagarlo ma solo gente così che si è trovata per caso qui. E dicono che è difficile stanare un vero ginevrino, chissà dove sono finiti, mi chiedo.
La notte poi torno nel mio piccolo paesino che ha un razzo in mezzo al prato del comune e dormo nel mio letto in pieno silenzio. Mi stendo e sento tutto il mio corpo tendersi e rilassarsi. Poi mi giro e sento che dietro le mie spalle dovrebbe esserci qualcosa e non c'è. Neanche se mi giro, mi volto e allontano le coperte. Non c'è e non ci sarà nei prossimi dieci giorni. E mi accorgo qui per la prima volta che la distanza è un'inculata più grande di quella che ho sentito fino ad ora. E che mi hai fregata. Senza di te non funziona bene questa cosa in cui sono dentro anche io.

.che poi non lo so dire e ti scrivo la mail con uffà mi manchi scritto solo. ma la cosa che vorrei dire è che ti amo e che avevi ragione e che vorrei solo stare a prendere il freddo insieme e prendere tutto il vento che esce dalle finestre e prendere una bottiglia di vino e guardarti anche solo per un attimo con la faccia con cui mi guardi la prima volta che facciamo l'amore. o con quella con cui ti addormenti. che è bella uguale. o quella con cui ti svegli, mi guardi, mi odi e poi mi baci. insomma, con tutte quelle facce. e con le tue braccia che sarebbero qui se nona vessi sbagliato su tutta la linea.

15 ottobre, 2009

ce soir la


Ho viaggiato per tutto il tempo con Psycho killer in mente. Fafafafafafafafafa.
Ho camminato fino a farmi male, gelarmi e aspetto che stanotte i gradi siano sotto zero.
Dei piccoli uccelli hanno mangiato la mia New York Cheescake ed io li guardavo un po' mentre studiavo il regime alimentare che dovrò seguire per i prossimi tempi.
Una bambina finge di avere la febbre per stare con me ed io non la so più gestire.
Ho comprato caffè decaffeinato e solubile e domani mi disintossicherò.
Vorrei che mi vedessi come sono qui e come cammino contro il vento che qui ha un nome ma non lo ricordo. Rizze? Rippe? Riva? C'è il lago ma del nome del vento non ricordo.
Mi abbracceresti e ruberesti il posto. Cercherei di strappare il lenzuolo da sotto al tuo corpo o ti sveglierei per farlo. Sarebbe tutto perfetto così.
Dovevo solo andare via per un po'.
Ma non dispero, non smetto stupidamente di aspettare.

28 agosto, 2009

atesina


Fumo mezze sigarette

Bevo birra tiepida.

Sono fuori dal mondo.

Non so quali saranno i rimedi che dovrò inventare al mio ritorno.

Guardo in televisione solo cose che mi spaventano.

Non c’è presenza biologica decente in questo posto e non so dov’è

Se c’è.

Mangio, tornerò e non mangerò.

Aspetterò di vederti un giorno in più. Spererò di avere pochi giorni

Di normalità.

Domani andrò in città.

Guarderò un museo e sorriderò.

14 agosto, 2009

poor amanpour report


S. lavora sempre, anche di notte.
M. ha dimenticato il telefono al bar ma è stato fortunato.
Io sono qui mentre tu non ci sei e smetto di dire che non mi fa paura tutto questo.

La spiaggia mi s'infila dappertutto, ho il sale e la sabbia e i capelli e il petto lo sanno ancora oggi che non penso ad altro che a Clelia.
Mi manca la forza di scriverne ancora. Mi terrorizza il risultato. Mi fa paura l'abnegazione.
Dovrei tenere un diario delle mie inefficienze.
Più di tutto quello che vorrei è stare vicino a te, anche solo dormire e baciarti e sentire il vento e le zanzare del tuo balcone.
Sono pronta a tutte le conseguenze ed ai miei sbagli.
Sono pronta a ritornare nel mondo.

sonno.pace.buio.
Stendo le gambe, infilo le mani sotto il materasso mi giro al vento e sospiro. dormire non è niente senza di te. e il terrore è solo mio.

12 agosto, 2009

vorrei solo tornare a casa




Eravamo in viaggio insieme. Bevevamo birra seduti sulla Sprea, al Bar25. Avevamo un enorme tatuaggio che dalle orecchie copriva tutta la schiena. C'erano gli amici e gli agenti disturbatori. Eravamo così felici.

15 luglio, 2009

telephone to tel aviv


D'estate. Sudo le braccia- gli occhi- la bocca.
Un peso mi tira giù. Ogni ora mi vergogno del mio peso, delle mie braccia, della mia vita.
E poi da qualche altra parte mi amo.

Ti parlo mentre sono sola. E sento la tua voce. Sorrido e dimentico tutto il resto.

Crollo dal sonno ogni notte. Ma non mi arrendo mai.

12 giugno, 2009

elvis back to memphis


" Quell'uomo è la vita tua" mi hanno detto stasera. E io sorridendo ho confermato.

09 giugno, 2009

cominciamo da una prima cosa


Le occhiaie mi sono venute su - sotto gli occhi, sulla faccia, nel loro posto ideale- l'anno scorso.
Stamattina mi sono svegliata, ho guardato gli occhi ancora chiusi e con le ombre di una matita marrone che ho messo ieri ho guardato delle cose viola a tratti marrone. Poi ho capito. Che le mie occhiaie non se ne andranno mai più.

-Intanto vado a fare un ennesimo esame di francese-

05 giugno, 2009

handle with care


Metto via pezzi dell'armadio mentre bevo una birra con i Daft Punk nelle orecchie. Sapevo che sarebbe stato difficile ma non credevo così. Metto via vestiti che sono stati la mia libertà la mia identità fino a pochi anni fa. E mi ricordo tutto di quando avevo quella maglia rossa e i capelli corti e camminavo senza un grammo in pancia e ora mi chiedono se avrò un bambino. Non si dovrebbero cambiare gli armadi quando si è nello stato mentale in cui sono io. Non si dovrebbero cambiare mai e i vestiti vivere per sempre e non pensare neanche un attimo che prima stavo meglio perchè non è vero e lo sappiamo tutti. Perchè per il cibo quella di prima era malattia. Di questa fa parte della guarigione. Pure se è troppa pure se si vede meglio. Pure se m'ammazzerà e porterò vergogna scritta nelle pieghe della pancia.

... so I 'm never gonna dance again the way I danced with you...

19 maggio, 2009

la causa


Avevo un incipit stupendo oggi.
Parlava di me che torno a casa e non ho più il cappuccio dello spazzolino da denti.

Ogni giorno perdo frasi, parti, scene.
Posso solo aspettare che tornino tutti mentre nascondo le mie cose nel tuo armadio e leggo i libri.

Devo solo aspettare piano, fermarmi e ricordare quella faccia ogni attimo che vivo.
Ricordare che il mio unico terrore è della donna che non sono.

28 aprile, 2009

les mensonges


A Parigi camminavo per chilometri. Avevo scarpe dalla suola liscia, una giacca bianca sottile e un ombrello grigio. Ero sempre zuppa.
Un pomeriggio ho comprato una giacca. Fatta di lana corta che scalda solo le spalle, con i polsi scoperti.

La indosso sempre in questo periodo dell'anno.
Ogni volta che piove e metto le mani in tasta e mi fuggono i polsi
mi vedo bene, come se fossi riflessa in una vetrina.

Con i polsi bagnati, le spalle calde. Camminare a testa bassa.

04 aprile, 2009

e ditemi ancora cos'è che mi manca


Mi basterebbe stare tre minuti a dormire tra le tue braccia ogni notte.
Rinuncerei a tutto, aspetterei ogni giorno che tu torni dal lavoro
mentre io mi occupo di Giovanni e Clelia.
Lo farei dovvero. E non è il romanticismo- che ho dimenticato chissà dove-
E non è la mancanza e neanche il pampero.
E' una cosa reale e sei tu qui che mi manchi e io che voglio stare con te-
mentre mi guardi e dici che devi dormire mentre io finisco di vedere i tuoi cartoni animati.
Perchè ti svegli ogni volta prima che mi addormenti.
Perchè ti ricordi che ogni volta sono una patologia nuova.
Perchè sai tutto quello che sono e lo tieni tra le mani.
perchè quest'inverno non potevamo uscire dalle coperte.
Perchè posso avere tutto ma senza di te, qui, ho questa cosa alla gola
che solo con te va via e riesco a respirare.
Aspetto solo di cadere un'altra volta mentre ti vedo arrivare sulla via della stazione
ogni volta con una faccia nuova e con tutta la voglia che c'è.
C'è qualcosa di buono in questa vita. Io la voglio vivere con te.

29 marzo, 2009

una strada lungo il doppio


Ci sono dei giorni in cui mi accorgo di amarti più di quello che credo.
Ci sono giorni in cui rimango con gli orecchini ancora addosso e cerco qualcosa.

Ci sono cose a cui non arrivo.
Ci sono cose che non capisco.

C'è molto attorno a me. Mi fermo e non capisco.
Mi tengo in alto, con la testa fuori dall'acqua.
E' tutto in equilibrio.
Ogni giorno diventa migliore del giorno prima e più falso di sempre.
Dovrei andarmene via e scappare lì dove sei tu.
Dovrei dormire poco e sentire che ti addormenti giusto un attimo prima di me.

22 febbraio, 2009

oscar



Non so cosa succede dentro quando non faccio quello che devo.
Ma so che si spezza ogni secondo qualcosa in più.

So che esiste modo di sollevarmi.
So che c'è. Ma mi serve un punto.
Come stare in casa tua senza una parola, al freddo e aspettandoti.

Ma qui non so cosa c'è di simile.
Un punto. Bisogna trovare solo un punto su cui fermarsi.

07 febbraio, 2009

Sgrammatichiamo


Ho guidato per dieci minuti, con una birra tra le gambe.
Non ho bestemmiato, non ho urlato, per un attimo ho amato il mondo.
Nonc 'era alcun pericolo.

Ho cercato di infilare le canzoni di Bowie ma non c'era verso- e nemmeno i cazzotti.
Ho dovuto ascoltare qualcuno che cercava di farmi ridere.

Ho scritto qualcosa nella testa e non ricordo niente.
Ho le mani gonfie, mi hai detto che sono strana. Ma io ho solo paura per la prima volta nella mia vita.

Ho comprato una gonna come fossi femmina, l'ho tolta come fossi tu qui.

Vorrei scrivere molte cose. Come la notte o che ti amo. Ma non mi ricordo quello che ho scritto mentre guidavo. Allora questo è tutto quello che mi riesce al meglio- mentre sento freddo alle spalle, mentre ho persino un pigiama.

Però alla radio hanno messo una canzone che non c'entra un cazzo ma che ero giovane quando la sentivo.

Le cose che abbiamo in comune sono 4.850
le conto da sempre, da quando mi hai detto
"ma dai, pure tu sei degli anni '60?"
abbiamo due braccia, due mani ,due gambe, due piedi
due orecchie ed un solo cervello
soltanto lo sguardo non è proprio uguale
perché il mio è normale, ma il tuo è troppo bello
Le cose che abbiamo in comune
sono facilissime da individuare
ci piace la musica ad alto volume
fin quanto lo stereo la può sopportare
ci piace Daniele, Battisti, Lorenzo
le urla di Prince, i Police
mettiamo un CD prima di addormentarci
e al nostro risveglio deve essere lì

perché quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu piangi
quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu ridi

Le cose che abbiamo in comune
sono così tante che quasi spaventa
entrambi viviamo da più di vent'anni
ed entrambi, comunque da meno di trenta
ci piace mangiare, dormire, viaggiare, ballare
sorridere e fare l'amore
lo vedi, son tante le cose in comune
che a farne un elenco ci voglio almeno tre ore... ma...

Allora cos'è
cosa ti serve ancora, a me è bastata un'ora...

"Le cose che abbiamo in comune!", ricordi
sei tu che prima l'hai detto
dicevi "ma guarda, lo stesso locale
le stesse patate , lo stesso brachetto!"
e ad ogni domanda una nuova conferma
un identico ritmo di vino e risate
e poi l'emozione di quel primo bacio
le labbra precise, perfette, incollate

Abbracciarti, studiare il tuo corpo
vedere che in viso eri già tutta rossa
e intanto scoprire stupito e commosso
che avevi le mie stesse identiche ossa
e allora ti chiedo, non è sufficiente?
cos'altro ti serve per esserne certa
con tutte le cose che abbiamo in comune
l'unione fra noi non sarebbe perfetta?

Quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu piangi
quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu ridi... ma...

Allora cos'è
cosa ti serve ancora, a me è bastata un'ora...

Le cose che abbiamo in comune sono 4.850
le conto da sempre, da quando mi hai detto
"ma dai, pure tu sei degli anni '60?"
abbiamo due braccia, due mani ,due gambe, due piedi
due orecchie ed un solo cervello
soltanto lo sguardo non è proprio uguale
perché il mio è normale, ma il tuo, oh: è troppo bello!
troppo bello!

Quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
e quando io piango... tu ridi...
troppo bello!





25 gennaio, 2009

noite

- Amore, regalami l'estate e una fuga che duri anche solo un po'-

01 gennaio, 2009

the best new year's eve/ ever

Un'erezione un'erezione un'erezione un'erezione triste
Per un coito molesto per un coito modesto per un coito molesto
Spermi spermi spermi spermi indifferenti
Per ingoi indigesti per ingoi indigesti per ingoi indigesti
Io attendo allucinato la situazione estrema
Un grande sogno nitido chiedendo alla tua pelle
Con dita di barbiere un'amorosa quiete un'amorosa quiete
Sfiorarti come a caso con aria imbarazzata
Atmosfera pesante elogio alla tensione
Tranquillità assoluta tranquillità assoluta tranquillità assoluta
Un rapimento un'estasi
Su un punto delicato questa non è una replica
Facile e leggera non è una mossa tattica
Mi ami?
Mi ami?
Mi ami?
L'affinità elettiva è orfana di futuro
Disturba i progetti rapisce la quiete
Svela i conti in sospeso
Accarezzati in sogno in un tempo spezzato che gira rigira
Ritorna all'inizio non vuole finire
Mi ami?
Mi ami?
Mi ami?
Smettila di parlare avvicinati un po'
Smettila di parlare avvicinati un po'
Smettila di parlare avvicinati un po'
Smettila di parlare, avvicinati un po


I love you babe /I miss you, baby. But my make- up is never been so cool.

28 dicembre, 2008

sta finendo



Mi servirebbero delle parole più precise. Le voglio come regalo di buon anno nuovo.

08 dicembre, 2008

Pizzica


Mi devo rivestire, camminare, stare in piedi.
E dormirò e sentirò freddo e non mi scoprirò di nuovo e tu sarai lì a rivestirti e uscire
- pesto di sonno- là,
dove mi hai fatto vedere.
Non mi muoverò e non ti cercherò
- con la mano piedi occhi e braccia-
e non ti sveglierò e tu non lo farai.
Non avrò i tuoi capelli sulla faccia e nemmeno sangue da sprecare
- persino nessuna parola da dire.

senti qualcosa è uno squillo di qualcosa c'è un telefono che mi uccide? ci prova, vero?

Ho una barca però e lividure pronte da toccare -
mentre a contare i giorni sono bravi tutti.
Ma era una vita che non ballavo così - e persino eternità
sentirti svelare la strada per le isole.

senti qualcosa è uno squillo di qualcosa c'è un telefono che mi uccide? ci sta riuscendo, vero?

Nel letto dormo e non sento niente, non respiro, non corpo,
non odore, neanche il buongiorno di domani mattina che servirebbe qui e ora.
Perchè si raddoppiano sempre i giorni, le ore e non finiscono mai e
poi sono veloci e scoppiano.

-Che poi alzare gli occhi al cielo servirebbe davvero ma la barca anche, devo solo imparare -

E non sento- non vedo- non tocco. Ma dico sempre la verità e
a metterci cura mi serve solo un po'.

05 dicembre, 2008

notte bianca


Ieri sera sono andata a dormire e non trovavo una parola.

Da quasi un anno prendo una pillola minuscola che devo ingurgitare - ad essere sincera anche con non poche difficoltà- un'ora prima di fare colazione. Allora io, genio, che faccio? Metto la sveglia un'ora prima, prendo la pillola condita da due litri d'acqua, sento che è ancora in gola, mi rassegno e poi mi riaddormento. Però alle volte mi riaddormento e basta e quindi mi si sposta tutta la giornata di un'ora. Oggi non potevo e allora la sveglia l'ho messa con la suoneria che uso per il mio fidanzato, sperando che nel mio rincoglionimento mattutino, a saperlo in viaggio, mi sarei svegliata confondendo la sveglia con una telefonata. Ovviamente è tutto funzionato alla perfezione, come quando ho fatto il programma di studio un mese fa e come primo giorno mi sono fatta in regalo solo tre pagine da studiare. E io nemmeno me ricordavo.
Ieri la mia amica mi ha scritto: Non vorrai mica svegliarti domani con le occhiaie?
Ora chissà se il non vorrai mica comprendeva anche la sveglia alle sei con gli occhi sbarrati.
Però poi, pure con gli occhi sbarrati, mentre rispondevo al messaggio del mio fidanzato mi è venuta la parola.
Stati di eccitazione. Eccola.
mi chiedo solo come si scrive questo.

14 novembre, 2008

10 points to kill bill


Oggi ho scritto un decalogo. L'ho appeso dritto davanti a me e al punto 5 c'è Relaxe- Toi!, quello che disse la cameriera a Chicca mentre eravamo a Parigi. Al punto 7 c'è scritto Ricordati di perdonare e Non essere severa! dovrebbe essere al punto 11 perchè l'ho dimenticato anche se è il più importante. Ci sono scritte altre cose ma non vale la pena ricordarle.
Credo che mi farà un tatuaggio per ricordarmi di tutto. O con su scritto BEWARE. Si, così grande.

05 novembre, 2008

04 novembre, 2008

28 ottobre, 2008

pre-post


S e c'è una cosa che odio dell'essere donna è la temporanea- e uterina- perdita di lucidità.

questioni di fotocopie e divani.


Guardo una madre abbracciare una figlia.
Bevo del vino e guardo lontano.
Nella stazione c'erano due donne che si sono spaventate
nel vedermi avvicinare.
Volevo solo ciccare, dovevo dir loro.
Ma forse la mia faccia diceva tutto.
Ho fatto una telefonata e ho fatto finta di niente.
Ho comprato delle medicine, ho camminato lungo i binari e sono tornata a casa.
Ho bevuto tanto, fumato troppo e ho guardato la tivvù.
Poi non so cos'è successo.

Perchè è una questione di corpi, di fame e di sudore.
Perchè le cose che voglio sono sempre sotto di te.
Dormire poi, è solo infierire su di noi.

20 ottobre, 2008

nervosismo ateo


Mi danno fastidio molte cose. Le mail che si accumulano nella posta e che non riesco mai a finire di leggere e che non sono importanti. Mi danno fastidio tutte quelle quarantenni che cercano di distrarsi quando c'è da fare una cosa seria. Non sopporto il fatto che io debba scrivere e parlare in ordine per farmi capire. Non sopporto come cadono i miei capelli sulle spalle. Non sopporto che io non riesca mai a fare ordine nel mio armadio e non sopporto che non si diano via le cose che non s'indossano più. Non sopporto di non avere mai tempo e di non riuscire mai a prepararmi in tempo. Non sopporto questo modo di fare che mi distrae e mi tormenta e che smetterò un giorno. Non sopporto la mia mancanza di concentrazione e di non essere con te. Non sopporto quel racconto che devo finire da anni e che non riesco. Non sopporto il fatto di non camminare spesso, di non essere spesso in treno e non sopporto che non ci siano mezzi pubblici che mi riportino a casa. Non sopporto questa situazione, ma una via d'uscita di certo la troverò.

28 settembre, 2008

27 settembre, 2008

è questa la luce



Quando siamo arrivate sul Plemmirio il cielo era quasi grigio. Il signor F. ci ha accolte sorridendo. Io mi sono lamentata del tempo e il signor F. ci ha detto che piove in tutta la penisola ma mai sopra la sua casa. Per lui sarebbe un bene se piovesse, così, per una volta, qualcun altro si occuperebbe del suo giardino. Il signor F. ci presenta la moglie, pare simpatica e socievole quanto il marito. Ci ha detto di andare ad Ortigia il signor F. ma prima ci ha detto di fare un tuffo nel mare chè qui è riserva marina ed il mare è ancora buono.
Non ci mettiamo molto ad arrivare a mare anche se io ho paura di scendere sugli scogli con le mie scarpette bianche. Il mare a guardarci dentro sembra un cartone animato. Sono entusiasta, ma il mare si agita e mi preoccupo di non riuscire più a salire. Allora torniamo sugli scogli, ci asciughiamo e comincia a piovere. Ma potevamo rimanere in acqua ancora un po'.
Quando torniamo su il signor F. ci spiega che quando stasera andremo ad Ortigia troveremo tutti coperti come se oggi a pranzo non ci fossero stati 30 gradi e nel frattempo prende la mappa e ci spiega come arrivarci e cosa non funziona più qui.

Allora possiamo andare, persino io sono già pronta e ci accorgiamo che qui non è Catania, non ci possiamo orientare da sole.
Arriviamo al porto e c'è una nave da crociera. E c'è anche il parcheggio con fermato dentro un camion che fa i panini. Parcheggiamo e prendiamo la mappa. Sembra essere tutto vicino.
Il ponte è nuovo, c'è una palazzina che sembra Venezia a guardarla da qui.
Tutte le strade ci sembrano nuove e non c'è un'anima viva. Camminando all'improvviso vediamo giovani, vediamo gente, lì si beve a poco, è chiaro e poi andiamo al duomo dove c'è più gente. Hanno tutti giacche e foulard. Io ho una felpina e lei mette i piedi nudi a terra.
Forse il signor F. aveva ragione, hanno tutti freddo qui quando decidono che è finita l'estate.

Qualche giorno dopo poi torno a casa. Vedo tutti coperti. Io sono la sola a mettere ancora le scarpe aperte, tutti hanno le maniche lunghe. Sarà che non mi sono ancora decisa a tornare a casa. Mentre fumo una sigaretta poi mi accorgo che succede sempre qui, nei posti di mare che appena piove a settembre tutti mettono le maniche lunghe e si coprono, le spiagge si svuotano e la gente che vedevi prima riempire tutti i posti scompare. E poi tutto assume una luce come fosse L'Ile Saint. Louis, dove non c'è niente nelle sere vuote, solo qualche lampione sparso. Sembra anche Ortigia e sembra anche un paesino del Catanese. Sembra una cosa che t'ammazza il cuore.
Perchè forse dopo tre mesi d'estate la gente di qui s'annoia e vuole convincersi che è giusto che faccia freddo. Forse perchè ad un certo punto l'estate deve pur finire. Ed è meglio chiuderla con una pioggia che lo dice da sola che è settembre e devi pur smettere di guardare il mare.

24 settembre, 2008

era lungo. adesso è corto.


Sono passati mesi.
Aprire la finestra, buttare la testa fuori al fresco,
accendermi un'altra sigaretta:
cose per istinto, per ritrovare casa.
Il collo non regge, le mani tremano, gli occhi si chiudono.

" Cielo e mare, nennè... qua sembra di stare in esilio... " diceva mia nonna, sospirando.

02 settembre, 2008

Province d'italia




Io non odio l'Alto Adige. Io odio la gente di provincia che crede di essere dio.

13 agosto, 2008

28 luglio, 2008

Mattina


Ecco che aspetto avevo una mattina, la mattina in cui mi sono reso conto che le mattine non erano altro che mattine, solo mattine, e non l'inizio di una giorntata o di qualsiasi altra cosa se è per questo. Ecco che aspetto avevo quando il mio ultimo ricordo è diventato un ultimo ricordo, e tutto ciò che ricordavo era finalmente ultimo. Ecco che aspetto avevo mentre mi scaladavo alla morte, mi raffreddavo col ghiaccio, scivolavo sul ghiaccio, ghiacciato come un parabrezza in una mattina gelida, ma nessuna mattinata gela più, eh? Le mattine sono solo mattine sono solo mattine sono solo quello che sono. Ed ecco che aspetto avevo quando me ne sono accorto.
Percival Everett, La cura dell'acqua, Nutrimenti

25 luglio, 2008

walker


Ho i capelli più scuri. Ieri ho bevuto whisky quasi da sola. Oggi è un altro giorno sprecato. Un giorno mi sveglierò prima dell'una, pulirò casa, studierò, guarderò telefilm, film, concerti ed opera e tutto sarà perfetto.

12 luglio, 2008

fuga e ritorno


ritorno qui.

08 luglio, 2008

something


Apro il frigo- esce fumo.
Mi tocco il braccio- cambio pelle.
Quando esco dalla mia stanza sembra che tutto puzzi di zolfo.
Ho dato quello che potevo.
Vado a dormire.
Nella mia stanza ci sono ventisei gradi. Respiro.
Tra qualche ora sarò sotto le coperte.


Something in the way she moves Attracts me like no other lover Something in the way 
she woos me I don't want to leave her now You know I believe and how Somewhere in her
smile she knows That I don't need no other lover Something in her style that shows
me I don't want to leave her now You know I believe and how You're asking me will
my love grow I don't know, I don't know You stick around and it may show I don't
know, I don't know Something in the way she knows And all I have to do is think of her
Something in the things she shows me I don't want to leave her now You know I believe
and how

29 giugno, 2008

ataru


Tu ameresti le persone che stasera sono arrivate a casa mia. Hanno portato il vino bianco e mi hanno guardata dicendo:" Io lo so che a te piacciono" e mi hanno regalato le Crystal Ball. Sono così sentimentale che non so se aprirò mai quella scatola e non so se farò mai quelle bolle di plastica con l'odore acre.

Lei è splendida, sorride sempre, va a Istanbul quest'estate, col suo uomo ed un altro.
Io rimango qui perchè ho bisogno di capire cos'è una casa ed ho bisogno di riposo.
Ma cercherei un'altra vita se solo potessi fuggire.

Ho fatto mojito spettacolari stasera, ho cucinato come non mai.

Ho pulito tutto bevendo l'ennesimo rum e coca con i ghiaccini a forma di frutta. Adesso ne metto ancora un po'.
STOP-
Sono solo ubriaca come non mi hai vista mai. Perchè mi fermo sempre un attimo prima di te. Solo per guardarti.
Sono sentimentale, alle volte, questo è vero.
Ma non dormo mai in quel letto da sola. Sono sempre insieme a te. E non parlerei tanto se tu fossi qui.
Forse berrei anche meno. Ma il vino l'ho finito tutto è rimasto con i miei piedi sporchi a cantare e ballare e a cercare un senso che non troverò stanotte.
Perchè dormo con tutta la vita davanti.
Ho mai detto che avere tempo e donare dei limiti mi rende serena?
Bevo alla vita. E agli incontri di sguardi, ai triangoli e alle affinità che non si dicono ma si guardano.
Se solo fossimo qui. O lì. Che poi, bene o male, è la stessa cosa.
E' una vacanza, che non mi dà fastidio, che mi mette in pericolo ma che è sana, fino alla fine. Senza parole, solo per ovvietà.

24 giugno, 2008

voto di memoria



Ci sono persone che non amano il vento e chiudono ogni presa d'aria,
di corrente anche se sudano anche i gomiti.
Ci sono persone che sono belle in una casa bella con un lavoro e un ragazzo
ma hanno sempre gli occhi in cerca di qualcosa, forse di un figlio.
Ci sono persone che a mezzanotte hanno gli occhi chiusi e dormirebbero anche per terra.
Ci sono persone che rimarrebbero a cena fuori all'infinito.
Ci sono persone che sono zanzare e altre che sono sangue.
Ci sono persone che respirano a stento e altre senza cervello.
In tutte queste persone ci sono anche io che guardo le parole andare avanti,
che ascolto il rumore più alto della musica e che voglio solo stare in pace leggera
a respirare.

Ci sono poche cose che dimentico ma la direzione dei miei passi riesco a perderla in fretta.
Ricordamene tu, la prossima volta che mi vedi.

17 giugno, 2008

nessuno dirà che non sono romantica


Bisognerebbe stare qui con me stanotte. C'è una luna che non si può spiegare.
E poi c'è tutto il resto che io nemmeno so.

15 giugno, 2008

the sound of silence



C'è che alle volte il rumore degli altri mi porta via e mi dà fastidio e ci metto tempo a ricordare cosa stavo facendo. Per questo non m'interesso di niente.

07 giugno, 2008

rescue me


Ci ho messo molti anni per imparare. Adesso sono perfetta e silenziosa. All'inizio uscivano dei gemiti, urletti e mi svegliavo il giorno dopo con gli occhi gonfi e rossi che pungevano. Ho imparato a coprire gli occhi con gli impacchi di camomilla, poi, con l'età è aumentata la mia comeptenza: ho il contorno occhi specifico per quando piango. E' celeste e a gel e con il mio collirio è perfetto.
Alle volte cucino anche mentre piango. Sto lì ferma, senza fare rumore, non sono sola e nessuno se ne accorge. Altre volte sembra che io dorma, altre ancora che io sia felice. Ci vuole tempo per riconoscere una mia lacrima. Ma dipende dal peso che dai alle cose.
La verità è che piango di continuo. Ma lo faccio perchè spesso sono impreparata ai sentimenti. Altre volte piango solo perchè ho le mani legate al mondo (a parte la macchina a metano, s'intende).
Oggi, lo sappiamo tutti, è perchè provo la strana voglia di prendere un valiglia e andare via. Perchè ognuno sa ciò di cui è colpevole. Ed io ricordo molto bene.

Oggi la verità è che vi vorrei tutti qui. Ma è anche che ho capito molte cose. Ma ho smesso e non ne voglio più parlare ora. Voglio solo dormire tutta la vita perchè quella di prima è meglio di tutto questo.
O mi basterebbe anche poco dormire con te.

21 maggio, 2008

supponenza

Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare
rimettiamoci la maglia i tempi
stanno per cambiare
siamo figli delle stelle e
pronipoti di sua maestà il denaro
per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare
quei programmi demenziali
con tribune elettorali
e avete voglia di mettervi
profumi e deodoranti
siete come sabbie mobili tirate giù uh uh
c'è chi si mette degli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero
uh com'è difficile restare
padre quando i figli crescono
e le mamme
imbiancano
quante squallide figure che
attraversano il paese
com'è misera la vita negli abusi di potere.
Sul ponte sventola bandiera bianca
Sul ponte sventola bandiera bianca.
A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata
a Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie
uh! Com'è difficile restare
calmi e indifferenti
mentre tutti intorno fanno rumore
in quest'epoca di pazzi ci
mancavano gli idioti dell'orrore
ho sentito degli spari in una via del centro
quante stupide galline che si
azzuffano per niente
minima immoralia
minima immoralia
e sommersi soprattutto da immondizie musicali
Sul ponte sventola bandiera bianca
Sul ponte sventola bandiera bianca.
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia
minima immoralia.
The end
my only friend this is the end
Sul ponte sventola bandiera bianca
Sul ponte sventola bandiera bianca.
Sul ponte sventola bandiera bianca...

19 maggio, 2008

16 maggio, 2008

bisogno





Cenere
Si sparge sulla mano.
Si moltiplicano i sensi in cerca e senza sosta.
Cerchiamo! Cerchiamo! Cerchiamo una via!

Chi mi ama mi segue e scompone.
Ma il giudizio è sospeso sulla mia testa.
Aspetto ancora di sorridere- di muovermi senza sosta.
Non so cos'è che mi stanca.
Mi pare di aver passato mesi in compressione,
in camera, inodore- aspetto che finiscano.

Metto in fila libri, si accendono luci.
La vita è solo questo.
Dormo ancora sola- non è
certo questo a cambiare le cose.

Lo stomaco brucia- ritorno
bambina. Un rumore in testa,
gioco nuovo, abitudine antica.
Curo tutto bevendo e masticando sul limite
della decenza, dell'obesità, dell'astinenza di abitudini
antiche. Superate.

Superate, aspettano

Dormo batte il cuore forte e respiro male la mattina, sputo veleno e sparo senza sosta
- pronta a segnare il punto della cattiveria.
La vita è solo questo.

12 maggio, 2008

genetliaci

buon compleagnos a me!
buon compleagnos a Cola!
in loving memory of Coca...
bienvenido a MiAmi, Gyno!
welcome Cosacco!

05 maggio, 2008

home hard disk




Nella mia famiglia noi donne siamo bianche come la mozzarella.
Le nostre madri sono quasi tutte vedove ed hanno abbandonato smalti, rossetti e mascara ai funerali dei nostri padri.

Qualcuna ha deciso che adesso può smettere il lutto e ritornare allo smalto perlato perchè era già vedova da prima che io nascessi.
Delle madri, la mia è la sola che ha ancora un marito. Ma ha smesso di truccarsi da anni e vorrei proprio sapere perchè.
Forse hanno fatto un patto: si sono arrese tutte insieme al bianco così non fa paura ma forza.
Io e mia cugina siamo diverse però, non ci vogliamo arrendere: compriamo fard, terre e fondotinta.
Lei compra tutto sui toni del marrone, io dell' arancione.
Lei sa metterselo in faccia il fard, io faccio sempre due strisce sulle gote ed esco.
Lei ha gli occhi verdi ed è delicata ed io l'altro giorno compravo le sigarette e mi son tirata via un portacenere gigante.


La mattina arrivo a casa di mia cugina con dieci minuti di ritardo, gli occhi rossi, le strisce di fard e i capelli disordinati e lei mi sorride.
" Pure stamattina pensavi di truccarti e non l'hai fatto, eh?" mi dice, anche se ogni mattina io ci metto dieci minuti a truccarmi e rischio di addormentarmi ogni volta un'altra volta.
Ma rimango sveglia perchè so che poi arrivo da lei, sento la sua voce, verso il caffè nella tazza bianca e rossa e mi siedo sul divano a guardare fuori dal balcone.
Guardo l'immondizia, i vigili che passano tutta la mattina a grattare su quelle schede poi guardo lei, i suoi figli e vedo la mia famiglia, la mia casa.

Perchè un uomo incosciente mi ha detto che dentro di me si sentiva a casa. Perchè non so se se ne sia accorto e se mai lo ricorderà . E perchè "io non parlo di te, parlo d'altro".

29 aprile, 2008

mai trovata una foto migliore



vale come ringraziamento. perchè la fiducia, l'amore e la fierezza stanotte sono parole piccole per spiegare. un 'ode, ci vorrebbe un'ode. perchè non è una questione privata, è rimettermi al mondo.

la foto è l'ode per chi ben intende.

17 aprile, 2008

zerbi

Spero che le differenze rimangano sempre le stesse.

La frustrazione andrà via quando io andrò via di qua.

15 aprile, 2008

è in questi momenti che mi vergogno